L’estranea è il quarto film horror (non chiamatelo thriller) diretto da Paolo Strippoli. È il suo migliore? Sicuramente il più ambizioso, la conferma di una carriera in costante ascesa e che si spera faccia finalmente fortuna quanto i suoi corrispettivi d’oltreoceano.
Jupiter riprende lo scenario di un’escalation nucleare vista da un bunker presidenziale. Ma si sposta sul ben più vicino conflitto in Ucraina e invece del malfunzionamento dei pulsanti, racconta i malfunzionamenti di chi li preme. Due film complementari.
Come ha fatto il The Sun di Rupert Murdoch a diventare il giornale più venduto al mondo? Vendendo morte e fornicazione, trasformando il giornalismo (e quel mondo) in una macelleria di corpi a ribasso. Danny Boyle apre Venezia 83 con una prima pagina esplosiva.
Al festival Il Cinema Ritrovato 2026 abbiamo avuto la possibilità di vedere Quinto potere, film che festeggia quest’anno il cinquantennale, di Sidney Lumet. Un film che, a cinquant’anni di distanza dall’uscita, non potrebbe essere più attuale. Per scoprire cosa ne pensiamo, continuate a leggere qui!
Il Cinema Ritrovato offre, ogni anno, l’occasione di scoprire – o ri-scoprire – grandi film e grandi personaggi del passato. Quest’anno, tra gli altri, è stato il turno di Lenny Bruce, ritratto in maniera originale e toccante dal regista Bob Fosse e da Dustin Hoffman. Per scoprire cosa ne pensiamo, non vi resta che leggere questo articolo!
Abbiamo visto Cuore selvaggio di David Lynch al festival Il Cinema Ritrovato di Bologna. Un’occasione non solo per vedere sul grande schermo uno dei capolavori di David Lynch, ma anche per riscoprirne l’anima più profonda e commovente. Per saperne cosa ne pensiamo, non vi resta che continuare a leggere la recensione.
Marracash è uno dei rapper più celebrati e amati in Italia, nonché una delle penne più brillanti del cantautorato nostrano. King Marracash, diretto da Pippo Mezzapesa, è il documentario che ne racconta la vita e la carriera, fino al Block Party del mese scorso. Per sapere cosa ne pensiamo, non vi resta che continuare a leggere questo articolo!
Fjord di Cristian Mungiu è riuscito nell’impresa impossibile di farmi parteggiare per gli ultraconservatori cattolici. Una Palma d’Oro sulla “famiglia del bosco” che affronta il paradosso democratico più grande: la libertà di pensiero e come garantirla (a tutti).
I genitori a cui muore un figlio possono rimpiazzarlo con una copia in IA. Ma le domande più inquietanti di Sheep in the Box sono anche quelle che interessano meno il lessico famigliare di Kore’eda Hirokazu. Se l’umanità rinuncia a elaborare il lutto, non smette forse di essere umana?
Fatherland ha la sintesi, la cultura e l’eleganza che la maggioranza dei film si sognano. Dopo Cold War, Paweł Pawlikowski torna a parlare di un’Europa divisa (e mai denazificata). Un’esecuzione che in meno di 90 minuti racchiude tutto il ‘900, e quindi il nostro presente.
L’estranea è l’horror più ambizioso di Paolo Strippoli: la recensione
Jupiter non è solo un remake di A House of Dynamite: la recensione
Ink, recensione: Danny Boyle contro i Mad Men del giornalismo
Quinto potere, recensione: satira e incubo in prima televisiva
Dustin Hoffman è Lenny, il padre della stand-up: la recensione
Cuore selvaggio, tutta l’anima di David Lynch: la recensione
King Marracash, recensione: l’apogeo di una leggenda del rap
Fjord è Palma d’Oro (e vi farà simpatizzare per gli ultraconservatori)
Sheep in the Box, recensione: un affare di famiglia al tempo dell’IA
Fatherland di Pawlikowski è un film coltissimo: la recensione