Adrien Brody, toto-morte per i suoi 50 anni: Top 10 ruoli più “letali”

Adrien Brody compie oggi 50 anni tondi tondi. In molti dei film e delle serie TV in cui compare, risulta in pericolo di vita. Abbiamo quindi deciso di cogliere l'occasione e festeggiarlo con la classifica delle 10 opere in cui più ha rischiato di morire. Tanti auguri Adrien!
Adrien Brody, toto-morte per i suoi 50 anni: Top 10 ruoli più "letali"

Il 14 aprile di 50 anni fa, nasceva a New York Adrien Brody. Crescendo tra le strade del Queens un pensiero lo accompagna: diventare un attore. Incoraggiato dai genitori intraprende gli studi di recitazione, e all’età di 15 anni inizia la sua carriera cinematografica. C’era qualcosa però che il piccolo Adrien non poteva immaginare: nei tanti ruoli che sarebbe andato ad interpretare, avrebbe rischiato molte volte di morire. Per festeggiarlo dunque, ecco a voi la classifica dei 10 personaggi più in pericolo di vita di Adrien Brody. Il proprio toto-morte come regalo di compleanno, non si scorda mai.

10. Cadillac Records (2008)

La morte chiama in Cadillac Records?
La morte chiama in Cadillac Records?

Partiamo leggeri (o forse no) con Cadillac Records, film in cui Brody interpreta Leonard Chess, produttore discografico e fondatore dell’etichetta americana Chess Records. E voi vi chiederete: “Perché mai qui dovrebbe morire?”. Beh presto detto. Siamo nella Chicago degli anni ’50, si fuma molto, si beve di più, ogni tanto ci si spara contro. Un clima perfetto per lanciare i futuri astri nascenti del blues, ma anche per lasciarci le penne, soprattutto se sei l’unico bianco del circondario. Nella pellicola il nostro Leonard avrà a che fare anche con Beyoncé nei panni di Etta James. Bravura e bellezza da crepacuore.

9. The French Dispatch (2021)

Julien Cadazio quando scopre di essere nono in classifica
Julien Cadazio quando scopre di essere nono in classifica

Terza collaborazione tra Brody e Wes Anderson dopo Il treno per il Darjeeling e Grand Budapest Hotel (in attesa di Asteroid City). Nella pellicola ad episodi – che fungono da articoli di giornale – l’attore è Julien Cadazio, un mercante d’arte recluso in prigione per evasione fiscale. In questa splendida location conosce Moses Rosenthaler (Benicio del Toro), artista mentalmente disturbato condannato per omicidio. Julien acquista un suo dipinto nonostante il pittore sia contrariato. È solo l’inizio del burrascoso rapporto tra l’artista ed il mecenate, e inimicarsi un tizio che ha già ucciso non è il massimo caro Adrien.

8. Manolete (2007), Adrien Brody inizia a vedere rosso

Adrien Brody pronto a morire in Manolete
Adrien Brody pronto a morire in Manolete

In questo film il protagonista è Manolete, torero spagnolo realmente esistito e considerato tra i migliori di tutti i tempi. Il personaggio interpretato da Brody vede nella corrida la sua unica ragione di vita. Ogni volta che calca il terreno sabbioso delle arene, l’adrenalina che lo pervade non gli fa aver timore della morte. Incontrato l’amore però, cambia idea. Capisce che è più ragionevole amare la vita e temere la morte. Non è troppo tardi per ritirarsi, però non lo fa. Continua a sfidare tori e toreri come non ci fosse un domani e quindi un po’ se la cerca.

7. The Village (2004)

Noah che sfida il toto-morte
Noah che sfida il toto-morte

Siamo a ridosso del XX secolo in un piccolo villaggio della Pennsylvania. Qui gli abitanti del posto vivono tranquillamente la loro condanna a non valicare il perimetro del sobborgo rurale. Infatti attorno a loro vi è una foresta abitata da “creature innominabili” pronte ad ucciderti se entri nel loro territorio. Le premesse son buone dai. Adrien Brody è Noah, lo schizzato del villaggio. Il film inizia con lui che se la ride sentendo i versi delle creature, ed i compaesani lo guardano come se volessero già ammazzarlo da loro. Da lì, la via della morte è tutta in discesa.

6. The Jacket (2005), partita a scacchi tra Adrien Brody e la morte

Adrien Brody a suo agio in The Jacket
Adrien Brody a suo agio in The Jacket

Sei un reduce della guerra del Golfo. Dopo una ferita apparentemente mortale alla testa vieni rinchiuso in un manicomio causa amnesie. Ti somministrano farmaci sperimentali e vieni pure accusato d’omicidio. Cosa potrebbe andare più storto? Ah certo, una profezia che ti vuole morto. Questa è la ricetta perfetta che sperimenta Jack Starks, un veterano che dopo essersi salvato da pallottole, mine e bombe, viene messo come un salame nel cassetto di un obitorio perchè agli psichiatri piace così. Costretto in una camicia di forza, è la cavia di un gioco a metà strada tra “il piccolo chimico” e “l’allegro chirurgo”.

5. Peaky Blinders (2017)

Luca Changretta ride in faccia alla morte
Luca Changretta ride in faccia alla morte

La stagione quattro della serie televisiva Peaky Blinders vede come antagonista principale Luca Changretta. Brody come mafioso italo-americano si sente pienamente a suo agio. Con il toto-morte ormai ci ha fatto il callo, e mettersi contro la gang di Birmingham della famiglia Shelby non può che giovare al suo curriculum. Uomo di punta della mafia siciliana di New York City se ne frega del detto “don’t f*** with the Peaky Blinders”. Lui è mosso dalla vendetta, dopo che la gang gli ha ucciso padre e fratello. La festa quindi è pronta e sin dalla puntata uno c’è odore di cadavere.

4. Predators (2010), Adrien Brody in versione “si salvi chi può”

Un Adrien Brody visibilmente non in pericolo in Predators
Un Adrien Brody visibilmente non in pericolo in Predators

Terzo film della saga principale del franchise, Predators parte con buone premesse per il nuovo protagonista interpretato da Brody. In veste di mercenario americano, dovrà vedersela con una nuova specie di Predator, ben più grossi e forzuti rispetto ai film precedenti. Adrien è così fortunato che questi nuovi alieni hanno anche un’altra differenza: non hanno pietà verso i nemici disarmati (come facevano invece i compaesani dei primi due capitoli). Per chi non lo sapesse dispongono anche del potere dell’invisibilità e di armi da fuoco spaziali. Insieme ad un gruppo di sfigati il nostro eroe combatte contro l’inevitabile morte.

3. La sottile linea rossa (1998)

Il caporale Geoffrey Fife sa già che fine farà
Il caporale Geoffrey Fife sa già che fine farà

Arrivati al podio troviamo il caporale Geoffrey Fife, di stanza a Guadalcanal, durante la Guerra del Pacifico. Lo scenario parla da sé. Un gruppo di fucilieri dell’esercito statunitense ha il compito di conquistare un campo d’aviazione giapponese nel bel mezzo della seconda guerra mondiale. Tratto dall’omonimo romanzo del vero reduce di guerra James Jones, La sottile linea rossa già dal titolo vuol farci intendere l’atrocità dei conflitti bellici. Una lunga linea composta da uomini che, costretti o no a vivere il tormento e la follia del conflitto, hanno davanti a loro un futuro fatto solo del colore rosso del sangue.

2. King Kong (2005), Adrien Brody alla fiera della morte

Adrien Brody viene picchiato dagli indigeni mentre pensa a come verrà ucciso da King Kong
Adrien Brody viene picchiato dagli indigeni mentre pensa a come verrà ucciso da King Kong

Beh, se ti trovi davanti un gigantesco gorilla alto 10 metri quand’è in posizione eretta, con una potenza paragonabile al kaijū giapponese Godzilla, e dalla pazienza di chi viene svegliato da un martello pneumatico di domenica mattina, allora sei già morto. Brody è Jack Driscoll, sceneggiatore di un film che verrà ambientato sull’Isola del Teschio, luogo che nemmeno compare sulle carte di navigazione. Lui vuol vincere il toto-morte e quindi si imbarca con la troupe verso questa terra dal nome ospitale. Insetti giganti, indigeni dall’uccisione facile e dinosauri carnivori completano uno dei quadri più rosei della carriera cinematografica dell’attore.

1. Il pianista (2002)

Primo posto, ma a che prezzo?
Primo posto, ma a che prezzo?

Un maggiore della Gestapo in una delle scene più iconiche di Bastardi senza gloria, gioca con alcuni infiltrati ad una sorta di “indovina chi?”. Sulla sua fronte vi è il nome di King Kong, a cui il nazista associa allegoricamente la tratta degli schiavi africani. Nel film di Roman Polański, Brody veste i panni di un pianista ebreo durante l’occupazione tedesca di Varsavia, allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Una vita da artista che si tramuta in un battito di ciglia in un’esistenza da fuggitivo. Una fuga dalla morte, ma non dalla propria città. Władysław Szpilman vaga solitario nel ghetto della capitale polacca tra mobili, vestiti e valigie dei deportati nei campi di concentramento. La visione dei suoi concittadini fucilati dalle SS o morti per una vita ormai fatta di stenti è all’ordine del giorno. Ebbene sì, i nazisti battono persino King Kong. E purtroppo, a differenza dello scimmione, sono esistiti davvero e abbattuti troppo tardi.

Fuori concorso: Omicidio nel West End (2022)

Un morto che cammina in Omicidio nel West End
Un morto che cammina in Omicidio nel West End

Pensavate fosse finita, ma eccovi qui a leggere anche il “Fuori concorso del toto-morte di Adrien Brody”, manco fossimo a Cannes. Omicidio nel West End non poteva essere in classifica perchè in questo film l’attore, nel ruolo di regista cinematografico che deve adattare un’opera di Agatha Christie, muore letteralmente dopo soli 8 minuti. Meritava però una menzione d’onore nella rispettabile carriera a rischio morte del festeggiato di quest’oggi. Dal suo omicidio si dipana tutta la narrazione della pellicola, e forse poteva anche evitarcelo. Ancora auguri Adrien, e pensa alla salute!

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