Tutti gli uomini dei registi: gli attori feticcio di Wes Anderson

Tutti gli uomini (e le donne) di Wes Anderson: chi sono gli interpreti feticcio del regista americano? Qui trovate la risposta. Negli anni, Anderson ha arricchito la sua galleria di attori sempre presenti all’interno delle sue pellicole, sia da protagonisti che in ruoli minori. Ecco tutti i volti amati che non possono mancare nei film di Anderson!
Jason Schwartzman, Owen Wilson e Adrien Brody in una scena del film Il treno per Darjeeling

Vorrei vivere in un film di Wes Anderson” cantava una canzone di qualche anno fa, e, davvero, chi non vorrebbe? Perfette armonie cromatiche, simmetrie che seducono la vista, colonne sonore anni retrò. Le atmosfere andersoniane sono curatissime quanto posticce, simili a cartoline o a certe palle di vetro con la neve. C’è a chi può dare sui nervi, e vorrebbe prendere colpi di ascia certe scenografie color pastello come un novello Jack Torrance, e chi si bea della venerazione per l’estetica che permea la filmografia di Wes Anderson.

Ma a rendere iconici e istantaneamente riconoscibili i film di Anderson non sono soltanto i colori e certe inquadrature, ma anche alcuni volti. Wes Anderson, come moltissimi registi, ha degli attori feticcio, che non sempre, però, pone al centro della scena. Al contrario, Anderson si diverte a nascondere i suoi interpreti preferiti sullo sfondo delle sue pellicole, affibbiando spesso loro una parte secondaria con pochissime battute, ma non rinunciando mai alla loro presenza.

Anche quegli attori, allora, diventano parte delle scenografie curate con ossessione maniacale, hanno il loro posto nella hall dell’Hotel Budapest, o su un treno che porta a Darjeeling, come un vaso, un cappotto, un berretto color rosso acceso, e, proprio come ogni dettaglio in un film di Anderson, sono necessari e insostituibili. Oggi vogliamo esplorare gli interpreti preferiti di Wes Anderson, scopriamo tutti i volti sempre presenti (anche quando sono nascosti) nelle sue pellicole!

Owen Wilson

Owen Wilson in una scena del film Un colpo da dilettanti

Questa è una storia che va ben oltre l’obiettivo della telecamera. Wes Anderson incontra Owen Wilson nel 1989, quando i due si scoprono compagni di stanza all’Università del Texas, ad Austin, ed è davvero, come avrebbero detto in Casablanca, “l’inizio di una bella amicizia”, nonché di una fortunata collaborazione artistica. È infatti insieme a Owen Wilson e a suo fratello minore Luke che Anderson dirige il suo primo lungometraggio, Un colpo da dilettanti (Bottle Rocket), una commedia crime, all’epoca considerata da Martin Scorsese uno dei dieci migliori film degli anni ’90.

Owen Wilson, da subito, non soltanto recita di fronte all’obbiettivo, ma è insieme a Anderson nella fase di scrittura, situazione che sarà sempre più frequente. Siamo forse abituati a pensare a Wilson come al protagonista belloccio di diverse commedie tutte sommato dimenticabili, o, tutt’al più e di recente, come al Mobius di Loki, ma è lui che si nasconde dietro le sceneggiature di Rushmore e de I Tenenbaum.

E, anche quando ha smesso di dare il suo input in fase di scrittura, Wilson non è mai del tutto scomparso dai film di Anderson. Eccezion fatta per L’isola dei cani, Asteroid City e La meravigliosa storia di Henry Sugar e Rushmore (in cui invece recita il fratello Luke), Wilson è sempre nascosto da qualche parte, vi sfidiamo a tovarlo!

Jason Schwartzman

Jason Schwartzman in una scena del film Rushmore

Nonostante all’anagrafe il cognome sia il paterno Schwartzman, è il cognome della madre a pesare molto di più nella vita di Jason: Coppola, lo stesso di Francis Ford, lo stesso occultato da Nicholas Cage. Il secondo film di Anderson, Rushmore, è quello di debutto per Jason, e che debutto: da protagonista, al fianco di un Bill Murray che era già leggenda. Per le successive due pellicole di Anderson non si fa vedere, ma torna trionfante in Il treno per Darjeeling, nuovamente al centro della scena, che però deve condividere con Owen Wilson e Adrien Brody, e anche a dare il suo apporto creativo in fase di scrittura.

Da lì in poi, escluso L’isola dei cani e La meravigliosa Storia di Henry Sugar, non salta un progetto: sempre davanti alla telecamera, talvolta nella stanza degli sceneggiatori, collezionando piccole gemme di performance (qui ordinate in classifica dalla peggiore alla migliore). Con Asteroid City, ritorna trionfante da protagonista, a distanza di più di dieci anni da Il treno per Darjeeling. La collaborazione con Anderson è davvero la più fortunata della sua carriera, o almeno quella che gli ha garantito maggiore visibilità. Chi scrive, Jason Schwartzman se lo riesce a immaginare solo così: o con un discutibile taglio di capelli nel ruolo di Gideon Graves di Scott Pilgrom vs. the World, o con l’uniforme della Rushmore.

Bill Murray

Bill Murray in una scena del film Le avventure acquatiche di Steve Zissou

Il caso di Bill Murray è un’altra storia. Di solito, gli attori feticcio di un regista sono quelli che è lui stesso a lanciare. Quelli come Owen Wilson, che Anderson conosceva dal college. Bill Murray, invece, calcava le assi del palcoscenico di Saturday Night Live mentre Anderson andava ancora alle elementari. Ha già alle spalle una carriera di enorme successo e una fama che lo precede quando, nel 1998, si unisce al cast di Rushmore, accento Jason Schwartzman. Ha quarantotto anni, non è più un uomo giovane, eppure il suo percorso artistico sta per prendere una direzione inaspettata.

Sin da subito, viene “adottato” da Anderson, che lo sistema in un ruolo secondario, quello del neurologo Raleigh St. Clair, ne I Tenenbaum, e poi lo rende protagonista de Le avventure acquatiche di Steve Zissou. Da lì in poi, non salta un solo film di Anderson (qui in ordine dal peggiore al migliore). Non è più il protagonista assoluto, ma i suoi ruoli variano da personaggi secondari, come Badger di Fantastic Mr. Fox o Mr. Bishop in Moonrise Kingdom, a ruoli di pochissimi minuti, come l’uomo d’affari picchiato all’inizio deIl treno per Darjeeling o il concierge della Società delle Chiavi Incrociate in Grand Budapest Hotel. Quel tanto che basta allo spettatore per trasformarsi nel meme di Leonardo DiCaprio in C’era una volta…ad Hollywood e indicare la tv dicendo “Ehi, ma quello è Bill Murray!”

Ci sono due sole eccezioni: La meravigliosa Storia di Henry Sugar e Asteroid City. Tuttavia, nel secondo caso, Bill Murray è stato costretto a rinunciare al ruolo a causa del Covid-19, altrimenti lo avremmo visto nel ruolo che è poi stato assegnato a Steve Carell.

Anjelica Huston

Anjelica Huston in una scena del film I Tenenbaum

Anjelica Huston si unisce alla famiglia Anderson col primo, planetario successo del regista: I Tenenbaum, i regali Tenenbum, come vuole il titolo inglese. Ci si sarebbe potuti aspettare che gli attori che avremmo rivisto nelle pellicole di Anderson sarebbero stati i giovani Tenenbaum, come Gwyneth Paltrow, Luke Wilson e Ben Stiller. Invece, è Etheline Tenenbaum, la matriarca, a rapire il cuore di Wes.

Ritorna nel ruolo della moglie ne Le avventure acquatiche di Steve Zissou, in cui Bill Murray stavolta è suo marito e non suo genero. Wes ne fa quasi sempre una figura materna e distaccata, come ne Il treno per Darjeeling, in cui la Huston è una figura inavvicinabile e a tratti mistica. Ritorna nel L’isola dei cani e in The French Dispatch come narratrice principale, entrambi ruoli da doppiatrice: quindi nascosta, ma sempre presente, almeno per chi guarda i prodotti in originale. Non è, dunque, solo la forma di un volto a incantare Anderson, ma anche un timbro vocale ha il ruolo nel processo creativo, tanto quanto l’oculata scelta delle sue colonne sonore anni ’60 e ’70.

Willem Dafoe

Willem Dafoe in una scena del film Grand Budapest Hotel

Le avventure acquatiche di Steve Zissou vedono l’ingresso nel mondo andersoniano di uno dei volti più riconoscibili della storia del cinema: Willem Dafoe. Tra i suoi lavori più popolari, nessuno menzionerebbe qualcosa tratto alla filmografia di Anderson e non a torto. Dafoe è l’esempio perfetto di una presenza discreta e silenziosa nell’universo del regista. Mai protagonista di una pellicola, Dafoe funziona meglio sullo sfondo. Anderson lo tiene sempre a distanza dall’obiettivo, spesso in ruoli silenziosi, in cui a fare tutto è l’espressività del volto.

Ha un che di inverosimile osservare uno degli attori più celebrati del cinema moderno, uno di quelli che basta scrivere solo il suo nome su un poster per far andare la gente in sala, relegato a parti piccolissime, che normalmente verrebbero interpretate da attori minori. E allora perché Dafoe continua ad accettarle? L’unica risposta che possiamo trovare è che Dafoe ami davvero essere nei film di Anderson, così come molti altri grandi nomi del cinema, che sono ben disposti ad accettare compromessi pur di lavorare col regista (come è successo in Asteroid City con la questione dei salari…)

Jeff Goldblum

Jeef Goldblum in una scena del film Le avventura acquatiche di Steve Zissou

Un’altra new entry de Le avventure acquatiche di Steve Zissou è Jeff Goldblum. Forse Anderson non è il regista a cui lo associamo immediatamente, ci viene più facile pensare ai suoi ruoli in La mosca oppure in Jurassic Park, ma è il momento di ricredersi. Goldblum è un altro di quegli attori che, nonostante non abbiano mai ricoperto un ruolo da protagonista per Anderson, possono essere visti spesso e volentieri in parti secondarie. Se aguzzate la vista, ritroverete profilo di Jeff Goldblum in Steve Zissou, Gran Budapest Hotel e Asteroid City, e, ascoltando il doppiaggio originale, non avrete difficoltà a riconoscere la sua voce in Duke de L’isola dei cani.

Adrien Brody

Jason Schwartzman, Adrien Bordy e Owen Wilson in una scena del film Il treno per Darjeeling

È vero, non esisterà mai una performance più nota di Adrien Brody del suo ruolo ne Il pianista, di Roman Polanski. Ma, mettendola da parte per il momento, la filmografia dell’attore contiene molti ruoli interessanti (in cui quasi sempre rischia la pelle!). Tra i più iconici, va sicuramente menzionato quello da protagonisti ne Il treno per Darjeeling. Adrien interpreta Peter, il fratello di mezzo tra Owen Wilson e Jason Schwartzman, tre uomini che intraprendono un viaggio attraverso l’India per una meta sconosciuta. Nonostante non gli offra più ruoli da protagonista, Anderson è restio a lasciar andare Brody.

Lo vuole con lui in Fantastic Mr. Fox e ne fa un villain esilarante in Grand Budapest Hotel, il primo Oscar del regista, seppur per categorie che riguardano prevalentemente gli aspetti estetici della pellicola (miglior scenografia, migliori costumi, migliori trucco e acconciatura, miglior colonna sonora). Non manca all’appello nemmeno in The French Dispatch nel segmento Il capolavoro di cemento e in Asteroid City. Non è presente, nemmeno lui, ne La meravigliosa storia di Henry Sugar, ma quello è un caso a parte, che analizzeremo dopo con più calma.

Jarvis Cocker

Petey, intepretato da Jarvis Cocker, inauna scena del film Fantastic Mr. Fox

Il suo non è un nome immediatamente riconoscibile per i cinefili. Lo è, tuttavia, per gli appassionati di Britpop degli anni ’90. Per chi non ne fosse a conoscenza, Jarvis Cocker è stato il frontman della band britannica Pulp, in quella stessa scena che vedeva fronteggiarsi band come Oasis e Blur. La carriera di Jarvis Cocker si è intrecciata con cinema: la canzone Miles End dei Pulp aveva già fatto capolino nella colonna sonora di Trainspotting, c’era stato un cameo di Jarvis in persona in Harry Potter e il calice di fuoco come Myron Wagtail e, molto più recentemente, nel film Saltburn viene citata la sua hit Common People.

La collaborazione con Wes Anderson, però, è di tutt’altra caratura: la prima comparsata di Cocker in un film di Anderson è in Fantastic Mr. Fox come voce, quella di Petey, personaggio basato appositamente sul cantante e che si esibisce persino in un numero musicale. Quello che sembrava un simpatico cameo, però, è solo l’inizio. Cocker non soltanto ritorna in The French Dispatch (nel segmento Revisioni al manifesto) e in Asteroid City, ma anche ne La meravigliosa storia di Henry Sugar, solidificando il suo ruolo come abitante dell’universo andersoniano.

Edward Norton

Edward Norton in una scena del flm Moonrise Kingdom

Ancora una volta, un attore il cui nome non ci fa subito venire in mente la filmografia di Anderson, ma che è ormai da anni un assiduo collaboratore del regista. Il primo incontro è sul set di Moonrise Kingdom, dove Norton veste i panni del capo scout Randy Ward. Anderson si era innamorato dell’idea di Norton nel suo cast ben prima che l’attore accettasse la parte, dichiarando che avesse sempre pensato che Norton avesse l’aspetto di un capo scout e che sembrasse “essere stato dipinto da Norman Rockwell”.

Norton ritorna subito, due anni dopo, in Grand Budapest Hotel, come guardia del treno su cui salgono Ralph Fiennes e il giovane Tony Revolori, ed è anche uno dei personaggi principali de L’isola dei cani, interpretando il cane Rex. Non manca di comparire in The French Dispatch (nel segmento La sala da pranzo privata del commissario di polizia) e Asteroid City: insomma, da quando gli ha messo gli occhi addosso, Anderson non se l’è più lasciato scappare. Chissà se lo vedremo mai da protagonista, per il momento ci accontentiamo dei suoi ruoli minori.

Tilda Swinton

Tilda Swinton in una scena del film Grand Budapest Hotel

Moonrise Kingdom segna una nuova era per i feticci di Anderson. Se ne aggiunge ben più d’uno. Tra questi, anche la meravigliosa Tilda Swinton, in Moonrise interprete di una dipendente dei servizi sociali. Anche lei, come Norton, prende parte a Grand Budapest Hotel, nel ruolo della Vedova Contessa Céline Villeneuve Desgoffe-und-Taxis, meglio nota come Madame D. Pronunciare il suo nome richiede più tempo di quello che le è concesso sullo schermo, eppure si tratta di un personaggio centrale: è proprio la contessa ad essere proprietaria del Gran Budapest Hotel, nonché del quadro oggetto di contesa della pellicola, Ragazzo con mela.

Tutto ciò che vediamo di lei è un’anzianissima signora dall’acconciatura che si estende in verticale e abbellita come un albero di natale, ma sicuramente qualcuno l’avrà riconosciuta anche alla prima visione. Non si può sfuggire un suo cameo ne L’isola dei cani, nonché i ruoli in The French Dispath come J.K.L. Berensen nel segmento Il capolavoro di cemento e Asteroid City come Dr. Hickenlooper.

Bob Balaban

Bob Balaban, Henry Wrinkler e Adrien Brody in una scena el film The French Dispatch

Chi era costui?” verrà da pensare a molti, e non senza ragione. È uno di quegli attori di cui è più noto il volto che il nome. I suoi sono sempre ruoli molto secondari, ma la sua filmografia include pellicole come Un uomo da marciapiede, Incontri ravvicinati del terzo tipo ed Harry a pezzi. Tuttavia, è prevalentemente noto per la sua partecipazione alle commedie di Christopher Guest.

La sua collaborazione con Wes Anderson inizia come tutta la sua carriera: in sordina. È la voce narrante di Moonrise Kingdom, quindi senza volto e udibile solo per chi guarda il film in originale, e poi doppia il cane King ne L’isola dei cani. Ne vediamo il viso solo a partire da The French Dispatch, in cui interpreta lo zio Nico ne Il capolavoro di cemento, e poi di nuovo in Asteroid City, ma in una parte piccolissima. In ogni caso, ha all’attivo ben quattro film con la firma di Wes Anderson che, data la ristretta filmografia del regista, non sono poco. Bisognerà aguzzare la vista e le orecchie e allora non sarà difficile individuare Balaban, che appaia in viso, o solo con la voce.

Tony Revolori

Tony Revolori in una scena del film Grand Budapest Hotel

Tony Revolori è l’attore della classifica con meno ruoli nei film di Anderson, soltanto tre: Gran Budapest Hotel, The French Dispatch e Asteroid City. Tuttavia, merita il suo posto nella lista. Il numero così “scarso” di collaborazioni con Anderson è dato dal fatto che, a differenza degli atri attori elencati, Revolori si è aggiunto più tardi di tutti al gruppo dei feticci del regista. Ed è da tenere presente che, L’isola dei cani escluso, il giovane attore americano non ha saltato nemmeno un progetto di Anderson. Protagonista nel suo primo film (Gran Budapest Hotel) e poi riutilizzato per ruoli secondari, come abbiamo visto, è una tattica spesso utilizzata da Anderson per reclutare i suoi attori fissi.

Benedict Cumberbatch e Micheal Cera: i prossimi feticcio di Anderson?

Benedict Cumberbatch in una scena del film La meravigliosa storia di Henry Sugar

È arrivato il momento di parlare de La meravigliosa storia di Henry Sugar, il cortometraggio da Oscar di cui abbiamo scritto da Venezia. Le novità sono molte: il puro fatto che sia un cortometraggio, che sia un adattamento da un libro (una storia di Rohald Dahl) e poi, sorprendentemente, il cast. Anderson sembra aver concentrato tutti i suoi più affettati manierismi in Henry Sugar, quelli che persino a una sua grande fan, come chi scrive, fanno venir voglia di tirare fuori l’ascia di Jack Torrence di cui si diceva a inizio articolo, eppure. Eppure mancano tutte le bambole preferite di Anderson, rimpiazzati da giocattoli nuovi: Benedict Cumberbatch, Dev Patel, Ben Kingsley, Richard Ayoade, Rupert Friend, David Gant.

In The Phoenician Scheme, il prossimo film di Wes Anderson già annunciato, figurano Michael Cera e Mia Threapleton, entrambi alla prima collaborazione con Anderson. Stanno spuntando volti nuovi nella filmografia di Anderson, è il caso di domandarsi se sono qui per restare. La galleria di voci e facce del regista americano potrebbe guadagnare nuovi elementi e, per scovarli per tempo, è bene fare attenzione ad ogni new entry in un cast, che sia un protagonista o poco più di una comparsa. Qui si conclude la nostra lista, ma quella di Wes Anderson resta aperta: chi saranno i prossimi interpreti a ottenere la cittadinanza di Anderson-land? È ancora tutto da scoprire.

E voi siete fan di Wes Anderson? Quali sono i suoi attori feticcio che vi piacciono di più? E quale attore vorreste vedere nel suo prossimo film? Ditecelo nei commenti e continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti sul mondo del cinema e delle serie tv.

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