Oscar 2026: Una battaglia dopo l’altra Miglior Film, Chalamet a mani vuote

Gli Oscar 2026 sono stati, com'era previsto, i più incerti e sorprendenti dei tempi recenti. Tante le star che hanno sfilato sul red carpet, altrettanti i film che hanno scritto pagine importanti nel corso della kermesse. Per scoprire tutti quanti i vincitori dell'edizione, non vi resta che leggere questo articolo.
Micheal B. Jordan e Ryan Coogler premiati con l'Academy Awards per i Peccatori agli Oscar 2026

Gli Oscar, aka gli Academy Awards. Una profusione annuale di glam, gossip, supposizioni, abiti, soldi, ostentazione. Ma anche il premio cinematografico più popolare, prestigioso e ambito da chiunque abbia nella settima arte il proprio mestiere. Un premio che arriva al termine di una stagione dei premi e che – perlomeno per quanto riguarda gli Stati Uniti – sancisce, di anno in anno, i migliori film dell’annata. Se non altro, secondo gli standard dell’industria statunitense, e dei suoi oltre 10.000 giurati (questi, non solo statunitensi). Un premio, insomma, che solitamente funge da climax di un percorso molto ben definito, e che quindi usualmente riserva poche sorprese. Questo, in anni normali. Gli Oscar 2026, tuttavia, non sono stati un’edizione assolutamente normale, e di sorprese – se non altro rispetto alle aspettative di inizio stagione – ce ne sono state.

Vuoi per il momento politico e sociale globale – in primis – e statunitense; vuoi per la qualità media piuttosto alta dell’annata cinematografica, costellata di grandi titoli sia tra i prodotti marcatamente di Hollywood sia tra i prodotti internazionali, abbondantemente in grado di dividere e appassionare critici e giurati; o vuoi per una incostanza sorprendente per quanto riguarda i premi precursori (critici, Critics’ Choice Awards, Golden Globes, Bafta, Actors’ Awards), che hanno distribuito come mai prima d’ora determinate categorie, ma il fatto è che quest’annata siamo arrivati alla kermesse del Dolby Theatre di ieri quasi totalmente sguarniti di certezze come poche altre volte nella storia recente del premio.

Mai come in questa occasione era dunque lecito aspettarsi di tutto da questa edizione marzolina degli Oscar. I film che potevano ambire alle statuette erano tanti – e quasi tutti di medio-alta qualità, qui li trovate tutti -, le sorprese erano dietro l’angolo, di pari passo con flop impronosticabili fino a qualche settimana fa (Timothée, stiamo parlando con te, seppur non per la querelle opera-teatro), l’attenzione mediatica, anche per i pronosticabili messaggi politici – che ci sono stati in dose solamente parziale – altissima. Ma d’altronde sono gli Oscar, baby, e dunque staremo a vedere cosa ci riserveranno. Nei prossimi paragrafi trovate qualche commento sui vincitori, mentre più in basso la lista completa dei vincitori.

Oscar 2026: un trionfo di peccatori e rivoluzionari

Paul Thomas Anderson premiato agli Oscar 2026

Erano i favoriti della vigilia, e non hanno certo deluso le aspettative. Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, senza dubbio tra gli autori più influenti e rilevanti del cinema statunitense degli ultimi trent’anni, finalmente premiato con i suoi primi tre Oscar, e I peccatori di Ryan Coogler si sono infatti spartiti i premi più importanti dell’edizione. Film, regia, il debuttante premio per il casting, sceneggiatura adattata, montaggio e miglior attore non protagonista (Sean Penn, alla terza statuetta, assente alla premiazione) per il primo; miglior attore protagonista (Michael B. Jordan, che supera al fotofinish Timothée Chalamet), miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia e colonna sonora per il secondo.

Un duopolio annunciato, costruito mattone dopo mattone nel corso dell’annata, e senza particolari scossoni rispetto ai pronostici degli ultimi giorni. Fatta eccezione per il premio dedicato al casting, previsto per I peccatori e andato invece al film di PTA. Una battaglia dopo l’altra è arrivato alla cerimonia forte di un consenso critico elevatissimo, rafforzato da una Awards Season praticamente perfetta, con il solo dubbio lasciato dagli Actors’ Awards, che hanno invece premiato il film di Coogler, e ha avuto la meglio, all’ultimissima curva, su un film cinematograficamente rivoluzionario come I peccatori. Che comunque, come si è detto, di premi “pesanti” se ne è portati a casa ben quattro. Tra cui quello dedicato all’attore protagonista. E qui si apre un altro capitolo: gli sconfitti. O meglio, lo sconfitto.

Lo sconfitto degli Oscar 2026

Timothée Chalamet e Kylie Jenner agli Oscar 2026

Non c’è niente da fare, gli Oscar 2026 verranno sì ricordati come il trionfo dei film di PTA e Ryen Coogler, ma anche per la sconfitta più cocente di una stella del cinema mondiale: Timothée Chalamet. Una sconfitta nell’aria da diversi giorni ma concretizzatasi ufficialmente con l’annuncio di Michael B. Jordan come miglior attore per la sua (ottima) interpretazione dei gemelli Smoke e Stack ne I peccatori. E, diciamocelo, la sconfitta brucia parecchio all’attore newyorkese, al di là dei sorrisi di facciata e abbracci al vincitore.

L’interpretazione di Chalamet in Marty Supreme era costruita ad hoc per una sua vittoria agli Oscar, così come tutta la promozione che ha gravitato attorno al film di Josh Safdie (altro grande sconfitto della serata: su nove candidature, il bottino si è fermato a zero), interamente indirizzata verso la statuetta all’attore, anima e corpo del lungometraggio. Dichiarazioni un po’ avventate (arrivate ben prima della questione opera-balletto, sia chiaro) e una campagna fin troppo aggressiva, questa volta non hanno giovato. Arriverà il giorno della vittoria pure per Timmy, ma non è questo il giorno. Il percorso sulle orme di DiCaprio continua imperterrito.

Gli altri vincitori degli Oscar 2026

Jacob Elordi in una scena del film Frankenstein

Al netto dei due film che hanno vampirizzato l’edizione degli Oscar 2026, altri film hanno messo una mano importante sulla “notte”. Primo fra tutti, il Frankenstein di Guillermo del Toro che, senza particolari sorprese, si porta a casa i “tecnici” dedicati a costumi, trucco e scenografie, posizionandosi alla base del podio in quanto a statuette conquistate. Gloria anche per un altro vincitore di serata annunciato: KPop Demon Hunters di Maggie Kang e Chris Appelhans, vincitore del premio dedicato ai film d’animazione e quello per la miglior canzone, Golden.

La spunta, al termine di una corsa interessante ed equilibrata, Sentimental Value, forte di nove noms, che è stato un record, nella categoria dedicata alle pellicole internazionali, lasciando a bocca asciutta il suo rivale L’agente segreto e i più politici Un semplice incidente e La voce di Hind Rajab. Premio dedicato al sonoro per F1 – Il film, quello per gli effetti speciali ad Avatar – Fuoco e cenere e quello per come miglior documentario a Mr. Nobody Against Putin, di David Borenstein.

Tutti i vincitori agli Oscar 2026

Le statuette degli Oscar 2026

Miglior cortometraggio d’animazione

  • La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski
  • Butterfly, regia di Florence Miailhe e Ron Dyens
  • Forevergreen, regia di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears
  • Retirement Plan, regia di John Kelly e Andrew Freedman
  • The Three Sisters, regia di Konstantin Bronzit

Miglior cortometraggio

  • The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
  • Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata
  • Butcher’s Stain, regia di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi
  • A Friend of Dorothy, regia di Lee Knight e James Dean
  • Jane Austen’s Period Drama, regia di Julia Aks e Steve Pinder

Miglior cortometraggio documentario

  • All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones
  • Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud, regia di Craig Renaud e Juan Arredondo
  • Children No More: “Were and Are Gone”, regia di Hilla Medalia e Sheila Nevins
  • The Devil Is Busy, regia di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
  • Perfectly a Strangeness, regia di Alison McAlpine

Miglior documentario

  • Mr Nobody Against Putin, regia di David Borenstein
  • The Alabama Solution, regia di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
  • Come See Me in the Good Light, regia di Ryan White, Jessica Hargrave, Tig Notaro e Stef Willen
  • Cutting Through Rocks, regia di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni
  • The Perfect Neighbor, regia di Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu e Sam Bisbee

Miglior canzone originale

  • Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park e Ian Eisendrath) – KPop Demon Hunters
  • Dear Me (testo e musica: Diane Warren) – Diane Warren: Relentless
  • I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I peccatori
  • Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) – Viva Verdi!
  • Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) – Train Dreams

Miglior colonna sonora originale

  • Ludwig Göransson – I peccatori
  • Alexandre Desplat – Frankenstein
  • Jerskin Fendrix – Bugonia
  • Jonny Greenwood – Una battaglia dopo l’altra
  • Max Richter – Hamnet – Nel nome del figlio

Miglior sonoro

  • Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1 – Il film
  • Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern – Frankenstein
  • José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor – Una battaglia dopo l’altra
  • Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas – Sirāt
  • Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker – I peccatori

Miglior montaggio

  • Andy Jurgensen – Una battaglia dopo l’altra
  • Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme
  • Olivier Bugge Coutté – Sentimental Value
  • Stephen Mirrione – F1 – Il film
  • Michael P. Shawver – I peccatori

Migliori effetti visivi

  • Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar – Fuoco e cenere
  • Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin – The Lost Bus
  • Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean – I peccatori
  • Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson – F1 – Il film
  • David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould – Jurassic World – La rinascita

Migliori trucco e acconciatura

  • Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein
  • Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry – I peccatori
  • Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg – The Ugly Stepsister
  • Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein – The Smashing Machine
  • Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu – Kokuho

Migliori costumi

  • Kate Hawley – Frankenstein
  • Miyako Bellizzi – Marty Supreme
  • Ruth E. Carter – I peccatori
  • Deborah L. Scott – Avatar – Fuoco e cenere
  • Malgosia Turzanska – Hamnet – Nel nome del figlio

Miglior scenografia

  • Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein
  • Hannah Beachler (scenografia) e Monique Champagne (arredamento) – I peccatori
  • Fiona Crombie (scenografia) e Alice Felton (arredamento) – Hamnet – Nel nome del figlio
  • Jack Fisk (scenografia) e Adam Willis (arredamento) – Marty Supreme
  • Florencia Martin (scenografia) e Anthony Carlino (arredamento) – Una battaglia dopo l’altra

Miglior fotografia

  • Autumn Durald Arkapaw – I peccatori
  • Michael Bauman – Una battaglia dopo l’altra
  • Darius Khondji – Marty Supreme
  • Dan Laustsen – Frankenstein
  • Adolpho Veloso – Train Dreams

Miglior casting

  • Cassandra Kulukundis – Una battaglia dopo l’altra
  • Gabriel Domingues – L’agente segreto
  • Nina Gold – Hamnet – Nel nome del figlio
  • Francine Maisler – I peccatori
  • Jennifer Venditti – Marty Supreme

Miglior film d’animazione

  • KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
  • Arco, regia di Ugo Bienvenu
  • Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
  • La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
  • Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush

Miglior film internazionale

  • Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
  • L’agente segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile)
  • Un semplice incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
  • Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna)
  • La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior sceneggiatura originale

  • Ryan Coogler – I peccatori
  • Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme
  • Robert Kaplow – Blue Moon
  • Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saïvar e Mehdi Mahmoudian – Un semplice incidente
  • Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value

Miglior sceneggiatura non originale

  • Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l’altra
  • Guillermo del Toro – Frankenstein
  • Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams
  • Will Tracy – Bugonia
  • Chloé Zhao e Maggie O’Farrell – Hamnet – Nel nome del figlio

Miglior attrice non protagonista

  • Amy Madigan – Weapons
  • Elle Fanning – Sentimental Value
  • Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
  • Wunmi Mosaku – I peccatori
  • Teyana Taylor – Una battaglia dopo l’altra

Miglior attore non protagonista

  • Sean Penn – Una battaglia dopo l’altra
  • Benicio del Toro – Una battaglia dopo l’altra
  • Jacob Elordi – Frankenstein
  • Delroy Lindo – I peccatori
  • Stellan Skarsgård – Sentimental Value

Miglior attrice protagonista

  • Jessie Buckley – Hamnet – Nel nome del figlio
  • Rose Byrne – Se solo potessi ti prenderei a calci
  • Kate Hudson – Song Sung Blue – Una melodia d’amore
  • Renate Reinsve – Sentimental Value
  • Emma Stone – Bugonia

Miglior attore protagonista

  • Michael B. Jordan – I peccatori
  • Timothée Chalamet – Marty Supreme
  • Leonardo DiCaprio – Una battaglia dopo l’altra
  • Ethan Hawke – Blue Moon
  • Wagner Moura – L’agente segreto

Miglior regista

  • Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l’altra
  • Ryan Coogler – I peccatori
  • Josh Safdie – Marty Supreme
  • Joachim Trier – Sentimental Value
  • Chloé Zhao – Hamnet – Nel nome del figlio

Miglior film

  • Una battaglia dopo l’altra, regia di Paul Thomas Anderson
  • Bugonia, regia di Yorgos Lanthimos
  • F1 – Il film, regia di Joseph Kosinski
  • Frankenstein, regia di Guillermo del Toro
  • Hamnet – Nel nome del figlio, regia di Chloé Zhao
  • Marty Supreme, regia di Josh Safdie
  • L’agente segreto, regia di Kleber Mendonça Filho
  • Sentimental Value, regia di Joachim Trier
  • I peccatori, regia di Ryan Coogler
  • Train Dreams, regia di Clint Bentley

E voi, siete soddisfatti dei verdetti degli Oscar 2026? Se no, chi avreste fatto vincere? Fatecelo sapere!

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