Essential Truths of the Lake: recensione del film di Lav Diaz al TFF41

Essential Truths of the Lake, presentato fuori concorso al 41esimo TFF, vede il ritorno su schermo del tenente Hermes. Sempre impegnato a distinguersi in un paese dove regna la corruzione. Sempre impegnato ad espiare delle colpe che vanno oltre i peccati commessi.
Una scena del film Essential Truths of the Lake

Ore 13:00. Seconda giornata della 41esima edizione del Torino Film Fest. Nella sala 1 dello storico cinema Greenwich abbiamo visto Essential Truths of the Lake, l’ultimo film di Lav Diaz presentato in concorso al 76esimo Film Festival di Locarno. Qui a Torino figura tra i film fuori concorso. A presentare la prima italiana della pellicola Stefano Centini di Volos Films.

A volte ritornano

Il lungometraggio in questione (lungo ma non troppo per chi è abituato agli standard di Diaz) si allinea in quanto a durata al precedente lavoro del regista filippino, al quale è strettamente connesso. Torna infatti John Cruz Lloyd nel ruolo del protagonista, il tenente Hermes Papauran che abbiamo già conosciuto in When The Waves Are Gone. E tornano con lui tutte le angosce, i sensi di colpa e le ossessioni del “miglior investigatore del paese”. Se non altro uno dei pochi baluardi di integrità rimasti in piedi nelle Filippine gettate nel baratro dalla politica del presidente Rodrigo Duterte.

Ci saranno infatti nella pellicola dei rimandi alla cosiddetta “guerra alla droga”, alle ferite e alle vittime innocenti che ha lasciato dietro di sé. E il tenente Hermes, seppur ancora in vita, figura tra coloro che ne sono stati colpiti nell’animo. Ormai sono impressi dentro di lui gli sguardi dei bambini e delle persone care di coloro che sono stati ingiustamente uccisi. Hermes decide così di aggrapparsi all’indagine di un caso rimasto irrisolto da oltre 15 anni, perseguendo ossessivamente il suo scopo contro ogni circostanza avversa, rasentando il limite della follia e dello smarrimento.

Essential Truths of the Lake e la quête di Hermes

Ha così inizio un estenuante cammino di redenzione personale, attraverso il quale il buon poliziotto tenta di espiare quel senso di colpa che ricade indirettamente sulle sue spalle come membro di quell’istituzione che dovrebbe essere al servizio del popolo e che invece lo sta massacrando. Di quell’istituzione che dovrebbe seguire la legge e che invece segue gli ordini dei potenti. Le indagini sulla scomparsa dell’attrice e modella Esmeralda Stuart diventano quindi una ricerca ostinata della verità che è soprattutto interiore. Quella verità assoluta ed essenziale che, come afferma lo stesso Hermes, non fa che procurare dolore nel percorso senza fine per raggiungerla.

E la pellicola è infatti anche la storia di Esmeralda che il pubblico apprende senza fretta, elemento dopo elemento, seguendo le indagini di Hermes. Ci immergiamo infatti, insieme all’investigatore originario di Manila, nei misteri e nelle abitudini degli abitanti del lago Taal quasi come in un documentario. Apprezziamo e cogliamo l’essenza di quel luogo attraverso i suoni e le immagini, alle quali il bianco e nero non fa altro che conferire maggiore solennità.

Opera di denuncia e contemplazione

John Lloyd Cruz in una scena del film Essential Truths of the Lake

Nel corso delle indagini non incontriamo solo luoghi e paesaggi ma anche persone. Tutte quelle persone che conoscevano Esmeralda e che hanno lavorato con lei. A partire dall’amica Jane, che ci dà forse la versione più approfondita e completa del carattere della giovane. Jane è una regista che nei suoi documentari, di cui ne vediamo un estratto all’interno della pellicola, denuncia la condizione delle donne nelle Filippine e che, tra le tante storie di violenze subite, aveva raccontato anche quella di Esmeralda.

I messaggi che il regista vuole trasmettere al suo pubblico passano in modo efficacie e non lo si può negare. Il regista filippino utilizza la sua arte come strumento di denuncia delle problematiche del paese di cui è originario e lo fa senza temere alcuna ripercussione. Anche perchè, come lo stesso ha dichiarato in un’intervista con un velo di amara ironia, il governo filippino non coglie la potenza e il ruolo della cultura nella società. Tra i registi contemporanei fortemente impegnati nel mostrare le criticità della società a cui appartengono e apparteniamo abbiamo anche Ken Loach. Qui vi lasciamo 5 titoli particolarmente rappresentativi della sua filmografia.

Quando si ha a che fare con un’opera di Lav Diaz non ci si può non scontrare con lo stile, per così dire contemplativo, e con la durata dilatata che lo contraddistinguono. Quella stessa atmosfera capace di catturare e coinvolgere richiede al tempo stesso un notevole sforzo di concentrazione allo spettatore. Per quanto il succo della storia non sia poi di così difficile assorbimento, è la storia stessa, il filo della narrazione che spesso si disperde nelle sue digressioni e confusioni.

Ma forse è anche questo che Essential Truths of the Lake ci vuole mostrare. La natura umana per quello che è, senza fronzoli, senza sequenze edulcorate, in una considerazione del tempo cinematografico e delle immagini non troppo distante da quella di Bresson. Qui vi lasciamo la nostra recensione di EO, che omaggia uno dei capolavori del regista, Au hasard Balthazar.

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