Tutti i film di John Carpenter dal peggiore al migliore

John Carpenter è una leggenda della Settima Arte. Un maestro del cinema indipendente capace di girare capolavori immortali e profetizzare sul grande schermo il tracollo della società occidentale. In occasione del suo 78esimo compleanno, non possiamo esimerci dall’omaggiarlo con una classifica di tutti i suoi film da regista.
Il regista John Carpenter

Regista, sceneggiatore, musicista, attore, produttore e montatore statunitense, John Carpenter è una leggenda della Settima Arte. Un artigiano delle immagini che si è formato alla scuola dei grandi classici (Howard Hawks, Alfred Hitchcock). Un maestro della macchina da presa capace di dirigere alcuni dei più importanti capolavori della storia del cinema. Un visionario che ha previsto e preannunciato sul grande schermo il tracollo della società occidentale.

Nato come cineasta indipendente, John Carpenter realizza i suoi primi lavori con budget irrisori. Lo strepitoso successo di Halloween – La notte delle streghe (1978) lo pone all’attenzione delle major, che decidono di investire su di lui e sul suo sconfinato talento. Ma i fallimenti commerciali al box-office, le opinioni contrastanti della critica e il suo stile violento e pessimista gli impediscono di lavorare serenamente con le grandi produzioni hollywoodiane, che lo relegano ai margini dell’industria.

Anarchici e anticonformisti, politici e anticapitalisti, precursori dell’horror e della fantascienza contemporanei, i film di Carpenter raccontano paure, conflitti, insicurezze e contraddizioni della nostra società. Mostrano una visione della realtà tanto cupa e distopica quanto sincera e profetica. Oggi, 16 gennaio 2026, in occasione del suo 78esimo compleanno, non possiamo esimerci dall’omaggiare John Carpenter con una classifica di tutti i suoi film da regista, ordinandoli dal peggiore al migliore!

18. Villaggio dei dannati (1995)

I bambini e Christopher Reeve in una scena del film Villaggio dei dannati (1995)

Remake dell’omonimo film del 1960 di Wolf Rilla, a sua volta tratto dal romanzo di fantascienza I figli dell’invasione (1957) di John Wyndham, Villaggio dei dannati racconta la storia di nove bambini con i capelli bianchi e dai poteri straordinari, in grado di leggere la mente e comandare la volontà degli adulti. Convinto che si tratti di marziani con intenzioni ostili verso l’umanità, il medico Alan Chaffee (Christopher Reeve) cercherà di eliminarli. Un film sfilacciato, non all’altezza del materiale originale e prevedibile (chiunque può sospettare che nove bambini vestiti uguali e con i capelli platinati nascondano qualcosa di strano).

17. Avventure di un uomo invisibile (1992)

Daryl Hannah e Chevy Chase nel poster del film Avventure di un uomo invisibile

Avventure di un uomo invisibile è basato sul romanzo Ricordi di un uomo invisibile di H.F. Saint (in inglese i titoli delle due opere coincidono). La pellicola narra le vicissitudini di Nick Halloway (Chevy Chase), un agente di borsa che diventa invisibile a causa di un incidente molecolare. Braccato dai servizi segreti, Nick chiede aiuto a una sua vecchia spasimante (Daryl Hannah). L’intreccio amoroso e l’evolversi della vicenda risultano piuttosto scontati; tuttavia, gli effetti speciali sono pregevoli e alcune trovate molto fantasiose (ad esempio quella di Nick che ritorna visibile grazie a fard e rossetto). Carpenter lavora su commissione, ma evita scivoloni.

16. The Ward – Il reparto (2010)

Amber Heard nella scena iniziale del film The Ward - Il reparto

The Ward – Il reparto è l’ultimo film diretto da John Carpenter. Dopo dieci anni di assenza, il maestro dell’horror torna con un’opera non ideata da lui (la sceneggiatura è di Michael e Shawn Rasmussen), ma la costruzione della tensione e i riferimenti al labile confine che separa ragione e follia in una società scissa sono comunque degni del grande regista che fu. La storia prende avvio in una fattoria, dove l’instabile Kristen (Amber Heard) decide di dar fuoco a tutto. La ragazza viene ricoverata senza memoria nel reparto psichiatrico di un ospedale e presto dovrà fare i conti con i terrificanti segreti che nasconde quel luogo.

15. Fantasmi da Marte (2001)

Natasha Henstridge, Clea DuVall, Pam Grier e Liam Waite in una scena del film Fantasmi da Marte

I terrestri si spingeranno mai a colonizzare un altro pianeta? In Fantasmi da Marte il traguardo è ormai raggiunto. Siamo nel ventiduesimo secolo, più precisamente nell’anno 2176, momento storico in cui gli esseri umani sono riusciti a istituire un governo di tipo matriarcale sul Pianeta Rosso. Nel distretto minerario di Shining Canyon, gli spiriti guerrieri di un’antica civiltà locale si impossessano degli umani e li trasformano in feroci ribelli sanguinari. Al tenente Melanie Ballard (Natasha Henstridge) non resta altra scelta che allearsi col pericoloso detenuto James “Desolation” Williams (Ice Cube) per fronteggiare l’orda di mutanti. Carpenter gira un B-movie rozzo, con “molta azione e poco cervello”, ma piacevole e spassoso.

14. Dark Star (1974)

L'astronave Dark Star nel poster del film Dark Star

Dark Star segna l’esordio cinematografico di John Carpenter dietro la macchina da presa. La pellicola ci trasporta questa volta nel 2250 sulla navicella spaziale Dark Star, dove quattro astronauti ammazzano il tempo come possono tra una missione intergalattica e l’altra. Nata come saggio universitario, l’opera prima di Carpenter è una sorta di “Aspettando Godot nello spazio”, come dichiarato dallo stesso regista (anche se il risultato appare più come un recupero in chiave satirica di 2001: Odissea nello spazio). Nonostante i limiti oggettivi, dati soprattutto dal ridottissimo budget a disposizione, il prodotto è avvincente e anticipa il nuovo filone fantascientifico anni Settanta.  

13. Vampires (1998)

Thomas Ian Griffith in una scena del film Vampires

Vampires è un horror vampiresco dall’anima western. Un road movie adrenalinico che ha dato origine a ben due sequel (Il cacciatore delle tenebre Vampires 3). Il protagonista è il celebre James Woods, di cui potete recuperare qui la nostra TOP 10. James Woods interpreta Jack Crow, cacciatore di taglie incaricato dal Vaticano di trovare e uccidere Valek (Thomas Ian Griffith), il capo dei vampiri. Nonostante l’insuccesso commerciale all’uscita in sala, Vampires è stato rivalutato col tempo diventando un vero e proprio cult. Ci troviamo al cospetto di uno dei film più crudi e splatter dell’intera filmografia di Carpenter.

12. Fuga da Los Angeles (1996)

Kurt Russell (Jena Plissken) in una scena del film Fuga da Los Angeles

Fuga da Los Angeles è il sequel del ben più acclamato 1997: Fuga da New York. Ambientato nel 2013 (sedici anni dopo gli accadimenti di 1997: Fuga da New York), Fuga da Los Angeles torna a proporre le peripezie dell’ex militare Jena Plissken (Kurt Russell), incastrato dal governo statunitense per recuperare un pericoloso congegno nella città di Los Angeles, divenuta un’isola in cui vengono deportati gli elementi socialmente pericolosi. Jena (Snake nella versione originale) dovrà scovare il guerrigliero terzomondista Cuervo Jones (George Corraface), sosia di Che Guevara. Le location di una L.A. disastrata sono suggestive e le battute di Jena sempre memorabili, ma nel complesso Fuga da Los Angeles non regge il confronto con l’originale.

11. Starman (1984)

Karen Allen e Jeff Bridges nella scena finale del film Starman

In Starman un alieno (Jeff Bridges) giunge sulla Terra con intenzioni di conoscenza e pace. Per mimetizzarsi tra i terrestri, l’alieno assume le sembianze del marito defunto di Jenny Hayden (Karen Allen). Jenny dovrà accompagnarlo in Arizona per l’appuntamento con l’astronave di ritorno, ma alle loro calcagna ci sarà l’esercito. Starman mescola favola fantascientifica e mélo per toccare i nervi scoperti di una società che continua a essere inadeguata a ospitare il “diverso”. Il lavoro di Carpenter non convince appieno i fan del regista, ma è innegabile che il coinvolgimento emotivo non è inferiore a quello di un classico della storia del cinema come E.T. l’extraterrestre: commovente l’addio finale tra i due protagonisti.

10. Christine – La macchina infernale (1983)

La macchina Christine nel poster del film Christine - La macchina infernale

Tratto da un noto romanzo di Stephen King, Christine – La macchina infernale racconta la storia di Arnie Cunningham (Keith Gordon), il classico liceale americano portato per gli studi e preso di mira dai bulli della scuola. Un giorno, Arnie vede in una discarica una Plymouth Fury rossa del ’57 e se ne innamora. Decide così di comprarla per rimetterla in sesto, ma la macchina possiede un’aura diabolica. Christine – La macchina infernale è una lucida rappresentazione del potere seducente (e mortale) del consumismo e del possesso. A rubare l’occhio sono soprattutto gli effetti visivi: folgorante la scena in cui la macchina si aggiusta da sola davanti allo sguardo incredulo di Arnie.

9. Fog (1980)

Jamie Lee Curtis nel poster del film Fog (1980)

Fog è ambientato nella comunità di pescatori di Antonio Bay, dove il 21 aprile del 1980 si festeggia il centenario di fondazione della città. Scoccata la mezzanotte, iniziano ad accadere strani avvenimenti: la costa viene travolta da una fitta nebbia e dal suo interno fuoriescono fantasmi. Qualcuno o qualcosa è tornato per reclamare un vecchio debito con la città e i suoi abitanti. Fog è una ghost story efficace e ricca di suspense. Un horror imbevuto di atmosfere spettrali che riflette sulla perdita dell’innocenza di una comunità fondata sulle rovine del peccato: il passato che chiede il conto a un presente costruito sul sangue.

8. Il signore del male (1987)

Alice Cooper in una scena del film Il signore del male

Il signore del male è uno degli horror più spaventosi degli anni Ottanta. Tra vecchie chiese abbandonate e misteri contenuti in grossi cilindri di liquido verde, Carpenter abbandona le grosse produzioni e con la forza dell’indipendenza può permettersi di guardare in faccia sia l’epoca reaganiana che il futuro prossimo. Il risultato è apocalittico, pieno di carne in putrefazione, visioni dell’Anticristo che bussa alle porte del presente per entrare, barboni assassini (guidati dalla rockstar Alice Cooper), scarafaggi e follia sanguinosa. Un nichilismo senza vie di fuga, specchio di una realtà politica e sociale che non riserva nulla di buono per nessuna generazione.

7. Distretto 13 – Le brigate della morte (1976)

Frank Doubleday in una scena del film Distretto 13 - Le brigate della morte (1976)

Distretto 13 – Le brigate della morte è un thriller d’assedio teso e durissimo. Nella pellicola le gang di Los Angeles dichiarano guerra alle forze dell’ordine e prendono di mira una piccola e isolata stazione di polizia che sta per chiudere i battenti. A difendere la stazione dai teppisti ci saranno il tenente Ethan Bishop (Austin Stocker), la coraggiosa segretaria Leigh (Laurie Zimmer) e i prigionieri Napoleon Wilson (Darwin Joston) e Wells (Tony Burton): poliziotti e detenuti costretti a unire le forze per combattere un nemico impalpabile e senza identità, che agisce nell’ombra e si moltiplica senza ragione. Sconvolgente e indimenticabile la scena della bambina con il cono gelato.

6. Il seme della follia (1994)

Sam Neill in una scena del film Il seme della follia

Il seme della follia è un inquietante e pericoloso viaggio nei meandri della mente umana. Il film si apre con l’investigatore assicurativo John Trent (Sam Neill) che racconta ai dottori di una clinica psichiatrica gli eventi che lo hanno condotto alla follia: incaricato di rintracciare il romanziere Sutter Cane (Jürgen Prochnow), i cui libri vendono più di quelli di Stephen King e fanno letteralmente impazzire i lettori, John si è ritrovato nel paesino fantasma di Hobb’s End, dove ha scoperto di essere anche lui frutto della fantasia di Cane. Ne Il seme della follia Carpenter gioca sulla confusione tra realtà e finzione per descrivere un mondo precipitato nel caos e nel delirio, ma anche dominato da simboli e simulacri: la sua opera più complessa e stratificata.

5. Grosso guaio a Chinatown (1986)

Kim Cattrall, Kurt Russell, Dennis Dun e Suzee Pai in una scena del film Grosso guaio a Chinatown

Grosso guaio a Chinatown è, invece, il film più spensierato e fumettistico di Carpenter. Un meraviglioso pastiche che mescola commedia, arti marziali e horror. Un’avventura piena zeppa di straordinari effetti speciali artigianali e divertimento. Il ritmo è incalzante e i personaggi sono di una simpatia contagiosa: dai guerrieri Tuono (Carter Huang), Pioggia (Peter Kwong) e Fulmine (James Pax) allo stregone centenario David Lo Pan (James Hong), passando per l’avvocatessa Gracie Law (Kim Cattrall), l’autista di tour bus Egg Shen (Victor Wong), il rozzo camionista americano Jack Burton (Kurt Russell) e il suo amico cinese Wang Chi (Dennis Dun). I loro cammini si incroceranno in una fortezza sotto le strade di Chinatown. Raramente John Carpenter ha dimostrato un amore così sincero e viscerale per la Settima Arte come in Grosso guaio a Chinatown.

4. Essi vivono (1988)

Un alieno in una scena del film Essi vivono

Un paio di occhiali neri possono cambiare la nostra visione del mondo? In Essi vivono l’operaio Nada (Roddy Piper) trova alloggio in una baraccopoli. Qui scopre degli speciali occhiali da sole che mostrano a chi li indossa una realtà diversa dalle apparenze. Il filtro in bianco e nero delle lenti rivela una Los Angeles tappezzata di messaggi pubblicitari subliminali: “obbedite”; “comprate”; “non svegliatevi”. Gli alieni hanno invaso la Terra e si sono infiltrati tra la gente. Il loro compito è quello di manipolare la mente umana attraverso la stampa e la televisione, ma Nada proverà a fermarli. Essi vivono, di cui potete recuperare qui la nostra recensione, è il film più politico di Carpenter. Un attacco diretto al potere dei media e al Reaganomics, che negli anni Ottanta ha alimentato le diseguaglianze sociali valorizzando il capitale economico a discapito di quello umano.

3. 1997: Fuga da New York (1981)

Kurt Russell (Jena Plissken) nella scena finale del film 1997: Fuga da New York

In 1997: Fuga da New York Manhattan è diventata un’immensa prigione senza legge. Sull’isola è disperso il Presidente degli Stati Uniti, precipitato a seguito di un dirottamento aereo. Per ritrovarlo il direttore del carcere Hauk (Lee Van Cleef) offre all’ergastolano Jena Plissken (Kurt Russell) la cancellazione di tutte le sue condanne. Ma deve recuperarlo entro ventiquattro ore, altrimenti una microcapsula che gli è stata iniettata lo ucciderà. Un cocktail di noir e fantascienza metropolitana per affrontare temi come l’aumento della violenza urbana, la giustizia punitiva e la minaccia nucleare: 1997: Fuga da New York ha segnato l’immaginario degli anni Ottanta. Kurt Russell con i suoi capelli lunghi, la benda all’occhio sinistro e il cobra tatuato sul petto è entrato nella memoria collettiva: un anti-eroe fuori dal tempo che restituisce il ritratto di un mondo allo sbando.

2. Halloween – La notte delle streghe (1978)

Nick Castle (Michael Myers) in una scena del film Halloween - La notte delle streghe

Halloween – La notte delle streghe non è il primo slasher della storia del cinema, ma di sicuro è il più influente e imitato. La colonna sonora, firmata dallo stesso Carpenter, ormai è divenuta iconica; il serial killer Michael Mayers rappresenta una delle maschere horror più famose di tutti i tempi. La violenza che scorre sullo schermo è più suggerita che mostrata e il clima di tensione non concede un solo attimo di tregua. Carpenter estremizza l’identificazione dello spettatore con il mostro attraverso un uso della soggettiva che costringe chi guarda ad avere paura di sé stesso e a mettere in discussione le proprie certezze. La figura “metafisica” di Michael Myers assume da questa prospettiva contorni realmente inquietanti, evidenziati da una maschera anonima e priva di espressione che diventa il simbolo del Male Assoluto.

1. La cosa (1982)

Kurt Russell in una scena del film La cosa (1982)

La cosa è un’opera brutale e claustrofobica ambientata in una base scientifica in Antartide, dove un gruppo di ricercatori americani si trova assediato da una forma di vita aliena parassitaria in grado di impossessarsi di qualsiasi creatura vivente. Isolati dal mondo esterno, gli scienziati diventano sempre più paranoici e sospettano a vicenda di essere controllati dalla “Cosa”. È la nascita del New Horror, che esplora le ansie e le paure contemporanee attraverso una violenza più esplicita e disturbante. Mai prima di allora gli effetti speciali erano stati così adatti a raccontare un universo dove l’identità è messa in crisi dal contatto con l’altro. Carpenter mostra nei particolari la lacerazione e la deformazione della carne, innalzando radicalmente la soglia di tolleranza del genere. Un capolavoro che si insinua sottopelle e da cui è impossibile liberarsi.

E voi cosa ne pensate della nostra classifica dei film di John Carpenter? Fateci sapere la vostra nei commenti!

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