Femminicidio di Senago, Match Point ci aveva avvertito

Il cinema è arte, è intrattenimento ma è anche uno strumento. Con la sua incredibile potenza comunicativa, il cinema permette di affrontare, talvolta spiegare, fatti storici, politici, di attualità, anche a chi tende ad ignorarli. Tramite il film di Woody Allen, Match Point, parliamo del femminicidio di Senago e tutto ciò che ruota attorno a questa tragica vicenda.
Femminicidio di Senago, Match Point ci aveva avvertito

Il femminicidio di Senago, da settimane al centro delle notizie di cronaca, ha sconvolto l’opinione pubblica. La brutalità dell’accaduto, purtroppo, non è unica nel suo genere. Una volta venuti alla luce, la vittima e il fatto in sé sono diventati il simbolo di un fenomeno che conta statistiche troppo alte, di cui, la grande maggioranza, rimane sconosciuta.

È sempre attraverso la simbologia che usiamo le nostre conoscenze, nel nostro ambito, il cinema, per aiutare a riflettere su qualcosa di troppo importante per essere frainteso o ignorato. Parliamo di uno dei capolavori di Woody Allen, Match Point, e concentrandoci su alcuni aspetti di quest’ultimo, aiutiamo a fare un po’ di chiarezza su quest’aspetto.

Che cosa vuol dire femminicidio?

femminicidio di Senago attraverso la filmografia di Allen
femminicidio di Senago attraverso la filmografia di Allen

Prima di addentrarci in ciò che conosciamo meglio, il cinema, sono doverose delle premesse in merito al termine femminicidio e alla sua importanza. Da poco entrato all’interno dell’uso della lingua italiana, il suo significato è ancora frainteso da molte persone.

Secondo la definizione della Treccani, si parla di femminicidio per indicare tutte quelle forme di violenza di genere che culminano nell’omicidio di una donna perché donna. Si tratta quindi di una (troppo alta) percentuale di omicidi con determinate caratteristiche specifiche e che necessitano di una particolare attenzione. Non si tratta di un fatto isolato o di un raptus, come viene spesso definito, ma dell’ultimo all’interno di un ciclo di violenze  che avvengono per la maggioranza in ambito familiare. 

Si tratta di un fenomeno che affonda le sue radici in un retaggio culturale maschilista, che posiziona la figura femminile al di sotto in termini di diritti e libertà personali. Ecco che il femminicidio si traduce come atto conclusivo di una serie di condotte misogine e discriminatorie, basate su un modello socio-culturale patriarcale che perpetua la disuguaglianza di genere. 

Il sistema giudiziario a fronte del femminicidio di Senago

Uno dei problemi attorno alla questione più ampia della violenza di genere è una troppo scarsa organizzazione giudiziaria per poter far fronte a questa tipologia di reati. Il femminicidio di Senago, l’ultimo dei numerosi, ha scosso emotivamente l’opinione pubblica ed è valso come pretesto per smuovere anche la questione politica. Il fatto è, però, che il sistema organizzativo che dovrebbe tutelare le donne dai loro carnefici non funziona, o arriva sempre troppo tardi. Migliaia di denunce di donne rimangono inascoltate, denunce che potrebbero prevenire il brutale atto finale, ma che nella maggior parte dei casi, non vengono accolte. 

Le statistiche, che riportano già percentuali di violenze e femminicidi agghiaccianti, sono solo la punta dell’iceberg, che elude la stragrande maggioranza di reati che rimangono sconosciuti o senza risoluzione. L’impunità è un altro grande dato preoccupante che ruota attorno a questo fenomeno. L’impunità è anche il filo conduttore con Match Point, il film di cui andremo a parlare. 

Femminicidio di Senago, perché Match Point?

Film del 2005, scritto e diretto da Woody Allen, Match Point è un film drammatico, un thriller psicologico dall’atmosfera cupa, una delle più cupe della filmografia del regista. Racconta di un triangolo amoroso dal finale tragicamente beffardo. Per meglio dire, racconta la storia di un uomo, Chris, che si destreggia tra un matrimonio tenuto su dalla sete di rilevanza sociale di lui, garantitagli dalla moglie benestante, e una storia extraconiugale basata esclusivamente sulla tensione sessuale con una donna bellissima, Nola, che altro non è se non uno strumento per appagare ulteriormente il suo ego. 

Quando quest’ultima rimane incinta e inizia a pretendere il rispetto e l’amore per crescere insieme il proprio figlio, Chris vede tremare il castello di carta su cui ha costruito le sue certezze. Quando l’amante sottolinea il fallimento del matrimonio con Chloe, spingendolo a lasciarla per stare con lei, quello che lui dice essere il suo vero amore, l’uomo si sente messo alle strette.

Di fatto, lui non ama nessuna delle due donne, ma solo l’idea di riuscire ad avere tutto. L’unico vero amore che ha, infatti, è per se stesso e nonostante le bugie e le false promesse fatte a Nola, lasciare la moglie non è mai stata un’opzione. Questo perché significherebbe automaticamente perdere tutto.

L’importanza del finale del film

Una scena di Match Point
Una scena di Match Point

Il bisogno di potere, la scalata sociale tanto agognata, e l’egocentrismo sono le prerogative di un uomo che arriva così a compiere l’estremo gesto, che vede vittime tre persone innocenti: Nola e il suo bambino, e la vicina di casa, usata come pedina per costruire l’alibi che lo aiuta a farla franca. Egoista, manipolatore e perseverante oltre i limiti, Chris è così deciso e ostinato nel raggiungimento dei suoi scopi, da agire e farla franca senza provare rimorso.

Nel finale, Allen vuole far trasparire una coscienza tormentata dai fantasmi dopo il tragico fatto; la realtà però è che, che sia per fortuna o per scelta, l’assassinio non verrà mai risolto e punito con giustizia

Le tematiche del film nell’ottica del femminicidio di Senago

Chris e Nora in una scena del film
Chris e Nora in una scena del film

Il film si presta a diverse interpretazioni e spunti di riflessione, in base al punto di vista. Il tema centrale su cui Allen fa ruotare tutto il film è il caso, la fortuna, sfondo anche dello stesso femminicidio e delle sue conseguenze. Ma rileggendo il film sotto un’altra chiave, centrale può essere anche l’impunità del fatto, che, purtroppo, è una caratteristica che accomuna molti dei femminicidi di cui, spesso, non si viene a conoscenza. 

Match Point è un film, come già detto, dall’atmosfera estremamente cupa. Non è l’unico su questo genere nella filmografia di Allen, ma si differenzia dagli altri proprio per questo retroscena. Il finale lascia con l’amarezza di un’ingiustizia che, forse, colpisce così tanto proprio il suo fondo di realtà

 I retroscena della psicologia del protagonista

Chris e la psicologia del personaggio in relazione al femminicidio di Senago
Chris e la psicologia del personaggio in relazione al femminicidio di Senago

Il protagonista viene presentato fin dall’inizio come il ragazzo perfetto, in grado di conquistare immediatamente il cuore di tutti. Infatti riesce a farlo con la famiglia di Tom e Chloe, che dimenticano le differenze sociali e gli garantiscono la scalata che lui tanto desiderava. Solo nell’incontro e nel successivo rapporto con Nola emerge un lato di Chris che inizia a smascherare la sua vera natura. Questo perché Allen pone la sua essenza come sottotesto, che sta agli spettatori leggere. 

Noi vediamo Chris adattarsi con un’estrema facilità e velocità al nuovo stile di vita. L’interesse per l’arte, la letteratura, l’opera così come i valori della famiglia e quest’apparente dedizione al lavoro, che altro non era se non una copertura dell’amante, sono il simbolo di una messinscena al servizio del suo obiettivo, che quindi gli ha permesso di essere pronto ad una metamorfosi immediata. Ma in tutto questo, non c’è nulla di vero. 

Senza uscire dal contesto che ci compete, ci sembrava giusto sottolineare come un film come Match Point, pur con la dovuta distanza, permetta di riflettere su una simbologia strettamente riconducibile a tali fatti di cronaca, l’ultimo su tutti, il femminicidio di Senago

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