Vittorio Storaro è un direttore della fotografia italiano ma, come ha più volte voluto ribadire, preferisce farsi chiamare “cinefotografo” perché “di “direttore” sul set ce n’è uno: il regista“. Ha un background cinematografico familiare, infatti suo padre lavorava per l’Istituto Luce, il grande studio italiano voluto da Mussolini. Figlio di un operatore si appassiona alla fotografia, il che lo porta a studiare al Centro Sperimentale e, poi, a lavorare con alcuni registi che sono passati alla storia.
Storaro è riuscito a vincere anche tre Oscar per la miglior fotografia, e oggi vorremo proporre una Top 10 dei film in cui la luce appartiene all’artista italiano.
Il conformista (1970)

Nella pellicola di Bernardo Bertolucci ci viene presentata la storia di Marcello Clerici, un ragazzo intento ad adattarsi all’Italia fascista degli anni 30 e diventato per questo un “conformista”. Durante il suo viaggio di nozze viene incaricato dalla polizia italiana di uccidere un suo ex professore che è diventato un oppositore del fascismo. È uno dei film più amati di Bertolucci, proprio per la sua capacità di scavare nella psicologia dei personaggi per studiare la natura oppressiva della società di quegli anni.
L’uccello dalle piume di cristallo (1970)

Il film thriller/horror di Dario Argento segna proprio l’ingresso di questo regista all’interno del genere. Segue le vicende di un giovane scrittore americano che assiste casualmente a un tentato omicidio. Decide quindi di indagare per conto proprio, finendo però col diventare il bersaglio del misterioso assassino.
Ultimo Tango a Parigi (1972)

Si torna, e ci torneremo ancora, su Bertolucci. Un uomo americano di mezza età, interpretato da Marlon Brando, inizia una relazione con una giovane parigina, una storia d’amore intensa e tormentata. Il film è stato molto discusso per la sua forte carica erotica, espressa molte volte esplicitamente, ma resta nella storia proprio per il suo linguaggio innovatore. Il lavoro di Storaro sui colori è stato molto elogiato, così come le sue atmosfere suggestive.
Giordano Bruno (1973)

Il film di Giuliano Montaldo racconta la vita del celebre filosofo, teologo e scrittore italiano del XVI secolo, che fu perseguitato e condannato al rogo dall’Inquisizione per le sue idee eretiche. L’interpretazione di Gian Maria Volonté (qui un articolo a lui dedicato), la fotografia di Storaro e le musiche di Ennio Morricone lo rendono un film di incredibile profondità artistica. Un vero omaggio al pensiero libero realizzato col rispetto della storia, riproposta con minuzioso realismo.
Novecento (1976)

Il film di Bertolucci mette in scena la storia di due amici, interpretati da Robert De Niro e Gérard Depardieu, che crescono insieme in Italia nel XX secolo fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. I due devono cercare la loro strada in mezzo a un mondo in tumulto e fatto di ingiustizie. La fotografia è stata apprezzata per la sua capacità di restituire bellezza ad ogni situazione.
Apocalypse Now (1979) – Il primo Oscar di Vittorio Storaro

Apocalypse Now è uno dei film più iconici della storia del cinema. Francis Ford Coppola ci racconta del capitano Willard per mostrarci l’inferno che si viveva in Vietnam durante la guerra. Ma non solo, il viaggio del protagonista lungo il fiume Nung nasconde molto più di quello che possiamo pensare. Ovviamente nell’impatto visivo dell’opera c’è anche lo zampino di Storaro, che con questo film si porta a casa un meritato Oscar.
Reds (1981) – Il secondo Oscar di Vittorio Storaro

Torniamo in America, questa volta con Warren Beatty. Il regista dirige un film sulla vita e sulla carriera del giornalista e scrittore John Reed, interpretato dallo stesso Beatty. Si passa attraverso la Prima Guerra Mondiale e la Rivoluzione bolscevica in Russia, ma soprattutto si tratta il suo rapporto con la scrittrice e attivista Louise Bryant (Diane Keaton). Una fotografia brillante di Storaro, che gli ha permesso di vincere l’Oscar.
L’ultimo imperatore (1987) – Il terzo Oscar di Vittorio Storaro

La meravigliosa pellicola di Bertolucci ci mostra la vita dell’imperatore cinese Puyi, dalla sua nascita fino alla caduta dell’impero cinese e quindi la sua prigionia e il suo reinserimento durante la Rivoluzione culturale che avveniva nel paese. Le atmosfere create da Storaro hanno contribuito a realizzare un’esperienza mistica e grandiosa, rendendo il film ulteriormente unico.
Dick Tracy (1990)

Il film di Warren Beatty si basa sull’omonimo fumetto di Chester Gould. Racconta le avventure del detective Dick Tracy che cerca di fermare il criminale Big Boy, interpretato da Al Pacino. La sua estetica molto simile allo stile del fumetto è stata molto apprezzata, così come il lavoro di Storaro. È diventato col tempo un classico del cinema d’azione degli anni 90.
Wonder Wheel – La Ruota delle Meraviglie (2017)

Uno dei pochi film recenti di Woody Allen che è stato ben accolto. È la storia di quattro personaggi che vivono in una piccola comunità sulla spiaggia di Coney Island negli anni 50. Winslet, la protagonista, è una donna insoddisfatta della sua vita, e che non vuole più lavorare in un ristorante. Inizia così a cercare un modo per cambiare le cose.
Questi film che coinvolgono Vittorio Storaro ve li consigliamo caldamente, un po’ per recuperare delle pietre miliari del cinema, un po’ per premiare questo grande artista italiano a cui vanno fatti nuovamente gli auguri! Voi li avete già visti? Qual è il vostro preferito?









