Dracula – L’amore perduto ci ha divertito ed emozionato tantissimo. Le aspettative riguardo al film di Luc Besson erano in bilico: un altro Dracula, un’altra storia d’amore… temevamo in una sorta di teen-drama vampiresco. Invece Besson riscrive l’opera di Bram Stoker in chiave ironica e romantica, concentrandosi sull’amore del conte per la sua defunta moglie. Un amore che lo trascina con se in una dannazione senza fine.
Neanche un anno fa usciva al cinema il Nosferatu di Robert Eggers, cupo, horror, bellissimo ma dal contenuto leggermente confuso. Credevamo quindi che le storie tratte dal romanzo di Stoker potessero essersi esaurite. Besson però ridà nuova linfa al personaggio, anche grazie a un grande cast, e attraverso quella che all’inizio sembra essere un’epopea fantasy medievale ci fa vivere un amore impossibile.
Un inguaribile romantico
Vlad II è il principe di Valacchia e ama alla follia sua moglie Elisabetta. In una prima scena iniziale il loro amore viene inscenato forte, carnale, appassionato. Ma Vlad viene strappato dalle braccia della sua amata per partecipare ad una guerra in nome di Dio e del cristianesimo. Questa guerra gli porterà via Elisabetta. Vlad, accecato dalla rabbia, uccide il prete del suo castello e rinnega la fede, rinnega Dio, e viene maledetto. Passa 400 anni a cercare la reincarnazione di sua moglie, perché se un’anima è pura può essere che gli venga donata una seconda vita. Si nutre di sangue umano per rimanere giovane, crea vampiri che lo aiutano nella ricerca. Ma poi perde le speranze. Raggrinzisce, invecchia, non lascia più il suo oscuro e abbandonato castello. Finché, nel 1880, non si presenta alle sue porte un giovane avvocato che vuole discutere delle sue proprietà a Parigi.
Besson si appoggia al Dracula di Bram Stoker di Coppola ma secondo noi lo supera proprio nel suo essere un racconto d’amore. Caleb Landry Jones, che già in Dogman ci aveva stregato, è incredibile anche nei panni di Vlad, che viene costretto a vagare per la terra alla ricerca della sua amata, ma soprattutto alla ricerca della sua salvezza. Che risiede dentro di sé e in nessun altro. Elisabetta, interpretata da Zoë Bleu, ha uno sguardo che trapassa le epoche e dura in eterno. Può smuovere il cuore di un uomo per secoli e condannarlo senza nemmeno saperlo.
Come al solito fenomenale anche Christoph Waltz nei panni del prete cacciatore di vampiri. Un personaggio tanto pragmatico quanto sincero. Lui non vuole uccidere Vlad per liberare il mondo da un demone. Vuole uccidere Vlad per liberarlo dal suo demone. Per far si che non sia più un’anima dannata e che si possa ricongiungere a Dio. Infine, una divertentissima Matilda De Angelis che caratterizza alla grande il suo vampiro assetato di sesso e sangue.
Dolce come un carillon

Nonostante la pletora di morti e sangue che Dracula si lascia alle spalle, non è un violento. È dolce, un buono, afflitto dal suo folle amore. In questo Besson mi pare chiaro nelle sue intenzioni: a lui di fare il Dracula di Bram Stoker non interessava. Lui voleva raccontare la storia di un innamorato, ma di un amore che non può esistere nella realtà. Questo amore fantastico è tutto quello che serve al film per ipnotizzarti come i profumi di Vlad, come la regia di Besson, come la colonna sonora di fantaromantica di Danny Elfman, che sguazza in queste atmosfere musicando i film di Tim Burton.
Quel Carillon è un meccanismo cinematografico già visto, ma quando Mina (Elisabetta) lo riapre veniamo incantati, dalla musica, dalle immagini del loro amore. Dracula – L’amore perduto non è certo un film perfetto, ma Besson ci mette dentro una passione per il cinema e un amore per i suoi attori che traspare in ogni inquadratura. È un film da grande schermo, e Lucky Red lo distribuisce in Italia dal 29 ottobre 2025. Andate, se volete anche voi innamorarvi.









