Cinque secondi, recensione: il processo all’anima di Virzì

Il nuovo film di Paolo Virzì, Cinque Secondi, è un dramma intimo e malinconico sul senso di colpa e il superamento del lutto. Valerio Mastandrea interpreta Adriano, avvocato segnato da una tragedia avvolta nel mistero, che si rifugia in campagna per riflettere, ma la sua pausa sarà stravolta dall’arrivo di una peculiare comunità.
Valerio Mastandrea e Valeria Bruni Tedeschi in una scena del film Cinque secondi

Impietriti. Così ci ha lasciati il ritorno di Paolo Virzì, con il cuore che parla e il corpo che non risponde. Cinque secondi è un film dall’aria misteriosa, intessuto di malinconia. Il dramma che coinvolge il protagonista ci rimette al mondo, e ci ricorda il valore di ogni vita che spesso dimentichiamo. È un film che prima di essere un processo giudiziario è un percorso di crescita, di superamento del lutto, e ciò che è più nascosto per tutti i centocinque minuti non è la verità, ma il dolore messo in scena da Valerio Mastandrea dietro una corazza indistruttibile.

Cinque, quattro, tre, due, uno…

Nelle stalle ristrutturate a B&B di Villa Guelfi vive un rozzo uomo di mezza età, alla ricerca di pace e silenzio, di solitudine. Ma la villa, che sta andando in rovina, viene occupata da un gruppo di giovani. Tra questi c’è Matilde Guelfi Camajani (Galatea Bellugi, già adorata in Gloria!), nipote del proprietario della villa prima che venisse pignorata e che ora la rivendica. Matilde (che è incinta, “così, per darvi un quadro completo“) e la sua comunità vivono pericolosamente nella villa e sistemano in modo splendido il terreno ricostruendoci un vigneto. Tra loro e il rozzo vicino dal conflitto nasce un’amicizia. Soprattutto dopo che si rivela essere, per evitare uno sgombero, Adriano Sereni, noto avvocato proprietario di un grande studio.

Nel frattempo che aiuta Matilde e gli altri, Adriano è sotto processo per l’omicidio della figlia Elena (affetta da disabilità). Alla serenità bucolica si alternano quindi le udienze e i tentativi di ricostruire un rapporto con suo figlio Matteo. Il suo istinto paterno finisce per riflettersi anche su Matilde, che però ha un senso della responsabilità piuttosto acerbo, oltre che delle fratture con la realtà causate da un passato travagliato. Accanto ad Adriano c’è sempre Giuliana (Valeria Bruni Tedeschi), malsanamente innamorata di lui, un personaggio sofferente, vivo, che lo sostiene durante il processo nonostante la sua stoica indifferenza.

La sceneggiatura di Paolo Virzì, scritta col fratello Carlo e il suo storico collaboratore Francesco Bruni, ha un’esposizione perfetta, dosa le informazioni col contagocce finché ce n’è bisogno, e sa giocare attorno al vuoto conoscitivo che sospende lo spettatore nel mistero. Non è, nonostante quanto scritto finora, un film così triste come sembra. Proprio questa sua scrittura abile sa quando allentare la tensione. Sa anche come far aleggiare la speranza: per Adriano di ritrovare un presente; per Elena nel passato delle analessi; per Matilde di capirsi e non distruggersi.

Il cuore dell’uomo di latta

Galatea Bellugi in una scena del film Cinque secondi

Adriano è dipinto come un cinico, che pensa solo a sé stesso, che non ha mai amato veramente né la moglie né i suoi figli. Eppure non è fatto di latta. Lo vediamo gestire questa situazione tragica con un’apparente freddezza che per molti di noi sarebbe invece vera disperazione. Solo l’arrivo dei “bimbi sperduti”, così diversi e lontani da lui, lo costringe a tirare fuori quelle emozioni che prima sopprimeva nel buio della sua stalla.

Non c’è un personaggio in tutto il film che agisce senza motivo, che non sia traumatizzato in qualche modo, che non abbia qualcosa da raccontarci dietro un bicchiere di vino giovane. Non c’è nessun personaggio che non sia utile ad Adriano per completare il suo percorso, per aiutarlo a capire cosa sia successo in quei dannati cinque secondi. Anche l’ex moglie, con la sua cecità emotiva, col suo egoismo evidente, in qualche modo contribuisce a riempire l’eternità.

Giuliana mai lo avrebbe denunciato fosse stata la madre dei suoi figli. Lei prova ad aiutarlo in ogni modo, e forse è l’unica che non lo capisce. È come se gli desse ulteriori responsabilità, non su ciò che è successo ad Elena, ma per sé stessa, perché anche lei vuole qualcuno che la aiuti. E vuole che a farlo sia Adriano.

Virzì gira molto bene questa vicenda, che dai suoi occhi diventa un’invito a vivere, e a convivere coi propri demoni. Una sana lettura di come affrontare i sensi di colpa e di come trovare il coraggio per andare avanti. Cinque Secondi arriverà nelle sale italiane il 30 ottobre 2025 grazie a Vision Distribution. Aspettiamo solo che questo film sia di tutti.

 

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