Monkey Man, recensione: un action movie da non perdere

Monkey Man, il film che segna l'esordio alla regia di Dev Patel, è arrivato nelle nostre sale, per regalarvi un'esperienza da cardiopalma. Se siete alla ricerca di un action movie che vi tenga con il fiato sospeso per tutta la durata della proiezione, allora Monkey Man è ciò che fa per voi. Scorrete l'articolo per saperne di più.
Il poster del film Monkey Man

Monkey Man, il film che segna il debutto alla regia di Dev Patel, noto per il suo ruolo in The Millionaire, è approdato silenziosamente nelle sale italiane il 4 aprile 2024. È un vero peccato che non gli sia stata riservata una buona dose di promozione prima dell’uscita, poiché il film merita attenzione, in particolare dagli appassionati del genere action thriller. La forza di Monkey Man non risiede tanto nella trama, che segue la classica formula della vendetta tipica dei film d’azione alla John Wick, a cui il film fa un esplicito riferimento in una battuta di dialogo, quanto nel modo in cui Patel sceglie di narrare la storia, adottando uno stile unico che la rende originale.

Nella scena dove il protagonista acquista un’arma, il venditore gli offre la BPI, la pistola usata da John Wick, ma lui opta per un modello più piccolo, segnalando fin da subito una divergenza dal personaggio interpretato da Keanu Reeves. Questo dettaglio non solo sottolinea la differenza tra i due eroi, ma anche il desiderio di Patel di dar vita ad un film di azione con sfumature diverse rispetto al canone tipicamente Wickiano dell’ultimo periodo che si può notare in film, pur sempre godibili, come The Beekeeper con Jason Statham.

La nascita di un nuovo eroe

Monkey Man è la storia di un eroe che emerge dai bassi fondi per arrivare ai vertici ormai corrotti, dove i leader prosperano sulle spalle dei meno fortunati. In cerca di vendetta, il protagonista diventa un faro di speranza per gli oppressi, per coloro che sono stati emarginati da un sistema governativo egoista. Dev Patel utilizza il film per svelare la realtà di un’India frammentata da disparità economiche, dove i politici manipolano la fede per promettere un avvenire migliore. Tuttavia, la popolazione non necessita di falsi profeti, bensì di una divinità autentica che si preoccupi delle loro necessità e ristabilisca l’ordine nel caos.

Il protagonista Kid, interpretato dallo stesso Dev Patel, è quella divinità agli occhi degli oppressi, o meglio l’eroico uomo-scimmia Hanuman dell’epica indiana, a cui il film fa degli espliciti riferimenti, che secondo la leggenda aiutò il Dio Rama a liberare il paese dalle forze del male. Da qui il titolo Monkey Man, nonché dal fatto che Kid, nelle sue battaglie clandestine, utilizzi una maschera da scimmia.

La risonanza con i film di eroi è palpabile. In particolare Monkey Man ricorda il Batman di Christopher Nolan, non solo nell’apprendimento del combattimento, da parte del protagonista, in un tempio, ma anche nell’affrontare e assimilare la propria paura al fine di utilizzarla come arma contro i nemici. Kid, come Bruce Wayne, teme di non essere sufficientemente forte per vendicare la morte dei suoi cari, in particolare di sua madre, e di rendere la sua città un posto migliore: tema centrale che guida la sua missione.

Dev Patel rinnova un genere

Dev Patel (Kid) in una scena del film Monkey Man

Prendere una formula narrativa consolidata, come quella della vendetta, e raccontarla in maniera innovativa può far risultare un’opera originale. Dev Patel ha esplorato questa strada con Monkey Man, dove la trama può sembrare prevedibile, ma si rivela unica nel suo genere grazie all’approccio narrativo scelto dall’autore. Patel riesce a rendere lo spettatore, almeno inizialmente, un osservatore quasi intruso, testimone di eventi legati solo al protagonista, come la sua lotta per una posizione sociale migliore e la sua sete di vendetta contro le élite. Le motivazioni rimangono velate fino a quando, progressivamente, il quadro diventa più chiaro. Il pubblico è quindi poi chiamato non solo a comprendere il protagonista, ma anche a condividere la sua missione: liberare gli oppressi dal dominio di leader corrotti e vendicare la morte ingiusta della madre, perpetrata proprio da coloro che detengono il potere.

Il punto più alto di Monkey Man viene raggiunto nella messa in scena dei combattimenti, dove Dev Patel eccelle nel trasmettere allo spettatore una doppia sensazione: quella di essere un voyeur attratto dalla violenza e, contemporaneamente, di essere immerso nell’azione come se fosse il protagonista stesso. Patel, dopo aver rivelato le motivazioni del personaggio, adotta sapientemente la tecnica della soggettiva, invitando lo spettatore ad adottare la prospettiva di Kid.

I combattimenti, orchestrati attraverso sequenze dinamiche e longtake concisi, si avvalgono di un uso intenso di soggettive, panoramiche a schiaffo e primi piani che intensificano la sensazione di partecipazione diretta allo scontro. Il passaggio agile e incisivo da una inquadratura all’altra, accompagnato da movimenti di camera veloci, conferisce un ritmo serrato alle sequenze di azione. Questa scelta registica permette a Patel di offrire un’esperienza da cardiopalma, capace di far sentire il pubblico come se avesse partecipato lui stesso al combattimento.

Un sequel di Monkey Man?

Dev Patel in una scena del film Monkey Man

Monkey Man di Dev Patel si presenta come un film autoconclusivo, che nonostante il suo finale ambiguo non fa pensare a un sequel, anche se lascia sperare il suo pubblico di vedere un possibile proseguimento della storia. Dev Patel ha saputo dar vita ad un action thriller a suo modo diverso dagli altri, con una critica politica e religiosa che si rivolge in particolare all’India, ma non esclusivamente, che fa da sfondo ad una storia già di per sé avvincente e movimentata.

Il film stimola una riflessione profonda sull’uso della religione come strumento di manipolazione politica, evidenziando come, nel corso della storia, le credenze religiose siano state spesso distorte per servire gli scopi di chi detiene il potere. Kid emerge come l’eroe destinato a incarnare il vero messaggio di un Dio dimenticato, per rinnovare la speranza nel mondo e dimostrare che è ancora possibile instaurare un nuovo ordine e mantenere la fede in qualcosa di superiore, e soprattutto che il popolo non deve mai essere messo all’ultimo posto della scala sociale.

Monkey Man di Dev Patel, distribuito in Italia da Universal Pictures, vi aspetta al cinema dal 4 aprile 2024 e noi vi invitiamo ad andarlo a vedere, soprattutto se siete amanti del genere action thriller. Lo andrete a vedere? Oppure lo avete già visto? In entrambi i casi fateci sapere cosa ne pensate attraverso i nostri social.

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