Le 10 migliori opere prime della storia del cinema

I film d’esordio sono importantissimi nella carriera di ogni regista. Spesso contengono già tutta la poetica, non di rado restano le più anarchiche di tutta la filmografia. Alcune hanno cambiato il cinema, altre sono diventate a tutti gli effetti i più grandi capolavori di sempre, imbattuti.

Non sempre la bravura di un regista viene manifestata sin dal primo film. Molti sono infatti i registi, alcuni anche fra i più acclamati della storia del cinema, che hanno avuto esordi travagliati o non del tutto riusciti dietro la cinepresa. Ciò non ha comunque impedito loro di diventare quello che sono poi diventati.
Ma ci sono anche registi che, invece, sin dalle proprie opere prime hanno dimostrato di avere un brillante futuro davanti a sè. Alcuni di questi, poi, non sono probabilmente mai più riusciti, per tutta la loro carriera, a superare il proprio primo lungometraggio. Quella che segue è una lista delle migliori opere prime nella Storia del Cinema. Il criterio fondamentale a cui si è tenuto fede è stato quello dell’importanza delle opere prime rapportata al successo che i registi hanno poi avuto nel corso della loro carriera.

10. Perfect Blue (1997) di Satoshi Kon

Una scena del film Perfect Blue

Dopo aver lavorato a lungo nel mondo degli OAV e dell’animazione di serie Anime il regista giapponese Satoshi Kon debutta sul grande schermo nel 1997 con il noir Perfect Blue. Oltre a essere uno dei film di animazione più importanti e influenti della storia del cinema, Perfect Blue mostra tutta l’abilità di Satoshi Kon nel costruire, attraverso le immagini, spirali di follia connotate da una critica alle perversioni della società giapponese incisiva, satirica e pungente. Perfect Blue è un film che ha ispirato molti registi americani. Due nomi su tutti: David Lynch, che ha omaggiato esplicitamente il lungometraggio di Satoshi Kon nella terza stagione di Twin Peaks (e anche in Mulholland Drive) e Darren Aronofsky che, nel girare Il cigno nero, deve avere avuto ben in mente i temi trattati in Perfect Blue. Satoshi Kon scomparirà nel 2010 dopo aver consegnato alla storia un altro film di grande influenza, Paprika. Il suo film d’esordio rimane tuttavia, con ogni probabilità, il punto più alto della sua carriera da regista. In occasione del suo ritorno in sala abbiamo dedicato un intero articolo a Perfect Blue, sui temi e i significati.

9. Il ritorno (2003) di Andrej Zvjagincev

Una scena dal film Il ritorno

Fra registi come Marco Bellocchio, Tsai Ming-liang, Margarethe von Trotta e Manoel de Oliveira nel 2003 venne premiato a Venezia l’esordio di un regista russo che sembrava ricordare molto Andrej Tarkovskij. Quel regista, in gara con un film dal titolo Il ritorno, si chiama anche lui Andrej e sembra presentare nel suo cinema le stesse tematiche e lo stesso stile del regista di Stalker e Solaris. Il film è un road-movie che nell’indiscutibile fascino delle immagini cela un racconto allegorico ed esoterico, presentato sotto forma di un coming-of-age. Il ritorno è probabilmente una delle opere prime più importanti degli ultimi 20 anni. Premiato con il Leone d’oro a Venezia, il film pone le basi per la carriera di un regista russo molto apprezzato dalla critica europea e americana che, fino a ora, in ogni suo lavoro, ha mantenuto fede alle promesse del suo brillante film d’esordio.

8. I duellanti (1977) di Ridley Scott

Keith Carradine e Harvey Keitel in una scena del film I duellanti

E’ il 1977 quando un regista britannico di 40 anni ottiene il premio speciale della giuria a Cannes per il suo film d’esordio. Quel signore era un certo Ridley Scott. I duellanti, interpretato da Keith Carradine e Harvey Keitel, è un film d’esordio girato con una maturità che molti registi non sono riusciti a raggiungere in un’intera carriera. La storia della lunga faida d’onore fra due soldati che attraversa l’epoca napoleonica è ancora oggi un film molto godibile che non sembra portarsi sulle spalle 44 anni di vita. A I duellanti seguiranno giusto un paio di cult come Alien e Blade Runner. Chi ben inizia è già a metà dell’opera…

7. La rabbia giovane (1973) di Terrence Malick

Martin Sheen in una scena del film La rabba giovane

Terrence Malick è uno dei più importanti registi americani contemporanei. Prima di riscuotere un grande successo alla fine degli anni ’90 con La sottile linea rossa e nel 2011 con la vittoria della Palma d’oro con The Tree of Life, Malick aveva esordito nel 1973 con La rabbia giovane. Il lungometraggio vede come protagonisti Martin Sheen e Sissy Spacek in uno straniante road-movie che pone le basi tematiche e stilistiche della carriera del regista. La rabbia giovane è un film tremendo, una spirale di follia diretta con lucidità e grande consapevolezza da un regista che fece subito vedere di esser destinato a una grande carriera. Il film destò parecchio scandalo per la maniera in cui Terrence Malick alternava scene di estrema violenza a riflessioni introspettive (rese con la voce fuori campo) banali e ingenue. In La rabbia giovane si nota però anche la propensione del regista a immortalare, con grande abilità, immagini naturali. Per i 50 anni dall’uscita, noi gli abbiamo cantato tanti auguri con un intero articolo dedicato al film d’esordio di Malick.

6. La parola ai giurati (1957) di Sidney Lumet

Una scena del film La parola ai giurati

Sidney Lumet è un nome molto spesso dimenticato quando si parla di grandi registi del cinema americano. E, in effetti, nella sua carriera, costellata da molti alti e molti bassi, non riuscì probabilmente mai a superare il capolavoro con cui esordì. La parola ai giurati è uno dei film più influenti e più importanti della storia del cinema americano. Kammerspiel girato con un budget esiguo in un solo ambiente, il film si pone come una vera e propria indagine filosofica circa la relatività della verità e la potenza del dubbio. Dodici giurati sono chiamati a decidere della condanna a morte di un ragazzo afroamericano. Il giurato n° 8, interpretato da Henry Fonda, instillerà negli uomini, in un primo momento totalmente convinti della colpevolezza del giovane, un dubbio. Il resto è storia.

5. L’infanzia di Ivan (1962) di Andrej Tarkovskij

Una scena del film L'infanzia di Ivan

Prima de Il ritorno un altro film d’esordio proveniente dalla Russia (allora URSS) aveva vinto il Leone d’oro – e ovviamente l’abbiamo inserito fra i 15 migliori film che abbiano vinto al Festival di Venezia. Si trattava, non a caso, di L’infanzia di Ivan del grande regista russo Andrej Tarkovskij. Trovare un film che non sia un capolavoro nella filmografia di Tarkovskij è molto difficile, per non dire impossibile. Già con il suo esordio, infatti, mise la firma su uno dei manifesti anti-bellici più belli che la storia del cinema ricordi. Il film racconta guerra vista con gli occhi di un ragazzo che collabora con l’esercito russo. L’adolescenza privata, la morte, l’orrore, una pace e una libertà raggiunta solo nei sogni, fanno da nucleo portante di una pellicola che racconta la condizione dei soldati russi nella II guerra mondiale. Andrej Tarkovskij aveva 30 anni quando girò questo film. Da L’infanzia di Ivan in poi seguirono una serie di capolavori che si interruppero con l’improvvisa scomparsa del regista, avvenuta a 54 anni.

4. Ossessione (1943) di Luchino Visconti

Una scena del film Ossessione

Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943, Luchino Visconti, dopo essersi formato facendo da aiuto-regista a Jean Renoir, esordisce alla regia con Ossessione. La pagina più importante della storia del cinema italiano veniva scritta. Il film con Massimo Girotti e Clara Calamai è una vera e propria pietra miliare. Ossessione è considerato il primo film neorealista italiano ed è il primo, sbalorditivo, tassello della carriera di un regista fra i più importanti della storia del cinema. C’è un cinema italiano prima e dopo Ossessione. Questo, malgrado il film sembri portarsi dietro i quasi 80 anni, bisogna sempre riconoscerlo. E non è certo un fattore di poco conto.

3. Le iene (1992) di Quentin Tarantino

Una scena del film Le Iene

Nel 1992 viene presentato al Sundance Film Festival il film di esordio di un giovane regista texano. Tutto normale, se non per il fatto che il regista in questione fosse un certo Quentin Tarantino. Una delle opere prime che più di tutte hanno influenzato il cinema degli ultimi 30 anni è un vero e proprio capolavoro. I temi e i personaggi di Tarantino ci sono. I dialoghi pure. C’è anche tutta l’esplosività del cinema di Tarantino che ritroveremo nel corso di tutta la sua carriera. Un film come Le iene va visto almeno una volta nella vita non solo se si è fan di Quentin Tarantino, ma anche se si vuole comprendere come è nato il cinema americano contemporaneo.

2. I 400 colpi (1959) di François Truffaut

Una scena del film I 400 colpi

Impossibile non citare il film che diede il maggior impulso nello sviluppo della Nouvelle Vague in una lista delle migliori opere prime della storia del cinema. Il giovane critico François Truffaut, dopo un cortometraggio intitolato L’età difficile, esordì nel 1959 con una pellicola che riscrisse le regole del fare cinema. La tragica e picaresca avventura di Antoine Doinel, ragazzo lasciato solo in balìa di un mondo che non è in grado di comprendere e di comprenderlo, ha rappresentato un nuovo punto di partenza per il cinema europeo. Probabilmente Truffaut non riuscirà più a raggiungere la lucidità e la carica innovativa e rivoluzionaria del suo film di esordio, un film che chiunque si dica amante del cinema dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. I 400 colpi ha riscritto le regole del cinema.

1. Quarto Potere (1941) di Orson Welles

Orson Welles è Charles Foster Kane in una scena del film Quarto Potere

Era il 1941 quando un venticinquenne speaker radiofonico di successo esordì come regista e attore in un film. Il giovane in questione era Orson Welles, uno fra i tanti, insomma. L’influenza che ha avuto Quarto Potere nella storia del cinema è evidente. Fra utilizzo della profondità di campo, l’introduzione del piano sequenza e la struttura narrativa d’avanguardia possiamo tranquillamente definire il film di Orson Welles la migliore in assoluto fra le opere prime. Cosa alquanto scontata, essendo lo stesso Quarto Potere uno dei migliori film della storia della Settima Arte. Non è certo questa la sede per approfondire il capolavoro di Orson Welles e perché Quarto Potere sia considerato il più grande film della storia del cinema, ma chiunque lo abbia visto potrà tranquillamente concordare con la sua presenza in prima posizione di questa classifica.

Vi vengono in mente altre opere prime in grado di gareggiare con queste?

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