Non è un paese per vecchi, spiegazione e significato del film

Non è un paese per vecchi, il film dei fratelli Coen adattamento del romanzo omonimo di Cormac McCarthy, torna questa sera in programmazione tv su Cielo, alle ore 21:15. Ma qual’è effettivamente il messaggio del film, del titolo e del suo finale? Lo ripercorriamo qui.
Non è un paese per vecchi, spiegazione e significato del film

Non è un paese per vecchi (No Country for old men) è il film drammatico-poliziesco diretto dai fratelli Coen, adattamento del romanzo di Cormac McCarthy. Il film torna questa sera in programmazione tv, in prima serata su Cielo, alle ore 21:15. Sul finale del film, nel corso del tempo, sono state proposte tantissime interpretazioni. Ma che cosa descrive effettivamente l’America descritta dai Coen e da McCarthy? A cosa si riferisce il titolo del film?

Non è un paese per vecchi, trama e cast 

Tramite i tre protagonisti, Llewelyn Moss, Anton Chigur e lo sceriffo Ed Tom Bell, interpretati rispettivamente da Josh Brolin, Javier Bardem e Tommy Lee Jones, i Coen descrivono un’America amorale, convinta di averne costruita una nel tempo, poi distrutta, apparentemente,  dalle nuove generazioni, l’America violenta, sopraffatta dal pessimismo, dalla violenza del nuovo cartello messicano e dalla politica maccartista

Nel Texas degli anni ‘80 Llewelyn Moss si trova al centro di una grossa disputa per un’ingente somma di denaro, ritrovata in una valigetta, frutto di una grossa vendita di eroina. Ha inizio così un lungo inseguimento che si protrae per gran parte del film: Moss cerca di fuggire il più lontano possibile con la valigetta, senza sapere che al suo interno, un localizzatore terrà traccia di ogni movimento compiuto da lui e della moglie Carla Jean Moss (Kelly Macdonald). Bardem (Chigur), un killer spietato dai tratti disumani, una sorta di Terminator implacabile che chiede alle vittime di decretare la propria fine con testa o croce, si mette così sulle tracce dell’uomo. 

Intanto lo Sceriffo Bell (Tommy Lee Jones) fa lo stesso, ma con l’obiettivo di salvare l’uomo prima che sia troppo tardi.

La spiegazione del finale 

Una scena da Non è un paese per vecchi
Una scena da Non è un paese per vecchi

La fine di Moss sarà decretata non dal killer spietato vestito da Bardem, ma da altri killer messicani, sempre sulle tracce dei soldi: una fine molto più banale. Al killer interpretato da Bardem, tuttavia, spetta un destino di gran lunga migliore: quasi illeso da un incidente d’auto, vincitore dell’ambita valigetta e in un certo senso, vincitore morale. I “buoni”, banalmente, perdono, i cattivi, in linea con lo spirito americano di quegli anni, vincono. E lo fanno con lo stile inconfondibile dei Coen.

La vecchia generazione, intanto, pur avvertendo un senso di colpa (lo Sceriffo Bell non riuscirà a salvare l’uomo), è convinta di trovarsi dinanzi un mondo che ha perso la via e rovinato tutto ciò che di buono aveva fatto la vecchia generazione, quella di suo padre, che compare a Bell in un sogno:  “Nel sogno sapevo che stava andando avanti, per accendere un fuoco da qualche parte, in mezzo a tutto quel buio e a quel freddo, e che quando ci sarei arrivato, lo avrei trovato lì. Poi mi sono svegliato”. 

Pur intriso di frasi retoriche sulla rovina del mondo con il passare del tempo, Bell, alla fine di Non è un paese per vecchi si rende conto del fatto che ogni generazione sarà convinta di aver dato progresso e benessere al mondo, ma quest’ultimo è e rimane, in fin dei conti sempre lo stesso. L’America non è scesa nel degrado post-probizionismo per colpa delle nuove generazioni, è e sarà sempre un mondo violento.  E anche i giovani, altra controparte del film, non ne escono indenni, diventeranno anche loro, assuefatti da una retorica “da anziani”, ma per loro, semplicemente, mancano ancora alcuni anni. 

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