Descrivere attraverso un solo articolo una intera carriera, non è mai facile. Mai. Se la carriera da riassumere è poi quella di chi, a suo modo, ha fatto la storia, il grado di difficoltà aumenta. Se la carriera è poi quella di Ridley Scott, la situazione diventa ancora più complessa. Classe ’37 (e quindi, da oggi, giorno del suo compleanno, ottantasettenne), il regista britannico, con una carriera ormai cinquantennale alle spalle, è senza dubbio uno dei pesi massimi del cinema mondiale.
Ancora oggi attivo e acclamato, seppure con il coefficiente di scivoloni artistici in rapido aumento, il regista britannico ha scritto pagine importanti della settima arte, diventandone senza dubbio uno degli esponenti più autorevoli. Fin dal suoi debutto nel 1977 con I duellanti, Scott non ha più conosciuto riposo, o vacanza, o pace, mantenendo una continuità produttiva a dir poco impressionante. Nel corso della sua carriera, Ridley Scott ha realizzato quasi tre decine di lungometraggi, andando a toccare quasi tutti i generi a sua disposizione. Dalla fantascienza alla ricostruzione storica, dal thriller al dramma, quasi nulla è sfuggito all’inesorabile produttività di Sir Ridley che ancora oggi continua a dettare legge sui suoi set.
Da sempre accompagnato da un carattere a dir poco difficile (qui una dichiarazione che lo dimostra), il regista non ha fatto della costanza qualitativa il dogma della sua carriera. Alternando opere leggendarie, capaci di entrare nel cuore degli spettatori e nella storia del cinema, a pellicole invece insoddisfacenti, frettolose e deboli sotto (quasi) ogni punto di vista, spesso frutto di travagliate vicende produttive, il regista si è ritagliato un posto di assoluto prestigio nell’Olimpo del cinema. E non intende certo abdicare proprio ora. Per celebrarne compleanno e carriera, con i suoi pregi e difetti, ecco dunque la nostra TOP 10 dedicata al buon Sir Scott. Bando alle ciance, scateniamo l’inferno!
10. Black Hawk Down – Black Hawk abbattuto

Nel corso della sua lunga carriera, come si diceva, Ridley Scott ha toccato veramente ogni latitudine dei generi cinematografici. Ai tanti conflitti bellici del passato (affrontati in lungo e in largo), il regista britannico ha anche affiancato la rappresentazione realistica dei conflitti del presente. Non ultimo, il ritratto crudo e drammatico della battaglia di Mogadiscio, in Somalia, durante la guerra civile nel paese centroafricano. Un ritratto porta il nome di Black Hawk Down – Black Hawk abbattuto, uscito nelle sale nel 2001.
Interpretato da un ricchissimo cast corale capitanato dal giovanissimo Josh Hartnett e dal compianto Tom Sizemore, il film si pone come ritratto impietoso di un’operazione fallita da un gruppo di Rangers statunitensi, culminata con l’abbattimento di uno degli elicotteri, un Black Hawk appunto, che avrebbe dovuto condurli sul luogo della missione. L’abbattimento cambia così le carte in tavola e una missione che avrebbe dovuto essere rapida diventa uno stillicidio di forze e uomini, che Sir Scott ritrae con tensione e partecipazione. In quello che è, probabilmente, uno dei film più storicamente accurati della sua carriera.
9. The Last Duel

Avete presente la struttura tripartita (in realtà, quadripartita… ) di Rashomon, di Akira Kurosawa, nella quale ogni personaggio racconta lo stesso fatto dal suo punto di vista, omettendo o modificando elementi della vicenda secondo il suo vantaggio? Ecco. Non che qui si paragoni il film del maestro giapponese a The Last Duel (comunque un ottimo film, uscito un po’ in sordina, forse oscurato dall’altro, e più “pop” film di Scott in sala in quel momento, House of Gucci, sul finire del 2021), ma l’ispirazione della struttura è dichiaratamente quella.
I tre protagonisti del film infatti, Jean de Carrouges, Jacques Le Gris e Marguerite de Carrouges, vedono i propri punti di vista avvicendarsi nel raccontare la storia dello stupro, della gravidanza, del processo e del duello all’ultimo sangue che segue per stabilire la verità. Tra folle caccia all’onore e una mascolinità tossica impermeabile all’amore e alla ragione, l’unico barlume di luce è rappresentato da Marguerite (interpretata da una Jodie Comer davvero eccezionale), vittima innocente di un mondo che non ne considera minimamente la parola e l’intelligenza. Non a caso, è lei a portare davanti allo spettatore la verità assoluta della vicenda.
8. Sopravvissuto – The Martian

Come unire la fantascienza più pura, l’astrazione di una vita spaziale e, allo stesso tempo, l’ironia più scoppiettante in un unico film? Come racchiudere in un’unica pellicola l’ambizione spettacolare (di Ridley Scott) e il rigore pseudo-scientifico (di Andy Weir), senza rinunciare a una buona dose di pathos hollywoodiano? La risposta è Sopravvissuto – The Martian, pellicola uscita nelle sale tra il 2015 e il 2016, successivamente candidata a sette premi Oscar (senza vincerne però alcuno), tratto dal romanzo del 2011 di Weir.
La storia è piuttosto semplice: un geniale botanico (interpretato dalla “faccia da schiaffi” di Matt Damon) viene abbandonato su Marte dopo il fallimento di una missione, perché creduto morto. Da lì inizia una incredibile lotta per la sopravvivenza, alla quale si unirà perfino la NASA, una volta scoperto il suo tremendo errore. Un film fantascientifico a tutti gli effetti, con tanto di navi spaziali e inversioni di rotta a quota folle, che fa però di una insospettabile ironia, racchiusa nel suo protagonista, Mark Watney/Matt Damon, completamente folle ma assolutamente geniale, il suo vero centro focale.
7. Le crociate – Kingdom of Heaven

Come si diceva in apertura di articolo, Ridley Scott non ha mai nascosto la sua passione per messa in scena monumentale, battaglie all’ultimo sangue, le campagne militari ricostruite con opulenza e una ricostruzione storica “traballante”. Ecco. Se a questi elementi aggiungiamo la passione (o, più spesso, la necessità) di realizzare una director’s cut dei suoi film, il quadro della carriera del regista britannico potrebbe essere a buon punto. E, proprio per questo, Le crociate – Kingdom of Heaven potrebbe essere lo spaccato opulento e forse eccessivo (ma perfettamente efficace nel descriverli) di tutte questi tratti appena descritti.
Parecchio criticato al momento dell’uscita, flop al botteghino e infine risollevato (perlomeno a livello critico) dalla director’s cut, il film è forse il ritratto più monumentale che sia mai stato fatto delle crociate. Attorno alla figura del giovane cavaliere Baliano di Ibelin (interpretato da Orlando Bloom al suo primo ruolo da protagonista assoluto), il lungometraggio racconta l’assedio saraceno di Gerusalemme e la strenua difesa della città da parte dei cristiani, capitanati proprio da Baliano, nelle cui mani, un po’ inaspettatamente, viene messo il destino della città.
6. American Gangster

Il cinema di Hollywood, di cui Ridley Scott è tuttora uno dei massimi esponenti, ha sempre avuto un occhio di riguardo per le storie di ascesa e caduta, per storie che raccontano, nel bene o nel male, il sogno americano di arricchimento e felicità. Tra le storie che raccontano l’american dream nella maniera più distorta, i gangster movie hanno senza dubbio un ruolo di primo, più probabilmente di primissimo, piano. E il nostro buon Ridley non poteva certo fare un passio indietro rispetto al raccontarne una di quelle più incredibili.
In American Gangster, al sesto posto della nostra classifica dedicata al regista britannico, Scott mette infatti in scena l’ascesa criminale di uno dei gangster più pericolosi della seconda metà del XX secolo, Frank Lucas (interpretato dal solito gigantesco Denzel Washington), il suo arresto e la successiva collaborazione con il detective Richie Roberts (Russell Crowe, vero e proprio attore feticcio di Scott). Un film avvincente e perfettamente inserito nel filone gangsteristico, prettamente americano ma realizzato alla grande da un britannico.
5. I duellanti

Di grandi opere prime, è pieno il cinema. Ma poche, pochissime, hanno il fascino, la coerenza e il ruolo di “manifesto programmatico” che permeano I duellanti, lungometraggio di debutto di Ridley Scott. Presentato al Festival di Cannes del 1977, dove vinse il premio della giuria (quell’anno premio alla “migliore opera prima”) e dove mostrò per la prima volta alla critica il talento del suo regista, e uscito poi lo stesso anno nelle sale di tutto il mondo, il lungometraggio rimane ancora oggi tra le migliori opere del regista.
Ambientato in Francia all’epoca delle conquiste napoleoniche, il duello interminabile (letteralmente) e dispiegato su vari anni tra due soldati, Armand d’Hubert (Keith Carradine) e Gabriel Féraud (Harvey Keitel), si intreccia in modo indissolubile con i trionfi e i fallimenti del generale prima, e imperatore poi, Napoleone Bonaparte. Storia e onore, duelli e azione: temi e generi che saranno cardini del cinema di Ridley Scott. Come si diceva, un vero e proprio manifesto programmatico. Prima dell’incerto Napoleon, ci fu il riuscitissimo I duellanti.
4. Thelma & Louise

In un cinema come quello di Ridley Scott, perlopiù costellato da protagonisti maschili (salvo qualche eccezione comunque memorabile: Alien, The Last Duel giusto per fare un paio di esempi), come sarebbe la libertà femminile? Come racconterebbe, il regista britannico, una storia di ribellione e fuga da mariti opprimenti, vite noiose e rapporti umani (e sessuali) allo sfascio? Semplice: attraverso una rocambolesca e sfortunata fuga nel deserto, possibilmente a bordo di una Ford Thunderbird decapottabile, con alle calcagna i suddetti mariti e tutta la polizia del Sud degli Stati Uniti.
Se i tratti che vi abbiamo appena descritto non vi suonano nuovi è solamente perché, sostanzialmente (e a grandissime linee), corrispondono alla trama di Thelma & Louise, pellicola del 1991 che ricopre il quarto posto della nostra classifica, a un passo dai capolavori assoluti del regista. Con un’operazione inedita per la sua carriera, Scott mette qui da parte la magniloquenza della messa in scena (che comunque gli valse la candidatura all’Oscar), per mettere in risalto la sceneggiatura brillante di Callie Khouri (che l’Oscar, infatti, lo vinse) e le interpretazioni della coppia perfettamente assortita Davis-Sarandon, oltre che un impianto dichiaratamente femminista perfettamente riuscito.
3. Il gladiatore

Sul gradino più basso del podio dei migliori film di Ridley Scott trova spazio uno dei film più epici della storia del cinema recente: Il gladiatore. Ambientato nella seconda metà del II secolo dopo Cristo, il film è il racconto di una vendetta, quella del nobile generale Massimo Decimo Meridio, nei confronti del crudele e folle imperatore romano Commodo, reo di aver ucciso suo padre, Marco Aurelio, e la famiglia dello stesso protagonista.
Trama semplice, riproduzione storica “ballerina” (ma di questa costante ne abbiamo già parlato e non ci soffermeremo oltre), il film di Ridley Scott fa della creazione di un’atmosfera impareggiabile il suo maggiore punto di forza. Tutti gli elementi (dalla colonna sonora di Hans Zimmer alle battaglie, fino alla recitazione carismatica e magnetica di Russell Crowe) concorrono a creare una miscela magica e tuttora ineguagliata di azione e riflessività, capace di coinvolgere lo spettatore per ogni singolo minuto della pellicola. Una visione che si fa sempre volentieri, in questa vita o nell’altra.
2. Alien

Come creare un’impareggiabile terrore nello spazio profondo (se lo spazio di per sé non fosse sufficiente a creare terrore… ), senza risultare noiosi? Come creare tensione attraverso la presenza di alieni, personaggi variamente ma costantemente rappresentati al cinema? Metteteci un equipaggio esperto ma terrorizzato, un alieno esteticamente mostruoso e dignitosamente assetato di sangue, magari pronto a riprodursi a dismisura, e un luogo chiuso senza vie d’uscita: il mix sarà esplosivo.
Vi sembrano elementi scontati per un film di questo tipo? Chiedetelo a Ridley Scott se era scontato, nel 1979, alla sua opera seconda, mettere in scena il terrore in questa maniera. Un terrore che, ancora oggi, funziona alla perfezione e che posiziona Alien (il primo, nonché il migliore della saga) al secondo posto della classifica dei film realizzati dal regista. Un film rivoluzionario che, citato e subissato di sequel non all’altezza, ha rivoluzionato la fantascienza e, dato che c’era, pure l’horror.
1. Blade Runner

Definire Blade Runner, pellicola che ricopre il primo posto nella nostra classifica dei migliori film di Ridley Scott, solamente un film di fantascienza sarebbe riduttivo. Blade Runner è anche un film di fantascienza, ma è soprattutto un’opera sul futuro, sul rapporto che l’uomo intrattiene (e intratterrà) con la tecnologia, sul punto fino a cui questa si potrebbe spingere e, soprattutto, sul rapporto dell’uomo con la sua coscienza, con i suoi simili e sul mondo che lo circonda. Tematiche, oggi più che mai, attuali.
Ma, oltre ai meriti simbolici, il film con protagonista ne ha anche un altro, più cinematografico: quello di essere antesignano di una fantascienza d’autore capace di inserirsi con forza nella storia del cinema, di aver plasmato un universo noir coerente con le regole di un mondo tecnologico e devastato. Un film che ha cambiato il modo di vedere la fantascienza, sublimandola definitivamente a filosofia. E che ci ha fatto vedere cose che noi umani, prima, non potevamo nemmeno immaginare. E che Ridley Scott, invece, ha letteralmente plasmato.









