Quattro matrimoni e un funerale: 30 anni dopo resiste al divorzio?

Quattro matrimoni e un funerale compie trent’anni del debutto al Sundance Film Festival nel 1994. Il film è stato un cult istantaneo fin dall’uscita, lanciato la carriera di Richard Curtis e rendendo Hugh Grant una star internazionale. Ma cosa ha ancora da raccontarci dopo tutto questo tempo? Scoprilo subito!
Hugh Grant e Andie MacDowell in una scena del film Quattro matrimoni e un funerale

Oggi, 20 gennaio 2024, Quattro matrimoni e un funerale celebra il suo anniversario di debutto al Sundance Film Festival, avvenuto 30 anni fa, nel 1994. Un film girato in sei settimane, con un budget di appena tre milioni di dollari, divenuto un cult immediato. All’epoca, fu il maggior incasso di sempre per un film britannico, arrivando a guadagnare all’incirca 250 milioni di dollari al botteghino mondiale. In termini di riconoscimenti, poi, oltre a due candidature agli Oscar, ha conquistato un numero non indifferente di statuette fra BAFTA, Golden Globes, Premio César e altre varie onorificenze della critica.

Ma, soprattutto, è a questa pellicola che devono le loro carriere lo sceneggiatore Richard Curtis, guru della commedia romantica e mente dietro cult come Notting Hill, Love Actually e Il Diario di Bridget Jones, e Hugh Grant, che grazie al ruolo di Charles ha raggiunto fama indiscussa anche negli Stati Uniti, nonché guadagnato il titolo di sex symbol e la corona di re della commedia romantica.

Insomma, Quattro matrimoni e un funerale ha fatto la storia del cinema inglese e, sin dalla sua uscita, si è imposto come fenomeno culturale. Ma a trent’anni dalla sua uscita, resiste all’azione del tempo? E lo spaccato sull’amore e sulle relazioni che ci mette in mostra resta valido per il nostro presente?

Gli amici dello sposo

Un gruppo di amici, intorno ai trent’anni, tenta di navigare il mondo delle relazioni sentimentali in quello stadio della vita in cui è convenzione “sistemarsi”, possibilmente con un anello al dito e pargoli in arrivo. C’è Fiona, arguta e tagliente, suo fratello Tom, un po’ tonto ma di buon cuore, l’eccentrico Gareth e il compagno Matthew, praticamente sposati seppur ben lontani dalle convenzioni, Scarlett e Charles, coinquilini perennemente in ritardo, e David, fratello muto di Charles.

Questo branco compatto di smogliati e smaritate si aggira per le cerimonie nuziali di amici e conoscenti, disseminando commenti velenosi sulla riuscita o l’utilità dei matrimoni, ammantandosi di un’aria di indifferente distacco nei confronti delle relazioni- sempre meglio che trasudare disperazione-, ma, allo stesso tempo, lasciando aperta la porta del cuore tanto basta affinché, nel raro caso di colpo di fulmine, la fatidica “persona giusta” possa trovarvi riparo.

Gli invitati

Il cast principale del film Quattro matrimoni e un funerale

Il gruppo di amici di Charles, protagonista indiscusso, si inserisce in uno spaccato di umanità varia che, ogni paio di mesi, si rincontra alle numerose cerimonie nuziali che fanno da sfondo a quasi ogni scena della pellicola. Poiché al centro del film vi è l’istituzione del matrimonio, presunta coronazione di amore eterno, il metro per giudicare i suoi personaggi diventa la loro situazione sentimentale. Ci sono i novelli sposi, i divorziati, i disperati, quelli che si sposano per sfinimento, quelli che si lasciano perché hanno scoperto che un matrimonio di convenienza sfinisce più della solitudine, quelli che sono ancora alle prese con una rottura, quelli alla ricerca del vero amore e quelli che se lo sono lasciati sfuggire.

Con la loro selezione di single alla ricerca della propria metà o, quanto meno, di una stabilità sentimentale, i matrimoni si trasformano in un campo di battaglia in cui vince solo chi ne esce in coppia. Il sentimento meglio preservato da Quattro matrimoni e un funerale è quell’ansia lancinante di restare indietro coi tempi, in chiave sentimentale. Ricevere inviti di nozze da parte di compagni del liceo e chiedersi se siamo noi a star sbagliando qualcosa. Il susseguirsi di matrimoni si fa spettro di una pressante aspettativa sociale, a cui sembra che nessuno possa (o possa voler) sfuggire. Che poi, a dirla tutta, nemmeno gli sposi sembrano poi così raggianti il giorno dopo le nozze, ma i dilemmi vanno affrontati uno alla volta.

L’intrattenimento

Kristin Scott Thomas e Hugh Grant in una scena del film Quattro matrimoni e un funerale

Un altro aspetto che non è invecchiato di un giorno dal 1994, e questo è assai raro, è l’umorismo. Quattro matrimoni e un funerale resta ad oggi una pellicola esilarante per tutti gli amanti del british humour, ricca di gag quanto di battute taglienti (per cui si ringrazia specialmente la Fiona di Kristin Scott Thomas) da riutilizzare al prossimo matrimonio a cui parteciperete, a meno che non sia il vostro. Il talento di Curtis sta però nel non sfociare mai nel grottesco o nell’inverosimile, restituendo al film una patina di realismo che permette agli spettatori di rivedersi nella goffaggine dei personaggi principali e, soprattutto, di non accusare il passaggio dall’atmosfera spensierata dei matrimoni a quella più cupa e raccolta del funerale.

Requiem

John Hannah in una scena del film Quattro matrimoni e un funerale

Si arriva così al funerale profetizzato dal titolo, quello che alla prima visione coglie di soprassalto, ma continua a spezzare il cuore anche al decimo rewatch. John Hannah recita, in un’interpretazione che porta ancora alle lacrime, Funeral Blues, poesia di W. H. Auden, rivelando di essere l’unico del suo gruppo di amici, seppur non sposato, ad aver conosciuto l’Amore, che non ha bisogno di anelli o cerimonie per essere riconosciuto. È in questa sezione, la più discordante dal resto della pellicola, tetra, incentrata su personaggi secondari, che viene svelato il nocciolo del film, una conversazione tra due poli opposti sul senso del matrimonio e, più in generale, delle relazioni.

Al centro, una domanda che, man mano che tiriamo avanti con questa vita, ci appare sempre meno scontata: ha senso stare con qualcuno solo per ripararsi dalla solitudine? O, a meno di non incontrare quell’amore che folle che faccia fermare tutti gli orologi, è meglio lasciar perdere, perché altrimenti si rischia di restare soli insieme? La risposta di John Hannah è che “il matrimonio è una cosa molto buona, se ami una persona con tutto il tuo cuore”, ma lui è pur sempre il personaggio di un film, e noi spettatori ci tocca fare i conti con un’esistenza che dura più di 120 minuti.

Il discorso del testimone

Andie MacDowell e Hugh Grant in una scena del film Quattro matrimoni e un funerale

Tutte le commedie romantiche si propongono di insegnarci qualcosa sull’amore. Fino a che punto fidarsi di questi insegnamenti è a discrezione dello spettatore. Quattro matrimoni e un funerale sposta leggermente il tiro, non pretende di parlare d’amore, ma di relazioni, che sono due cose ben diverse. L’amore di Charles e Carrie è un colpo di fulmine, non ha ragioni, non si basa su interessi o obiettivi comuni. La domanda non è se Charles e Carrie si innamoreranno l’uno dell’altra, ma se riusciranno a mettersi insieme. Come ci ricorda sempre How I Met Your Mother, dove c’è chimica, serve anche tempismo, e quello è una brutta bestia.

Ecco, in quanto a tempismo, Charles non potrebbe essere messo peggio. È sempre in ritardo per qualsiasi cosa, la prima volta che incontra Carrie lei deve subito partire per l’America, la seconda e la terza è fidanzata, la quarta è sposata, la quinta è lui sta per fare il grande passo…Il tempismo non è dalla parte di Charles e non è un elemento che può controllare. Quello che, però, è in suo potere è come vivere l’amore, una volta riuscito ad acciuffarlo. E, sorpresa delle sorprese per una romcom, non è andando all’altare. Sembrerebbe il finale perfetto: lui bacia lei, nessuno dei due è più vincolato, entrambi hanno già gli abiti eleganti nell’armadio…e invece no. Perché il matrimonio non fa per Charles, e va bene così.

Perché se Matthew e Garreth si sono amati più di tutti senza contratti, nulla impedisce a Charles e Carrie di fare lo stesso. Perché se esistono i matrimoni senza amore, esisteranno anche gli amori senza matrimonio. Perché nonostante le pressioni sociali e il terrorismo psicologico di decine di inviti nuziali nella cassetta della posta, il vissero felici e contenti non è uguale per tutti. Dopo mesi passati a cercare qualcuno da sposare, Charles trova finalmente qualcuno da amare e non c’è nulla di più romantico. Forse un paio di cose Quattro matrimoni e un funerale nel 2024 sa ancora raccontarcele: vogliatevi bene a modo vostro, che tutto il resto è marketing.

E voi avete mai visto Quattro matrimoni e un funerale? Se siete fan delle commedie romantiche, qui trovate la nostra top creata per San Valentino, che ormai è dietro l’angolo. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti su cinema e serie tv!

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