Mito dell’età dell’oro hollywoodiana, manifesto di un cinema che non esiste più, capolavoro emblematico in grado di entrare e poi cristallizzarsi nell’immaginario collettivo come forse nessun film nella storia della settima arte. Questo è Casablanca e, per comprenderne l’iconicità, basti pensare come pronunciando questa parola venga in mente prima il film e soltanto dopo la città marocchina da cui prende il nome. Quest’anno saranno ottantuno anni dalla sua uscita, ma il tempo gli è stato magnanimo, riconoscendo anch’esso il suo immenso valore, e non ha fatto altro che accrescerne la già incommensurabile grandezza.
Melodramma, noir e anche inno all’antinazismo e alla libertà – iconica la scena della Marseillaise –, la pellicola diretta da Michael Curtiz torna al cinema in una versione restaurata e in 4K. Lo fa grazie alla Warners Bros, che nell’anno del suo centenario, oltre ad aver aperto il suo archivio storico, sta riportando nelle sale alcuni dei grandi capolavori che hanno fatto storia del cinema. A partire da oggi e per tre giorni, 26, 27 e 28 Giugno, avrete quindi la straordinaria opportunità di vedere Casablanca sul grande schermo. Un film eterno, un cult immortale, da vedere ogni qualvolta si presenti un’occasione.
Casablanca: vecchi amori e dilemmi morali

Casablanca è ambientato durante la seconda guerra mondiale, quando l’omonima città, controllata dal regime francese filonazista, era meta di tutti quei cittadini europei che vedevano nell’America un porto sicuro, e cercavano così di partire alla volta di un futuro migliore, a fronte di un presente mai così incerto. Dall’aeroporto di Casablanca partivano infatti alcuni voli per Lisbona, e arrivare nel Portogallo neutrale significava avere finalmente la possibilità di abbandonare un’Europa dilaniata dalle mire nazifasciste.
Gran parte del film si svolge all’interno del Rick’s Café Américain, un locale gestito da Rick Blaine e frequentato dai clienti più disparati. Rick è un americano espatriato a Casablanca, che nonostante un passato moralmente e politicamente impegnato, ha fatto la propria fortuna grazie alla sua neutralità, diventando un punto di riferimento insieme al proprio locale. L’arrivo in città di Ilsa, un vecchio amore interrotto a causa della guerra, e suo marito Victor Laszlo, leader della resistenza antinazista, porterà Rick a dover scegliere tra seguire il proprio cuore o invece quegli ideali che ancora sembrano ardere in lui.
Un amore simbolo di un’epoca

Punto focale nella narrazione di Casablanca è ovviamente la contrastata storia d’amore tra Rick e Ilsa, e allo stesso modo in cui l’ambientazione spazio-temporale è fondamentale nell’economia del film, così lo è per il loro amore, che diventa vera e propria metafora di un’epoca. Non è certo un segreto che buona parte del successo della pellicola – almeno al momento della sua uscita – sia da attribuire alla straordinaria coppia formata da Humphrey Bogart e Ingrid Bergman.
Il primo, all’apice della propria carriera, magistrale a vestire i panni dell’uomo cinico dall’animo nobile. La seconda, una delle più grandi attrici che abbia mai calcato i palcoscenici hollywoodiani, femme fatale ma anche amante premurosa. Semplicemente una delle coppie più iconiche nella storia del cinema, simbolo dell’età dell’oro, di una Hollywood che non esiste più.
La guerra come conflitto interiore

Ma la metafora insita nel loro amore sullo schermo è ben più amara: “Mentre il mondo crolla, scegliamo proprio questo momento per innamorarci”. Siamo negli anni della seconda guerra mondiale, le vite di tutti vengono sconvolte improvvisamente, e si rimane in balia degli eventi, impotenti. Allo stesso modo la loro storia d’amore, iniziata a Parigi, si interrompe con l’arrivo dei tedeschi nella capitale francese e, proprio mentre sembrano sul punto di partire alla volta di Casablanca, le loro vite si separano. Straordinaria e iconica in questo senso la scena in cui la pioggia cancella l’inchiostro dalla lettera di Ilsa.
Così, quando si incontrano nuovamente al Rick’s Café Américain, il loro amore, che il tempo non ha affievolito, diventa appunto simbolo dell’epoca che stanno vivendo. Diventa conflitto interiore, soprattutto nell’animo di Rick, chiamato a seguire il suo cuore o la consapevolezza che “i problemi di tre piccole persone […] non contano in questa immensa tragedia”.
Casablanca: mentre il tempo passa

Uno dei momenti più iconici di Casablanca è sicuramente quello in cui Rick, tra le luci soffuse del locale, ascolta As time goes by suonata da Sam, ripensando con amara nostalgia a quando quelle note facevano da sottofondo all’amore parigino tra lui e Ilsa. Se nel film, mentre il tempo passa, Rick si accorge come il loro sia un amore relegato a un passato che non tornerà più, nella realtà la pellicola di Michael Curtiz, anno dopo anno, non ha fatto altro che accrescere la sua aura di capolavoro immortale.
Nonostante Casablanca abbia radici ben salde nel momento storico in cui è ambientato e girato, è contemporaneamente un film capace di rimanere perennemente sospeso nel tempo. Il merito è sicuramente della sceneggiatura, probabilmente la migliore che sia mai stata scritta, capace di coniugare perfettamente il cinema sentimentale a una crescente suspense che aleggia nel film fin dal momento in cui Ugarte consegna le lettere a Rick. E pensare che proprio la sceneggiatura, colma inoltre di citazioni entrate immancabilmente nell’immaginario collettivo, è stato uno degli aspetti più travagliati del film.
Si dice che sia stata rimaneggiata più volte, che a riprese quasi concluse non ci fosse ancora un finale ben definito. E allora quella chiusura così perfetta diventa un miracolo, un’intuizione divina. È stata la mano di Dio, direbbe Sorrentino. Rick prende la sua decisione, compie la sua metamorfosi, o meglio, si toglie finalmente quella maschera dietro la quale i suoi ideali erano ormai da tempo repressi. Laszlo li incarna, e tradire lui significherebbe tradire nuovamente se stesso. Rick sa di non poter scegliere l’amore, e d’altronde se ami veramente qualcuno devi essere pronto a lasciarlo andare.









