10 film da vedere a San Valentino

Di consigli di film da vedere a San Valentino potete trovarne ovunque. E forse alcuni di questi titoli li avevate già in mente. Ma qui abbiamo cercato di evitare i classici più inflazionati, consigliandovi perle nascoste, nuove sorprese e qualche film d’autore.
Fallen Leaves, Pane e tulipani, Elizabethtown, Crazy, Stupid, Love e Pauline alla spiaggia tra i film da vedere a San Valentino

È un dato di fatto: ogni anno quando si arriva a San Valentino, il cinefilo di turno si imbatte in un’infinita serie di TOP 10 sulle commedie romantiche che ripropongono con perseveranza quasi coercitiva i soliti, scontatissimi, titoli. Consigliare 10 film da vedere a San Valentino che sappiano di fresco sembra missione impossibile.

Siamo onesti, non se ne può più. Non serve una TOP per decretare che a San Valentino, Notting Hill o Titanic siano film visti e rivisti (se invece siete dai gusti variegati, qui trovate un mix di classici e consigli atipici di commedie romantiche). Di film però ce ne sono davvero moltissimi e noi, oggi, ci proponiamo di stilare una lista alternativa, fatta di 10 titoli che riteniamo, per varie ragioni che non stiamo a spiegare, in un certo senso sottovalutati, poiché nonostante non siano capolavori, meritano sicuramente di essere rivisti almeno una volta. Ecco allora i 10 film da vedere a San Valentino (ma anche in qualunque altro giorno dell’anno).

Fallen Angels, Wong Kar-way (1995)

Una scena del film Fallen Angels

“Controllare la spazzatura di qualcuno può farti capire molte cose su di lui. Chi è. Cosa fa”.

Se si parla di cinema romantico non può venire in mente il maestro di Hong Kong, Wong Kar-wai. Autore di film come Hong Kong Express e In the Mood for Love (altro capolavoro che vi abbiamo consigliato in un’altra rassegna di film da vedere a San Valentino), il regista presenta in Angeli Perduti un intreccio di vicende di amore e di malinconia con la solita grazia che contraddistingue il suo stile. Amori non corrisposti, storie di alienazione, ananas scaduti e ispirazioni noir convivono in un film che è il seguito spirituale del capolavoro Hong Kong Express, ma che, a differenza di quest’ultimo, mostra più speranza nella salvezza che l’amore può dare. Un film veramente intenso che, nonostante il titolo, racconta le storie e gli intrecci amorosi dei personaggi unici con una leggerezza e un’immediatezza che fanno venire i brividi. 

Paragrafo a cura di Arturo Garavaglia.

Love & Other Drugs – Amore & altri rimedi, Edward Zwick (2010)

Jake Gyllenhaal e Anne Hathaway in una scena del film Love & Other Drugs - Amore & altri rimedi

Maggie: “Volevo fare tante cose” / Jamie: “Le farai. Solo che le farai insieme a me”

Jamie, licenziato dal negozio di elettronica nel quale lavora per essere stato scoperto a letto con la moglie del capo, è uno scapestrato donnaiolo in cerca della propria strada nella vita. Conosce Maggie, ragazza bellissima e brillante, ma i due dovranno superare un grande ostacolo. Neppure questa è una sceneggiatura originale, poiché è tratta dal romanzo Hard Sell: The Evolution of a Viagra Salesman di Jamie Reidy. Questa commedia romantica conserva molti elementi drammatici, portati avanti da una narrazione fluida e scorrevole, con Jake Gyllenhal e Anne Hataway in due ruoli convincenti. Se in una classica commedia romantica c’è un progressivo abbattimento della distanza fisica tra i due innamorati che viene superata nel momento del bacio, qui tutto si muove al contrario: la relazione fisica abbatte lentamente la distanza emotiva dei due, portandoli ad innamorarsi l’uno dell’altra. Seppur originale in questa scelta, la commedia risponde alla più classica delle morali: omnia vincit amor.

The Best of Me – Il meglio di me, Michael Hoffman (2014)

James Marsden e Michelle Monaghan in una scena del film The Best of Me - Il meglio di me

“Ti ho persa una volta, non ti perderò ancora”.

Quando si tratta di commedie romantiche da vedere a San Valentino Nicholas Sparks è una garanzia e, giusto per essere chiari, non è solo The Notebook – Le pagine della nostra vita. James Marsden e Michelle managhan sono Dawson e Amanda, ritrovatisi dopo anni ma con alle spalle un’adolescenza passata insieme. Il film diretto da Michael Hoffman riesce, nonostante la trasposizione, a mantenere lo spessore dei personaggi nonché l’intensità della storia uscita dalla penna dell’autore. Il film non è un capolavoro e spesso gioca su luoghi comuni che sono una sicurezza nell’accaparrarsi una certa fetta di pubblico fedelissima al genere. Nel complesso però l’impianto funziona e la sottotrama thriller converge senza forzatura verso un finale che raccoglie le due linee narrative del film. Piccola curiosità: il ruolo di protagonista era inizialmente stato pensato per Paul Walker, ma la prematura scomparsa ha portato la produzione ad optare per James Marsden.

Crazy, Stupid, Love, Glenn Ficarra and John Requa (2011) 

Ryan Gosling ed Emma Stone in una scena del film Crazy, Stupid, Love

“Quando si trova la persona giusta, non ci si arrende mai!”

Prima di una serie di pellicole che vede Emma Stone e Ryan Gosling recitare uno al fianco dell’altro, Crazy, Stupid, Love parla di Cal (un sempre divertentissimo Steve Carell), uomo che ha tutto, ma che da un giorno con l’altro si vede crollare il mondo addosso quando la moglie gli chiede il divorzio. Iniziando a frequentare bar incontrerà Jacob, noto latin lover che gli insegnerà i trucchi del “mestiere”. La pellicola vive di leggerezza: la comicità è elemento cardine, portata avanti dal contrasto tra Cal e Jacob, che finirà per rovesciarsi nella maniera più assurda possibile. La storia è piacevole e parodizza quelli che spesso sono gli stereotipi della commedia romantica: personaggi dogmaticamente sempre fedeli ad un archetipo predefinito, che perdono la propria personalissima caratterizzazione. Ma non dico di più, vedere per credere.

Dear John, Lasse Hallström (2010)

Channing Tatum e Amanda Seyfried in una scena del film Dear John

“Due settimane insieme, questo mi è bastato, solo due settimane per innamorarmi di te.”

La pellicola, manco a dirlo tratta dal romanzo di Nicholas Sparks, parla di John, ragazzo dal passato tormentato che si è arruolato nell’esercito e Savannah, ragazza che conosce durante il periodo di licenza. Tra i due scatta la scintilla, ma molti, moltissimi ostacoli, si presenteranno sulla loro strada. Alzi la mano chi, leggendo Channing Tatum e Amanda Seyfried, si aspetta il solito film a bassissimo budget che, per nascondere la scarsa qualità, investe la maggior parte del budget per permettersi due attori belli e noti che mascherino i difetti della pellicola? Ebbene non è così: certo alcuni temi si sarebbero potuti approfondire maggiormente, il problema è che talvolta i personaggi sembrano essere in balia del destino, mentre invece prendono decisioni che, per quanto sofferte e difficili, dipendono esclusivamente da loro. Prova da sottolineare per il solito Richard Jenkins, nei panni del padre malato di John, il protagonista maschile. 

Pauline alla spiaggia, Éric Rohmer (1982) 

Una scena del film Pauline alla spiaggia

“Chi parla troppo reca danno a se stesso”

Il film di Eric Rohmer, grande maestro del cinema francese, facente parte delle Commedie e Proverbi, ha infatti come incipit la frase del poeta Créthien de Troyes: “Chi parla troppo reca danno a se stesso”.
Ambientato durante la stagione estiva in una località balneare del nord della Francia, la commedia di Rohmer esplora il tema dell’amore estivo con una lucidità e un’ironia spiazzanti. Un complesso sistema di personaggi e di relazioni si muove in un ambiente assolato fatto di equivoci, di adulti immaturi e di ragazzi alla scoperta dell’amore. Il tutto con il consueto stile di Rohmer, fatto di dialoghi, battute salaci e una caratterizzazione certosina dei personaggi che profuma di verità e che porta lo spettatore a una immedesimazione pressoché totale nel racconto.

Paragrafo a cura di Arturo Garavaglia.

Elizabethtown, Cameron Crowe (2005)

Kristen Dunst in una scena del film Elizabethtown

Che classifica di commedie romantiche e che San Valentino potrebbe mai essere senza una pellicola di Cameron Crowe? Se Jerry Maguire e Non per soldi… ma per amore sono dei veri e propri classici, allora Elizabethtown fa sicuramente al caso nostro, non avendo riscosso lo stesso successo dei due precedenti titoli, diventati dei cult assoluti. Drew Baylor, affermato disegnatore di scarpe, vive una vita apparentemente meravigliosa ma, in poco tempo, tutto cambia: l’evento che apre il vaso di Pandora è un modello di scarpa fallimentare: da qui le cose peggiorano, fino ad arrivare alla morte del padre. La vita è però una sinusoide e le cose non possono andare male per sempre.

Ciò che colpisce spesso delle pellicole di Crowe, e questa non fa eccezione, è il ritmo incalzante che, consapevolmente, prende delle pause per dare spazio ad un umorismo parsimonioso, mai dozzinale, utile a smorzare un po’ i toni e far “prendere fiato” allo spettatore. Questa volta però la scelta è di rappresentare una storia d’amore semplice e leggera, nell’accezione positiva del termine. Non ci sono scene eclatanti, come boombox sollevati in giardino o “Tu completi me”. Ci sono due persone che scelgono liberamente di amarsi. Una storia che, proprio per la sua semplicità, merita di essere vista.

Pane e Tulipani, Silvio Soldini (2000)

Una scena del film Pane e Tulipani

“Rosalba, da quando lei è partita la vita è una palude, la notte mi tormenta e il giorno mi delude. Se ho fatto questo viaggio vi è un’unica cagione, che lei torni ad illuminar la mia magione”. 

In un elenco di proposte contenente commedie romantiche adatte per il giorno di San Valentino, come non ricordare il raffinato e delicato quarto film di Silvio Soldini, Pane e Tulipani. Presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del 53° Festival di Cannes, la pellicola racconta la liberazione (nell’agire, nel pensare, nel vivere) di Rosalba (Licia Maglietta), madre di due ragazzi e sposata con un uomo piuttosto rude (Antonio Catania). Durante una gita a Paestum assieme ad amici e famiglia, il pullman si ferma in un autogrill dimenticando la donna, la quale approfitta della circostanza per scappare a Venezia e ricominciare da capo dopo aver conosciuto Fernando (Bruno Ganz). Dalla fuga, al lavoro nel negozio di fiori, passando per le colazioni con abbondante pane e l’emozionante ballo, fino alla dichiarazione nel parcheggio, Pane e Tulipani è una commedia gentile, romantica che racconta la trasformazione delle esistenze dei loro personaggi. Nove David di Donatello, cinque Nasti d’Argento e molto altro ancora. Insomma, se questa sera volete emozionarvi ridendo, Pane e Tulipani fa per voi.

Paragrafo a cura di Giulia Leto.

You’ve Got a Mail – C’è post@ per te, Nora Ephron (1998)

Tom Hanks e Meg Ryan in una scena del film C'è posta per te

“Volevo tanto che fossi tu, volevo che fossi tu con tutta me stessa.”

Di tutt’altra fattura è C’è posta per te, remake in chiave moderna (l’e-mail sostituisce la carta) del classico Ernst Lubitsch Scrivimi fermo posta. Joe è proprietario di una catena di librerie e, aprendo una nuova sede, si scontra con Kathleen, titolare di un piccolo negozio che, oltre a vendere libri, offre ad esempio la lettura per i bambini e, più in generale, un rapporto molto più stretto con il cliente. Il disprezzo che i due provano l’uno per l’altra andrà man mano a mutare in un sentimento differente. Nora Ephron, sceneggiatrice e regista di questa pellicola, svolge davvero un ottimo lavoro. Il film è molto ben bilanciato: Gli scontri tra i personaggi, la struttura dell’opera, la divisione in atti, tutto è di apprezzabile precisione e fattura. Anche il climax che accompagna il mutamento emotivo dei due personaggi è estremamente credibile. Dulcis in fundo la pellicola anticipa e sensibilizza circa le potenzialità ma al tempo stesso i rischi di internet.

Non ti presento i miei, Clea DuVall (2020)

Kristen Stewart e Mackenzie Davies in una scena del film Non ti presento i miei

A conclusione dei suggerimenti dei film da vedere a San Valentino, la pellicola di Clea DuVall. Abby e Harper sono fidanzate ed innamorate l’una dell’altra. Harper però è una ragazza cresciuta in un ambiente di vedute tutt’altro che aperte che, per vivere al meglio la propria sessualità, ha deciso di allontanarsi dai luoghi natali. La ragazza decide però di tornare a casa per presentare la fidanzata e fare il tanto atteso coming out. Come previsto però l’ambiente dal quale si era volutamente allontanata destabilizzerà le due ragazze. La forza del film è sicuramente il messaggio: lontano da facili captatio benevolentiae orientate verso il tanto apprezzato politically correct, la pellicola analizza il problema reale e concreto della difficoltà di fare coming out, specialmente di fronte alla propria famiglia e alle persone che per noi contano più di chiunque altro. Non ti presento i miei smaschera tutti i retaggi deleteri di una società che, seppur di facciata si mostra come tollerante e progressista, spesso nell’intimità domestica, e aimeh non solo, palesa tutto l’odio e il pregiudizio che solo in assenza di cultura può proliferare.

A voi quali altri film da vedere a San Valentino vi vengono in mente?

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