Wish, la recensione del Classico Disney: 100 anni sono tanti

La Disney torna al cinema con Wish per il suo centesimo anniversario. Ma soprattutto, torna il tema che le è, da sempre, più caro. La forza e la potenza di sogni e desideri e di chi li sa custodire. Non si percepisce però la magia dei grandi Classici e, nonostante la determinazione dell’eroina Asha, la sua aiutante Stella brilla di luce riflessa.
Asha (Ariana DeBose) in una scena del film Wish

La Disney ha spento, lo scorso ottobre, 100 candeline. Come 100 sono gli anni dalla fondazione dell’originario studio di animazione da parte dei fratelli Walt e Roy, che, nel 1923, aveva il nome di Disney Brothers Cartoon Studio. Gli attuali Walt Disney Animation Studios ne hanno fatta di strada da quel 16 ottobre, ma al di là di ciò che è diventata oggi la Walt Disney Company, tra fusioni, acquisizioni e parchi a tema, rimane sempre fedele alla sua identità originaria. O meglio, questo è quello che vuole mostrarci con il suo 62esimo lungometraggio, Wish.

Arrivato nelle sale d’oltreoceano in occasione del Ringraziamento e in Italia a ridosso delle festività natalizie, il film si ripropone di omaggiare 100 anni di storie fatte di magia e immaginazione. E quale modo migliore per portare su schermo l’iconico leit motiv del buon vecchio Walt, “Se puoi sognarlo, puoi farlo”, che renderlo protagonista assoluto della pellicola.

Il tema del desiderio e del sogno, quanto l’importanza di saperli perseguire e “sperarvi fermamente”, come cantava Cenerentola, è sempre stato ricorrente in diversi film della casa. Ma mai forse si era sviluppata una storia che ha il desiderio stesso, in quanto entità possiamo dire, come fulcro centrale. Del resto, di Wish stiamo pur sempre parlando.

Wish e la materia di cui sono fatti i sogni

Asha è un abitante del magico regno di Rosas. Qui, ogni suddito, compiuto il 18esimo anno di età, consegna il proprio desiderio più profondo al Re Magnifico. Il sovrano, in cambio, promette di custodire con cura il desiderio donato nel suo palazzo, proteggendolo dall’ostile mondo reale in cui potrebbe non trovare mai realizzazione. Il Re riesce in tal mondo a mantenere viva la devozione dei sudditi e l’armonia nel suo regno, anche grazie ad una speciale cerimonia, durante la quale, una volta al mese, uno di questi desideri viene esaudito.

La giovane Asha, 17enne, non ha ancora fatto dono del proprio e non desidererebbe altro che veder esaudito il sogno del nonno, che sta per varcare la soglia del suo centesimo compleanno. La giovane decide così di candidarsi per il ruolo di assistente del Re, per mettersi ancor più a servizio del suo amato regno e per avere una maggior possibilità di veder esauditi i desideri della propria famiglia.

Una volta entrata nel castello, apprenderà però che il Re Magnifico non è poi così buono e magnanimo come appare e che molti dei desideri del popolo non vedranno mai la luce, né potranno tornare ai loro legittimi proprietari. Asha, spiazzata dalla scoperta, rivolgerà un accorato appello ad una stella che scenderà dal cielo per aiutarla a far avverare il suo desiderio e salvare quelli degli abitanti di Rosas dalle grinfie di Magnifico. Infatti, come recita la canzone Una stella cade di Pinocchio, “C’è una stella su nel ciel, Che ogni sogno può appagar” e mostrarci che un desiderio realizzato può anche andare al di là di ciò che abbiamo immaginato.

Omaggio rivolto al passato

Re Magnifico (Chris Pine) in una scena del film Wish

È proprio però nell’intento di celebrare la sua essenza fatta di sogni in poco più di 90 minuti, che la Disney si perde nell’universalità della sua operazione e che l’autoreferenzialità diventa un limite all’immaginazione. Wish si rivela così meno fantasioso e originale dei suoi predecessori. L’isola di Rosas non è poi così attraente e desiderosa di essere esplorata come i mondi che la Disney è abituata a costruire. Il che forse è anche dovuto all’idea di combinare uno stile di animazione più tradizionale, per le ambientazioni, alle tecniche in computer grafica, per i personaggi.

Nel complesso il progetto presenta tutti quegli elementi che rappresentano la Disney nell’immaginario collettivo e che sono la cifra dei film della casa, ma manca di originalità e profondità, perdendosi in citazioni e in oltre cento Easter egg sparsi qua e là. Che, ammettiamolo, sono, se non altro, divertenti da scovare e garantiscono un ottimo effetto nostalgia.

Allo stesso modo i protagonisti di Wish non riescono a lasciare il segno e ad avere un vero e proprio sviluppo, oscurati dalla necessità di rappresentare gli archetipi caratteristici del loro stesso personaggio. Asha, la cui voce è data da Adriana DeBose, racchiude in sé tutte le qualità dell’eroina disneyana. Cattura le simpatie del pubblico con la sua gentilezza e i modi buffi. Combatte per perseguire ciò che è giusto, rivendica la propria indipendenza e riesce ad ispirare chi le sta accanto. Sfida anche apertamente il Re Magnifico, doppiato in lingua originale da Chris Pine, che riesce, tutto sommato, a sfoderare qui i suoi lati più carismatici. Ciò che davvero conosciamo della loro personalità è però troppo poco.

Wish e la sua magia vi aspettano in sala, dal 21 dicembre. Qui vi lasciamo il programma completo dei film al cinema del mese, per non perdervi le ultime uscite del periodo natalizio.

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