El Ser Querido di Rodrigo Sorogoyen racconta il rapporto tormentato tra un regista e la figlia mai riconosciuta, chiamata a recitare nel suo nuovo film “Desierto”. Con una regia intensa, il film esplora ferite irrisolte, assenza e bisogno d’amore.
Resurrection di Bi Gan è un viaggio tra sogno e cinema: quattro visioni attraversano epoche e generi fino a un ipnotico finale. Un’opera monumentale e divisiva proprio per la sua ambizione, che riflette su memoria, tempo e immagine, oltre che sul bisogno umano di continuare a sognare.
Arco, opera prima di Ugo Bienvenu, racconta l’incontro tra un ragazzo del futuro e una bambina del 2075 in un mondo segnato dalla crisi climatica. Tra viaggi nel tempo, robot e arcobaleni, il film riflette sulla solitudine contemporanea e sulla necessità di connessione per immaginare un futuro migliore.
Luc Besson reinterpreta Dracula come un poema d’amore e dannazione. Vlad II (Caleb Landry Jones) passa 400 anni alla ricerca del suo amore, Elisabetta, in un racconto romantico e malinconico, tra sangue e tenerezza. Un film visivamente ipnotico, colmo di passione e magia.
Mary Bronstein firma una dark comedy soffocante sulla genitorialità: If I Had Legs I’d Kick You segue Linda (Rose Byrne), madre esausta di una figlia malata, nel suo crollo psicologico tra colpa, isolamento e desiderio di fuga. Un film audace sul lato taciuto della maternità.
Chloé Zhao traspone Hamnet, il romanzo che reinterpreta la vita di Shakespeare e della sua famiglia dopo la morte del figlio Hamnet. Con Paul Mescal e Jessie Buckley, Hamnet è un racconto struggente su amore, lutto e arte: un dolore che si trasforma in rinascita e salvezza.
Left-Handed Girl di Shih-Ching Tsou, storica collaboratrice di Sean Baker, è un ritratto intenso e umano della Taipei contemporanea. Racconta con una sensibilità tutta femminile le contraddizioni della società taiwanese, tra credenze arcaiche, conflitti generazionali e disuguaglianze di genere. Il miglior film della Festa di Roma?
Richard Linklater omaggia la Nouvelle Vague con Nouvelle Vague, raccontando la genesi di Fino all’ultimo respiro e il genio ribelle di Godard. Un film metacinematografico, vibrante d’amore per il cinema, che celebra l’arte come rivoluzione e infinito atto creativo.
Per te di Alessandro Aronadio, tratto da una storia vera, racconta con dolcezza e dolore l’Alzheimer precoce di Paolo (Edoardo Leo) e il suo legame con il figlio Mattia. Un film toccante, imperfetto ma sincero, che riflette su memoria, amore e resilienza familiare.
Il nuovo film di Paolo Virzì, Cinque Secondi, è un dramma intimo e malinconico sul senso di colpa e il superamento del lutto. Valerio Mastandrea interpreta Adriano, avvocato segnato da una tragedia avvolta nel mistero, che si rifugia in campagna per riflettere, ma la sua pausa sarà stravolta dall’arrivo di una peculiare comunità.
Jupiter non è solo un remake di A House of Dynamite: la recensione
Ink, recensione: Danny Boyle contro i Mad Men del giornalismo
Quinto potere, recensione: satira e incubo in prima televisiva
Dustin Hoffman è Lenny, il padre della stand-up: la recensione
Cuore selvaggio, tutta l’anima di David Lynch: la recensione
King Marracash, recensione: l’apogeo di una leggenda del rap
Fjord è Palma d’Oro (e vi farà simpatizzare per gli ultraconservatori)
Sheep in the Box, recensione: un affare di famiglia al tempo dell’IA
Fatherland di Pawlikowski è un film coltissimo: la recensione
El Ser Querido è il film più viscerale di Cannes 79: la recensione