BlackBerry, quando un’azienda fallisce: recensione dell’anti-biopic

BlackBerry, film del 2023 di Matt Johnson, racconta la storia dell’omonima azienda di cellulari canadese, ma è un corporate biopic assai strano: non ruota intorno al successo, ma intorno al fallimento. Dal 2 maggio 2024 lo trovate in streaming su Sky e NOW e su Paramount+. Scoprite qui la nostra recensione!
Poster del film Blackberry del 2023

Che fine hanno fatto i BlackBerry? Ve li ricorderete, quei telefoni quadrangolari con la tastiera da computer. Alcuni di voi, forse, ne hanno avuto uno. Arrivarono sul mercato nella seconda metà degli anni ’90, erano fra le mani di ogni uomo d’affari e celebrità; poi ci fu la guerra con gli IPhone della Apple e, intorno alla metà dei primi anni 2000, scomparvero nel nulla, così come erano apparsi. Che senso ha, allora, girare un corporate biopic su un’azienda che ha avuto vita così breve? Cosa distingue il film BlackBerry, pellicola del 2023 di Matt Johnson, dalle altre decine di corporate biopic rilasciate ogni anno? 

Per cominciare, il fatto che parli della storia di un fallimento. I cosiddetti corporate biopic, ovvero quei film incentrati sulla nascita e/o la caduta di un’azienda, sono pura e semplice glorificazione del capitalismo (e qui ne trovate 10 che vale la pena di guardare). Aveva ragione Michael Keaton in The Founder nel dire che non vi è nulla di più comune degli uomini di talento che non hanno successo o che il genio non riconosciuto è ormai un cliché. I corporate biopic non esaltano tanto le idee geniali dei fondatori d’aziende, quanto la loro capacità di monetizzarle. I CEO diventano i nuovi supereroi, ci ritroviamo davanti a uno schermo a sperare che abbiamo sempre più successo e facciano sempre più soldi e sorridiamo beffardi quando polverizzano la concorrenza, non importa come.

E sono tutte storie di successo, perché il successo giustifica i mezzi e perché trasmette l’idea che, se hai dalla tua una buona idea e un po’ di cervello, potresti essere tu il nuovo re leone nella savana degli affari. Ecco, prendete tutto questo, prendete la dissolutezza di The Wolf of Wall Street, il glamour di Air, il fascino perverso di The Founder e buttatelo via. BlackBerry è tutto in controtendenza. Questa non è la genesi di un idolo, ma il tramonto di un ideale.

La strana coppia

Il cast di BlackBerry del 2023 in una scena del film

La persona che riuscirà a mettere un computer in un telefono cambierà il mondo” è la frase d’apertura di Mike Lazaridis, giovane genio dell’informatica canadese, per il pitch di nuovo telefono, PocketLink. È una grande frase ad effetto, che dalla bocca di uno come Don Draper di Mad Men farebbe la sua porca figura. Purtroppo, balbettata dalle labbra di Mike, e in combo con il suo aspetto da nerd stereotipico mal vestito e con due fondi di bottiglia per occhiali, perde molto del suo fascino. Soprattutto se di fronte a lui c’è Jim Balsillie (interpretato da un fantastico Glenn Howerton di It’s Always Sunny in Philadelphia), che ha la mente presa in affari ben più lucrosi – o almeno così crede – di un qualunque aggeggio elettronico.

Lui è un imprenditore, non un informatico: di tecnologia non capisce nulla e l’atteggiamento insicuro di Mike non gli trasmette entusiasmo né curiosità. Mike e il migliore amico e collega Doug ritornano in ufficio con la coda fra le gambe. Poco dopo, Jim si trova licenziato in tronco e, senza più un lavoro, si fionda sul primo investimento a portata di mano, sperando che vada a buon fine. Si dirige alla Research in Motion, la piccola azienda informatica di Mike, proponendo di aiutarla a vendere il nuovo telefono al prezzo del titolo di co-CEO e il 30% delle azioni. Doug, che ha detestato Jim sin dal primo minuto, si oppone. Mike, che sa che l’azienda è in debito di più di un milione di dollari, accetta.

Il moderno Prometeo

Jay Baruchel e Glenn Howerton in una scena del film BlackBerry del 2023

Jim Balsillie impone la sua presenza e le sue regole alla Research in Motion e dà a Mike meno di 24 ore per creare un prototipo di PocketLink, poco più di un giocattolo, anche malfunzionante, da agitare davanti ai nasi degli investitori per mostrare loro qualcosa di concreto. Mike si dimostra insospettatamente fermo sul consegnare a Jim il prototipo perfetto oppure nulla. “Hai mai sentito il detto la perfezione è nemica del bene?” gli chiede Jim. “Beh, buono abbastanza è il nemico dell’umanità” è la risposta di Mike. Parole da tenere a mente per tutta la durata del film. Jim si presenta nella sala conferenze del conglomerato di telecomunicazioni statunitense Verizon con il discorso perfetto infarcito di carisma, ma viene accolto da una triste sorpresa. Per fare colpo sugli uomini d’affari come lui serve la grinta, ma per convincere gli esperti c’è bisogno di sostanza.

L’intero mondo aziendale informatico punta da anni a inserire il computer in un telefono, il problema è che nessuno sa come farlo. E qui arriva Mike, molto più spigliato nello spiegare quale sia l’errore alla base di tutti i tentativi fatti fino a quel momento e come risolverlo. Come spiegato ad inizio film, nel 1996, in Nord America, c’era un segnale internet gratuito fino a quel momento inutilizzato. Mike Lazaridis è l’uomo che sa come usarlo. Ed è a questo punto che PocketLink prende il nome di BlackBerry e, soprattutto, che diventa chiaro perché l’azienda di cellulari canadese ha cambiato il mondo della tecnologia. Se state leggendo questo articolo dal vostro smartphone, è Mike Lazaridis che dovete ringraziare.

Come Prometeo con il fuoco, Lazaridis ha portato internet gratuito all’umanità, creando un’intera nuova classe di prodotti telefonici direttamente ispirati alle innovazioni del BlackBerry. Siamo nel punto più alto della parabola narrativa. Preparatevi alla discesa.

Le invasioni barbariche

Jay Baruchel in una scena del film BlackBerry del 2023

2003. Sono passati sette anni da quel pessimo primo incontro tra Jim e Mike e alla BlackBerry gli affari vanno a gonfie vele. Vanno talmente bene che all’azienda viene mossa una minaccia di hostile takeover, o offerta pubblica di acquisto ostile. Vale a dire: l’acquisto delle azioni di un’azienda in quantità tale che l’acquirente ottenga il controllo dell’azienda stessa. Essere una delle migliori compagnie di telefoni al mondo non è abbastanza: la musa dell’informatica deve piegarsi ai capricci del dio denaro se non vuole essere fagocitata. Il genio deve scendere a compromessi con gli azionisti e pregare per la loro misericordia. Bisogna far salire i prezzi delle azioni, vendere più telefoni, offrire più funzionalità: bisogna cambiare le regole del gioco, di nuovo, e, soprattutto, creare nuove opportunità di guadagno.

Mike è sempre più diviso tra l’amico di sempre Doug e l’autoritario Jim, ma con una certa tendenza ad accontentare il secondo: forse si lascia dominare da un carattere tanto forte, o forse non gli va di diventare uno di quei cliché di cui parlava Micheal Keaton in The Founder. Jim resta fedele alla sua caratterizzazione originale: un piranha da scrivania che sbraita ordini sul ridurre dati, aumentare le vendite, lavorare più in fretta, senza avere la benché minima idea se quello che stia chiedendo sia effettivamente realizzabile. Fare miracoli è compito dei dipendenti, a lui tocca solo chiedere conto dei risultati.

L’ombra della Mela

Il cast di BlackBerry del 2023 in una scena del film

Non conta come spoiler menzionare la ferocissima guerra dei frutti: mela contro mora, Apple contro BlackBerry. Il terzo atto del film si tende come una corda di violino, in parte a causa di raggelanti telefonate che tormentano ogni dipendente dell’azienda, in parte perché lo spettatore stesso sa che la guerra per la quale BlackBerry si sta armando è persa in partenza. Basta guardarsi intorno: quand’è l’ultima volta che avete visto un BlackBerry? Quindici anni fa? Di più? Sono stati spazzati via dal design minimal e sofisticato di Steve Jobs. Quello che tiene alta la tensione non è, allora, sapere chi vince, ma come vince. Se credete che sia la vittoria della Apple sia stata determinata da una scelta puramente estetica, o dal brivido del touch-screen, vi siete persi qualche passaggio.

Mike Lazaridis, nel 1996, non ha creato un semplice telefono, ha creato un nuovo prodotto, un nuovo mercato. Non osiamo rivelare altro, temendo di privare gli spettatori del momento in cui si troveranno a guardare il loro telefono, soprattutto se contrassegnato dal marchio della mela, e si lasceranno scappare un “figli di buona donna”. Che dire di Mike? Per riprendere uno fra le decine di riferimenti alla cultura pop contenuti del film, decide di consegnarsi al lato oscuro della forza. I tempi degli Eureka sono ormai lontani e, a furia di sfuggire al destino di genio non riconosciuto, ha preferito il titolo di notorio idiota.

Vincitori e vinti

Una scena del film BlackBerry del 2023

La scena conclusiva è un testamento al bagaglio culturale di Matt Johnson, regista e interprete del personaggio di Doug. BlackBerry è una vera chicca per cinefili e affiliati alla cultura nerd, anche solo per la possibilità di giocare a “scova la citazione”. Poster cinematografici, spezzoni di film, t-shirt illustrate, battute “rubate”: chi scrive ha individuato almeno 24 riferimenti a cinema e videogiochi e vi sfida a infrangere questo record. Ma la sequenza finale si appella a un altro orizzonte culturale: la Grecia antica. Mentre gli spettatori si beano delle note dolci di Waterloo Sunset dei The Kinks, Sisifo sconta la sua condanna disturbato da un fastidioso ronzio, in un paradigma di ironia tragica.

Lascia in bocca un retrogusto amaro. I giovani ambiziosi sono diventati vecchi taccagni e, ora che hanno perso, non abbiamo più voglia di stare della loro parte. Se il successo giustifica i mezzi, il fallimento ne comporta una severa riesamina. E quello che ne viene fuori è che vincitori e vinti combattono con le stesse armi, però dei primi giustifichiamo i sacrifici necessari, mentre dei secondi condanniamo la meschinità. La prossima volta che andremo a vedere a cinema un film su un brillante prodotto che ha rivoluzionato un’industria, tentiamo di ricordarlo: l’unica differenza tra un Mike Lazaridis e uno Steve Jobs è aver vinto la guerra.

E voi avete visto BlackBerry? Vi ricordiamo che dal 2 maggio 2024 il film è disponibile su Sky e NOW e su Paramount+, qui trovate tutte le uscite di maggio 2024 su Sky e NOW e qui quelle su Paramount+. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti su cinema e serie tv!

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