Past Lives, recensione: Eternal Sunshine of a Corean Mind

Past Lives è un film di Celine Song presentato nella sezione Best of 2023 alla Festa del Cinema di Roma. Si tratta di una storia romantica, ma con risvolti ricercati e volutamente drammatici. Una bella riflessione sulle inquantificabili possibilità della nostra esistenza.
Greta Lee e Teo Yoo in una scena del film Past Lives

Past Lives di Celine Song è un film estremamente interessante. È stato presentato al Sundance Film Festival ma noi abbiamo potuto vederlo soltanto alla Festa del Cinema di Roma, e ci è piaciuto non poco. Si tratta di un intreccio romantico ma non banale, soprattutto nel finale. La scena di apertura del film vuole che lo spettatore si ponga delle domande su ciò che sta accadendo a quelle tre persone nel bar e, con un lavoro quasi metanarrativo, la regista vuole darci le sue risposte.

Si tratta inoltre del suo film d’esordio, e notiamo dunque fin da subito un suo interesse a raccontare non tanto una storia d’amore, ma la storia di tutti noi. Sì, l’amore per certi versi infantile dei protagonisti è al centro della narrazione. Ma serve a creare il contesto necessario per metterci di fronte ai bivi della vita, alle scelte difficili che siamo costretti a prendere in ogni fase della nostra permanenza sulla terra. Perciò serve l’amore, perché è forse la cosa più importante che possiamo guadagnare o perdere: in questa o nell’altra vita.

Ciò che è interessante di questo progetto, fra le altre cose, è anche questa sua dimensione produttiva e d’ambientazione a metà fra USA e Corea del Sud. Una fusione fra cinema orientale e occidentale cui sempre più auspichiamo, noi della redazione di CiakClub.it. Ma concentriamoci su Past Lives.

Past Lives: le nostre vite passate

Na Young e Hae Sung sono due dodicenni di Seoul che si amano. Na Young si trasferisce però a Toronto, dove cambia nome in Nora, e i due non si rivedranno più per dodici anni, fino a che non si cercheranno per caso sul web e inizieranno una sorta di relazione a distanza ma senza il coraggio di renderla ufficiale. Le videochiamate però non bastano più, e Nora, trasferitasi a New York, è troppo presa dal suo lavoro da scrittrice per potersi impegnare in una storia del genere. Inoltre Hae Sung studia all’università, e non può mollare tutto e trasferirsi nella Grande Mela. Nora conosce Arthur e pochi anni dopo si sposa.

Nuovamente dodici anni dopo, Hae Sung decide di andare a trovare Nora a New York dopo che non si sono più sentiti per tutto questo tempo. I tre si incontrano, e Hae Sung, continua a pensare di voler conquistare Nora.

Il cattivo ragazzo bianco, che rovina una bella storia d’amore

Teo Yoo, Greta Lee e John Magaro in una scena del film Past Lives

No, Arthur è un personaggio ben più sfaccettato dello stereotipo descritto nel titolo. Lui ovviamente esita, ha paura che Hae Sung possa mettere a repentagli il suo matrimonio, si chiede se forse non sia la cosa migliore per Nora. Per noi è il miglior personaggio del film, proprio perché capisce la situazione, nutre dei dubbi, non è sicuro di se. E anche il finale ci mostra come Song abbia voluto bene a questa sua creazione.

La storia quindi cerca di avere delle soluzioni non scontate, si impegna per ottenere la risoluzione più drammaticamente funzionante. Ma con il secondo salto temporale perde un po’ di credibilità. O questo, oppure Hae Sung ha bisogno di aiuto! Lui e Nora non si sentono da 12 anni e non si vedono da 24, e nonostante questo lui è innamorato di lei e convinto che sia la donna della sua vita, nonostante non abbia mai conosciuto veramente la donna, ma soltanto la bambina. La definiremmo quasi una forzatura narrativa, ma sopra cui puoi passare sopra e goderti l’ultima parte del film.

Past Lives, parla inoltre effettivamente delle vite passate. Secondo una credenza folkloristica coreana, se due persone si sposano è perché si sono conosciute in almeno 8000 vite passate. E ogni tipo di rapporto che si può avere con una persona, nasce anche da una sola minima interazione avuta in una di queste. E Song ci porta quindi a scommettere in quante vite i protagonisti si sono conosciuti, in quanti modi la storia sarebbe potuta finire.

Insomma, Past Lives è sicuramente da annoverare (altro festival per cui è passato prima di arrivare a Roma) fra le sorprese dell’ultimo Festival di Berlino.

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