Come i social media cambieranno il volto degli Oscar (e del cinema)

Nel panorama sempre mutevole dell'era digitale, la luce della storica celebrazione cinematografica è oscurata dalla contemporaneità, in un contesto in cui l'influenza dei social media nell'evoluzione cinematografica assume una nuova rilevanza nel determinare il successo e l'impatto di un film. 
Gli Oscar e i social media

Nel cuore della fervente stagione cinematografica, il prestigioso palcoscenico degli Oscar si erge come faro dell’eccellenza filmica. Tuttavia, nel panorama sempre mutevole dell’era digitale, la luce della storica celebrazione cinematografica è oscurata dalla contemporaneità, in un contesto in cui l’influenza dei social media nell’evoluzione cinematografica assume una nuova rilevanza nel determinare il successo e l’impatto di un film. 

Il Premio Oscar, ufficialmente noto come Academy Award, è uno dei riconoscimenti più prestigiosi nell’industria cinematografica. Conferiti annualmente dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, gli Oscar celebrano l’eccellenza nei vari settori del cinema, inclusi attori, registi, sceneggiatori, e molte altre categorie. Sin dal suo esordio, la cerimonia degli Oscar è stata percepita come evento globale capace di attirare l’attenzione di milioni di spettatori: una manifestazione, uno show, uno spettacolo che non è necessariamente IL punto di riferimento del cinema in tutti i suoi livelli, ma una delle fondamenta per quella che è stata per decenni la massima divulgazione del cinema come dimensione di intrattenimento.

Cinema come intrattenimento e arte

Leonardo DiCaprio è Jordan Belfort in una scena del film The Wolf of Wall Street

Il cinema è, soprattutto, intrattenimento. In questa forma è sorvegliato da sempre dallo sguardo delle major americane, coinvolte nella produzione, distribuzione e promozione di film a livello globale. Queste sono capaci di influenzare in modo significativo il panorama cinematografico attraverso il finanziamento di produzioni di grande scala, la creazione di franchise di successo e il controllo di ampie reti di distribuzione.

Alla definizione e condizione di intrattenimento si contrappone solitamente quella di cinema d’autore, cinema come arte, spazio elitario per pochi intenditori, creato e prodotto da (e per) nicchie di artisti. In un’epoca pre-digitalizzazione, questa tipologia di cinema seguiva canali di comunicazione molto più ristretti e riservati, in grado di generare sì intellettualismi e snobismi, ma anche di consacrare il cinema a forma d’arte sotto ogni punto di vista – tecnico, narrativo, critico, stilistico.

Se fino alla fine del Novecento la percezione delle due condizioni era evidente a colpo d’occhio – per cui i canoni produttivi di un blockbuster erano molto distanti da quelli di un film indipendente –, oggi la dimensione del cinema, come arte da un lato e come intrattenimento dall’altro, risulta sovrapposta e dunque più confusa.

Una nuova tipologia di cinema?

Il logo di A24

È possibile collegare tale sovrapposizione a una nuova forma di democratizzazione, del rapporto col cinema, molto più evidente che nel passato del medium, riconducibile all’impatto e influenza sociale di internet. Grazie ad aziende e piattaforme rivolte all’intrattenimento tout court (Netflix, Amazon, Disney, ecc.) o alla ricerca artistica (MUBI), e a canali di comunicazione globali abitati quotidianamente da milioni di utenti (Facebook, Instagram, TikTok, X), il cinema e i suoi prodotti sono adesso alla portata di tutti. Di conseguenza, case di produzione e distribuzione indipendenti – come Miramax, A24 o Sikelia Productions – raccolgono un successo tale da far concorrenza a quelle major che, solitamente, sono di casa agli Oscar. In un’ottica di (tentata) comprensione delle dinamiche di percezione ed evoluzione degli Academy Awards, è opportuno chiedersi: “Come si stanno rapportando gli Oscar con questa nuova contemporaneità?

La risposta breve è: “In maniera furba”.

L’importanza dei social media

Una fan-art del Barbenheimer in stile Wish You Were Here dei Pink Floyd

La dimensione comunicativa dei social network ha un impatto determinante sul cinema. Oggi un film può diventare virale e può avere una rinascita perché vive di nuovo o continua a vivere sui social media. Negli ultimi due anni risulta evidente come l’industria cinematografica hollywoodiana stia iniziando a basarsi su questo, e approfittarne. Costituiscono un valido esempio i casi di Everything Everywhere All At Once, attualmente il film più premiato della storia nonché una delle produzioni indipendenti di maggior successo del cinema americano.

Ma ne è un esempio lampante anche il caso Barbenheimer, campagna di comunicazione nata sui social e diventata virale: se da un lato ha fatto del bene al cinema in quanto infrastruttura, portando in sala milioni di persone, dall’altro ha avuto e sta ancora avendo un impatto sull’industria cinematografica – la direzione del fratello minore degli Oscar, i Golden Globes, ha creato un premio praticamente dedicato al film di Greta Gerwig. 

Risulta evidente che questo tipo di premi e le persone alle loro spalle scelgono di dialogare con la contemporaneità premiando ciò che piace di più. In questo modo gli Oscar non si affermano più come cerimonia al passo con il cinema contemporaneo, ma come apparato e sistema che pratica l’esercizio del “follow for follow”, come milioni di utenti.

Ne consegue anche l’assenza di intenti educativi da parte dell’Academy: è altamente probabile che nessuno andrà a recuperare la filmografia di Greta Gerwig grazie a Barbie, anzi; del pubblico a cui è rivolto, la percentuale che conosce la regista ruota intorno al 30% ed è ancora inferiore quella di chi ha visto più di un suo film.

L’influenza dei social sul cinema e gli Oscar

Premi Oscar e TikTok

Ormai gli Oscar non influenzano il contemporaneo ma lo rincorrono. Si è perso il valore degli Academy Awards in quanto premio, a nessuno interessa più quanti e quali film vincono sul lungo termine, l’eco stesso dei premi diminuisce di anno in anno. Se una volta il fatto che Titanic avesse vinto tutto il vincibile lo portava ad essere visto e rivisto, a ricordare il nome di James Cameron, riportare il film in sala, restaurarlo in 3D, oggi la vittoria di film come Green Book, La Forma dell’Acqua, o Parasite ha soddisfatto quel nucleo ristretto di cinefili ma non ha avuto lo stesso impatto oltre i primi mesi dal premio – meme esclusi.

A distanza di un anno ormai non si parla più di Everything Everywhere All At Once, del precedente anno si ricorda più lo schiaffo di Will Smith che i film candidati e premiati (CODA è il primo film con un cast prevalentemente non udente a vincere l’Oscar per il miglior film) e durante quella cerimonia già ci si era dimenticati di Nomadland e di Chloé Zhao. La viralità vince sull’eredità. Tra un anno non si parlerà più di Oppenheimer o Barbie ma probabilmente del sequel di Joker e di qualche canzone di Lady Gaga a esso associata. L’eredità degli Oscar, che dovrebbe rivolgersi ad autori e autrici emergenti, si perde totalmente a scapito della tiktokification della realtà cinematografica.

Gli Oscar fraintendono furbamente per contemporaneo ciò che riscuote successo nella quotidianità sociale legata al cinema, a discapito di quei film che tentano di approcciarsi con un linguaggio narrativo, estetico e tecnico realmente contemporaneo (come i recenti Titane, Triangle of Sadness, Perfect Days).

Il nuovo regolamento inclusivo degli Oscar

La preparazione delle statuette Oscar per la cerimonia degli Academy Awards

L’Academy teme di rappresentare un’industria fallace e probabilmente fallita – quella hollywoodiana – che non è più nel suo momento di splendore, come testimoniato dagli scioperi di sceneggiatori e attori avvenuti la scorsa estate. Attinge al politico e al sociale per giustificare tale fallimento, come dimostrato invece dalle nuove regole sulla diversità che inaugurano la novantaseiesima edizione degli Oscar.

Trattasi di Standard di  rappresentazione e inclusione che una produzione cinematografica deve soddisfare per concorrere nella categoria di Miglior Film: rappresentazione sullo schermo, temi e narrazioni; leadership creativa e team di progetto; accesso all’industria e opportunità; sviluppo del pubblico. In altre parole, promuovono una rappresentazione e un’occupazione più inclusive, fornendo maggiori opportunità di impiego a trecentosessanta gradi, partendo dal cast e la troupe sino a ruoli più marginali, direttivi e organizzativi. Peccato che, come abbiamo scritto, questo nuovo regolamento sia solo uno specchietto per le allodole. Non cambi nulla.

Cosa aspettarsi dalla 96esima edizione degli Oscar

Il poster della 96esima edizione della cerimonia Academy Awards degli Oscar

A nomination annunciate – ecco dove potete recuperare in streaming tutti i film candidati – risulta ancora evidente, apparentemente, la volontà di tutelare e custodire il cinema globale in una cerimonia che di anno in anno ha visto calare il numero di spettatori e l’interesse delle figure direttamente coinvolte (attori, registi, sceneggiatori, produttori, ecc.). Non solo. 

Il 2023 è stato un anno caratterizzato da un numero insolitamente elevato di film di alto profilo e budget. Alcuni di questi risultano tra le pellicole di maggior incasso nella recente storia del cinema (Barbie, Super Mario Bros. – ll film, Oppenheimer). Altri, la maggior parte, hanno ottenuto risultati pessimi al botteghino, portando a coniare il termine di flopbuster: fra questi Ant-Man & the Wasp: Quantumania, Shazam! Furia degli dei, La sirenetta, The Flash, Indiana Jones e il quadrante del destino, Fast X, The Marvels

In un cielo annuvolato dai costanti dibattiti, meme e trend dettati dai social media, la nave del cinema naviga dunque nelle acque agitate della contemporaneità. Gli Academy Awards, quei premi pensati come un faro con lo scopo di intercettare la rotta cinematografica e guidarne il pubblico di passeggeri verso nuovi e vecchi porti, risultano offuscati dai desideri, le incertezze e l’irresolutezza di una perturbazione social(e), culturale ed economica che non sembra mutare direzione.

La 96esima cerimonia degli Oscar potrebbe cambiare le cose o confermarle. Non ci resta che aspettare il prossimo 10 marzo 2024.

Facebook
Twitter