Il secondo episodio della nuova stagione di Yellowjackets mostra l’inevitabile. L’oscurità ha fatto la sua mossa e le ragazze non hanno saputo difendersi. L’essere umano se portato all’estremo comincia a pensare solo alla propria sopravvivenza anche se questo significa ricorrere a mezzi poco ortodossi.
Il modo in cui la serie mostra questa caduta verso la parte più buia dell’essere umano è a dir poco spettacolare. Seguendo lo stesso stile narrativo dei precedenti episodi la storia ci viene narrata seguendo contemporaneamente le due linee temporali del passato e del presente.
Le colpe di Shauna in Yellowjackets
Shauna è il personaggio più controverso della serie. In questo episodio, nella linea temporale del passato, la vediamo ancora parlare con una “proiezione mentale” della sua amica Jackie, non riuscendo ad elaborarne la morte della quale si sente responsabile. Shauna ha sempre avuto un problema, quello di voler essere come Jackie a tal punto da rubarle il ragazzo.
La morte della sua amica non risolve la sua ossessione e anzi la accentua fino all’estremo. Shauna vuole essere talmente come Jackie da volerla per sempre dentro di sé. Una rappresentazione orrorifica di una gelosia che va oltre la morte stessa.
Il presente si tinge di giallo

Nel presente Shauna si è macchiata di un altro omicidio, quello del suo amante Adam, sottolineando la sua natura perversa. In questo episodio vediamo la polizia cominciare a nutrire dei sospetti nei confronti di Shauna, dato che il registro delle chiamate rivela quanto i due fossero in contatto. Nonostante le sue risposte ambigue, quando viene interrogata in modo informale dal suo amico poliziotto, Shauna riesce a scamparla.
Interessante quel riferimento hitchcokiano poco prima che il poliziotto entri in casa di Shauna. Un’inquadratura fissa al di qua della finestra che dà nella cucina, dove vediamo la nostra protagonista insieme alla figlia, fa sentire lo spettatore indesiderato come se stesse spiando in casa di un killer pronto ad ucciderlo.
Misty, impegnata ancora nella ricerca di Natalie che è stata rapita dalla setta di Lottie, cerca di cancellare ogni sospetto su Shauna da parte di un anonimo individuo su un blog per “cittadini detective”. Il tale anonimo potrebbe essere proprio Elija Wood, già apparso in questo secondo episodio ma che vedremo di più nel prossimo. Le story-line di Shauna e Misty nel presente rinforzano quel tocco thriller già presente nella scorsa stagione.
L’uomo in smoking in Yellowjackets

L’uomo in smoking che si rivela ad una Taissa sonnambula, nella linea temporale del passato, e che sembra volerla portare verso la morte per poter prendere possesso del suo corpo, non può non ricordare quel personaggio che ha invaso il web come un virus a metà degli anni duemila: lo Slender-Man, l’essere alto e snello che rapiva i bambini portandoli nel bosco.
Al di là dei rimandi, l’uomo in smoking fa venire davvero i brividi. La serie sembra voler sottolineare che d’ora in poi l’oscurità non invaderà solo i suoi protagonisti ma anche i suoi spettatori invitandoli allo spavento settimanale.
L’oscurità è sempre più vicina
Le nostre protagoniste sono sempre più complici dell’oscurità: metaforicamente la parte più brutale presente in ogni essere umano. Quella parte che lo rende disposto a tutto pur di sopravvivere. Sopravvivenza in Yellowjackets non è soltanto legato allo scampare la morte ma anche al raggiungimento della felicità a discapito dell’infelicità di qualcun altro.
Ad esempio, Taissa, preda dell’oscurità, si rivela capace di mettere a repentaglio la vita della sua amata per avere di nuovo suo figlio a casa con lei, dopo che questi era stato portato via dalla fidanzata che non era d’accordo sugli atteggiamenti negativi assunti da Taissa per il raggiungimento della carica da presidente. Oltre a motivi legati a probabili riti satanici.
Un vero e proprio baccanale in Yellowjackets

Nello scorso episodio la tematica principale che legava le due linee temporali era quella della responsabilità in tutte le sue sfaccettature (leggi qui la recensione del primo episodio). In questo secondo episodio la tematica che lega le due linee temporali è la negazione del lutto, inteso anche come perdita. Nel passato abbiamo Shauna che non accetta la morte della sua amica Jackie e Travis che non vuole arrendersi nel cercare suo fratello scomparso nel bosco. ATTENZIONE: dal prossimo paragrafo seguono SPOILER!
Nel presente Natalie non crede che Travis si sia ucciso, Shauna nega la morte di Adam, Taissa non accetta di aver perso la sua famiglia e Misty non vuole perdere le sue amiche. Un senso di perdita che assume il suo più alto grado di rappresentabilità nella parte finale dell’episodio dove vediamo le nostre protagoniste, nel passato, nutrirsi della loro amica. Le calciatrici vengono rappresentate “metaforicamente” come delle divinità intente a mangiare l’ambrosia.
Ogni boccone si rivela essere un vero e proprio orgasmo per le ragazze. Mangiano per non perdere la loro vita, per non perdere la loro amica e per saziare quella fame che le rende schiave dei loro istinti primordiali. Yellowjackets e i suoi primi due episodi della seconda stagione vi aspettano su Paramount+.









