Tutti i film di Asghar Farhadi dal peggiore al migliore

Il regista iraniano Asghar Farhadi compie oggi 52 anni. Quale occasione migliore per noi di CiakClub per omaggiare la sua brillante carriera, costellata di numerosi riconoscimenti internazionali, con una classifica di tutti i film di Asghar Farhadi dal peggiore al migliore!
Leila Hatami e Peyman Moaadi in una scena del film Una separazione

L’ordinario che diventa straordinario. Drammi quotidiani che acquisiscono sul grande schermo una palpabile tensione emotiva. Tragedie domestiche che compongono un complesso ed esteso affresco dell’attuale situazione sociale iraniana, tra disparità di genere, lotte di classe e conflitti religiosi/geopolitici. Oggi, 7 maggio 2024, il regista Asghar Farhadi compie 52 anni.

Asghar Farhadi nasce nel 1972 a Homāyun Šahr (Iran), ribattezzata Khomeyni Šahr in seguito alla Rivoluzione Islamica del 1979. La sua infanzia è un pendolo che oscilla tra il terrore per la Guerra Imposta, nella quale suo fratello maggiore combatte da volontario, e l’amore per la Settima Arte. Incoraggiato dai genitori a perseguire le sue ambizioni artistiche, Farhadi si iscrive all’Università di Teheran per studiare cinema. Frequenta però solo poche lezioni prima di essere trasferito al corso di teatro, dove approfondisce autori come Ibsen e Čechov.

Il dramma borghese diventa così centrale nella produzione di Farhadi. I personaggi dei suoi film sono costantemente tormentati da dilemmi morali, perseguitati da dubbi e incertezze. Non vi è mai una netta distinzione tra giusto e sbagliato, tra bene e male: il cinema di Asghar Farhadi pone domande senza fornire risposte, condannandoci a vagare eternamente nel limbo del dubbio.

In occasione del suo compleanno è d’obbligo omaggiare Asghar Farhadi con una lista completa di tutti i suoi film dal peggiore al migliore. Non ci resta che scoprire le carte e svelarvi la nostra classifica!

9. Dancing in the Dust (2003)

Baran Kosari e Yousef Khodaparast in una scena del film Dancing in the Dust

Dancing in the Dust rappresenta il primo lungometraggio di Asghar Farhadi. Al centro della storia la figura di Nazar (Yousef Khodaparast), costretto dai familiari a divorziare dalla moglie (Baran Kosari). Grazie al supporto di un amico, Nazar riesce a trovare un lavoretto presso un istituto che produce sieri a base di veleni di rettili. Il suo obiettivo è quello di racimolare i soldi necessari a pagare sia i vecchi debiti della cerimonia di nozze che la quota di separazione dovuta alla moglie. La ricerca del denaro si rivelerà però più complicata del previsto.

Per il suo esordio alla regia, Farhadi lascia volutamente sullo sfondo le tensioni sociali per concentrarsi sulla direzione degli attori. Il risultato è piuttosto acerbo e diseguale, con l’avvincente parte centrale che perde progressivamente di ritmo e tensione man mano che ci si avvicina al malinconico epilogo.

8. Tutti lo sanno (2018)

Penélope Cruz e Javier Bardem in una scena del film Tutti lo sanno

Presentato come film d’apertura alla 71esima edizione del Festival di Cannes, Tutti lo sanno è ambientato in Europa, più precisamente nella Penisola Iberica. La pellicola racconta la storia di Laura (Penélope Cruz) che, in occasione del matrimonio della sorella minore, torna con i suoi due figli in Spagna. Durante la celebrazione scompare però la figlia maggiore Irene, rapita per ottenere un riscatto di 300 mila euro. Ad aiutare Laura c’è l’ex fidanzato Paco (Javier Bardem), che si rivelerà essere il vero padre di Irene.

Un giallo dove il movente va cercato nel nido di vipere che si cela all’interno di ogni famiglia. Tanti colpi di scena, ma spesso prevedibili e forzati. E la presenza della coppia Bardem-Cruz oscura tutto il resto.

7. Beautiful City (2004)

Hossein Farzi-Zadeh e Taraneh Alidoosti in una scena del film Beautiful City

Beautiful City mette in scena la tragica storia di Akbar (Hossein Farzi-Zadeh), rinchiuso in un centro di detenzione da quando è stato condannato a morte per omicidio a 16 anni. Una volta raggiunta la maggiore età, Akbar viene trasferito in prigione in attesa del giorno della sua esecuzione. Il suo migliore amico per salvarlo proverà a convincere il padre della vittima a perdonarlo.

Al secondo film, Farhadi alza il tiro per introdurre molti dei temi che diverranno ricorrenti nei suoi film successivi: i rapporti familiari tormentati; le disparità di genere; la lotta contro un sistema giudiziario arcaico asservito all’integralismo religioso. Il quadro complessivo è doloroso e sul campo non lascia altro che perdenti.

6. Fireworks Wednesday (2006)

Hedye Tehrani e Taraneh Alidoosti in una scena del film Fireworks Wednesday

Il titolo del film fa riferimento all’ultimo mercoledì dell’anno persiano, che in Iran si festeggia accendendo dei fuochi per strada e recitando la frase: “Il mio giallo a te, il tuo rosso a me”, come simbolo di purificazione e preparazione all’arrivo dell’anno nuovo. La vicenda di Fireworks Wednesday si sviluppa lungo l’arco di 24 ore. La giovane Ruhi (Taraneh Alidoosti), prossima al matrimonio, viene assunta come cameriera dai coniugi in crisi Mortezā (Hamid Farrokhnezhad) e Možde (Hedye Tehrani). La ragione della crisi è la bella vicina di casa Simin (Pantea Bahram), che vive sullo stesso pianerottolo della famiglia.

Farhadi lavora sulla ricerca della verità e sulla rottura delle relazioni di coppia, riuscendo a colpire nel segno con il ritratto simbolico delle tre protagoniste: Simin rappresenta quell’idea di emancipazione che manca a Možde, vittima sia del tradimento che di una morbosa sudditanza al marito; Ruhi rappresenta invece l’incoscienza e l’inesperienza, e commuove nel momento in cui si interroga sul suo avvenire coniugale.

5. Il passato (2013)

Tahar Rahim e Bérénice Bejo in una scena del film Il passato

Presentato in concorso alla 66esima edizione del Festival di Cannes, dove è stata premiata l’attrice Bérénice Bejo con il Prix d’interprétation féminine, Il passato scava nell’animo umano per far emergere le “macchie” nascoste dei suoi personaggi. La protagonista è Marie (Bérénice Bejo), che vive a Parigi assieme alle due figlie e al suo nuovo compagno Samir (Tahar Rahim). L’ex marito Ahmad (Ali Mosaffa) è in città per firmare le carte del divorzio e scopre che Marie ha un pessimo rapporto con la figlia Lucie. I contrasti familiari faranno riaffiorare vecchi segreti.

Proprio come accade nella vita vera, nel film di Farhadi i rapporti interpersonali evolvono innescando tensioni e passioni. Per la prima volta fuori dal suo Paese, il regista iraniano gira un’opera malinconica che analizza i limiti dell’essere umano e suggerisce che, nonostante gli sforzi, il passato non passa mai di moda. Puoi trovare qui la nostra recensione de Il passato.

4. About Elly (2009)

Taraneh Alidoosti in una scena del film About Elly

Vincitore dell’Orso d’argento per la regia al Festival di Berlino 2009, About Elly è un noir adrenalinico che racconta un “tranquillo weekend di paura” trascorso in una località balneare sul Mar Caspio. La comitiva di amici è composta da ex colleghi universitari, tutti sposati tranne il divorziato Ahmad (Shahab Hosseini). A loro si aggiunge la maestra d’asilo Elly (Taraneh Alidoosti), che però scompare in circostanze misteriose. Forse è tornata a casa. O forse è annegata. Di sicuro, Elly non ha confessato di essere già impegnata sentimentalmente.

In About Elly l’idillio iniziale viene interrotto dall’improvvisa scomparsa di Elly, che accende tensioni fino a quel momento sopite e rivela una chiusura mentale inaspettata. Farhadi propone un feroce atto di accusa nei confronti della società iraniana e della nuova borghesia, composta da trentenni/quarantenni apparentemente emancipati, ma in realtà ancora legati a regole e comportamenti retrogradi (soprattutto nei confronti delle donne).

3. Un eroe (2021)

Amir Jadidi in una scena del film Un eroe

Presentato in concorso alla 74esima edizione del Festival di Cannes, dove si è aggiudicato il Grand Prix Speciale della Giuria, Un eroe è una sorta di “Ladri di biciclette ambientato in Iran”. Il protagonista non è però un attacchino comunale come nel film di De Sica, ma un detenuto di nome Rahim (Amir Jadidi) in prigione per debiti di gioco.

Durante un permesso di due giorni, Rahim viene a contatto con una borsetta smarrita piena di monete d’oro, con cui spera di poter saldare parte del debito. Assillato dai rimorsi di coscienza opta per la scelta più giusta: la restituzione della borsetta. Rahim diventa così una vera e propria celebrità, pubblicamente ammirato dai media e dalla gente. C’è però chi sospetta che abbia agito per interessi personali.

Farhadi passa dalla sfera privata alla sfera pubblica. Allarga il suo obiettivo e non risparmia nessuno: dalla televisione al mondo dei social, passando per il sistema carcerario e le associazioni caritatevoli, simboli di un Paese che cerca di sopravvivere ma che è pronto ai compromessi. Straordinari Amir Jadidi e il piccolo Saleh Karimaei nei panni del figlio balbuziente, immagine di speranza per il futuro. Dopo l’uscita del film, Fahradi è stato accusato dalla sua ex allieva Azadeh Masihzadeh di aver plagiato un suo documentario. Il tribunale iraniano ha riconosciuto Farhadi colpevole di aver “rubato” l’idea del film.

2. Il cliente (2016)

Shahab Hosseini e Taraneh Alidoosti in una scena del film Il cliente

Vincitore della Palma a Cannes per la sceneggiatura e l’interpretazione maschile, Il cliente racconta la storia di una giovane coppia di attori, Emad (Shabab Hosseini) e Rana (Taraneh Alidoosti), costretta a lasciare la propria casa al centro di Teheran a causa di lavori di ristrutturazione. Un amico trova per loro una nuova sistemazione, senza però raccontare nulla della prostituta che abitava lì prima dell’arrivo della coppia. Un giorno, la povera Rana viene aggredita e forse violentata da uno dei clienti dell’ex inquilina. L’incidente stravolgerà per sempre la vita della coppia.

Il cliente è un giallo dostoevskiano sul delitto e castigo. Una rappresentazione carica di rabbia e tensione, ispirata al capolavoro di Arthur Miller Morte di un commesso viaggiatore. Un dramma domestico che diventa il ritratto di un Paese ossessionato da onore e dignità, al punto da trasformare le vittime in carnefici.

Farhadi non concede punti di riferimento a cui aggrapparsi. Cambia di continuo prospettiva e costruisce la sua storia attraverso piccoli e progressivi disvelamenti capaci di far cogliere allo spettatore nuove sfumature a ogni scena. Ci troviamo di fronte a uno straordinario cineasta degno delle migliori vetrine internazionali, vincitore non a caso con Il cliente del Premio Oscar come Miglior Film Straniero. Potete trovare qui la nostra recensione del film.

1. Una separazione (2011)

Leila Hatami e Peyman Moaadi in una scena del film Una separazione

Una separazione è il primo film iraniano a essersi aggiudicato l’Orso d’oro al Festival di Berlino. Un racconto che ha le sue radici a Teheran, ma capace di assurgere a storia universale. La protagonista della pellicola è Simin (Leila Hatami), che ha ottenuto il permesso di emigrare e vuole lasciare l’Iran con il marito Nader (Peyman Moaadi) e la figlia Termeh (Sarina Farhadi). Nader non vuole però abbandonare il padre malato di Alzheimer ed è disposto persino a divorziare per non seguire la moglie.

Vincitore del Premio Oscar come Miglior Film Straniero, Una separazione rappresenta una summa della poetica cinematografica di Asghar Farhadi: dal rapporto uomo-donna nella società iraniana alle differenze di classe, dal ruolo kafkiano della giustizia ai condizionamenti religiosi nelle scelte quotidiane, passando per l’immobilità della cosiddetta generazione di mezzo, relativamente agiata e di buoni studi ma bloccata tra desideri di fuga e attaccamento alla tradizione.

Senza ombra di dubbio ci troviamo davanti al punto più alto della carriera di Asghar Farhadi. Uno straordinario apologo sulle contraddizioni e i limiti della legalità in un paese tormentato quale è l’Iran, oltre che una meticolosa anatomia delle mille sfaccettature dell’animo umano. Un potentissimo dramma borghese che indaga le motivazioni dei gesti e il peso delle parole, tra verità paralizzanti e inevitabili menzogne.

E voi siete d’accordo con la nostra classifica dei film di Asghar Farhadi? Fateci sapere la vostra nei commenti!

Facebook
Twitter