10 film che non sapevi essere tratti da Shakespeare

Amleto, Macbeth, Romeo e Giulietta e molti altri. William Shakespeare ha creato opere immortali entrate di diritto nell’immaginario collettivo e che hanno fortemente influenzato anche il cinema, con trasposizioni dirette ma anche con film del tutto inaspettati.
Tutti tranne te, West Side Story, 10 cose che odio di te, Belli e dannati, tra i film tratti da opere di Shakespeare

Considero il mondo per quello che é: un palcoscenico dove ciascuno deve recitare la sua parte.” E quanti mondi hanno raccontato le parole di William Shakespeare, quante epoche hanno attraversato i suoi versi e quante storie hanno calcato il suolo di ogni teatro. Le opere del Bardo sono state in grado di attingere dalla tradizione, di innovare ed esprimere le emozioni più recondite dell’individuo attraverso il cambiamento della società. I suoi drammi, le sue commedie e i suoi sonetti sono quindi giunti a noi, passando dal palcoscenico allo schermo, talvolta inaspettatamente. Ecco infatti 10 film che non sapevi essere tratte dalle opere del drammaturgo inglese!

10 cose che odio di te

Heath Ledger e Julia Stiles in una scena del film 10 cose che odio di te

Bianca è la sorella bella e popolare della quale tutti si innamorano, Kat è la bisbetica domata che dovrà trovare un fidanzato per consentire ad entrambe di uscire con dei ragazzi prima del diploma. Il giovane pagato per portare a termine la missione è l’australiano Patrick Verona che potremmo soprannominare Petruccio. Può sembrare strano ma 10 cose che odio di te è l’adattamento tutto anni ‘90 de La bisbetica domata, e prende il titolo da una poesia contenuta nella commedia. Rom-com incentrata sulle dinamiche adolescenziali e le problematiche relazionali è però ricordata per il primo ruolo significativo di un giovane Heath Ledger affiancato da Joseph Gordon-Levitt.

Belli e dannati

Keanu Reeves e River Phoenix in una scena del film Belli e dannati

Non c’è l’Inghilterra regale del XIV secolo ma la vita da strade dell’Idaho, non c’è il sovrano Enrico IV ma due emarginati tossicodipendenti, Mike, omosessuale e narcolettico, Scott, ribelle proveniente da una famiglia benestante. Gus Van Sant, affascinato dalla figura del Principe Hal (futuro Enrico V) e di Falstaff, riadatta alla contemporaneità una dramma sulla ricerca di identità, restituendo la frammentarietà della vita e della mente dei protagonisti attraverso la narrazione e l’onirismo di alcune scene. Belli e dannati è un Enrico IV shakespeariano in versione road-movie, affidato al volto di Keanu Reeves e soprattutto di River Phoenix, come il titolo bello e purtroppo, da lì a poco tempo, dannato.

Doppia vita

Ronald Colman e Shelley Winters in una scena del film Doppia Vita

In questo caso a trarre in inganno non è tanto il contenuto quanto il titolo, tradotto letteralmente dall’inglese, quindi Doppia Vita. Film del 1947 diretto da George Cukor che dalla letteratura ha spesso attinto e che mette in scena il suo Otello metateatrale. Protagonista è Anthony (Ronald Colman), attore noto per la sua eccessiva applicazione del metodo (qua 10 attori del cinema che ne hanno fatto un culto), alle prese proprio con la tragedia del Bardo. Prende vita quindi non un vero e proprio adattamento dell’opera ma un meccanismo di gelosie e tradimenti che porterà alla follia di Anthony/Otello.

Falstaff

Orson Welles in una scena del film Falstaff

Orson Welles non dirige Falstaff ma lo diventa. Il più grande regista di tutti i tempi, o comunque uno dei più grandi, è cresciuto a pane e teatro prima di addentrarsi nel mondo del cinema con Quarto Potere. La sua conoscenza di Shakespeare prende vita in un film che assembla il giullaresco personaggio del vecchio sir inglese attingendo dal Enrico IV, Enrico V, Le allegre comari di Windsor e anche dal Riccardo II. L’incontro con Falstaff, alle prese con il passaggio della corona inglese, era inevitabile talmente risulta aderente al tipico personaggio wellesiano, oltre che nel 1939 Orson mise in scena a teatro Five Kings, adattamento di cinque drammi di Shakespeare che del film del 1965 ne è il predecessore.

Il pianeta proibito

Leslie Nielsen in una scena del film Il pianeta proibito

Quando la fantascienza incontra Shakespeare il risultato è un classico del genere: Il pianeta proibito del 1956 diretto da Fred M. Wilcox. Ma quale opera del drammaturgo potrebbe aver ispirato un viaggio interspaziale diretto sul pianeta Altair IV dove solo un uomo, il Dr.Morbius, insieme alla figlia e al robot Robby è sopravvissuto? L’opera in questione è La tempesta dalla quale preleva una terra inospitale, un personaggio capace ad adoperare la magia/scienza, la figlia innocente cresciuta lontano dalla società e un aiutante non umano, nell’opera uno spirito, nel film un robot, senza contare l’entità minacciosa che agisce su Prospero/Morbius.

Il Re Leone

Una scena del film Il Re Leone

Di sicuro pensando a film inaspettatamente tratti da opere di William Shakespeare questo è uno dei primissimi titoli che balza alla mente di chiunque sia cresciuto con le VHS Disney, perché Il Re Leone altro non è che la tragedia di Amleto. Un futuro re la cui vita è segnata dalla morte del padre, onnipresente come spirito, per mano dello zio pronto ad usurpare il trono. Simba è Amleto, Mufasa è il vecchio padre defunto, Scar il traditore Claudio, Timon e Pumbaa sono i fidati amici Rosencrantz e Guildenstern. Cambia la caratterizzazione ma i ruoli rimangono pressoché gli stessi ed ecco che i bastioni del castello di Elsinora in Danimarca divengono le rocce della rupe dei re.

 Il trono di sangue

Toshirō Mifune in una scena del film Il trono di sangue

Altro autore il cui cinema preleva frequentemente dalle tragedie shakespeariani è Akira Kurasawa che, dopo il successo e riconoscimento anche internazionale dovuto a I sette samurai, porta su schermo la sua versione di Macbeth, traslandolo dalla Scozia medievale al Giappone feudale. La profezia di un oracolo guida Taketoki Washizu/Macbeth verso la conquista del potere, manipolato dalla moglie Asaji/Lady Macbeth, e nulla può fermarlo, neppure l’amico Miki Yoshiaki/Banquo, se non l’adempiersi di quella stessa profezia. In Il trono di sangue ambizione e bramosia conducono alla rovina e Kurosawa riesce a donare una propria identità ad un’opera che sembra nata nel teatro Noh giapponese.

Ran

Tatsuya Nakadai in una scena del film Ran

Il giappone feudale fa da sfondo ad un’altra tragedia di Shakespeare che sempre Akira Kurosawa traduce secondo il suo stile e gli elementi culturali nipponici. Re Lear, sovrano prossimo ad abdicare e suddividere il regno tra le sue tre figlie (Goneril, Regan e Cordelia), vede crollare quanto costruito e la propria famiglia distrutta, in Ran lo stesso accade a Hidetora Ichimonji e ai suoi figli Taro, Jiro e Saburo. Ancora una volta, come in Otello, la follia prende il sopravvento, a fare il resto è Kurosawa che inscena la violenta guerra civile con maestria registica e dovizia di costumi valsi una candidatura ed una vittoria agli Oscar.

Tutti tranne te

Glen Powell e Sydney Sweeney in una scena del film Tutti tranne te

Forse il titolo più inatteso tra quelli presenti in lista ma Tutti tranne te, commedia romantica con protagonisti Glen Powell) e Sydney Sweeney, contiene al suo interno forti rimandi a quelle che sono le dinamiche tipiche della commedia di Shakespeare, in particolare alla tragicommedia Molto rumore per nulla. Beatrice e Ben sono coinvolti in continui fraintendimenti ed equivoci che portano l’iniziale disaccordo reciproco all’amore. Anyone But You in originale è così la perfetta rom-com estiva seppur uscita al cinema in piena stagione invernale  (questa la nostra recensione) che senza pretesa alcuna modernizza stilemi che rimangono sempre adattabili.

West Side Story

Ansel Elgort e Rachel Zegler in una scena del film West Side Story

Potremmo parlare di William Shakespeare senza nominare una delle sue opere più famose e citate in ogni dove: Romeo e Giulietta. La faida tra Montecchi e Capuleti a frapporsi all’amore degli innamorati ha dato vita a numerosi adattamenti, più o meno diretti, tra questi West Side Story. Nato come musical nel ‘57, divenuto film nel ‘61 e riproposto nelle sue nuove vesti da Steven Spielberg nel 2021, non c’è la bella Verona rinascimentale ma la New York degli anni ‘50 e la rivalità vigente è quella tra i Jets e gli Sharks, mentre l’amore impossibile è quello tra Tony e Maria.

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