Film diverso, stessa musica: 10 canzoni nei film che cambiano tutto

Canzoni a contrasto, canzoni che completano la scena o la modificano. Le canzoni nei film hanno svolto da sempre un ruolo fondamentale, alle volte finendo per rimanere nell’immaginario collettivo più del film stesso. Dai pezzi associati alla guerra in Vietnam alle due versioni di Gloria, italiana e inglese, ripercorriamo 10 titoli.
Michael Mckean e Bob Odernkirk in una scena della serie Better Call Saul

Che potere hanno le canzoni nei film? Stessa canzone, film diverso. 10 tra le canzoni più utilizzate nel cinema: quanto cambia la scena del film a seconda della canzone utilizzata? Una musica a contrasto può creare umorismo anche nel contesto più tragico (Us e l’errore di Siri nel far partire Fuck the police invece di chiamare la polizia, nel corso di un omicidio brutale in stile Arancia Meccanica). Una musica con funzione diegetica si inserisce direttamente nel corpo del film, andando a completarne la scena o alle volte, persino affidandole un significato differente. 

#Gloria (Umberto Tozzi/Laura Branigan)

Quando The Wolf of Wall Street stava per finire in Gloria. “Io non voglio morire sobrio!” Lo yacht di Belfort va a fondo nel corso di un’onda anomala, ma Belfort troverà sempre il modo per uscirne:  “La cosa bella dell’essere salvati dagli italiani è che ti danno da mangiare, da bere vino rosso… e poi si balla.” Su Gloria di Umberto Tozzi.

Tonya Harding (Margot Robbie) la ricerca ossessiva del triplo Axel, l’assalto al ginocchio di Nancy Cuirrigan e la versione di Laura Branigan della canzone. La fatica di una vita terminata nell’indagine giudiziaria che avrebbe coinvolto la pattinatrice, il marito e il complice Shawn. “Dovevi solo spaventarla, non colpirla!” e nel testo di Gloria, nella scena dell’arresto, si anticipa la fine di Tonya come pattinatrice: “I think you’ve got to slow down before you start to blow it. I think you’re headed for a breakdown, so be careful not to show it.” – “Dovresti rallentare prima di mandare tutto a monte. Stai andando verso una crisi, quindi attenta a non farlo vedere”.

Alzati Ginny”. Gloria in Flashdance è il momento di forza di Alex nell’osservare il fallimento. Sulle note della canzone, utilizzata sull’esibizione sui pattini dell’amica Ginny, Alex capisce cosa non dovrà fare, per non “mandare tutto a monte”, quando “Gloria chiamerà”, nel provino finale del film.

#Bad To The Bone (George Throrogood & The Destroyers)

Terminator 2: Rock anni ‘80, riff in mi minore stile blues, un bar di motociclisti stile Hell’s Angels. Terminator ha bisogno di vestiti e di un paio di occhiali scuri. Ma senza le canzoni nei film, senza la musica, quella ormai associata da sempre ai “cattivi fino al midollo”, Terminator sarebbe solo un tizio silenzioso che sfila via gli occhiali ad un altro tizio silenzioso per poi salire in moto fin troppo lentamente. 

Christine – La macchina infernale. “Quanto odio il rock ‘n roll.”. Film del 1989 diretto da Carpenter, Christine è una Plymouth Fury rossa spaventosa. È una donna inferocita e passionale per Arnie Cunningham, il suo proprietario. Sulle note di Bad to the bone si apre il film con la costruzione della macchina, cattiva fino all’ultimo impianto, fino all’ultimo pistone. La musica lo anticipa allo spettatore, poi il cofano si apre e trancia via la mano a uno degli operai addetto ai controlli.

#Gimme Shelter (Rolling Stones)

Abbiamo di recente ripercorso tutta la filmografia di Scorsese in una mega classifica. Tra le colonne sonore predilette dal regista, tratta dall’album Let it Bleed, la canzone è stata spesso associata alla filmografia sul Vietnam. Richards scrive il pezzo in un giorno di tempesta a Londra, mentre tutti cercavano un riparo – shelter. Poi l’associazione mentale involontaria a una delle guerre che più di tutte ha unito il popolo in lotta. 

Casino: “Un boss del casinò e sua moglie sono stati entrambi uccisi? Interrogavano Nicky… È stato interrogato su due dozzine di omicidi…”. “Quelli incolpavano me per qualunque cosa andasse storta. Se un coglione qualsiasi scivolava su una buccia di banana quelli mandavano a chiamare me”. Nei film di Scorsese i protagonisti avvisano lo spettatore: cercate un riparo – shelter – perché quando i boss, come Nicky Santoro, come Paulie di Quei bravi ragazzi, come Frank Costello cadono in rovina, la fine è dietro l’angolo. 

In Quei bravi ragazzi la canzone è la ricerca di un riparo dalla furia di Paulie: “Ho iniziato a usare la casa di Sandy per mischiare la roba. E anche quando Sandy se ne faceva più di quanta ne mischiasse, avevo capito che quello era un business enorme… l’unica cosa che dovevo fare era dire ogni tanto a Sandy che l’amavo. Finche prendevo la roba da Pittsburgh, sapevo che Paulie non l’avrebbe mai scoperto. Nel giro di due settimane sono diventato così grande che avevo bisogno di Jimmy e Tommy per aiutarmi… ”

In The Departed – Tra il bene e il male è la ricerca di un riparo dal boss Costello: “Io non voglio essere un prodotto del mio ambiente, voglio che il mio ambiente sia un mio prodotto. Anni fa avevamo la chiesa; era solo un modo per dire che eravamo uniti… A quei tempi un irlandese non trovava un cazzo di lavoro, ma vent’anni dopo abbiamo avuto il Presidente, che riposi in pace. È questo che i negri non capiscono. Se c’è una cosa che non mi va degli amici neri è proprio questa: nessuno ti regala niente, te la devi prendere”. 

#Fortunate Son (Creedence Clearwater Revival)

The Doors – The Unknown Soldier, Buffalo Springfield – For What It’s Worth, Fortunate Son è un altro pezzo spesso associato alla filmografia sul Vietnam:

Trafficanti (War Dogs): Miles Teller e Jonah Hill fuggono nel deserto dai camion militari iraqueni che li ricercano e che corrono in direzione opposta. Si salvano in calcio d’angolo perché l’esercito statunitense è arrivato per loro: il pezzo è l’esempio perfetto tra le canzoni nei film che anticipano, anticipa prima ancora di rendere chiara allo spettatore la natura dell’esercito che sta per andargli incontro.

Il Fortunate Son di Forrest Gump sembra inizialmente essere il tenente Dan Taylor. Forrest e Bubba fanno la sua conoscenza nel triangolo di guerra che gli è stato affidato. Dan è sicuro di sé, sagace, combattivo. Ma il fortunato della storia è sempre stato Forrest, “non sono il figlio di qualche senatore” – “It ain’t me, it ain’t me, I ain’t no senator’s son, son”, ma Forrest è sempre stato fortunato, abbraccia la madre mentre le promette di tornare vivo.

Forse il gruppo protagonista di Suicide Squad è davvero “fortunato” ad aver trovato una vita alternativa al carcere, o sfortunato nel dover prestarsi per missioni suicide. Ma la colonna sonora, in tal caso, smette di assumere una funzione puramente diegetica e si presta al fanservice, opta allora su quei pezzi, quelle canzoni nei film che possano far presa certa sul pubblico.

Fahrenheit 9/11. Documentario dissacrante di Michael Moore sulla guerra in Iraq e le nuove leggi anti terrorismo: “leggere un testo in discussione è una prassi molto insolita. Nessuno l’ha letta”. Allora Michael Moore, in un veicolo stile camioncino dei gelati si presenta al microfono “vi leggerò il testo della legge anti terrorismo”. Fortunate Son sfrutta allora l’effetto ironico delle canzoni nei film, Fortunate Son insieme a Rockin’ in the Free World di Neil Young e Shiny happy people degli R.E.M. 

#The Winner Takes It All (ABBA)

Mamma Mia!: Il pezzo degli Abba nel musical con protagonista Donna Sheridan e il triangolo Sam, Harry, Bill esprime il senso del fallimento di un rapporto. Dopo tanti anni Sam vuole fare il padre, ma Donna si arrende e realizza che se per tutto quel tempo le cose non sono andate, doveva pur esserci un motivo. 

Better Call Saul è invece la prova di quanto le canzoni nei film possano cambiare totalmente la propria natura, se inserite su una scena diversa: tre chiavi di lettura, The Winner Takes it All si presenta nella serie in tre occasioni: 1. Chuck e il dialogo con una ragazza che fatica ad entrare nel suo mondo, non riuscendo ad ottenere una borsa di studio: 

“Tu di quelli non hai bisogno. Cioè da loro non otterrai nulla? Chissene frega, ce la farai da sola. Tu farai tutto quello che è necessario fare, mi hai capito? Tu non seguirai le regole, tu farai tutto a modo tuo, farai quello che loro non fanno, sarai scaltra, prenderai delle scorciatoie e così tu vincerai. Che vadano al diavolo. Ricorda, il vincitore prende tutto”. Nel bene e nel male. 

2. Il karaoke tra Chuck e Jimmy 3. I due fratelli che continuano a cantare a casa, consapevoli che “non saranno più l’uno accanto all’altro” “I was in your arms…” e che nonostante gli scontri continui, Chuck aveva ragione, non si può giocare secondo le regole “playing by the rules”. 

#La sera dei miracoli (Lucio Dalla)

C’è ancora domani: Paola Cortellesi ci ha commossi alla Festa del Cinema di Roma con la sua “Cenerentola in un sottoscala di Testaccio“. Cenerentola si sveglia più tardi una mattina e riceve uno schiaffo da Ivano, che ha il compito di non fargliene passare liscia neanche una. È un compito che la società ripropone ligia ogni giorno agli uomini, che continuano ad eseguirlo come replicanti. Ma per un giorno, Delia e Marcella respirano, respirano il vento di cambiamento che (credevano) il 2 giugno avrebbe portato con sé. Delia respira il piacere di una sigaretta sul terrazzo. Per una sera, “una sera così strana e profonda… ”, Roma esiste anche per loro, la vedono per la prima volta animarsi con la speranza del domani “coi palazzi, i giardini e la gente nei bar…”. 

Nessuno si salva da solo (di Sergio Castellitto) è “una sera così strana e profonda” il suono si alterna, entra ed esce dal televisore di casa. È in quella sera che Gateano (Riccardo Scamarcio) abbandona i figli, li saluta, apre la porta di casa e va via e vede per la prima volta la città fuori dal portone, la vede diversa all’alba perché la sua quotidianità è stata stravolta. E lui e Delia sanno che quella, è la cosa giusta da fare. Allora anche lei respira per la prima volta. Si prepara un piatto di pasta e sorride alla madre preoccupata e dice solo “ho fame mamma”.

#Experience (Ludovico Einaudi)

Quasi amici. Tra le colonne sonore dei titoli di coda, quelle che raramente, ci si ferma ad ascoltare, e che pure hanno una funzione specifica. Philippe e Driss capiscono che due tipi di vite possono intrecciarsi e completare l’una dell’altro. E allora il momento di realizzazione, che per i due protagonisti arriva nel corso del film, raggiunge a pieno anche lo spettatore, nei minuti di schermo nero, quelli prima dell’uscita dal cinema.

Samba. Altro titolo con protagonista Omar Sy. Samba ha trovato una nuova vita in Senegal da 10 anni, ma continua a vivere in modo illegale, immerso nelle complicazioni burocratiche che gli rendono impossibile ogni step necessario all’ottenimento dei documenti. Così Samba si ritrova immerso in un limbo di esperienze – Experience – che finiscono sempre per farlo brancolare nel buio. 

Il primo giorno della mia vita. Toni Servillo cerca di aiutare un gruppo che non ha più nulla da perdere. Vuole aiutarli a ricominciare, a fargli dimenticare le esperienze passate. Ma il peso di cosa è successo e delle esperienze che non hanno mai affrontato, emerge nel personaggio di Mastrandrea e sulla musica di Einaudi: “Io ogni mattina mi sveglio come se avessi perso un figlio. Come se fossi rimasto su una sedia a rotelle o ai miei genitori non importasse niente di me. E invece non m’è successo niente. Sto male e non so perché”.

#La cavalcata delle Valchirie (Richard Wagner)

8 e mezzo, Fellini. Follia e perfezionismo. Mastroianni fissa stanco, trasandato, la sua immagine allo specchio, mentre sulla musica di Wagner si alternano le sue visioni, una sequenza della società frequentatrice delle Terme del posto, sorridente, sorniona. Forse sta impazzendo, deve farsi venire l’idea per un film oppure abbandonare quella vita una volta per tutte.

Apocalypse Now. L’opera di Richard Wagner è da sempre associata al momento più eroico della narrazione. Nel film di Coppola è il momento preparatorio. Il gruppo in elicottero è visibilmente pensieroso, però la musica conferisce il senso della scena: non c’è più tempo da perdere, la guerra psicologica, per avere effetto, deve avere inizio ora. Così si fanno coraggio, mettono su il pezzo e bombardano i cittadini vietnamiti.

The Blues Brothers. I nazisti dell’Illinois. E quando il tema eroico viene esaltato, esagerato, l’ironia è dietro l’angolo. Berlusconi la utilizzò a Milano, per atterrare al San Siro con l’elicottero. Sulla stessa musica i nazisti, tornati a dare la caccia ai due fratelli, sfrecciano tra gli angoli di città, volano giù dai grattacieli. Forse senza la musica di Wagner sarebbe stato più facile prenderli sul serio.

#Great Balls Of Fire (Jerry Lee Lewis)

Top Gun: Maverick: “You shake my nerves and you rattle my brain…” Miles Teller al piano, tutti intorno a lui. È il momento che avrebbe la funzione di solidificare il nuovo gruppo di Top Gun, proprio come il football in spiaggia: optano per una canzone adrenalinica, una che “tutti conoscono”. In Maverick però si alternano ricordi nostalgici della stessa canzone, stesso bar, il suono è ovattato, anche le risate, è un ricordo di tanti anni prima. 

Stand By Me: Great Balls of Fire è velocità, crea contrasto nel seguire, in Ricordo di un’estate, due gruppi immersi nella ricerca del corpo. Il silenzio del gruppo di ragazzi smarriti e senza provviste e poi la radio in macchina a tutto volume del gruppo di bulli, esaltato per la caccia, per l’adrenalina del momento. Potrebbero essere i primi a raggiungere i binari.

Great Balls of Fire: 1989, biopic su Jerry Lee Lewis. È il momento piu adrenalinico e richiede il pezzo piu adrenalinico. Il pubblico si rende conto in quel momento di che tipo di personaggio ha davanti: “You shake me nerves than you rattle my brain”, le ragazze impazziscono (scena in linea con Elvis di Luhrmann e l’esibizione di Trouble), mentre il pianoforte, in linea con la canzone, diventa una grande palla di fuoco.

#Take on Me (a-ha)

The last of us, episodio 7. Gli ultimi momenti tra Ellie e Riley, che tentano di vivere per solo qualche momento come se il mondo non fosse stato ridotto a due blocchi, sani e infetti. Le due ragazze scappano in un centro commerciale abbandonato che definiscono una delle meraviglie del mondo. Ellie sale e scende dalla scala mobile, guarda Riley ridere, consapevole che quelli sono gli unici attimi che gli saranno concessi. “Take on me” – “Prendimi”, perchè “Me ne sarò andato tra un giorno o due”. È con il testo della canzone che quella consapevolezza viene alla luce, nonostante il ritmo allegro della tastiera del pezzo. 

Super Mario Bros. Il film: Mario e Luigi e il regno della principessa Peach. Mario, con i suoni in stile Nintendo, riporta il mondo anni ‘80 al cinema: Take on me tra le colonne sonore completa l’atmosfera retrò di un film destinato a vecchi e nuovi fan del videogioco.

Sex Education 1: The Cure, Billy Idol, gli INXS. Sex Education riporta su schermo il dramedy in stile anni ‘80, nelle musiche, nei corridoi scolastici in stile Breakfast Club, altro titolo che mostrò, al tempo, l’importanza delle canzoni nei film: “Non dimenticarmi”  Dont’you forget about me: era la separazione del gruppo protagonista dell’aula di punizione. Eric completa il cerchio anni ‘80 di Sex Education ballando su Take on me in una festa di quartiere insieme a Otis e Maeve: optano allora per il lato sereno del pezzo.

Queste, dunque, tra le 10 canzoni nei film che più hanno avuto impatto sulla scena in cui sono state inserite. E voi, a quali titoli pensereste se vi chiedessimo di parlare di canzoni nei film?

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