I tre moschettieri e D’Artagnan: supereroi del ‘600 nel nuovo film

Dal 6 aprile al cinema, I tre moschettieri – D’Artagnan è il nuovo adattamento dal romanzo capolavoro di Alexandre Dumas. Il primo nuovamente in Francia dopo tanto tempo. Ma anche un nuovo esperimento action che fa sembrare i nostri moschettieri come figure supereroistiche di un’altra epoca. E il cast è enorme: scoprilo qui.
I tre moschettieri e D'Artagnan: supereroi del '600 nel nuovo film

Come si fa a fare un film in costume nel 2023? O meglio, non un film in costume qualunque. Ma la trasposizione filmica di quello che qualcuno – e più di qualcuno – ha definito “il più grande romanzo d’avventura della letteratura francese”. Il nuovo adattamento I tre moschettieri – D’Artagnan, diretto da Martin Bourboulon e in sala dal 6 aprile con Notorious Pictures, trova risposta a questa domanda. Solo che, stavolta, è diverso. E in molti modi diversi: moderni e action, ma anche nello stile e nei mezzi del grande kolossal in costume.

La sfida (a duello) de I tre moschettieri – D’Artagnan

I tre moschettieri – D’Artagnan è molte cose. Innanzitutto, “questo nuovo adattamento è il primo prodotto in Francia da molto tempo. Molti anglosassoni se ne sono impossessati. Quindi è un po’ un ritorno alle origini”. A parlare è Vincent Cassel, solo uno dei tanti nomi di spicco che compongono un cast di prima categoria, in cui incrociano le spade i migliori volti del cinema francese e di quello d’oltreoceano.

Quello del romanzo cavalleresco è un genere che, al cinema, “non si è rinnovato così frequentemente. Per questo c’era una certa responsabilità” – nota il regista Martin Bourboulon, ripreso da François Civil, interprete di D’Artagnan – “La sfida! Cercare di fare un film d’avventura, con una portata per il grande pubblico. Riconsiderare la mitologia dei Moschettieri”. E se dobbiamo pensare, nel 2023, a “qualcosa di grande”, pensiamo naturalmente ai grandi action movie. 

Un tempo c’erano i peplum, per i grandi adattamenti storici. Oggi ci sono gli action. Ed entrambi sono a loro volta sinonimi di “kolossal”, con la differenza che sono figli di un pubblico diametralmente opposto. Un pubblico che oggi, a differenza di ieri, cerca “un film che non si arresta mai” – come Bourboulon definisce la sua stessa pellicola. Con I tre moschettieri – D’Artagnan, troverà senz’altro ciò che va cercando.

I tre moschettieri e D’Artagnan: supereroi di un’altra epoca

I tre moschettieri
I tre moschettieri

Se pensiamo ai personaggi del romanzo di Alexandre Dumas, ci vengono in mente dei veri e propri supereroi di un’altra epoca. Un film che raccoglie però la sfida di un grande action d’oltreoceano e la rilancia, la sfida, ai precedenti adattamenti hollywoodiani. 

È come un D’Artagnan che non ha paura di sfidare a duello veterani ben più “antichi” di lui: Athos, Porthos e Aramis. Ma come ben sa chi ha letto il romanzo, non solo quei veterani finiscono per accoglierlo fra le proprie fila, ma D’Artagnan diventa la nuova spinta motrice fra i Moschettieri.

I tre moschettieri – D’Artagnan è un action cavalleresco

Un combattimento ne I tre moschettieri - D'Artagnan
Un combattimento ne I tre moschettieri – D’Artagnan

Ripensare una mitologia, queste le parole su cui insistere. E a ben guardare, le mitologie cavalleresche e quelle supereroistiche condividono molti punti in comune. Non è così strano associarle. Cambiano le ambientazioni, non l’arco dell’eroe.

Se ci pensiamo, sono decine le storiche saghe action, d’avventura e provenienti da ogni genere, che si rifanno al mito della cavalleria. Alcune fra le più famose saghe di fantascienza, per esempio, somigliano molto più al romanzo cavalleresco. Il western, sicuramente, trova il suo centro nel cavaliere senza macchia, nel magnifico straniero, nel giustiziere solitario. E a loro volta tutte queste formule sono comuni ai moderni supereroi.

Ma in tutti questi casi parliamo di processi in cui il genere di partenza e quello di arrivo sono massicciamente difformi. La sfida, la più difficile forse, è riuscire a creare un reincontro in cui il genere rimanga lo stesso, cioè quella specifica branca dei film in costume che sono i film di cappa e spada. “Quindi è un po’ un ritorno alle origini”, per riprendere le parole di Cassel. E l’idea di Bourboulon è stata trovare “il giusto equilibrio a metà strada tra i moschettieri e i cowboy”. Perché i cowboy sono un po’ moschettieri, i moschettieri un po’ super, i super un po’ cowboy. Ma I tre moschettieri – D’Artagnan non si ferma qui.

Non solo action ne I tre moschettieri – D’Artagnan

D'Artagnan e Constance nel nuovo adattamento de I tre moschettieri
D’Artagnan e Constance nel nuovo adattamento de I tre moschettieri

Ovviamente, nei film in costume, i costumi giocano un ruolo fondamentale, insopprimibile. I costumi, le scenografie: insomma, l’art direction in generale. In tutto fa da padrona l’attenzione al dettaglio, anche tecnico. E in questo stupisce con piacere l’attenzione data da Bourboulon, per citarne una su tante, al suono: “È fondamentale per conferire l’immersività che volevo per questo film. Per esempio, il suono dei colpi di polvere da sparo è stato molto difficile da trovare. Doveva essere barocco e avere un certo fascino per lo spettatore, ma anche “risuonare” con i codici sonori di oggi”.

Quindi action, ma quindi anche coreografie al millimetro. Ancor più difficili da gestire ma visivamente emozionanti, visto che la regia di Martin Bourboulon si è affidata, persino e soprattutto nelle scene action, a lunghi piani sequenza. Lunghe scene di combattimento in cui la cinepresa, febbrile, è riuscita a non staccare mai. Questo però, senza nulla togliere a momenti di maggiore introspezione.

Dai piani sequenza ai fuori campo

Bourboulon cita in particolare un paio di scene in cui la battaglia avviene in fuori campo, mentre la camera rimane fissa sulle reazioni dei protagonisti. Il regista racconta: ”Sperimentare la solitudine della Regina, la paura o lo sgomento di Athos, mi è sembrato più importante e interessante che filmare l’azione stessa. Trovo sempre molto interessanti i fuori campo nei film. Ciò che non viene mostrato è spesso più forte e misterioso”. 

Poi arriveremo anche al cast principale, ma in riferimento a questo vale la pena citare due attrici di talento – anche se di fama e appartenenze molto lontane, il che le rende ancora più interessanti nei due ruoli loro affidati – come Vicky Krieps e la non ancora abbastanza valorizzata Lyna Khoudri. Almeno fino a questo film. La prima interpreta Anna d’Austria, regina consorte di Luigi. La seconda, Constance, confidente di Anna e amore di D’Artagnan. Entrambe incarnano con le loro storyline temi altrettanto importanti in Dumas: l’amore e l’intrigo.

Ma non vi preoccupate, ne I tre moschettieri – D’Artagnan troverete sempre e comunque grandi dosi di action. Si tratta solo, in parallelo, di approfondire le psicologie di questi immortali supereroi. Che è proprio quello che stiamo per fare, in attesa che lo facciate anche voi, dal 6 aprile, solo in sala.

Quale personaggio saresti de I tre moschettieri – D’Artagnan?

Che tradotto sarebbe: quali poteri avresti, se fossi un supereroe nella Francia del 1625? O quale villain piuttosto, visto che nel romanzo di Alexandre Dumas – e ne I tre moschettieri – D’Artagnan – ce n’è per tutti?

François Civil è D’Artagnan

François Civil è D'Artagnan
François Civil è D’Artagnan

Il primo a dire la sua sul proprio personaggio è ovviamente François Civil, interprete dell’arrogante D’Artagnan che dell’arroganza fa “la mia sola ricchezza, ed è al servizio di Vostra Maestà” – come afferma, rispettosamente, in uno spezzone di trailer. Di lui, Civil ha detto: “D’Artagnan si distingue innanzitutto per la sua giovinezza. È un giovane guascone di famiglia nobile ma squattrinato. La sua lealtà, la sua onestà, la sua insolenza, la sua temerarietà, il suo ardore e la sua ingenuità”. Se fosse un super, sarebbe uno di quei giovani aiutanti dalla testa calda, destinati però a diventare indispensabili per le proprie ombre.

Vincent Cassel è Athos

Athos e Milady
Athos e Milady

Vincent Cassel interpreta invece il più saggio, ma anche il più cupo dei Moschettieri. La sua storia e il suo passato rendono Athos uno scrigno inavvicinabile, soprattutto alle donne. “L’immagine di un lupo grigio per rappresentare Athos è emersa rapidamente durante le nostre discussioni”, racconta Bourboulon. Se i tre moschettieri fossero un supergruppo di eroi – e lo sono, è proprio questo che stiamo dicendo – lui ne sarebbe a capo. Con cappa scura, anima nera e indurita, ma profondamente paterna.

Romain Duris è Aramis

Al centro Aramis
Al centro Aramis

Altro moschettiere di spicco è il grande Romain Duris nei panni di Aramis. Lui invece, le donne le ama eccome. L’incomprensione con D’Artagnan nasce proprio da quel famoso fazzoletto, appartenente a una dama, che lo mette in imbarazzo, diviso com’è fra mille corteggiatrici e una vita all’insegna del celibato ecclesiastico: “Lo trovo perfetto, sexy e seducente nel ruolo di Aramis. Ha una civetteria che gli appartiene” – dice il regista di Duris. Il super più corteggiato e avvenente, che si è congelato prima del tempo per amore della Causa.

Pio Marmaï è Porthos

A destra Pio Marmaï in una foto dal set
A destra Pio Marmaï in una foto dal set

Chiude il quartetto, ovviamente, Porthos. Lui ama il vino e il suo nome ricorda anche, vagamente, quel liquore portoghese che abbiamo scoperto – si spera – anni dopo aver letto per la prima volta il romanzo di Dumas. A interpretarlo Pio Marmaï: “Ideale come Porthos: è un viveur, eccessivo, uno che ha ancora fame quando si alza da tavola! La personalità allegra e generosa di Pio rende facile proiettarlo in questo personaggio”. Se fosse un super, sarebbe l’ariete del gruppo, la montagna che cammina, la testa di latta da scagliare contro un intero battaglione per sgominarne il grosso. E lasciare il lavoro di fino a gente come Aramis e Athos.

Louis Garrel è Luigi XIII

Luigi XIII e Anna d'Austria
Luigi XIII e Anna d’Austria

A chiudere le fila di grandi attori in ruoli maschili, Louis Garrel nei panni di Re Luigi XIII. Lui è volubile e anche inesperto, ma ha un grande rispetto per i suoi Moschettieri anche se è spesso insidiato dalle trame del suo diretto secondo, il Cardinale Richelieu. Poteri non pervenuti, ma di che poteri hai bisogno, quando sei ricco e hai con te un esercito.

Eva Green è Milady

La mortale Milady di Eva Green
La mortale Milady di Eva Green

La grande, anzi grandissima interprete femminile de I tre moschettieri – D’Artagnan è ovviamente la grande villain del romanzo di Dumas: Milady. “Una spia straordinaria, indipendente e sfuggente. Mi ha fatto molto piacere che Eva Green abbia potuto interpretarla, perché c’è qualcosa di misterioso in lei e la sua interpretazione è molto potente”, spiega Bourboulon, comparandola giustappunto “a un supereroe nella sua recitazione”. Velenosa, insidiosa, praticamente la femme fatale del nostro tempo: Eva Green è perfetta per il ruolo.

Insomma: cast ricchissimo, alle prese con un romanzo cavalleresco reso film d’action, fra palazzi monumentali, gran costumi, cappe e spade, vini e vecchi moschetti. E una colonna sonora, per non dimenticare niente, che fin dal trailer promette bene. Tutto questo è I tre moschettieri – D’Artagnan, dal 6 aprile al cinema.

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