Tutti i film dei Fratelli Coen dal peggiore al migliore

I Fratelli Coen sono stati e sono ancora oggi i maestri del cinema indipendente americano. Nell’attesa di rivederli all’opera insieme, non possiamo esimerci dall’omaggiare la brillante carriera artistica dei Coen con una carrellata di tutti i loro film, classificandoli dal peggiore al migliore.
Burn After Reading - A prova di spia, Fratello dove sei?, Non è un paese per vecchi, Fargo e Il grande Lebowski fra i migliori film dei Fratelli Coen

Joel ed Ethan Coen, meglio conosciuti come i Fratelli Coen, incarnano a pieno lo spirito del cosiddetto cinema indipendente americano. Dopo studi presso prestigiose università degli Stati Uniti – cinema alla New York University per Joel, filosofia a Princeton per Ethan – i due fratelli iniziano a collaborare alla realizzazione di alcuni B-movie girati da Sam Raimi. Con Raimi condividono una grande passione per la Hollywood classica e la capacità di rielaborare forme per un mercato sempre più globale.

È tuttavia con i primi lungometraggi che i Coen mostrano i tratti distintivi che caratterizzano il loro modo di fare cinema: le abbondanti citazioni cinefile; la volontà di rendere omaggio al cinema classico, capovolgendo però gli stilemi dei generi in maniera beffarda; la decostruzione narrativa che punta a restituire il nonsenso delle cose e della vita.

Se inizialmente Joel era accreditato come regista ed Ethan soltanto come produttore, dagli anni Novanta Joel ed Ethan Coen si firmano entrambi come registi e sceneggiatori, occupandosi a volte anche del montaggio del film: una perfetta simbiosi che li accompagnerà per tutta la carriera. O quantomeno fino al 2021, anno in cui i due registi annunciano ai media la loro separazione.

Cosa ci dicono i film da solisti dei Fratelli Coen?

Inizi quando sei ragazzo e vuoi fare cinema. Sei entusiasta e zelante, vuoi fare un film a tutti i costi. E fare il primo film è divertentissimo. Anche il secondo è divertentissimo, quasi quanto il primo. Dopo trent’anni, non che non sia più divertente, ma è diventato più un lavoro di quanto lo fosse un tempo. Gli ultimi due film che abbiamo fatto sono stati molto difficili in termini di lavorazione. Intendo davvero difficili. E allora, se nessuno ti obbliga, arriva un certo punto in cui ti chiedi perché lo stai facendo”, ha confessato Ethan Coen alla stampa.

Un inevitabile effetto collaterale dell’invecchiamento, ma allo stesso tempo un urlo di ribellione per gridare al mondo intero che Joel ed Ethan, oltre a essere i Fratelli Coen, sono due teste pensanti e non un unico agglomerato molecolare. Una separazione artistica che ci permette di comprendere e analizzare come mai prima d’ora le differenze stilistiche e formali che intercorrono tra il cinema di Joel Coen e il cinema di Ethan Coen.  

The Tragedy of Macbeth (2021)

Denzel Washington in una scena del film Macbeth (2021)

Adattamento cinematografico della celebre tragedia omonima di William Shakespeare, The Tragedy of Macbeth è un film scritto e diretto da Joel Coen, e rappresenta il primo film in cui i Fratelli Coen non lavorano insieme. Joel senza Ethan abbandona i toni sarcastici e l’umorismo cinico, marchio di fabbrica delle loro opere precedenti, privilegiando in The Tragedy of Macbeth una poetica personale di uomini schiacciati dal potere e dal fato, vittime loro malgrado di un destino che non possono controllare.

Drive-Away Dolls (2024)

Margaret Qualley e Geraldine Viswanathan in una scena del film Drive-Away Dolls

Dopo aver presentato al Festival di Cannes Jerry Lee Lewis: Trouble in Mind (2022), documentario dedicato al cantante e pianista Jerry Lee Lewis, Ethan Coen dirige nel 2024 il suo primo lungometraggio da solista: Drive-Away Dolls. Un road-movie folle, spassoso e adrenalinico. Una commedia stramba in salsa pulp che sembra far propendere definitivamente verso Ethan l’etichetta di “fratello divertente”.

Due film agli antipodi per due strade destinate a non incrociarsi mai più? Sbagliato! Joel ed Ethan hanno in cantiere una nuova collaborazione cinematografica: “un horror puro e molto cruento”. Nell’attesa di scoprire di più sul nuovo progetto dei Coen, ripercorriamo la carriera dei due fratelli con una carrellata di tutti i loro film, classificandoli dal peggiore al migliore.

18. Ladykillers (2004)

Ryan Hurst, Tom Hanks, J. K. Simmons e Tzi Ma in una scena del film Ladykillers

Remake de La signora omicidi (1955) di Alexander Mackendrick, Ladykillers è il primo film firmato da entrambi i Coen nelle vesti di registi. Al centro della storia l’anziana Marva Munson, interpretata dalla bravissima Irma P. Hall che si è guadagnata con la sua interpretazione il Premio della Giuria a Cannes. La signora Munson affitta una camera della sua casa al professor Dorr (Tom Hanks), che sta preparando una rapina assieme a quattro soci. Una volta scoperti, i cinque decidono di uccidere la padrona di casa, ma la missione si rivelerà più ardua del previsto. Un film gradevole ma non perfettamente riuscito, incapace di reggere il confronto con l’originale di Mackendrick.  

17. Prima ti sposo poi ti rovino (2003)

George Clooney e Catherine Zeta-Jones in una scena del film Prima ti sposo poi ti rovino

Considerato dai fan dei Coen poco più che un lavoro di routine, Prima ti sposo poi ti rovino è una commedia romantica incentrata sul tema del divorzio. George Clooney interpreta qui il brillante avvocato Miles Massey, che riesce a far vincere una causa di divorzio all’adultero Rex Rexroth (Edward Herrmann) lasciando completamente a bocca asciutta la moglie del suo cliente. La donna (Catherine Zeta-Jones) vuole però vendicarsi e architetta un piano diabolico: sposare Miles e soffiargli i suoi soldi. Un cinema d’evasione piuttosto lontano dalla complessità delle opere coeniane.

16. La ballata di Buster Scruggs (2018)

Tim Blake Nelson in una scena del film La ballata di Buster Scruggs

La ballata di Buster Scruggs è un film a episodi distribuito su Netflix che illustra sei racconti western (La ballata di Buster Scruggs, Vicino ad Algodones, La pagnotta, Il canyon tutto d’oro, La giovane che si spaventò e Le spoglie mortali) appartenenti al libro La ballata di Buster Scruggs e altre storie della frontiera americana. Le sei storie vengono introdotte da una voce narrante che legge un breve estratto del libro da cui sono tratte, mentre una mano ne sfoglia alcune pagine. Ciascun episodio è raccontato con un registro e uno stile diverso, ma tutti sono collegati da un unico fil rouge: il crollo del mito della frontiera.

15. Mister Hula Hoop (1994)

Tim Robbins in una scena del film Mister Hula Hoop

Scritto dai fratelli assieme a Sam Raimi, Mister Hula Hoop rappresenta la prima grande produzione dei Coen (costato circa 40 milioni di dollari). La storia è ambientata a New York nel 1958 dove, in seguito al suicidio del fondatore della ditta Hudsucker, il malvagio dirigente Sidney J. Mussburger (Paul Newman) progetta una speculazione sulle azioni della compagnia. Viene così nominato un presidente fantoccio, ovvero l’ingenuo fattorino Norville Barnes (Tim Robbins). Ma Barnes si dimostrerà un genio degli affari e conquisterà l’America con l’invenzione dell’hula hoop. Un’opera di innegabile eleganza visiva che strizza l’occhio al cinema di Frank Capra, massimo cantore dell’American Way of Life.

14. Ave, Cesare! (2016)

George Clooney in una scena del film Ave, Cesare!

I Fratelli Coen con Ave, Cesare! omaggiano la Hollywood degli anni Cinquanta, una realtà sparita per sempre, dove il cinema sfornava capolavori ma mostrava anche i suoi limiti. Al centro della storia il personaggio realmente esistito di Eddie Mannix (Josh Brolin), produttore alla MGM dal 1924 al 1948. In Ave, Cesare! Mannix lavora giorno e notte per mandare avanti le produzioni e risolvere i problemi causati dalle sue star: DeeAnna Moran (Scarlett Johansson) è rimasta incinta da nubile, mentre Baird Whitlock (George Clooney) è stato rapito da un gruppo di sceneggiatori comunisti in piena Guerra Fredda. Non c’è salvezza né speranza per il cinema hollywoodiano: conta soltanto il business.

13. Il Grinta (2010)

Hailee Steinfeld e Jeff Bridges in una scena del film Il Grinta (2010)

Adattamento del romanzo Un vero uomo per Mattie Ross di Charles Portis, Il Grinta dei Fratelli Coen è un remake de Il Grinta del 1969 interpretato da John Wayne e rappresenta un raffinato western moderno che rende omaggio con rispetto e devozione al cinema classico. Panorami struggenti, cowboy spacconi, pistole, cavalli e duelli al sole per raccontare la storia della quattordicenne Mattie Ross (Hailee Steinfeld), decisa a vendicare l’assassinio del padre. Assieme a lei ci saranno lo sceriffo Rooster Cogburn detto “il Grinta” (Jeff Bridges) e il ranger texano LaBoeuf (Matt Damon). Ottime le interpretazioni degli attori e splendida la fotografia di Roger Deakins, tra i toni ruggine e oro.

12. Arizona Junior (1987)

Holly Hunter e Nicholas Cage in una scena del film Arizona Junior

Inserito dall’AFI al 32esimo posto nella classifica delle 100 migliori commedie americane di tutti i tempi, Arizona Junior è un amarissimo ritratto di un’America che ha perduto la bussola e non riesce più a ritrovare le coordinate per vivere l’amore. Il film racconta le avventure grottesche e paradossali di un’improbabile coppia formata da un ladro recidivo (Nicolas Cage) e una poliziotta sterile (Holly Hunter) che decidono di rapire il figlio di un ricco commerciante per avere finalmente un bambino tutto loro. Il tema della solitudine verrà ripreso anche nei film successivi (e forse più maturi), ma qui c’è ancora la forza di sorridere e sperare.

11. Burn After Reading (2008)

Richard Jenkins, Frances McDormand, Brad Pitt e Raul Aranas in una scena del film Burn After Reading - A prova di spia

Burn After Reading – A prova di spia è un film divertentissimo orchestrato da un cast stellare: George Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton, J. K. Simmons e Brad Pitt, quest’ultimo a dir poco spassoso nei panni di un bodybuilder tonto di nome Chad in possesso di un CD appartenente a un ex agente della CIA. Il CD raccoglie le memorie di Osbourne Cox, ma Chad e la collega Linda credono contenga materiale che scotta e decidono di ricattare il suo proprietario. Ne viene fuori una brillante commedia degli equivoci che mostra un’umanità stupida che delega la propria sicurezza a chi agisce senza sapere né capire.

10. A proposito di Davis (2013)

Oscar Isaac in una scena del film A proposito di Davis

Vincitore del Gran Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes, A proposito di Davis si ispira alla vita del cantante Dave Van Ronk, autore e arrangiatore raffinato, simbolo della rinascita folk degli anni Sessanta. I Fratelli Coen raccontano con spirito cronachistico i tentativi di Davis (Oscar Isaac) di conciliare sopravvivenza e passione: “Non vedo soldi”, sentenzia un produttore discografico dopo averlo ascoltato. Tutto sembra remare contro Davis, ma il destino perdente del protagonista, deciso ad andare avanti costi quel che costi per la sua strada, conquista ed emoziona.

9. Fratello, dove sei? (2000)

John Turturro, Tim Blake Nelson e George Clooney in una scena del film Fratello, dove sei?

Fratello, dove sei? è una sorta di caricatura stralunata dell’Odissea: dal vecchio cieco simil-Tiresia al Polifemo venditore di Bibbie (John Goodman), dalle sirene seduttrici alla presunta trasformazione di Pete (John Turturro) in rospo, il film narra il viaggio del fuggiasco Everett Ulysses McGill (George Clooney) per tornare a casa dalla sua Penelope, che ha fretta di trovare un nuovo marito. Ulisse qui non è un eroe omerico, ma un narciso cialtrone abile a rimanere a galla. Il titolo originale (O Brother, Where Art Thou?) fa riferimento a una scena de I dimenticati di Preston Sturges.

8. Barton Fink (1991)

John Turturro in una scena del film Barton Fink - È successo a Hollywood

Trionfo al Festival di Cannes (vincitore della Palma d’oro, Miglior Regia e Miglior Interpretazione Maschile) per Barton Fink – È successo a Hollywood, pellicola che racconta le disavventure artistiche e professionali del commediografo Barton Fink (John Turturro), tra blocchi creativi e incubi kafkiani. Fink è ispirato alla figura realmente esistita di Clifford Odets, considerato una delle penne più promettenti di Broadway ma incapace di gestire il passaggio a Hollywood. Allo stesso tempo Fink rappresenta una sorta di doppio dei Coen, che nella realizzazione del personaggio si sono lasciati guidare dalla crisi di ispirazione in cui caddero durante la lavorazione dello script di Crocevia della morte.

7. Crocevia della morte (1990)

Gabriel Byrne e John Turturro in una scena del film Crocevia della morte

Basato sui romanzi di Dashiell Hammett Piombo e sangue e La chiave di vetro, Crocevia della morte è un gangster movie che rende omaggio a Il padrino di Francis Ford Coppola, ma allo stesso tempo demistifica il genere privilegiando un’ottica quasi esistenziale. I Fratelli Coen mettono in scena una lucida analisi sull’apparenza, la menzogna e l’inconsistenza dei sentimenti umani: tutti tradiscono tutti. Una riflessione pessimistica su una Nazione fondata sui pilastri del sangue, dell’infedeltà e della violenza. La resa dei conti si terrà a Miller’s Crossing, area boschiva ai margini della città: un crocevia della morte.

6. Blood Simple (1984)

Frances McDormand in una scena del film Blood Simple - Sangue facile

Vincitore del Gran Premio della Giuria: U.S. Dramatic al Sundance Film Festival, di cui potete recuperare qui i 25 debutti che hanno fatto la storia del cinema, Blood Simple – Sangue facile è la bellissima opera prima dei Fratelli Coen, incentrata su un triangolo amoroso capace di innescare una serie di imprevedibili e sanguinolenti eventi. Un film indipendente e a basso budget che anticipa quelli che saranno i punti cardini della poetica dei Coen: maturità espressiva nella messa in scena; commistione tra i generi con il noir che incontra il western metropolitano e la commedia dell’assurdo; corruttibilità morale e avidità come miccia per un climax di violenza pulp.

5. L’uomo che non c’era (2001)

Billy Bob Thornton in una scena del film L'uomo che non c'era

L’uomo che non c’era è ambientato a Santa Rosa nel 1949, in un’epoca in cui il sogno americano va pian piano sostituendosi agli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Ed Crane (Billy Bob Thornton) è un barbiere che spera di conquistare la felicità arricchendosi con soldi facili, ma il destino gli riserverà un tragico epilogo. Un’amara e disincantata riflessione sul ruolo dell’individuo nella società, girata in un formidabile bianco e nero a tratti pittorico a tratti espressionista (la bellissima fotografia è ancora una volta di Roger Deakins) che rimanda ai noir di Robert Siodmak e Billy Wilder.

4. A Serious Man (2009)

Michael Stuhlbarg nel poster del film A Serious Man

Al quattordicesimo film da registi, i Coen esplorano le loro radici culturali e biografiche. Il “Serious Man” del titolo è l’uomo di polso che ogni buon ebreo deve aspirare a essere. Ma il nostro protagonista, Larry Gopnik (Michael Stuhlbarg), è un professore di matematica a cui crolla il mondo addosso: la moglie ha un amante e vuole il divorzio; il fratello gli crea solo problemi; il figlio fuma spinelli anziché prepararsi per il Bar Mitzvah; uno studente coreano prima cerca di corromperlo e poi lo ricatta. E Larry non ha neanche il conforto della fede e dei rabbini, da cui riceve solo conferme che il mondo è ingiusto. Un’opera assurda e a dir poco sorprendente che oscilla tra fatalismo e cinico umorismo: la summa poetica dei Fratelli Coen.

3. Fargo (1996)

Frances McDormand in una scena del film Fargo

Fargo è una cittadina del North Dakota. Muovendosi tra i suoi paesaggi invernali, i Fratelli Coen raccontano una “storia di omicidi tessuta a mano”. Una vicenda grottesca che apre un mondo rispettabile verso la follia e la stupidità. I protagonisti sono adorabili idioti che si ritrovano coinvolti in imprese criminali e non hanno modo di sfuggire al loro tragico destino. La sola poliziotta Marge (Frances McDormand) rappresenta uno spiraglio di umanità, con la sua vita ordinaria ma felice e il suo bambino in grembo che si oppongono alla tentazione dell’oblio e della morte. Un cinema gore dotato di straordinarie intuizioni formali e di un irresistibile humor nero.

2. Il grande Lebowski (1998)

John Goodman e Jeff Bridges nel poster del film Il grande Lebowski

Il grande Lebowski è un’opera folle e geniale, inserita al 43esimo posto tra i 500 migliori film secondo Empire. Un cult assoluto che descrive il mondo come un posto assurdo che ha perduto qualsiasi forma di senso, abitato da personaggi che incarnano a pieno questo smarrimento: l’ottuso reduce del Vietnam Walter Sobchak (John Goodman), il giocatore di bowling in tuta viola Jesus (John Turturro), il bandito nichilista (Peter Stormare) e tanti altri. Un mondo che sembra giustificare la scelta marginale e rinunciataria del protagonista Drugo (Jeff Bridges) e il suo amore per la marijuana.

1. Non è un paese per vecchi (2007)

Javier Bardem in una scena del film Non è un paese per vecchi

Vincitore del Premio Oscar come Miglior Film, Non è un paese per vecchi è un vero e proprio capolavoro della Settima Arte. Un’opera straordinaria che analizza il tramonto dei miti fondanti del West e l’alba di un nuovo mondo dominato dall’avidità e dalla violenza. Il male è qui incarnato da Anton Chigurh, spietato e implacabile killer privo di coscienza che uccide senza rimorso e compassione. Chigurh è interpretato in maniera sublime dal superlativo Javier Bardem, di cui abbiamo raccolto qui i 10 migliori ruoli. Ci troviamo davanti a uno dei villain più spaventosi di sempre, ma soprattutto a uno dei film più belli della storia del cinema.

E voi cosa ne pensate della nostra classifica dei film dei Fratelli Coen? Fateci sapere la vostra nei commenti!

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