Tutti i film di Terry Gilliam dal peggiore al migliore

Il geniale e visionario Terry Gilliam spegne oggi 83 candeline. Non possiamo esimerci per l’occasione dal commemorare la sua brillante carriera artistica con una carrellata di tutti i suoi film, classificandoli dal peggiore (si fa per dire) al migliore!
L'esercito delle 12 scimmie, L'uomo che uccise Don Chisciotte, Brazil, Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo e Paura e delirio a Las Vegas fra i migliori film di Terry Gilliam

Gli diedero del folle. Era semplicemente un visionario. Il maestro Terry Gilliam compie oggi, 22 novembre 2023, 83 anni. 

Statunitense naturalizzato britannico, Gilliam è stato un precursore anticipando nei suoi film la deriva dei tempi moderni. Per tutta la sua carriera cinematografica non ha fatto altro che provare ad aprire la mente dei suoi spettatori, cercare di allargare i loro orizzonti mostrando il mondo nella sua essenza e non nella sua apparenza. Un cinema surreale e pieno zeppo di humor nonsense, ma tremendamente incisivo e brutale nel raccontare le verità scomode della nostra società. 

Odiatissimo dai produttori, Gilliam è un anti-hollywoodiano che non accetta di sottomettersi alle dinamiche produttive se cozzano con il suo modo di pensare cinema; amatissimo però dagli attori, pronti a battersi per le sue idee innovative e a corrergli incontro per supportare i suoi film.  

Pomposo e barocco nella messa in scena, Terry Gilliam prende ispirazione dai più grandi maestri della storia del cinema: dalle atmosfere oniriche tipiche del nostro caro Federico Fellini alle inquadrature grandangolari del buon vecchio Orson Welles, passando per i mondi distorti del cinema espressionista di Murnau e Fritz Lang.  

Un intellettuale brillante. Un regista rivoluzionario e sognatore. Un genio della Settima Arte. Per il suo compleanno noi di CiakClub non possiamo esimerci dall’omaggiare Terry Gilliam con una carrellata di tutti i suoi film, classificandoli dal peggiore (si fa per dire) al migliore. Tanti auguri Terry!

13. I fratelli Grimm e l’incantevole strega (2005)

Heath Ledger e Matt Damon in una scena del film I fratelli Grimm e l'incantevole strega

Forse la pellicola di Terry Gilliam più criticata. I fratelli Grimm e l’incantevole strega è un’avventura gotica e fiabesca che vede protagonisti Heath Ledger e Matt Damon nei panni degli inseparabili fratelli Grimm, trasformati per l’occasione da rinomati favolisti in buffi ciarlatani. La messa in scena è sicuramente ben realizzata, soprattutto per quanto riguarda i costumi e le scenografie, ma la narrazione risulta decisamente poco coinvolgente. Il film ha risentito probabilmente dei ritardi produttivi (pronto nel 2003 ma rimasto sugli scaffali della Miramax a prendere polvere per parecchi mesi) e della lavorazione travagliata, con il direttore della fotografia Newton Thomas Sigel sostituito per alcune scene da Nicola Pecorini. 

12. The Zero Theorem – Tutto è vanità (2013)

Christoph Waltz e Mélanie Thierry in una scena del film The Zero Theorem - Tutto è vanità

Un tentativo poco riuscito da parte di Gilliam di ritornare ai fasti delle sue precedenti opere di fantascienza distopica e orwelliana. In The Zero Theorem – Tutto è vanità ci ritroviamo catapultati in un futuro prossimo in cui gli esseri umani vengono perennemente controllati. La cinepresa segue la figura del programmatore informatico Qohen Leth (Christoph Waltz), a cui è stato affidato il delicatissimo compito di risolvere una misteriosa formula matematica, denominata “teorema zero”, con il supporto di un supercomputer. Atmosfera cyberpunk in un film che cerca di descrivere la solitudine dell’essere umano nella società contemporanea e la sempre maggiore invadenza della tecnologia nella sua vita, ma non riesce ad essere esaustivo fino in fondo né in un caso né nell’altro.

11. I banditi del tempo (1981)

Ralph Richardson e David Rappaport in una scena del film I banditi del tempo

Un Terry Gilliam ancora piuttosto acerbo, ma già abilissimo nel costruire un montaggio frenetico e moderno. I banditi del tempo è un film ad altezza bambino, in cui la realtà storica si intreccia a quella fantastica: si passa dal quartier generale di Napoleone al galeone dell’Orco, dall’Antica Grecia di Agamennone a Robin Hood. Al centro della narrazione un ragazzino, assieme a un gruppo di nani, in grado di viaggiare nel tempo attraverso una mappa che indica la posizione dei varchi spazio-temporali. In bilico tra passato e presente, gli avventurieri vengono ostacolati nel loro cammino dal Signore del Male che vuole impossessarsi della mappa. Una pellicola a basso costo divertente e ricca di spunti interessanti, ma a tratti confusionaria a causa dell’eccessiva ridondanza narrativa. 

10. L’uomo che uccise Don Chisciotte (2018)

Adam Driver e Jonathan Pryce in una scena del film L'uomo che uccise Don Chisciotte

Un’odissea lunga venticinque anni. Un progetto a lungo covato e portato a termine soltanto nel 2018 da Terry Gilliam. L’uomo che uccise Don Chisciotte è un classico esempio di develpoment hell (letteralmente “inferno di sviluppo”), ovvero un progetto rimasto incompiuto per parecchio tempo. 

Difficoltà finanziarie, disagi sul set, riscritture del copione ed i problemi di salute dell’attore Jean Rochefort hanno impedito più e più volte di portare a termine le riprese. Tutte le peripezie produttive del film sono state raccontate nei documentari Lost in La Mancha e He Dreams of Giants. L’uomo che uccise Don Chisciotte è una libera interpretazione del romanzo Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes e vede protagonisti gli attori Jonathan Pryce e Adam Driver, per il quale abbiamo stilato di recente una classifica dei suoi 10 migliori ruoli.   

9. Jabberwocky (1977)

Una scena dal film Jabberwocky

Il primo film diretto da Terry Gilliam in totale autonomia. Jabberwocky è una commedia surreale e fiabesca ritmata da gag tipiche della slapstick comedy e che allo stesso tempo anticipa le atmosfere cupe e grottesche dei suoi lavori successivi. Il film racconta la storia di un apprendista bottaio che decide di fuggire di casa per cercare lavoro, ma si ritrova suo malgrado a scontrarsi con il potente Jabberwocky, un mostro che terrorizza l’intero regno. Pochissimi mezzi a disposizione ma tantissime idee da parte di Terry Gilliam, che in Jabberwocky comincia a dare un assaggio del suo talento registico attraverso inquadrature deformanti e grandangolari che strizzano l’occhio al cinema di Orson Welles.

8. Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo (2009)

Heath Ledger in una scena del film Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo

La pellicola è passata alla storia per essere stata l’ultima di Heath Ledger, morto nel 2008 a causa di un’overdose di farmaci. In seguito alla morte di Ledger, il progetto di Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo ha rischiato di fallire. Terry Gilliam pensò inizialmente di terminare le riprese avvalendosi del supporto della CGI. Per fortuna sono intervenuti in soccorso del regista e della produzione tre attori che hanno sostituito Heath Ledger in scena: Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell. Le tre star scelsero di lavorare gratuitamente devolvendo il loro intero cachet alla piccola Matilde, figlia di Heath Ledger.

Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo racconta del Dottor Parnassus, un illusionista che ha fatto un faustiano patto col diavolo vendendogli l’anima della figlia in cambio di uno specchio magico in grado di esaudire i più reconditi desideri. Labirinti fantastici e luoghi della mente come “specchio” della decadenza della cultura occidentale. Depp, Law e Farrell si sono alternati sullo schermo nell’interpretare il personaggio di un affascinante truffatore di nome Tony, rappresentando le sue tre metamorfosi all’interno dello specchio e conferendogli in questo modo una caratterizzazione ancora più misteriosa. 

7. Tideland – Il mondo capovolto (2005)

Jodelle Ferland in una scena del film Tideland - Il mondo capovolto

Sterminati campi di grano; pochi dialoghi e pochissimi personaggi, ma tanto amore e tanto cuore da parte di Terry Gilliam nel raccontare la perdita dell’infanzia in Tideland – Il mondo capovolto. Il film segue le vicissitudini di una ragazzina rimasta orfana che si rifugia nelle sue fervide fantasie per sfuggire alla cattiveria del mondo e alla desolante realtà che la circonda. Un film anti-moralista, non a caso poco apprezzato dalla critica, ma dotato in realtà di grande purezza e sconfinata fantasia. Una regia sopra le righe che alterna campi lunghi a improvvise zoomate e scavalcamenti di campo, a dimostrazione dell’anarchia stilistica che guida lo spirito artistico di Terry Gilliam. 

6. Monty Python e il Sacro Graal (1975)

Graham Chapman è Re Artù in una scena del film Monty Python e il Sacro Graal

Pellicola co-diretta assieme a Terry Jones. Gilliam e Jones hanno fatto parte dei Monty Python, un gruppo comico britannico passato alla storia per i suoi sketch pungenti e irriverenti trasmessi sulla BBC. Nati agli inizi degli anni ’60, i Monty Python hanno rivoluzionato il modo di pensare e fare comicità in televisione portando sul palcoscenico gag nonsense e ai limiti dell’assurdo.

Monty Python e il Sacro Graal riesce a incarnare alla perfezione il gusto del paradosso e della provocazione tanto caro ai Monty Python, regalandoci 91 minuti di sane risate e di spensierata follia. Il film di Gilliam e Jones mette in scena una sorta di parodia delle gesta di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda, alle prese con troupe televisive, poliziotti londinesi e donzelle indemoniate. Il risultato finale rispecchia pienamente lo spirito insolente e nichilista che guida il collettivo. A causa di un doppiaggio discutibile che ricorre a parlate dialettali, il film è da recuperare assolutamente in lingua originale.

5. Le avventure del barone di Munchausen (1988)

John Neville nella scena dei turchi del film Le avventure del barone Munchausen

In una città immaginaria assediata dai turchi una compagnia teatrale cerca di mettere in scena uno spettacolo sul Barone Münchhausen, ma viene bruscamente interrotta da un uomo che dichiara di essere il vero Münchhausen. Il Barone Münchhausen inizia a raccontare storie inverosimili che lo vedono protagonista di viaggi sulla Luna, discese negli inferi, battaglie contro i turchi e contro la Morte. In Le avventure del barone di Munchausen la folgorante estetica di Terry Gilliam viene supportata alla perfezione da tre grandi collaboratori italiani: il direttore della fotografia Giuseppe Rotunno, lo scenografo Dante Ferretti e la costumista Gabriella Pescucci. Il viaggio di Munchausen sulla Luna omaggia il cinema di George Méliès e il suo capolavoro Le Voyage dans la Lune

4. La leggenda del re pescatore (1991)

Robin Williams e Jeff Bridges in una scena del film La leggenda del re pescatore

Il film più hollywoodiano di Terry Gilliam. Una fiaba a tratti buonista, ma dall’indiscutibile raffinatezza poetica. La leggenda del re pescatore narra le vicende di Parry (Robin Williams), un ex professore di storia medievale alla ricerca del Sacro Graal nella New York moderna. Ad accompagnarlo nell’impresa c’è Jack Lucas (Jeff Bridges), presentatore radiofonico divorato dai sensi di colpa per aver involontariamente spinto un uomo a compiere un massacro. 

Terry Gilliam racconta le ingiustizie del mondo contemporaneo, in cui il “diverso” viene emarginato piuttosto che compreso e integrato. Una storia di redenzione e condivisione in cui giganteggiano le performance attoriali di Robin Williams e Mercedes Ruehl, vincitrice del premio Oscar come migliore attrice non protagonista. Terry Gilliam si è aggiudicato con La leggenda del re pescatore il Leone d’Argento al Festival di Venezia. 

3. L’esercito delle 12 scimmie (1995)

Bruce Willis e Brad Pitt in una scena del film L'esercito delle 12 scimmie

Fantascienza distopica targata Terry Gilliam, ispirata al cortometraggio La Jetée di Chris Marker, una delle opere più rappresentative della Nouvelle Vague francese. L’esercito delle 12 scimmie è ambientato nel 2035, in un futuro post-apocalittico in cui la terra è divenuta ormai inabitabile a causa di un letale virus. L’ultima spiaggia è un ergastolano spedito indietro nel tempo per risalire alla radice del problema. 

Vero e proprio boom al botteghino, L’esercito delle 12 scimmie ha incassato in tutto il mondo circa 169 milioni diventando il più grande successo commerciale di Terry Gilliam. Perfette le interpretazioni di Brad Pitt e Bruce Willis, quest’ultimo alle prese con una malattia che continua ad aggravare le sue condizioni di salute. Una realtà distopica e apocalittica quella descritta ne L’esercito delle 12 scimmie, ma terribilmente attuale (impossibile non ripensare al Coronavirus). La tecnologia che rende schiavi e la natura in grado di ribellarsi all’essere umano: Terry Gilliam conferma in questo film le sue invidiabili doti profetiche.  

2. Paura e delirio a Las Vegas (1998)

Benicio Del Toro (Dr. Gonzo) e Johnny Depp (Raoul Duke) sono i protagonisti del film Paura e delirio a Las Vegas

Adattamento cinematografico del libro Paura e disgusto a Las Vegas di Hunter S. Thompson, Paura e delirio a Las Vegas è forse il film più cult di Terry Gilliam. La pellicola è ambientata nel 1971 e presenta il giornalista Raoul Duke (Johnny Depp) in viaggio verso Las Vegas per assistere a una gara di moto, accompagnato dal suo avvocato Gonzo (Benicio Del Toro). I due, carichi di droghe e allucinogeni, colgono al balzo l’occasione per trasformare il viaggio di lavoro in un viaggio di piacere. 

Una decostruzione del sogno americano vista attraverso la perdita dei valori e il fallimento delle utopie libertarie. La società statunitense, allo sbando a causa della guerra in Vietnam, realizza come la contestazione sessantottina sia terminata ancor prima di iniziare. Nulla ha più senso e la realtà è già di per sé un’allucinazione. Un montaggio frenetico e inquadrature sbilenche danno vita a una narrazione schizzata e allucinata, in cui perfino il regista sembra riprendere sotto effetto di droga.

1. Brazil (1985)

Jim Broadbent e Katherine Helmond in una scena del film Brazil

Brazil è il capolavoro indiscusso di Terry Gilliam. Una summa della sua poetica cinematografica: un mix di commedia nera, fantascienza distopica e noir anni ’40; una perfetta combinazione di inquadrature grandangolari, scenografie espressioniste e taglio fumettistico. Realizzato non a caso nel 1984, Brazil è liberamente ispirato al romanzo 1984 di George Orwell. 

Il film è ambientato in un oppressivo ma verosimile Stato immaginario che mescola i peggiori aspetti della burocrazia britannica degli anni ’40, della paranoia americana degli anni ’50, del totalitarismo stalinista, del delirio fascista e dei peccati che affliggono la società degli anni ’80 (ad esempio l’ossessione per la chirurgia estetica). La libertà di espressione è diventata utopia e agli esseri umani non resta che rifugiarsi nella fantasia, l’unico luogo sicuro in cui è ancora possibile sognare di fuggire con la propria amata. Cameo di Robert De Niro nei panni di un idraulico riparatore di impianti danneggiati che sono stati abbandonati dalle logiche del sistema e del consumismo.

E voi siete d’accordo con la nostra classifica dei film di Terry Gilliam? Fateci sapere la vostra nei commenti!

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