The Hurt Locker su MUBI: la guerra di dipendenza americana

Vincitore di ben 6 premi Oscar, tra cui miglior film e miglior regia, The Hurt Locker (2009) è disponibile in streaming su MUBi da oggi 11 marzo. Diretto da Kathryn Bigelow, il film segue le vicende di un gruppo di artificieri statunitensi durante il conflitto in Iraq, ma la guerra è solo la cruda cornice in cui scandagliare le pulsioni umane.
The Hurt Locker su MUBI: la guerra di dipendenza americana

Era il 2008 quando gli Stati Uniti e l’Iraq trovarono un accordo sul ritiro delle forze armate americane impegnate nel conflitto, spinti dalla vincente campagna elettorale del neo presidente Barack Obama. L’anno seguente uscì The Hurt Locker che, nonostante la sua natura indipendente ed uno scarso rendimento ai botteghini di tutto il mondo, fece incetta di premi conquistando il favore dell’Academy.

Sono 6 gli Oscar ottenuti in totale tra cui miglior film, sbaragliando la concorrenza di Cameron e Tarantino, miglior regia a Kathryn Bigelow, prima donna ad alzare la statuetta, e la miglior sceneggiatura per Mark Boal, frutto di un’esperienza diretta del giornalista. Un successo apparentemente politico che racchiude però la profondità di un film travestito da war-movie volto a scandagliare le paure e pulsioni umane.

La trama di The Hurt Locker

Brian Geraghty, Anthony Mackie e Guy Pearce in una scena di The Hurt Locker
Brian Geraghty, Anthony Mackie e Guy Pearce in una scena di The Hurt Locker

I membri della squadra Eod (Explosive Ordinance Disposal) sono un gruppo di artificieri di stanza in Iraq specializzati nella ricerca e neutralizzazione delle mine. A capo dell’unità viene posto il sergente William James, militare incosciente dalle oltre ottocento bombe disinnescate, che ha scelto questo lavoro come stile di vita tanto da esserne assorbito. Viviamo perciò al loro fianco missioni dal basso tasso di sopravvivenza con il tormento costante che il filo tagliato possa essere sbagliato.

L’armadietto del dolore

Gli armadietti del dolore del titolo
Gli armadietti del dolore del titolo

Le squadre di artificieri e sminatori sono attanagliate dal pensiero costante che la missione successiva possa essere anche l’ultima. I soldati sono quindi considerati alla stregua di una pedina qualsiasi destinata al rimpiazzo, ogni giorno non si può fare altro che lanciare il dado e scoprire se il proprio destino è di essere un cadavere al lato della strada.

Territori e situazioni spinose sono all’ordine del giorno ed i risvolti per le vite dei militari sono sempre imprevedibili, e per descrivere queste circostanze pericolose viene utilizzato il gergo militaresco Hurt Locker ovvero “armadietti del dolore”. Termine dai diversi significati comunemente usato per indicare le casse dove vengono riposti gli oggetti dei soldati deceduti, ma anche il posto simbolico dove riporre i sensi colpa, o ancora l’essere feriti in un esplosione.

War is a drug!

Il soldato William James circondato da ordigni
Il soldato William James circondato da ordigni

La furia della battaglia provoca una dipendenza fortissima e spesso letale, perché la guerra è una droga”. E’ la citazione presente in apertura di film tratta dal best seller War Is a Force That Gives Us Meaning scritto da Chris Hedges che ne esprime il significato più profondo nascosto tra i detriti, la polvere ed i bossoli dei fucili. Attraverso scene ad alta tensione la Bigelow ci trascina sul campo di battaglia dove entriamo in contatto con uomini anestetizzati e dipendenti dall’adrenalina della guerra.

The Hurt Locker distrugge l’idea americana di insegnare la democrazia dimostrando invece il progressivo parossismo che ha mutato la guerra nel nuovo sesso, il disinnescare una bomba in una forma di orgasmo superiore al riconciliarsi con la propria moglie. Il perdurare del conflitto porta alla formazione di nuovi legami ed è così che il rapporto con un bambino iracheno rimpiazza l’interesse per la crescita di un figlio oltreoceano.

Pedine di un mondo capitalista

Una scena tratta da The Hurt Locker
Una scena tratta da The Hurt Locker

I militari entrano dunque in un circolo vizioso dove il loro essere assuefatti dalle esplosioni li rende partecipi nell’alimentare quel mondo capitalista di cui non si sentono più appartenenti. Ecco che l’incontro con uno scaffale infinito saturo di prodotti per la colazione rievoca la necessità di essere sfamati con i componenti metallici ed i cavi degli ordigni.

Lo sguardo intimo e vigoroso di Kathryn Bigelow

Kathryn Bigelow sul set di The Hurt Locker
Kathryn Bigelow sul set di The Hurt Locker

Kathryn Bigelow si approccia al film come fosse un reportage di guerra, infatti le prime immagini che vediamo sono riprese dalla videocamera di un macchinario. Segue poi i personaggi e l’azione con la camera a mano e movimenti veloci, come se stesse impugnando anche lei un fucile, mantenendo sempre alta la soglia della tensione attraverso un montaggio serrato. Riesce così ad esprimere tutta la sua forza registica che culmina nelle dirompenti scene d’esplosioni.

La perfetta scelta di casting in The Hurt Locker

Gli attori protagonisti Jeremy Renner e Anthony Mackie
Gli attori protagonisti Jeremy Renner e Anthony Mackie

La regista premio Oscar dimostra inoltre una grande capacità nel selezionare i volti che meglio si prestano alle emozioni viscerali da mettere in scena. Ecco che la presenza di attori del calibro di Guy Pearce e Ralph Fiennes viene relegata a poco più di una comparsata, lasciando così spazio agli allora poco conosciuti Anthony Mackie e Jeremy Renner. In particolare spicca il futuro Hawkeye che, candidato come miglior attore protagonista mostra il potenziale dell’attore che avremmo ammirato negli Avengers e nello splendido thriller I segreti di Wind River.

Con The Hurt Locker siamo davanti ad una combinazione di elementi fusi perfettamente che portano avanti il fil rouge della dipendenza d’adrenalina e della violenza intrinseca che attraversano tutti i lavori della Bigelow, partendo da Point Break e culminando in Detroit. Un film da Oscar spesso dimenticato dalla potenza sempre attuale che, se non aveste visto, potete recuperare a partire da oggi 11 marzo su MUBI.

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