Chi vincerà gli Oscar 2024? I pronostici in tutte le categorie

Gli Oscar 2024, il momento più pacchiano e popolare del cinema mondiale, si stanno avvicinando. Se volete sapere quelli che sono, secondo l'Awards Season, i favoriti della serata, non vi resta che leggere il nostro articolo.
Le statuette Oscar degli Academy Awards

Il momento è arrivato. La conclusione della stagione cinematografica 2023-2024 è vicina, vicinissima, tanto che la si può vedere all’orizzonte. Quella che volge al termine è stata una stagione cinematografica particolare (vedasi gli scioperi di attori e sceneggiatori), lunga, ma caratterizzata (finalmente) da innumerevoli titoli degni di nota, molti dei quali capaci di fare breccia sia all’interno dei cuori spietati degli addetti ai lavori, sia all’interno di quelli curiosi degli spettatori di tutto il mondo che (di nuovo, finalmente) sono tornati a riempire le sale cinematografiche sparse per il globo. Un’impresa non da poco. A mettere un punto alla stagione cinematografica in corso saranno ovviamente gli attesissimi Oscar 2024.

Arrivati a questo punto però, la domanda che sorge spontanea è una, e una soltanto: chi vincerà? Come ogni anno, solo la “notte” degli Oscar (che si terrà, quest’anno, tra domenica 10, domani, e lunedì 11 marzo), potrà rispondere con efficacia a questa domanda. Tuttavia, la cosiddetta Awards Season, la stagione dei premi, ovvero la sequela di premi assegnati da vari enti negli States che segnano il progressivo avvicinamento verso il bottino più ambito, per l’appunto la statuetta durata conferita ogni anni dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, può dare importanti suggerimenti sulle pellicole che potrebbero catalizzare i voti dei migliaia di giurati.

Ed è proprio qui che interveniamo noi. Dopo una scorsa all’andamento delle maggiori kermesse internazionali (abbiamo quindi escluso Festival come quelli di Venezia, Cannes e Berlino, dal grandissimo prestigio ma dall’impatto relativamente basso sugli Oscar, oltre ad alcune premiazioni minori) abbiamo provato a mettere ordine nel mare magnum dell’Awards Season ‘23-’24, con l’obiettivo, infine, di farvi arrivare alla notte più attesa con le idee chiare (o almeno è quello che speriamo) su quali dei candidati di quest’anno potrebbero spuntarla nel corso della notte più scintillante, cinematograficamente ipocrita e pacchiana del cinema mondiale. Bene, iniziamo.

National Board of Review, scatenate l’inferno verso gli Oscar 2024

Leonardo DiCaprio, Lily Gladstone, Martin Scorsese e Robert De Niro sul set del film Killers of the Flower Moon

Primi premi di spessore della stagione cinematografica, quelli conferiti dal National Board of Review hanno il ruolo fondamentale di dare una indicazione generale su quelli che sono  i titoli da tenere d’occhio nel corso della strada verso gli Academy Awards. Votati da numerosi addetti a lavoro del mondo del cinema, questi premi sono tra i più longevi della stagione cinematografica e forniscono spesso una visione super partes e affidabile sui migliori film della stagione.

A dominare l’annata in questa competizione è stato il film di Martin Scorsese Killers of the Flower Moon, che si è portato a casa “miglior film”, “miglior regia”, “miglior attrice protagonista” (Lily Gladston). Ottimo risultato anche per The Holdovers (attore a Paul Giamatti, attrice non protagonista a Da’Vine Joy Randolph e sceneggiatura originale). “Miglior sceneggiatura originale” per Povere creature!, mentre il premio al miglior film internazionale è andato al thriller francese Anatomia di una caduta (sciaguratamente non selezionato dalla Francia come rappresentante del paese agli Oscar). Miglior film d’animazione a Spider-Man: Across the Spider-Verse. Qui tutti i vincitori.

Critici, critici ovunque

Dominic Sessa, Paul Giamatti e Da'Vine Joy Randolph in una scena del film The Holdovers - Lezioni di vita

Elencare tutti i trionfatori nei vari circoli di critici statunitense è pressoché impossibile. Ogni grande città, ogni stato, ogni associazione ha una sua giuria, una sua premiazione e i suoi premiati. L’incidenza diretta di questi premi sugli Academy Awards, e quindi su questi Oscar 2024, è piuttosto bassa. Tuttavia, sommati, i trofei assegnati dai circoli critici hanno un valore molto importante, in quanto danno ulteriori indicazioni sui titoli caldi della stagione. è in queste sedi infatti che si profila il probabile andamento dei premi cruciali dell’Awards Season.

Nel corso di questa stagione, l’attenzione dei critici si è concentrata, come spesso succede, su alcuni titoli in particolare. Il primo è Oppenheimer di Christopher Nolan, spesso e volentieri premiato nelle categorie riservate alla regia, alla colonna sonora, alla fotografia e all’interprete non protagonista (Robert Downey Jr.). Segue a ruota The Holdovers – Lezioni di vita, con Paul Giamatti e Da’Vine Joy Randolph che hanno dominato le categorie di “miglior attore” e “migliore attrice non protagonista”.

Grande attenzione anche per Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese, con Lily Gladstone premiatissima, American Fiction (sceneggiatura e attore, Jeffrey Wright), Past Lives (attrice, Greta Lee, sceneggiatura), Barbie (canzoni, scenografia e attore non protagonista) e gli “stranieri” Anatomia di una caduta (anche qui, attrice, Sandra Huller e sceneggiatura) e La zona d’interesse (film straniero).

L’angolo degli indipendenti agli Oscar 2024

La giuria degli Oscar è sempre stata un po’ restia nei confronti dei film indipendenti. Ci sono eccezioni, ovviamente (basti guardare il trionfo dello scorso anno di Everything Everywhere All at Once), ma la tendenza è sempre stata quella di dare poco spazio ai film prodotti da case di produzione indipendenti. Nulla di cui stupirsi in fin dei conti: gli Academy Awards non sono poi altro che Hollywood che mette in mostra sé stessa. Ma non è questo il centro di questo paragrafo.

A dominare in modo incontrastato le premiazione riservate alle pellicole indipendenti (Gotham Independent Film Awards, British Independent Film Awards, Independent Spirit Awards) di quest’anno è stato un film in particolare: Past Lives, della debuttante Celine Song. Il racconto (semi)autobiografico della regista di origine coreana ha infatti trionfato sia ai Gotham che agli Spirit. I BIFA sono invece stati dominati dalla pellicola britannica Estranei Andrew Haigh, un po’ snobbata (colposamente) in tutte le altre cerimonie della stagione, seguita a stretto giro dalla spietata coming-to-age How to have sex di Molly Manning Walker.

I discussi Golden Globes, tornati dall’ostracismo

Cillian Murphy è J. Robert Oppenheimer ed Emma Stone è Bella Baxter nei poster dei film Oppenheimer e Povere creature!

Tra i cosiddetti “big five”, i premi maggiori della Awards Season (che, oltre al premio in questione, contano i Critics’ Choice Awards, i BAFTA, i vari premi dei sindacati di settore e gli Academy Awards stessi), i Golden Globes sono i primi a rivelare i propri candidati e, di conseguenza, i propri vincitori. Assegnati dalla criticatissima HFPA (Hollywood Foreign Press Association, i giornalisti stranieri ad Hollywood per intenderci), i Globes hanno un prestigio quasi secolare e hanno un ruolo chiave all’interno della stagione, oltre che un impatto decisivo sui film da tenere d’occhio in chiave Oscar.

Arrivati a questo punto va però fatta una premessa: fatta eccezione per National Board, premi assegnati dai critici e dagli indipendenti, la stagione dei premi in corsa è stata a senso unico. E abbiamo in Oppenheimer il principale colpevole di questo. Con i suoi cinque Globes conquistati: film drammatico, regia, attore drammatico a Cillian Murphy, colonna sonora e attore non protagonista a Downey Jr. Seguono a stretto giro Povere creature! (film commedia e attrice in un film commedia, Emma Stone), The Holdovers – Lezioni di vita (attore commedia e attrice non protagonista) e Anatomia di una caduta (film internazionale e il prestigiosissimo premio assegnato alla miglior sceneggiatura). Interessante anche la vittoria di Il ragazzo e l’airone come film animato: la sfida con Across the Spider-Verse ci accompagnerà per tutto il cammino.

I Golden Globes, oltre al loro ruolo chiave all’interno dell’Awards Season di cui dicevamo sopra, hanno avuto anche un ruolo cruciale nella definitiva scissione del Barbenheimer. Il destino opposto dei due film al centro del fenomeno cinematografico della stagione ai Globes, uno premiato con cinque globi, l’altro con solo due, canzone e blockbuster, sarà una tendenza che ci accompagnerà anche nei prossimi premi, con la forbice che addirittura tenderà ad ampliarsi. Qui tutti i premiati dell’edizione.

Critics’ Choice Awards: i critici che fanno i critici

Abbiamo detto della valanga di premi consegnati dai critici. Bene. Ma il premio più importante assegnato dai “censori” americani è certamente il Critics’ Choice Awards, che arrivano ad inizio gennaio, più o meno nei giorni dei Golden Globes, a confermare (o ribaltare?) l’andamento degli altri precursori. E quest’anno, li hanno perlopiù confermati. Trionfo di Oppenheimer in buona parte delle categorie principali (film, regia, attore non protagonista e una valanga di premi “tecnici”), con Cillian Murphy che si è però visto soffiare da sotto il naso il trionfo nella categoria dedicata al “miglior attore protagonista”, conquistata dal magistrale Paul Giamatti per il già citato gioiellino The Holdovers – Lezioni di vita.

Tra gli altri premi interessanti la vittoria di Emma Stone su Lily Gladston tra le protagoniste e quella di Da’Vine Joy Randolph (già senza rivali per la statuetta a inizio gennaio) in quella dedicata alle attrici non protagoniste. Film straniero ad Anatomia di una caduta (Francia, cos’hai fatto?!), mentre Spider-Man: Across the Spider-Verse si porta a casa un importante round della sua sfida personale. A Barbie sceneggiatura originale, la metà dei premi tecnici non vinti del film di Nolan e la canzone (I’m Just Ken). Premio di rilievo anche per American Fiction: sceneggiatura originale. Qui trovate tutti i vincitori.

BAFTA, gli inglesi che premiano (quasi sempre) gli inglesi

Il cast di La zona d'interesse in un poster del film

Dire che i BAFTA (British Academy of Films and Television Arts) sono gli Oscar inglesi è riduttivo, ma è perlopiù corretto. Giurati in parte diversi (ma in parte uguali) a quelli dell’Academy, un diverso metodo di votazione e, soprattutto, un occhio molto attento ai talenti britannici in circolazione, più volte preferiti alle pellicole di punta statunitensi. Negli ultimi anni, questo si è notato più nelle candidature che nei vincitori. In questa stagione tuttavia, il problema non si è posto. Oppenheimer è statunitense E britannico, ed ha trionfato in ben sette categorie.

Interessante anche l’exploit di La zona d’interesse (tre premi: film britannico, film in lingua straniera e sonoro), girato in tedesco ma diretto e prodotto dal britannico Jonathan Glazer. Emma Stone vincitrice tra le protagoniste, la solita Da’Vine Joy Randolph tra le supporter. Sceneggiatura originale a Justine Triet e Arthur Harari per Anatomia di una caduta, quella non originale al frizzante e caustico script di Cord Jefferson per American Fiction. Il ragazzo e l’airone vince invece nella categoria dedicata. Giochi chiusi? No, se mancano ancora i voti della gelosissima Hollywood. Qui, intanto, ci sono tutti i premiati ai BAFTA.

Sindacati qui, sindacati là: Hollywood che premia Hollywood

I premi che più sono significativi nella corsa agli Oscar 2024 sono però quelli che Hollywood dà a sé stessa. O meglio, quelli che i membri dei sindacati si danno fra loro. O, meglio ancora, quelli che gli attori danno agli attori, gli sceneggiatori agli sceneggiatori, i produttori ai produttori: insomma, avete capito. Al netto di una stagione sindacale quantomeno… particolare (i WGA saranno consegnati dopo gli Oscar, un unicum nella storia del premio, a causa dello sciopero prolungato), con sceneggiatori e attori che (giustamente) hanno fatto sentire la propria voce, i premi hanno sostanzialmente confermato le previsioni.

I SAGA (Screen Actors Guild Awards) hanno premiato rispettivamente il cast di Oppenheimer (premio che equivale, a grandi linee, a quello per il migliori film), Cillian Murphy, Robert Downey J., Da’Vine Joy Randolph e Lily Gladstone (quella per la statuetta a migliore attrice sarà quella più calda della “notte”). Anche in ambito produttivo, a trionfare è stato il film sul padre della bomba atomica (tra i film d’animazione ha vinto Spider-Man: Across the Spider-Verse, che ha anche trionfato agli Annie, gli Oscar “d’animazione”), così come in quello registico, dove Christopher Nolan ha fatto suo il premio. Nei premi assegnati dai sindacati “tecnici”, il film del regista britannico si è diviso i premi con Barbie e Povere creature!

Oscar 2024, chi vincerà dunque?

Cillian Murphy e Christopher Nolan sul set del film Oppenheimer

Alla luce di quanto evidenziato, non possiamo fare altro che riconoscere un fatto: Oppenheimer arriverà alla “notte” degli Oscar 2024 come favorito assoluto. Non solo nella categoria dedicata al “miglior” film, ma anche in quelle di miglior regia, fotografia, montaggio, colonna sonora e attore non protagonista. Cillian Murphy avrà vita un po’ più dura, con Paul Giamatti che lo incalza, ma la sensazione è quella che anche lui potrebbe spuntarla, rendendo ancora più trionfale la nottata per il film di Christopher Nolan, che finalmente dovrebbe vedere il suo talento e la sua influenza alla regia premiati dall’Academy.

Se la statuetta alla “migliore attrice non protagonista” sembrerebbe già nelle mani di Da’Vine Joy Randolph, quella per l’interpretazione femminile di una protagonista è tutt’altro che assegnata: la lotta tra Lily Gladstone ed Emma Stone si deciderà presumibilmente all’ultimo voto, ma la sensazione è che, nonostante l’interpretazione della Stone sia memorabile, l’Academy potrebbe optare per premiare la Gladstone (comunque bravissima), mai premiata agli Oscar (la Stone ha già vinto nel 2017 per La La Land, ndr) e appartenente ad una minoranza sempre snobbata dai giurati.

E gli altri premi?

Le categorie dedicate agli script dovrebbero conquistarle rispettivamente Anatomia di una caduta (originale, insidiato da The Holdovers – Lezioni di vita) e American Fiction (adattamento, tampinato da Povere creature! e Oppenheimer, qualora il trionfo dovesse diventare assoluto). Nella categoria riservata ai film stranieri, con buona pace del “nostro” Io Capitano, La zona d’interesse dovrebbe agilmente spuntarla (forte delle sue cinque candidature totali e dell’assenza del film di Justine Triet), trionfo che non escluderebbe una sua vittoria nella categoria dedicata al suono.

Tra Spider-Man: Across the Spider-Verse e Il ragazzo e l’airone (una delle sfide più accese di questi Oscar 2024), nella categoria dedicata al film d’animazione, il film targato Sony potrebbe spuntarla, avendo dalla sua il premio sindacale di categoria. Il migliore documentario dovrebbe invece essere il tragico 20 giorni a Mariupol, pellicola che mette in luce gli orrori della guerra in Ucraina. La sfida tra Barbie e Barbie per la statuetta di migliore canzone dovrebbe andare a What Was I Made For? di Billie Eilish, con I’m Just Ken che però incalza.

Nella categoria di miglior scenografia, Povere creature! parte in leggero vantaggio rispetto a Barbie, mentre in quella dedicata ai migliori costumi, l’esito potrebbe invertirsi. Il film con il miglior trucco dovrebbe essere Maestro, dove Bradley Cooper incarna (grazie ad un ottimo lavoro protatico) il compositore Leonard Bernstein. Per quanto riguarda gli effetti speciali, il successo a sorpresa di Godzilla Minus One sembra porre il film in vantaggio rispetto a The Creator, il suo contendente più accreditato. Ebbene, ci siamo: abbasso le speculazioni, domenica, giorno degli Oscar 2024, avremo finalmente le risposte che cerchiamo.

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