Lupin III – Il castello di Cagliostro, il primo film di Miyazaki al cinema

A 45 anni dal primo rilascio nei cinema giapponesi, torna in sala per un evento speciale Lupin III - Il castello di Cagliostro, il primo grande successo del maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki. Le avventure del famoso ladro gentiluomo incontrano la magia e la fantasia del papà dello studio Ghibli.
Clarisse e Lupin in un poster del film Lupin III - Il castello di Cagliostro

Siamo certi che nel tessere le fila della propria carriera anche Hayao Miyazaki sia ripartito dalla sua opera prima, da quel lungometraggio che ha lanciato definitivamente il sensei dell’animazione giapponese. Questo viaggio a ritroso ci riporta al 1979, dopo anni da animatore imparando al fianco del fidato collaboratore Takahata e sperimentando la propria arte nella serialità animata televisiva. Lupin III – Il Castello di Cagliostro è il titolo inaugurale perfetto che, attingendo dalla creatura di Monkey Punch, prepara il mondo ad essere meravigliato dallo studio Ghibli.

La trama

Il famigerato ladro gentiluomo Arsenio Lupin è come sempre in fuga, accompagnato dal fido compagno Jigen, dopo aver svaligiato il Casinò di Monte Carlo. Peccato che il denaro sia in realtà una valuta falsa, per questo, determinato a scoprire quale mistero si celi dietro tale mistero, giunge nell’Arciducato di Cagliostro. Qui incontra e salva la fuggiasca Clarisse, duchessa di Cagliostro e promessa sposa del perfido Conte. Ritrovato un anello dal particolare sigillo, Lupin finirà coinvolto nella caccia ad un tesoro inestimabile, sempre incalzato dall’instancabile ispettore Zenigata.

Le prime tracce di Miyazaki

Jigen e Lupin in una scena del film Lupin III - Il castello di Cagliostro

Il viaggio nel cinema di Miyazaki, la prima delle sue dodici fatiche cinematografiche, comincia così, con un inseguimento a bordo dell’iconica Fiat 500 gialla. Una corsa sfrenata tra le strade del Principato che lascia dietro di sé una scia di banconote inesauribile, prima della pace trasmessa dalla sigla, nonché tema principale del film, Fire Treasure, che esprime la dolcezza ed emotività di un personaggio sfaccettato come quello di Lupin. Un percorso che prosegue in Italia, in quella terra cui tanto è legato il regista e che tornerà nei lavori futuri, anche solo come omaggio sentito.

Un film che trae spunto dagli episodi diretti dal regista, assemblando diversi elementi ed arricchendoli, creando una storia emozionante, pregna di fantasia e di forti richiami fiabeschi. Il character design delineato e le dinamiche tipiche delle avventure del ladro consentono ad Hayao di lavorare sui dettagli, sui fondali che saranno tanto apprezzati, iniziando a disseminare e svelare gli stilemi della sua poetica. Non che questo non fosse stato già messo in pratica precedentemente ma la prima regia consente maggiore spazio nell’approfondire la propria idea di messinscena e presentare quelli che sono prototipi di molti personaggi futuri.

Una svolta per i personaggi

Clarisse e Lupin in una scena del film Lupin III - Il castello di Cagliostro

Clarisse, a tal proposito, è un elemento lampante. Risulta infatti riconducibile alle figure femminili dolci, forti e alla ricerca di libertà che caratterizzano il cinema del sensei (qui da noi analizzate), andando oltre lo stereotipo della donzella in pericolo. Inevitabile per esempio il confronto con Sophie, rimanendo in tema castelli, anche se nel suo caso errante. Le conseguenze del lavoro di Miyazaki si riflettono gioco forza sui personaggi provenienti dal manga originale, in particolare su Lupin. Prende infatti forma da questo film il ladro che tutti conosciamo, mostrando la sua astuzia ma anche il lato più profondo e attento al bisogno del prossimo piuttosto che al proprio guadagno. 

Grande attenzione è riservata inoltre all’eterno rivale. Non mancano infatti le gag esilaranti che coinvolgono Zenigata ma Miyazaki approfondisce questo legame, evidenziando l’attaccamento alla giustizia e alla legge da parte dell’ispettore. Emerge così anche una critica alle forze dell’ordine ed alla politica, manovrate dal conte, fatto che porterà Zazà e Lupin a collaborare, dimostrando il rispetto reciproco alla base del loro rapporto. Meno spazio, attentamente centellinato rispettando la loro caratterizzazione, è comunque riservato a Jigen, Goemon e Fujiko.

La prima pietra del maestro

Jigen e Lupin in una scena del film Lupin III - Il castello di Cagliostro

L’estro creativo del maestro, ancora acerbo ma fortemente personale nell’approccio, è costruito a partire dagli storyboard. Tutto è volto a gestire i diversi toni della pellicola, che vira dall’azione alla commedia. La regia cinematografica, la fotografia che gioca con i contrasti di luci sfumando verso le tonalità crepuscolari, la colonna sonora dalle sonorità ricercate di Yuji Ono. Vengono così valorizzati i paesaggi incantevoli, i minuziosi dettagli degli edifici e la prima immancabile presenza di un velivolo, grande passione di Miyazaki, come dimostrato in più occasioni.

La prima pietra che sorregge le successive trasuda, nella semplicità di un racconto dai tratti noir e dalla forte componente romantica, tutta la magia contenuta nelle opere di Hayao Miyazaki, fino a condurlo a Il ragazzo e l’airone (questa la nostra recensione). Il risultato è non solo il più affascinante film sul personaggio, non solo uno dei prodotti di animazione giapponese più amati di sempre, ma anche l’origine di un maestro della settima arte. Quindi, in occasione del ritorno in sala nella versione rimasterizzata e restaurata in 4K, a quarantacinque anni dalla sua uscita originale, non perdete l’occasione di riscoprire Lupin III – Il Castello di Cagliostro.

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