Silente e gli altri: i più grandi “mentori” della storia del cinema

Vero, ad onor di cronaca, ad essere ricordati sono sempre e solo gli eroi, con o senza macchia, ma nel loro viaggio impervio è fondamentale la figura del mentore. La storia del cinema è piena di personaggi che rispecchiano questo archetipo, ecco quali sono i più importanti.
Obi-Wan Kenobi, Maestro Miyagi, Albus Silente, John Keating e Rocky Balboa tra i più grandi mentori della storia del cinema

Tra gli archetipi del classico viaggio dell’eroe c’è un passaggio per il quale il protagonista deve sempre passare. Dopo la presentazione del mondo di riferimento e la chiamata all’avventura, l’eroe incontra un mentore, una figura volta ad allenare o elargire doni particolari. Una figura paterna ma in ogni caso saggia, spesso idealizzata con i segni della vecchiaia e magari una lunga barba bianca, tipo Silente. Il cinema ha abbracciato questa struttura narrativa e nella storia abbiamo incontrato diversi maestri. Ecco quindi quelli che per noi sono i più iconici!

Albus Percival Wulfric Brian Silente

Daniel Radcliffe e Michael Gambon in una scena della saga di Harry Potter

E non possiamo che partire dal più grande mago di tutto il mondo: Albus Silente. È il primo personaggio che incontriamo nella saga, munito del suo deluminatore, per lasciare Harry Potter ancora infante a Privet Drive numero 4. Interpretato da Richard Harris nei primi due film e da Michael Gambon nel continuo della saga, il preside di Hogwarts segue e guida il percorso del prescelto in ogni avventura. Scopriremo solo con l’avanzare della minaccia di Voldemort quanto il suo ruolo sia stato ancor più determinante per fronteggiare Colui che non deve essere nominato, trovato e preso in custodia proprio da Silente quando era ancora un bambino.

Un personaggio entrato nell’immaginario collettivo che ricordiamo per il cambio punteggio della Coppa delle Case e per aver dato fuoco alle tende del letto al suo quarto anno (per sbaglio). Per il duello al Ministero della Magia, per le bacchette alzate in suo onore e per quell’ultimo incontro nell’imbiancata stazione di King’s Cross. Silente è uno dei personaggi più amati del Wizarding World, ricordato per la sua saggezza ed alcune memorabili frasi come: “Non provare pietà per i morti, Harry. Prova pietà per i vivi, e soprattutto per coloro che vivono senza amore”.

John Keating

Robin Williams è John Keating in una scena del film L'attimo fuggente

Se parliamo di frasi incastonate nella nostra memoria quelle del professore del collegio maschile Welton ne L’attimo fuggente sono tra le più citate e abusate. Nulla togliere a Silente come preside, ma John Keating è l’insegnante che tutti avremmo voluto avere e che tutti vorrebbero per i propri figli. Prima lezione e invita gli studenti a strappare i libri di testo perché non è così che si impara la letteratura.

Un uomo con il desiderio di instillare la passione nei suoi alunni per invogliare a cogliere l’attimo rendendo straordinaria la vita. Tra le interpretazioni più belle di Robin Williams, quella che forse insieme a Good Morning Vietnam lo ha lanciato definitivamente nel grande cinema. In un mondo che costringe a rimanere dentro schemi predefiniti, Keating è quel mentore da seguire gridando con audacia “O capitano, mio capitano!

Pai Mei

Pai Mei interpretato da Chia Hui Liu in una scena del film Kill Bill: Vol. 2

E quando sarò arrivata a destinazione, io ucciderò Bill!” Purtroppo è ormai ufficiale che non ci sarà mai un terzo capitolo di Kill Bill, poco male perché già i primi due volumi diretti da Tarantino trasudano epicità con il suo immancabile tocco pulp. La missione della Sposa è il motore di tutto, una sequela di combattimenti vorticosi con continui rimandi al cinema orientale. Lungo il percorso che ha reso Beatrix Kiddo la temibile Black Mamba, anni prima della sua vendetta, la donna ha ricevuto un duro allenamento.

Su decisione di Bill viene condotta in Cina per essere istruita nelle arti marziali dal leggendario Pai Mei, sacerdote del clan del Loto Bianco. Un maestro integerrimo e provocatorio, caratterizzato dalla tipica barba bianca, dalle folte sopracciglia e dalla risata beffarda. L’unico a discostarsi per certi versi dall’immagine del mentore positivo vista con Silente, Keating ed i nomi seguenti. Le avvertenze prima di iniziare un allenamento con lui infatti sono molte ma infine potrebbe insegnare la segreta tecnica dell’esplosione del cuore con cinque colpi delle dita.

Maestro Nariyoshi Miyagi

Ralph Macchio e Pat Morita in una scena del film Karate Kid

Da un maestro marziale ad un altro. Dalla Cina però ci spostiamo in California, in New Jersey, dove un giovane decide di prendere lezioni per vendicare le angherie di un bullo. Il giovane è Daniel LaRusso, il maestro è Miyagi. Apparentemente un umile ed innocuo addetto alle manutenzione, in realtà un karateka straordinario dall’insegnamento unico nel suo genere. Perché in Karate Kid non troviamo addestramenti senza sosta ed estenuanti ma azioni quotidiane, o quasi.

È così che, dopo un primo rifiuto, Daniel diventa allievo di Miyagi ma tutto quello che deve fare è pulire la macchina, dipingere la staccionata e afferrare una mosca con le bacchette. Chiunque da bambino ha immaginato di poter imparare l’arte del karate replicando questi esercizi, credendo ciecamente nel “dai la cera, togli cera” insegnato dal maestro. Ma siccome di pulire casa nessuno ha voglia, la verità è che tutti abbiamo provato sola la “mossa della gru”.

Mickey Goldmill e Rocky Balboa

Sylvester Stallone e Michael B. Jordan in una scena del film Creed

Se l’obiettivo di Daniel era il Torneo di Karate Under 18, quello di Rocky Balboa è di diventare campione del mondo di boxe, ma la strada dello stallone italiano verso il titolo è faticosa. Trentenne ormai privo di grandi stimoli ma soprattutto svogliato, viene cacciato dalla palestra dove si allena, sotto lo sguardo severo di Mickey Goldmill. Quando però emerge la possibilità di combattere contro l’invincibile Apollo Creed, è lo stesso Mickey a proporsi.

Risuona quindi la celebre Gonna fly now ad accompagnare la corsa per le strade di Philadelphia fino alla cima della scalinata. Mickey però non ha insegnato soltanto a stare sul ring, a mangiare fulmini e cacare tuoni, ma anche ad essere un buon mentore. Passano gli anni e Rocky si ritrova dalla parte opposta delle corde ad istruire un allievo complicato come lui. Balboa completa il suo processo offrendo tutta la sua esperienza al giovane Adonis Creed, figlio di Apollo, rendendolo il futuro luminoso del pugilato.

Morpheus

Laurence Fishburne interpreta Morpheus in una scena del film Matrix

Pillola azzurra o pillola rossa? Fine della storia o paese delle meraviglie? Con Matrix siamo dinanzi ad uno dei film che ha cambiato il cinema moderno e lo ha fatto rendendo iconici personaggi come Morpheus, interpretato da un perfetto Laurence Fishburne. Fervente ribelle alla ricerca dell’eletto per debellare Zion dalle macchine, è un insegnante incredibile e Neo lo comprende da subito. Nel film del 1999 diverse sono le scene in cui l’eroe apprende la verità ed impara capacità, tutte dal forte impatto visivo.

A partire dalla presentazione della “struttura”, del programma di caricamento dati con cui fornire vestiario, equipaggiamento e addestramento simulato. Poi il programma di tirocinio per spiegare l’esistenza degli Agenti, per non parlare dell’allenamento per imparare le diverse tecniche di combattimento con dei floppy disk. Ma alla teoria segue la pratica e quindi non può mancare lo scontro allievo-maestro a colpi di kung-fu. 

Alfredo

Philippe Noiret è Alfredo in una scena del film Nuovo Cinema Paradiso

Mentori nel cinema ma anche mentori di cinema, perché come per tutte le arti anche la settima è tramandata in tutta la sua bellezza. In un’epoca dove ci giriamo vediamo tanto metacinema, forse anche troppi film che parlano di cinema negli ultimi anni, in Italia c’è un esempio intitolato Nuovo cinema paradiso. Giuseppe Tornatore dirige una favola agrodolce sul cinema dove un giovane è affascinato dal cinematografo e dal suo utilizzo. Salvatore cerca di avvicinare lo scontroso proiezionista analfabeta Alfredo per apprendere il mestiere ma viene inizialmente rifiutato.

L’ottenimento della licenza elementare crea però il presupposto di un accordo e quindi Totò, così chiamato da tutti, ottiene quanto desiderato. Con Alfredo instaura un rapporto dalla dolcezza sconfinata che infonde nuovi stimoli fino all’incidente che provoca la cecità del proiezionista. È l’occasione per Totò di mettersi in gioco nonché il primo passo per quella che diventa una carriera da regista, spronato dal monito di Alfredo a non tornare più nel paese e dimenticare il passato.

Mago Merlino

Semola e Mago Merlino in una scena del film La spada nella roccia

Sicuramente tra le fonti d’ispirazione per Silente e ovviamente parlando di mentore non possiamo non menzionare quello che, per molti aspetti, rispecchia appieno la figura coinvolta nel viaggio dell’eroe. Mago Merlino è a tutti gli effetti la guida magica che aiuta l’eroe nel suo percorso di crescita e questa rappresentazione è perfettamente raffigurata nel classico Disney La spada nella roccia. A conoscenza degli eventi futuri e con l’aiuto del buffo gufo Anacleto, Merlino prende sotto la sua ala l’aspirante scudiero Semola, destinato in verità a diventare re di tutta l’Inghilterra.

Attraverso irresistibili canzoni e trasformazioni, Semola impara a cavarsela a dispetto della legge del più forte, sperimentando anche paura, amore e libertà. Come nel più classico degli archetipi narrativi un nemico si pone come ultimo ostacolo, la Maga Magò, ma è proprio l’intervento di Merlino a risolvere la situazione, impartendo l’ennesima importante lezione per il futuro sovrano. A mani basse tra i personaggi più amati della Casa dei Sogni anche perché, diciamolo, quando torna da Honolulu con gli occhiali da sole e le Converse è meraviglioso.

Peter B. Parker

Peter B. Parker e Miles Morales in una scena del film Spider-Man: Un nuovo universo

Al cospetto di certi personaggi può sembrare prematuro inserirne uno arrivato sul grande schermo solo nel 2018 ma Peter B. Parker di Spider-Man: Un nuovo universo racchiude in sé quanto appreso a sua volta dallo Zio Ben. Perché l’uomo ragno di Terra 616b raccoglie l’eredità del suo defunto mentore aggiungendo l’esperienza delle molte cadute. Da un grande potere infatti derivano grandi responsabilità e chi meglio di un altro Spider-man può insegnare a Miles come diventare l’amichevole eroe di quartiere.

Non mancano gli scontri e le incomprensioni ma, nel momento del bisogno, Morales elabora quanto successo in quei giorni di addestramento velocizzato, comprendendo che per essere pronti è necessario un atto di fede. Un processo completato nel sequel Spider-man: Across the Spider-Verse (secondo la nostra recensione, uno dei migliori film dell’anno, e forse molto più di questo, non vi resta che leggere) riconosciuto dallo stesso Peter B. Parker durante il forsennato inseguimento della Spider society. 

Yoda e Obi-Wan Kenobi

Yoda e Luke Skywalker (Mark Hamill) in una scena del film Star Wars: L'impero colpisce ancora

Pensavate ci fossimo dimenticati di loro? Certo che al buon Luke Skywalker è andata più che bene potendo contare sugli insegnamenti di due grandi maestri Jedi. All’interno di Star Wars questo rapporto mentore-allievo è proprio alla base della formazione dell’Ordine, tradotto nella relazione maestro-padawan. Tutt’altro che facile l‘incarico di Obi-wan che prima ancora di Luke è stato amico, fratello e mentore di Anakin Skywalker, anche se purtroppo quest’ultimo preferì cedere alle lusinghe di Darth Sidious.

Anni dopo questo doloroso fallimento, Obi-wan ha l’occasione di redimersi introducendo Luke alla via della Forza anche se per poco. A prendere il suo posto e completare il suo addestramento su Dagobah è Yoda, centenario maestro che tra i tanti ha istruito il Conte Dooku e Mace Windu, oltre ai tanti iniziati Jedi al tempio. Il suo “No, provare no! Fare o non fare, non c’è provare” è memorabile. Possiamo dire che se gli Skywalker sono diventati chi sono è certamente merito dei suoi maestri.

Insomma, il cinema come la letteratura ha da sempre raccontato le gesta di grandi eroi ma questi, senza i vari Silente, Yoda e Merlino, quasi sicuramente non avrebbero compiuto alcuna impresa. Questi sono alcuni dei più importanti mentori conosciuti nei film e tutti, a loro modo, hanno insegnato molto anche a noi spettatori.

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