Il ragazzo e l’airone: tutti i significati spiegati, dai quadri ai simboli

Il ragazzo e l’airone è l’ultimo film di Hayao Miyazaki che in quello che è il suo dodicesimo lavoro ha voluto racchiudere molto della sua vita, affidando importanti significati e simbologie ad ogni elemento presente. Personaggi, quadri, scritte, tutto aiuta a comprendere appieno il film del regista giapponese.
Mahito in una scena del film Il ragazzo e l'airone

In molti uscendo dalla sala dopo la visione de Il ragazzo e l’airone sono rimasti non solo affascinati ed estasiati dalla bellezza estetica del film ma hanno anche lamentato la profonda complessità contenutistica. Se da una parte questo non deve essere un limite ad una fruizione stratificata dell’opera, dall’altra la mancanza di riferimenti e basi storiche dell’autore può non restituire la totalità di quanto raccontato e mostrato. Per questo proviamo ad offrire alcuni interessanti spunti di lettura del film a partire dai molti simbolismi e le influenze artistiche contenute al suo interno.

Le allegorie dei personaggi

Il ragazzo e l'airone e il quadro L’isola dei morti di Arnold Bocklin a confronto

Come evidente dai molti riferimenti biografici, siamo di fronte al titolo più intimo di Hayao Miyazaki, quello che per molti è considerato il suo vero testamento. Questa componente emerge a partire dai personaggi, dalla loro certosina caratterizzazione, che però è arricchita dalle allegorie connesse alla mitologia e alla cultura nipponica. Come prevedibile, il protagonista Mahito rappresenta il suo creatore, soprattutto per i tanti collegamenti all’infanzia, dai più noti come la perdita della madre, a quello più simbolico legato al romanzo How do you live? presente nella pellicola e punto di partenza per la sua produzione.

Complessa e molto più ermetica la figura del Prozio che abbiamo già approfondito riconducendola in particolare ad un personaggio estremamente importante per la vita di Hayao. Altrettanto interessante è invece l’Airone cenerino, incaricata ad essere la guida di Mahito lungo il suo viaggio ultraterreno, che assume quindi la funzione di accompagnatore delle anime dei morti nell’aldilà. Nel folklore giapponese questo volatile è infatti simbolo di passaggio ad un mondo altro, di legame con la spiritualità, di messaggero degli dei.

Le scritte

Una scena de Il ragazzo e l'airone e la porta dell'Inferno della Divina Commedia a confronto

Altri dettagli fondamentali magari sfuggiti ad una prima visione e celati dietro gli ideogrammi, sono alcune scritte che fanno la loro comparsa in due momenti specifici di svolta. La più evidente e di facile collegamento per lo spettatore occidentale, a maggior ragione italiano, è quella presente all’ingresso della misteriosa torre che recita “facemi la divina potestate”. Parafrasato in “mi ha creato il Padre”, proviene direttamente dal terzo canto dell’Inferno della Divina Commedia ed è parte della scritta presente sulla porta d’ingresso agli inferi, evidenziando la base dantesca del percorso di Mahito/Hayao.

La seconda scritta è invece presente sull’ingresso della tomba all’interno del mondo fantastico abitato da pellicani, parrocchetti e wara wara (anime umane non nate). Sulla cima del maestoso cancello dorato Miyazaki inserisce una criptica frase proveniente da un detto giapponese, ovvero: “colui che farà come me, morirà”. Questo potrebbe essere un monito connesso alla totalizzante vita creativa di Hayao, un’avvisaglia a chiunque voglia continuare il suo lavoro.

I quadri de Il ragazzo e l’airone

Il ragazzo e l'airone e 8 ½ a confronto

In quanto fumettista e disegnatore esperto, fornito di una vasta conoscenza in materia, il regista giapponese ha disseminato molti riferimenti ad opere di artisti ma anche un chiaro omaggio ad un collega che da sempre ispira i suoi lavori. Associata alla tomba sopracitata , circondata dalle acque, è il dipinto L’isola dei morti di Arnold Bocklin, alla stanza caratterizzata dalle arcate è Mistero e melanconia di una strada di Giorgio de Chirico.

Abbiamo poi l’esterno del castello immerso nella foresta ispirato a Entrata della grotta nel giardino di villa Medici a Roma di Diego Velazquez, ed anche Il castello dei Pirenei di René Magritte che, dopo essere stata una delle fonti per realizzare Laputa – Castello nel cielo, è riconducibile alla pietra aliena/divina che veglia sopra il Prozio. Infine, passando al lato cinematografico, non poteva mancare la strizzata d’occhio a Federico Fellini e al suo 8 ½ quando Mahito libra nel cielo sopra la riva del mare.

Questi sono solo alcuni dei simboli, delle reference, contenute ne Il ragazzo e l’airone, ma siamo sicuri che molti altri sono presenti e celati dietro ogni più minimo dettaglio. L’invito non può essere che aguzzare la vista e continuare a scoprire il complesso e meraviglioso mondo di Miyazaki.

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