The Warrior – The Iron Claw, recensione: i maledetti del wrestling

The Warrior - The Iron Claw è un film biografico incentrato sulla figura di Kevin Von Erich e allarga la prospettiva verso una dimensione corale, occupandosi dell’intera famiglia dei Von Erich - per la sua caratterizzazione di dinastia del mondo del wrestling professionistico. Prodotto da A24, vi aspetta al cinema: ecco la nostra recensione!
I Von Erich (Harris Dickinson, Zac Efron, Santley Simons e Jeremy Allen White) in una scena del film The Warrior - The Iron Claw

Vorreste andare al cinema ma non sapete cosa andare a vedere? The Warrior – The Iron Claw è il titolo adatto a voi. ll dramma e lo sport, la narrazione degli anni Ottanta, di una famiglia tanto unita quanto maledetta (a volte anche maledizione di sé stessa). Può accontentare sia chi vuole un film per svago – perché è un biopic su figure reali, di cui si riporta la storia – sia chi, invece, vuole andare al cinema per riflettere – sulle aspettative, su un sistema annichilente e su l’ansia di essere vittime di una maledizione. Questo e tanto altro è The Warrior – The Iron Claw e qui trovate la nostra recensione!

Famiglia, crocifisso, pistola e trofei

Se Iron Claw fosse un film Disney sarebbe Onward. Se fosse un film di Nanni Moretti sarebbe Habemus papam. Perché questi due riferimenti? Il primo per il rapporto fraterno tra i protagonisti, ad inseguire le tracce di un padre che sembra avere in possesso un potere magico con cui affrontare l’esistenza: il wrestling. Il secondo perché Kevin Von Erich – il protagonista interpretato da Zac Efron – è il prescelto della famiglia di pugili, quello più propriamente sotto l’ala del padre all’inizio del film: proprio questo lo incastra e lo lascia in preda all’ansia tanto da volergli sfuggire.

Per definirlo ancora meglio, però, basterebbe un’inquadratura fra i primi momenti del film: siamo all’interno dell’appartamento dei Von Erich e, in silenzio, vengono inquadrati l’uno dopo l’altro quattro simboli. I quadri con le foto di famiglia – un crocifisso – l’armadietto delle pistole – la collezione di coppe, trofei e medaglie. Questi sono i quattro vertici di The Warrior – The Iron Claw e i protagonisti sono come palline matte che vengono schizzate all’interno del perimetro sbattendo da una parte all’altra.

La storia del film, che ripercorre la vicenda reale della famiglia Von Erich, è la storia di 5 fratelli, figli di Fritz Von Erich. Quest’uomo è il presidente della federazione di wrestling texana e ha altissime aspettative riguardo le performance sportive dei suoi discendenti. Più di tutti, appunto, è Kevin quello che viene scelto dal padre e che, invece, meno riuscirà a dargli le soddisfazioni che si aspettava. Gli altri Von Erich sono David – che a differenza di Kevin sa come farsi notare positivamente, Kerry – su cui il padre inizia a puntare molto da un punto in avanti, e Mike – che invece vorrebbe sfondare nella musica. In questo articolo la trama completa e tutto quanto c’è da sapere sul film.

The Warrior – The Iron Claw come Gente nel tempo

La famiglia Von Erich protagonista del biopic The Warrior - The Iron Claw

Oggi la recensione diventa anche un consiglio di lettura. C’è un libro scritto negli anni Trenta del Novecento che si chiama Gente nel tempo. L’autore è Massimo Bontempelli, padre del realismo magico italiano, e la vicenda riguarda una famiglia vittima di una maledizione. La chiamano “maledizione della Grande Vecchia“: alla morte della matrona della famiglia, ogni cinque anni un membro della dinastia muore per cause misteriose. Allo scadere dei cinque anni, proprio come il tempo su un ring durante un combattimento, i parenti della Grande Vecchia iniziano a chiedersi “e ora a chi tocca?“: vivono succubi del tempo, dello scorrere degli anni e con la costante sensazione di essere il prossimo bersaglio.

Che c’entra Gente nel tempo con un biopic su una famiglia di pugili? Forse niente, ma in realtà i Von Erich si sentono colpiti da una maledizione, iniziata con la morte del primo dei figli di Fritz e Doris, di cui vediamo un piccoli ritratto al lato della foto di famiglia con tutti gli altri figli. Nel corso del film la famiglia Von Erich perde sempre più pezzi e, soprattutto nel personaggio di Kevin, vediamo quell’angoscia data dal tempo che sembra scadere, dalla consapevolezza di poter essere il prossimo e dal dolore di vivere una persecuzione, di cui Gente nel tempo è espressione.

La stima è come un antidolorifico

Jeremy Allen White, Harris Dickinson e Zac Efron in una scena del film The Warrior - The Iron Claw

L’aspetto più predominante nelle dinamiche della famiglia Von Erich riguarda la considerazione del capostipite, Fritz. L’uomo, interpretato dall’attore che fa Bill Tench in Mindhunter, attraverso la stima e le aspettative sui suoi figli sembra compiere un’investitura su di loro. La stima del padre, per i ragazzi, diventa una benzina che li infiamma e fa partire il loro motore. È così per David, quando Fritz inizia a dubitare di Kevin, o per Kerry di ritorno dal college.

Kevin, in quanto prescelto fin dall’inizio, è invece ormai – già dalle prime scene del film – immune al potere investitore delle aspettative paterne. La considerazione di Fritz non ha più ormai quel potere generatore e capace di attivare l’impegno e l’ostinazione degli altri suoi fratelli. Come fosse un antidolorifico assunto per troppo tempo, sul corpo di Kevin ormai non ha più alcun effetto. Avviene un rigetto della medicina, da parte di Kevin, che non riesce a controllare più il suo dolore.

The Warrior – The Iron Claw: Un biopic complesso

Harris Dickinson, Zac Efron e Jeremy Allen White in una scena del film The Warrior - The Iron Claw

Ogni film biografico è interessante perché riguarda personaggi di successo, ma diventa un buon prodotto perché rivela, di quel successo, le ombre e i risvolti negativi che non avremmo mai conosciuto di quel personaggio. Per quanto riguarda The Warrior – The Iron Claw ciò che vediamo sono le paure e il dolore dietro la predestinazione. L’ossessione di Fritz di creare, tramite la sua famiglia, una dinastia del wrestling, porta alla sofferenza dei fratelli Von Erich, nonostante riescano davvero a diventare una dinastia e sportivi di grande successo. Il protagonista principale è Kevin, ma la complessità di questo biopic sta anche nel preservare una dimensione corale: la forza dei Von Erich è il loro stare insieme, e anche il regista del film ne ha preso atto.

Lo zoom sul corpo

Essendo un film sullo sport, e su uno sport che ha bisogno di muscoli e corporatura come il wrestling, The Warrior – The Iron Claw è tanto un film sul corpo. Si ha quasi una pornografia del corpo sportivo: quelle scene violente, appassionate, sudate e sotto sforzo che ci aspettiamo dalle più audaci sequenze di atti sessuali, in questo film riguardano invece gli incontri di pugilato. Il sesso è soft e la fisicità gigantesca di Kevin sembra scomparire. Sul ring, invece, o negli allenamenti, le inquadrature rispecchiano l’ossessione di Fritz – trasmessa ai figli – per lo sport, la fisicità, i muscoli e la forza fisica.

La sofferenza di Kevin, dicevamo, emerge dal fatto che mentre i cinque fratelli sanno essere felici l’uno per le gioie dell’altro, qualunque esse siano (pensiamo al matrimonio, o a Mike che canta le sue canzoni mentre gli altri escono per andarlo ad ascoltare); Fritz è felice e orgoglioso soltanto quando i loro successi riguardano il wrestling. Questo eccessivo zoom sullo sport, appunto riflesso nelle inquadrature ossessive sul corpo sudato e muscoloso, è ciò che fa soffrire Kevin. Tutto il resto della sua vita viene tagliato dall’inquadratura, e più la vita resta fuori dallo sguardo del padre più il figlio soffre e sfugge.

The Warrior – The Iron Claw si aggiunge alla lista di biopic ben fatti, che rivelano l’uomo dietro al fenomeno e l’ombra oltre la luce. Noi vi consigliamo di non perderlo al cinema, e queste sono tutte le altre uscite del mese di Febbraio!

Facebook
Twitter