Il giorno dell’incontro è un film del 2023, diretto da Jack Huston – di recente in The Irishman o House of Gucci – al suo esordio alla regia. Il 5 giugno 2025 è stato inserito nel catalogo di Sky e NOW, dopo l’anteprima nel 2023 alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti Extra. Quanto ai premi, Il giorno dell’incontro è valso anche il titolo di Miglior attore a Michael Pitt al Raindance Film Festival e a Huston come Miglior regista esordiente al Savannah Film Festival. Girato interamente in bianco e nero, con un protagonista in splendida forma, Il giorno dell’incontro è un film da non lasciarsi scappare. Ecco la nostra recensione!
Un film di musica e bianchi e nero
Ne Il giorno dell’incontro ha moltissimo spazio la musica – tanto da dire che è quasi il colore che si accosta al bianco e nero in cui sono girate tutte le scene. Se diciamo che è un film di musica e bianco e nero, lo stesso potremmo dire di Mike Flannigan, soprannominato The Irishman – il protagonista. Il suo bianco e nero è il mix di purezza e oscurità; la musica è il rumore di fondo dell’amore per la sua famiglia che lo spinge a cercare di riconquistarsi la propria vita.
Un tempo Mike era “uno dei pugili più forti” sulla scena. Poi l’alcool, la guida in stato di ebrezza, l’incidente in auto che gli è costato un omicidio, dieci anni di carcere. Nel frattempo la sua (ormai ex) moglie Jessica e la loro bambina Sasha hanno vissuto senza di lui e ora, uscito di prigione, i ricordi della vita precedente sono schegge che si conficcano sui fianchi di Mike più forti dei cazzotti degli avversari.
Nonostante sia presentato come un film sul pugilato, le locandine e le immagini promozionali rappresentino un ring o i pugni, Il giorno dell’incontro del pugilato ha più che altro la visceralità. Non la forza fisica (com’era ad esempio nel film The Iron Claw), né l’agonismo o l’allenamento: soltanto l’avere a che fare tanto con lo stomaco – che si prende i colpi dei pugni – quanto con la testa, da dominare per sopportare il dolore dell’incontro.
È un film, in questo senso, molto spirituale. E segue la scia di storie profondamente esistenziali che si servono del bianco e nero per acuire l’intensità umana – The Sunset Limited, Belfast, Ripley. I due colori accentuano le rughe sul volto di Michael Pitt e ci consegnano un personaggio vissuto, solcato, tumefatto dalle sue stesse azioni. L’attività di Mike, il bianco e nero e l’ambientazione del pugilato hanno fatto subito pensare a Toro scatenato naturalmente. Ma se proprio dovessimo cercare un parente, il protagonista de Il giorno dell’incontro assomiglia più al Robert De Niro di Taxi Driver che ciondola per le strade e ci restituisce un’immensa solitudine.
Io volevo solo un giro con te

Il solo interesse di Mike uscito di prigione sono le due donne della sua vita. La moglie Jessica e la bambina, Sasha. In una scena dopo la scarcerazione Mike incontra Jessica e le dice “tutto quello che ti chiedo è fare due passi con me“. Sa di non pretendere di più dalla donna, sa di non meritarsi che l’amore suo e di sua figlia abbia forme più grandi di una semplice passeggiata.
Mike è un uomo che ha compreso i propri errori e sta imparando a ridimensionare gli elementi della sua vita. Il giorno dell’incontro, per questo, è anche un film provocatorio sui temi del carcere, della punizione, del nostro trattamento dei colpevoli e della tendenza a identificare un uomo con i propri errori. Una battuta di Pitt lo dice chiaramente “qualunque cosa faccio non cambia il passato ed è quello che la gente ricorda“. Ne Il giorno dell’incontro noi non siamo Mike, ma per lo più quella “gente” che non permette a un uomo di scontare le proprie colpe e ricostruirsi sulle cenere degli errori.
Non è soltanto un film sulla caduta di un uomo – sulla crisi della mascolinità tossica come in un altro film recente, Banger – ma soprattutto la storia di cosa si perde di sé stessi quando ci si perde negli errori e di quanto sia impossibile recuperare tutto e difficile capire come e dove fermarsi a chiedere indietro la propria vita al tempo. Se la redenzione è impossibile, dice Mike, quello che vuole è almeno riuscire a sentirsi diverso. Il protagonista ha capito che tornare alla propria vita significa dover accettare alcuni compromessi, ammettere che non potrà raggiungere il massimo delle sue aspettative (appunto la redenzione totale) ma fermarsi prima – in questo caso al livello del cambiamento.
E l’incontro di cui parla il titolo? Quello con quel sé stesso diverso nell’amore degli altri, di chi non ha mai pensato di non perdonarlo o di associarlo esclusivamente agli sbagli che ha commesso. L’incontro con le persone che hanno fatto parte del suo passato e che continueranno ad esserci nel futuro per ricordargli di non gareggiare contro sé stesso.
La cura del passato
Una delle lozioni che meglio di tutte lenisce la difficoltà di Mike a ricominciare, è il passato. Il giorno dell’incontro a tratti è un vero e proprio inventario di luoghi ed oggetti che riportano il protagonista indietro nel tempo e nei quali Mike trova una parte di sé stesso del passato incontaminato. Prima delle strade sbagliate, prima del carcere. Nei frammenti di vita passato Mike torna a quand’era ancora libero dai suoi errori – e probabilmente, senza dirlo mai, si chiede come poter tornare a quel momento e andare avanti senza perdersi nel mezzo.
Ammette di “aver fatto di tutto per rendere la mia vita insopportabile” e proprio per questo tornare a prima di quella condizione autosabotante – di chi si prende a cazzotti da solo – è l’intento che Mike insegue durante i flashback del film. Rientra nella casa che è stata sua e prende soltanto tre cose: una foto di Sasha e Jessica, un vinile di Jake Costello e un’audiocassetta. Le luci della sua vita e la musica, la traccia nelle orecchie che gli impone di avere cura dei suoi ricordi e non distrarsi più con l’odio verso se stesso.
Nonostante la storia umanamente lancinante, quello di Mike Flannigan è un personaggio profondamente ironico, non esclusivamente triste. Forse non si prende troppo sul serio, e la sua sagacia è pungente come quando manca il fiato per un pugno al punto giusto dello stomaco. Un uomo a cui sicuramente alla fine scopriremo di esserci affezionati. Per conoscerlo andate a cercare Il giorno dell’incontro su Sky e NOW!









