Le donne nel cinema di Christopher Nolan, un rapporto altalenante

I recenti premi Oscar hanno coronato la carriera di Christopher Nolan ma da sempre il suo cinema presenta una macchia che critica e pubblico evidenzia ad ogni film: la rappresentazione dei personaggi femminili. Analizziamo quindi questo aspetto prendendo in esame alcuni dei personaggi più iconici.
Marion Cotillard, Emily Blunt, Jessica Chastain, Katie Holmes e Carrie-Anne Moss, alcune dei personaggi femminili di Christopher Nolan

Il 2024 rappresenta l’apoteosi della carriera di Christopher Nolan. Il tanto agognato Oscar al miglior film e alla miglior regia, insieme agli altri cinque riconoscimenti ottenuti da Oppenheimer, per quello che è il valore prettamente commerciale dei premi, hanno elevato l’autore tra i grandi della settima arte. Eppure lungo la sua carriera, fatta comunque di alti e pochi bassi, c’è sempre stata una particolare critica mossa nei suoi confronti, ovvero di non essere in grado di scrivere personaggi femminili, relegandoli inoltre ad elementi di contorno. Analizziamo quindi alcune delle figure più interessanti del suo cinema, ravvisando sì qualche mancanza ma anche la cura nel tratteggiare e dirigere alcune performance.

Natalie – Memento

Carrie-Anne Moss in una scena del film Memento

Ed è in Memento che incontriamo il primo personaggio femminile, interpretato da Carrie-Anne Moss. La sua Natalie è parte del puzzle attorno al quale Leonard (Guy Pierce) tenta di ricostruire la propria memoria. La loro è una relazione frammentata dal montaggio ma che, pezzo dopo pezzo, è arricchita fino a rivelarsi nella sua complessità. Natalie diventa centrale nella comprensione delle dinamiche su schermo, del loro ordine, presentandosi come un personaggio ambiguo, di difficile lettura, coinvolta nell’indagine emotiva del protagonista ma in parte anche artefice. Funzionale, vero, ma incastonata nei ricordi di un cult assoluto anche grazie allo sguardo magnetico della sua interprete.

Sarah – The Prestige

Rebecca Hall in una scena del film The Prestige

Passano pochi anni e nel 2006 Nolan affronta l’estenuante rivalità tra due illusionisti all’interno del thriller dall’espediente fantascientifico The Prestige. Questa volta la quota femminile rispecchia le aspre critiche mosse nei confronti del regista, in quanto i personaggi sono effettivamente di contorno e poco approfonditi. In particolare la Sarah di Rebecca Hall, pur prendendo parte suo malgrado all’intrigo doppiogiochista, alle menzogne reiterate, non riesce ad emergere, offrendo una prova interpretativa nella norma, confinata nel portare semplicemente avanti la trama. Nonostante la drammaticità del personaggio non abbia lo spazio necessario, a lei sono dedicate alcune delle linee di dialogo più significative del film.

Rachel Dawes – Batman

Heath Ledger e Maggie Gyllenhaal in una scena del film Il cavaliere oscuro

Giungiamo quindi all’amata trilogia di Batman di Christopher Nolan nella quale, tra personaggi più o meno abbozzati ed altri in grado di suscitare interesse, c’è Rachel Dawes, interpretata da Katie Holmes in Begins e da Maggie Gyllenhaal in Dark Knight. In questo caso le mancanze sono dovute ad interpretazioni poco emotive, soprattutto nel caso della Holmes, schiacciate dall’evidente ingombro di Bale e Ledger. È un peccato perché in realtà il personaggio di Rachel non solo è il laccio con il passato di Bruce, l’unico appiglio di umanità per un uomo destinato a vivere una doppia vita, ma è anche un ponte per le decisioni future, sulla possibile decisione di appendere maschera e mantello.

Mal Cobb – Inception

Marion Cotillard in una scena del film Inception

Personaggio tragico ma anche rappresentazione della femme fatale, Mal Cobb è la figura fantasmatica che infesta i sogni del marito, racchiudendo in sé elementi differenti, all’interno dell’enigmatico Inception (spiegato da Nolan con un disegno). Marion Cotillard conferisce un’aura di mistero ma anche di forte fascino grazie all’impenetrabilità dello sguardo che restituisce tutto il trasporto emotivo ed il legame con il protagonista interpretato da DiCaprio. La figura di Mal è basata sulla duplicità e quando appare sullo schermo rapisce l’attenzione di Dom Cobb e non solo, continuando ad aleggiare come una presenza costante nei diversi livelli onirici quanto nella sfuggente realtà.

Amelia – Interstellar

Matthew McConaughey e Anne Hathaway in una scena del film Interstellar

Che Anne Hathaway sia tra le migliori attrici della sua generazione è innegabile ed è evidente anche dalla performance in Interstellar dove interpreta la scienziata Amelia Brand. Una studiosa alle prese con conflitti personali ed emotivi, decisa a perseguire la causa paterna, a consentire un futuro migliore al pianeta e a ritrovare l’amore. Amelia rientra in quell’intricato tesseratto che unisce il tempo e lo spazio grazie al sentimento più genuino, avendo sempre uno sguardo rivolto alle generazioni future, certa che la missione dell’Endurance possa essere portata a termine. Inoltre da sottolineare la scelta non casuale del nome Amelia, che omaggia la nota aviatrice statunitense famosa per le sue traversate aeree, proprio come è determinante la traversata spaziale del personaggio della Hathaway.

Murphy – Interstellar

Jessica Chastain in una scena del film Interstellar

Nello stesso film non può che spiccare Murph, la figlia del protagonista Cooper, interpretata da Mackenzie Foy, nella fase bambina, da Jessica Chastain da adulta ed infine da Ellen Burstyn quando anziana. Il rapporto con il padre muta con il passare del tempo, dall’ammirazione alla rabbia per concludere con la gratitudine. Soprattutto il volto della Chastain esprime tutta l’incomprensione verso la decisione di un uomo che alla famiglia ha apparentemente anteposto il resto del mondo. È il loro legame a tessere le fila, a nascondere il mistero dell’orizzonte degli eventi e del buco nero Gargantua, ricreato da Christopher Nolan dopo un attento confronto e studio con il fisico Kip Thorne.

Kitty – Oppenheimer

Cillian Murphy e Emily Blunt in una scena del film Oppenheimer

Giungiamo quindi al grande successo di Nolan, a quel Oppenheimer piglia tutto che ha visto solo candidata come miglior attrice non protagonista Emily Blunt. Eppure il personaggio di Kitty, la moglie del noto fisico autore della bomba atomica, si ritaglia più di qualche scena focale in quello che è l’espletamento dell’indagine nei confronti di Oppy. Una donna indipendente, rigida, di formazione scientifica, reduce da un matrimonio, con problemi di alcolismo, con un rapporto distaccato verso il primogenito, e abbandonata durante lo sviluppo del progetto Manhattan, ma nonostante un’evidente instabilità ferma sulle sue posizioni permettendo la comprensione dell’uomo Oppenheimer, da lei sempre sostenuto e difeso.

Emma Thomas

Emma Thomas e Christopher Nolan vincitori dell'Oscar per il miglior film

Per ritrovare la figura femminile più importante della filmografia di Christopher Nolan bisogna però spostarsi dallo schermo e andare a cercare dietro la macchina da presa anzi, prima ancora che il processo produttivo abbia inizio. Perché merito del successo del regista è certamente la sua visione, il suo estro creativo, così come la collaborazione con il fratello Jonathan ma non solo. Dietro ad ogni titolo c’è sempre Emma Thomas, produttrice di tutti i titoli del marito, senza la quale il successo del cineasta britannico non sarebbe stato lo stesso. Fonte di ispirazione ed incoraggiamento sin dai tempi del college fino all’indimenticabile notte degli Oscar che ha sancito il trionfo di Oppenheimer.

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