Il cinema, rendiamo sempre grazie di questo, ci permette di vedere sullo schermo infinite situazioni della vita, umana ma non solo, ritratte in altrettanti modi differenti. Attraverso le sue opere, possiamo viaggiare, vivere dall’interno vite altrui e, talvolta, immergerci in situazioni tutt’altro che agevoli. Vissute però dalla comodità di una sala cinematografica, di un divano, o di una sedia. Ma comunque, ben al sicuro. Anche per questo, i film di sopravvivenza ci piacciono tanto: perché i cataclismi che ritraggono, mentre li stiamo guardando, sono ben lontani da noi.
In una sorta di versione aggiornata della catarsi tragica di antica (e greca) memoria, i film di sopravvivenza, un po’ come gli horror, genere a cui, spesso, procedono paralleli, sono quindi un modo innocuo di farsi una bella botta di adrenalina, con la consapevolezza che, al sicuro tra quattro mura, non ci possa succedere quello che ci viene mostrato. Per il momento. Il che è confortante, ed è alla base della ragione per cui tale genere è e rimarrà immortale nella storia del cinema. Passato, presente e, probabilmente, anche futuro. L’uscita di Eden di Ron Howard, qui recensito e in questi giorni nelle sale italiane, è un segno inequivocabile in tal senso.
Detto dunque che i film di sopravvivenza sono ancora di moda, eccoci quindi giunti davanti a un’idea: quali sono i migliori film di sopravvivenza di sempre? O, se non di sempre, quantomeno del cinema (post-)moderno? La domanda, impostaci dall’uscita di Eden, ci ha portato di conseguenza a stilare la classifica che segue, discutibile come tutte le classifiche soggettivamente redatte.
Prima di inoltrarci, però, una nota di metodo: nella lista seguente si è cercato di limitare la selezione alle pellicole (di buona qualità) che vedono nella natura in quanto tale l’elemento “avverso”. Ecco quindi eliminati a tavolino i film di sopravvivenza con alieni (Alien), con cataclismi (al momento) fantascientifici (The Day After Tomorrow), salvo una eccezione, con una scelta consapevole dell’isolamento (Into the Wild) o con l’essere umano come villain principale (Il signore delle mosche, Triangle of Sadness). Detto questo, dunque, ecco la nostra classifica.
10. Everest

Non sappiamo se esista un detto a riguardo, ma lo possiamo immaginare. O inventare. E dunque lo inventiamo. Diciamo così: viste le premesse, era meglio tirarsi indietro. Ma, talvolta, un misto di ambizione, curiosità, rivalità e follia spinge l’uomo (inteso come essere umano) ad andare oltre alle proprie possibilità fisiche e morali, per tentare imprese che, agli occhi di altri, appaiono folli. Questo, è esattamente il caso raccontato dal film Everest, film diretto da Baltasar Kormàkur e distribuito nel 2015.
Il film, interpretato da Jason Clark, Jake Gyllenhaal e Josh Brolin insieme a numerose altre star, infatti, racconta la tragica spedizione sull’Everest di alcuni gruppi di scalatori nel maggio del 1996. Guidati da guide esperte ma impreparati alle avversità della montagna più alta del mondo, al freddo e al ghiaccio, gli scalatori vengono sorpresi da una tremenda tempesta di neve, che ne rende ancora più difficile l’ascesa. Alcuni riescono nell’impresa ma, sulla via del ritorno, non tutti riescono a tornare al campo base e l’avventura costerà alcune vite alle varie spedizioni.
9. La tempesta perfetta

La natura, come emergerà da questa classifica, sa essere, eufemisticamente parlando, piuttosto pericolosa. Ma, di per sé, è normale che lo sia. Sta all’uomo sapersi adattare, rispettandone le caratteristiche. Sfidarla, al contrario, non è mai una buona idea. E La tempesta perfetta, in questo senso, è esemplare. Di norma, non basta avere a bordo George Clooney, Mark Wahlberg, Diane Lane, Mary Elizabeth Mastrantonio, John C. Reilly, William Fichtner e John Hawkes (che, caso vuole, nel film precedente di questa classifica era sull’Everest) per evitare il disastro. Anzi.
Facciamo un passettino indietro: siamo nel 1991, sul peschereccio statunitense Andrea Gail, la carriera del comandante, Billy Tyne, è appesa a un filo a causa della bassa quantità di pescato durante la stagione. Ecco dunque la soluzione: tentare un’ultima battuta a pieno equipaggio prima della fine della stagione, così da risollevarsi, anche a costo di superare le rotte previste. Ecco. Pessima idea, se c’è allerta meteo e se sono previste “tempeste perfette” all’orizzonte. Come si diceva: mai sfidare la natura. P. S.: il film è tratto da una storia vera.
8. 127 ore

Un paio di considerazioni che potrebbero essere utili vademecum anche nella vita quotidiana. Uno: mai sfidare la natura, lo abbiamo detto. Due: sempre, e diciamo sempre, dire a qualcuno dove si sta andando. Perché? Non si sa mai. Ma siamo certi che Aron Ralston, dal 2003 in poi, lo abbia sempre fatto, premurandosi di segnalare metro per metro i suoi spostamenti. Eccesso di prudenza? Probabilmente, se il film 127 ore è ritagliato su di te, più che di prudenza si parla di traumi mai del tutto elaborati.
Nel film tratto proprio dalla (dis)avventura di Ralston, si racconta infatti della bella pensata di un giovane escursionista statunitense, interpretato da James Franco, di fare un’uscita solitaria nel deserto dello Utah, senza avvertire né la famiglia né gli amici. Il risultato? Dopo qualche tempo, un masso cade sul braccio destro del giovane, facendolo rimanere bloccato per cinque giorni (127 ore, appunto) in una spaccatura del deserto. La soluzione? Be’, amputarsi il braccio ormai in cancrena per poter sopravvivere. Lezione imparata? Insomma. Aron Ralston, dopo l’esperienza, ha continuato con le escursioni… Forza d’animo o follia?
7. The Impossible

In questo caso, la natura non è stata sfidata da nessuno (o, almeno, non dai protagonisti del film in questione) ma vede semplicemente il suo corso andare avanti per conto proprio. In maniera tremendamente violenta. Quella raccontata da The Impossible, è infatti la storia di una famiglia divisa a seguito del violentissimo tsunami che colpì la Thailandia dopo un terremoto altrettanto violento. Una storia che si conclude positivamente, che però ha come sfondo una tragedia immane.
La famiglia Bennett, composta dai genitori, Maria (Naomi Watts) ed Henry (Ewan McGregor), e da tre figli (il più grande dei quali, Lucas, è interpretato da un giovanissimo Tom Holland), viene sorpresa dallo tsunami mentre si trova in un magnifico resort thailandese. La famiglia, con Maria in particolare gravemente ferita, si trova divisa così nel caos di un paese in ginocchio. Solo un bel po’ di buona volontà e altrettanta fortuna consente ai cinque di ritrovarsi e di fuggire da un vero e proprio inferno. Candidatura all’Oscar per Watts e rampa di lancio per Holland, alcuni anni prima di Spider-Man.
6. La società della neve

Non sono molte le classifiche in cui J. A. Bayona ha la possibilità di comparire due volte di fila. E invece eccoci qua, con quello che è oggi il suo miglior film in assoluto: La società della neve. Girato nella lingua madre del regista (lo spagnolo), presentato all’ottantesimo Festival di Venezia e poi candidato a due premi Oscar, il film racconta la combinazione di un errore umano e della forza della natura. Il primo, quello di dare per superata la catena montuosa delle Ande da parte del pilota di un aereo trasportante una squadra di rugby uruguaiana. La seconda, quella della catena montuosa stessa che, innevata, impedisce i contatti con l’esterno e costringe i superstiti a una resistenza estrema.
Siamo nel 1972, e la squadra di rugby dell’Old Christians Club si deve recare in Cile. Durante il viaggio, un errore del pilota sancisce lo schianto dell’aereo sulle Ande. Qui, la squadra si trova quindi a fronteggiare un clima assolutamente inospitale, con pochissimi mezzi di sussistenza. Il tempo passa e nessun soccorso si reca sul luogo, fatto che, unito alla necessità di sussistenza, porta i giovani a nutrirsi con i corpi dei morti. Alla fine, la salvezza arriverà per soli sedici passeggeri. Una storia ottimamente raccontata di resistenza e sopravvivenza.
5. Sopravvissuto – The Martian

Prima del linciaggio, lasciateci spiegare. Sappiamo di aver detto fin dall’introduzione di questo articolo che ci saremmo concentrati sui film realistici, o quantomeno plausibili, e non sulle opere di fantascienza. Tuttavia, abbiamo pensato di fare una piccola eccezione per Sopravvissuto – The Martian di Ridley Scott. Non tanto perché chi scrive lo considera un grandissimo film, ma anche perché il film fa della plausibilità e del realismo elementi fondamentali per la sua credibilità scientifica. Chi ha letto il romanzo di Andy Weir, peraltro, sa che tali elementi sono fondamentali anche in esso.
Mark Watney è un astronauta in missione su Marte con alcuni compagni. Durante una tempesta, l’astronauta-botanico viene colpito da una lamiera e viene dato per morto. I compagni dunque ripartono. L’uomo, però, non solo non è morto ma inizierà, a questo punto, una strenua resistenza alle condizioni di vita estrema imposte da Marte, facendo leva su tutta la sua creatività scientifica e sulla sua ironia per fronteggiare la sfida estrema a cui è sottoposto. Un grande film che unisce ironia e puro surviving, in maniera fantascientifica ma, appunto, plausibile. Con un Matt Damon al top della forma.
4. Vita di Pi

Ang Lee, nella sua ormai più che trentennale carriera, ha fatto quasi tutto. Da opere entrate nell’immaginario comune ad altre decisamente meno riuscite, da cinecomics a pellicole tratte dal meglio della letteratura mondiale. Fatto sta che il regista taiwanese, due volte premio Oscar, entrambe per film girati in lingua perlopiù inglese, ha nel vasto novero delle pellicole da lui dirette anche un film di sopravvivenza a tutti gli effetti. Forse, uno dei più completi in assoluto della nostra lista.
Nel film in questione, Vita di Pi, il protagonista, Piscine Molitor, per gli amici Pi, Patel, un giovane indiano, si ritrova naufrago nel bel mezzo dell’oceano Pacifico dopo l’affondamento della nave su cui viaggiava con la famiglia. Alla difficoltà oggettiva della situazione (grazie al c. direte voi… ), il giovane si trova a convivere con alcuni animali salvatisi dal naufragio, tra i quali una tigre del Bengala dall’appetito effervescente. La lotta per la sopravvivenza sulla scialuppa, si trasforma ben presto in un viaggio tanto fisico quanto spirituale, con Pi che dovrà scendere a patti con le proprie convinzioni, anche religiose, pur di sopravvivere.
3. Cast Away

L’ispirazione è fin troppo chiara: Robinson Crusoe di Daniel Defoe. La realizzazione, però, è moderna e perfettamente interpretata da Tom Hanks in quella che è tuttora una delle sue migliori prove. Per due terzi di pellicola completamente solo sullo schermo, Hanks dà volto a Chuck Noland, un uomo sopravvissuto a un incidente aereo e incastrato per ben quattro anni su un’isola completamente deserta, in compagnia solamente di sé stesso, delle proprie ossessioni e di un pallone con un volto disegnato, Wilson.
Ma, sorprendentemente, Cast Away è un film di sopravvivenza che ci offre una doppia visione della sopravvivenza stessa. Da un lato, ovviamente, c’è quella di Chuck sull’isola deserta, con tutte le ovvie difficoltà che ciò comporta. Dall’altro, successivamente, c’è poi la sopravvivenza dell’uomo al ritorno alla vita “civile” dopo anni di completo isolamento, l’incontro con volti noti e la scoperta che la donna che considerava l’amore di una vita è andata avanti, sposando un’altra persona. Una sopravvivenza, forse, ancora più complessa, perfettamente ritratta da Hanks-Zemeckis.
2. The Revenant – Redivivo

Quella in The Revenant non sarà, secondo questa nostra classifica, tra le prove migliori in assoluto del buon Leonardo DiCaprio, ma il fatto rimane il seguente: il film di Iñarritu gli è valso il tanto sospirato premio Oscar, inseguito per vent’anni di carriera, e tanto basta per legare inscindibilmente all’attore statunitense. In più, tanto per gradire, il film del regista messicano, rimane tuttora (e tale rimarrà) una delle pellicole sulla sopravvivenza in condizioni estreme più realistiche e riuscite in assoluto.
Siamo nei primi decenni dell’Ottocento, e il cacciatore di pellicce Hugh Glass, leader di una spedizione nel North Dakota viene abbandonato dai suoi compagni, in quanto creduto morto dopo l’attacco di un orso grizzly e lasciato in compagnia del figlio e due cacciatori. Visto morire il figlio davanti ai suoi occhi a causa del ranger Fitzgerald Hugh/Leo inizierà una disperata ricerca dell’accampamento, nel mezzo della neve, con solo alcune pellicce a coprirlo, in condizioni che dire estreme, sia nella finzione, che nella realtà, e con svariate decine di gradi sotto zero a rendere ancora più gradevole l’esperienza. Alla fine, però, la missione viene portata a termine.
1. Lo squalo

Prima delle critiche, seguite per un secondo il nostro ragionamento. Partiamo da una domanda: che cos’è Lo squalo? Un thriller? Un horror? Un film d’avventura? Un film di fantascienza, dato che un tale accanimento di uno squalo verso una barca non crediamo sia così frequente? Forse, non c’è una risposta precisa a questa domanda: Lo squalo è tutte queste cose e, in più, è anche un film di sopravvivenza a tutti gli effetti. A nostro avviso, uno dei migliori film di sopravvivenza in assoluto. Continuate a seguirci.
Il primo grande successo commerciale di Steven Spielberg, naturalmente ai primi posti della sua personalissima classifica, è infatti un film che mette insieme i generi, ma che ha nell’istinto di sopravvivenza il vero e proprio fulcro, che emerge chiaramente dalla metà in poi, quando Brody, Quint e Hooper si trovano sul peschereccio per dare la caccia alla “bestia”, una sorta di balena bianca con più file di denti. I cacciatori, davanti alla forza della natura, in balia del mare e dello squalo, diventano quindi i braccati, e solo l’astuzia li porta, almeno parzialmente, alla conclusione della “missione”. Vi abbiamo convinti? Speriamo! Fatto sta che, a nostro avviso, Lo squalo è il migliore film di sopravvivenza in assoluto. Per ora. D’altronde, come abbiamo visto, questo genere è duro a morire
E voi, cosa ne pensate della nostra classifica? Quali e quanti di questi film di sopravvivenza avete visto? Fatecelo sapere!









