Bones and All su Prime Video: la recensione di un film prelibato

Il regista Luca Guadagnino lo scorso novembre è tornato nelle sale con il suo ultimo gioiello dal titolo Bones and All, di cui trovate qui la recensione, con Timothée Chalamet e Taylor Russell come attori protagonisti. Per chi se lo fosse perso, il film da oggi, 27 marzo, è disponibile su Prima Video
Bones and All su Prime Video: la recensione di un film prelibato

Luca Guadagnino è tornato al cinema lo scorso novembre con il suo ultimo film Bones and All, tratto dal romanzo Fino all’osso della scrittrice statunitense Camille DeAngelis. Oggi, lunedì 27 marzo, il titolo sbarca finalmente su Amazon Prime Video, disponibile per tutte quelle famiglie non deboli di stomaco.

Il lungometraggio del regista nostrano è stato presentato all’ultima edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, aggiudicandosi il premio Marcello Mastroianni a Taylor Russell e il Leone d’argento alla regia a Luca Guadagnino. Sfumato, invece, il Leone d’oro al miglior film.

Bones and All è un film divorante

Lee e Maren in Bones and All
Lee e Maren in Bones and All

Luca Guadagnino ha riconquistato il grande schermo. Lo ha fatto con grande ambizione e  soprattutto con enorme coraggio. Infatti, è proprio con un road movie horror sentimentale che dimostra la sua voglia di sperimentare nuovi confini, senza rimanere ancorato alla zona di comfort.

Anni ’80. Maren e Lee sono due adolescenti americani, rispettivamente interpretati da Taylor Russell e Timothée Chalamet. Giovani, belli e cannibali. Conosciutisi per caso, i due partono attraversando il Midwest con il fine di trovare la madre di Maren, che lei non ha mai conosciuto. Un viaggio che sa tanto di fuga. Quella di due ragazzi da un triste destino, che sembra già scritto.

Lei è abbandonata da un padre rassegnato e ancor prima da sua madre, con gravi disturbi mentali. Lui scappa e torna continuamente da casa sua, per via degli incubi insediati nel ricordo di un rapporto difficile con il padre. L’unica con cui ha un rapporto è la sorella minore Kayla. Il film vuole dare importanza al rapporto genitore-figlio, la cui unica risposta, però, sembra essere l’evasione.

Il significato sociale del film

Chalamet e Russell sono Lee e Maren
Chalamet e Russell sono Lee e Maren

La coppia protagonista non è che lo specchio di ogni altra coppia emarginata, per orientamento sessuale o per etnia, da una borghesia bigotta in un periodo di cannibalismo capitalista, dunque a livello sociale, negli anni reaganiani in America. Maren e Lee potrebbero raffigurare anche due tossicodipendenti. Loro non si nutrono di carne umana per necessità e lo testimonia il fatto che si cibano anche di alimenti classici. Semplicemente non riescono a farne a meno, come spinti da un’euforia… una dipendenza che fa sprofondare entrambi in un abisso di sensi di colpa.

Le immagini e la musica in Bones and All

Maren e Lee passeggiano in Bones and All
Maren e Lee passeggiano in Bones and All

Il regista italiano è riuscito a portare in sala un prodotto di altissimo livello. D’altronde si tratta di un maestro dalla spiccata sensibilità visiva, il che gli permette di catturare immagini suggestive e affascinanti, pensando banalmente ai paesaggi che riesce a catturare, ma anche disturbanti. Le sue scelte registiche ricadono su un vasto uso di dettagli e particolari alternati con splendidi movimenti di macchina. Se uniamo tutto questo a una fotografia vagamente vintage, il film si rivela, dal punto di vista estetico, uno spettacolo per gli occhi.

E ancora, Guadagnino, si sa, possiede una rara padronanza della musica. La usa in maniera intelligente, con grande dimestichezza e maestria, riuscendo ad enfatizzare la delicatezza di alcune scene e, allo stesso modo, scorticando l’interiorità dello spettatore, in modo angosciante.

Insomma, una miscela di immagini e suoni che lo rendono un ottimo film a cui manca, però, una direzione precisa. Probabilmente è voluto. Infatti, a volte sembra voler suscitare pena per i due giovani, ma in altre occasioni vuole disgustarci con immagini così raccapriccianti da infastidirci.

Luca Guadagnino e Timothée Chalamet

Timothée Chalamet è Lee
Timothée Chalamet è Lee

Taylor Russel e Timothée Chalamet hanno interpretato i due personaggi in modo più che convincente. La prima, attrice emergente dotata di una grazia innata, riesce a rendere una mangiatrice di uomini così delicata. Il secondo, invece, lo conosciamo già. Spesso ha dimostrato le sue doti, in svariati film di successo.

Non è un caso che Luca Guadagnino abbia deciso di richiamarlo. Infatti, tra i film che hanno lanciato il giovane Chalamet c’è sicuramente quello del 2017, l’emozionante e speciale Chiamami col tuo nome. I due lungometraggi hanno qualcosa in comune: parlano di amori difficili e sofferenti. Di quelli dai presupposti complicati, che già sai non andranno a buon fine.

In entrambi i soggetti l’attore statunitense interpreta un ragazzo alla ricerca di sé stesso. Se nel film del 2017, Chalamet aveva brillato particolarmente dall’inizio alla fine, in questo del 2022 dà il meglio di sé soprattutto nell’ultima parte dell’intreccio. Nonostante ciò, parliamo di due interpretazioni di altissimo livello, esaltate dal suo sguardo magnetico e, soprattutto in quest’ultimo film, dalla sua espressività fisica, che è stata spesso messa da parte in altri suoi personaggi.

Sully mangia l’anziana

Sully e Maren a tavola
Sully e Maren a tavola

Nella prima frazione del racconto, Maren incontra un altro cannibale prima di Lee. Stiamo parlando del vecchio Sully, interpretato da un impeccabile Mark Rylance. Avendo riconosciuto Maren come sua simile, questo la porta a casa, ma non è casa sua. L’abitazione è di un’anziana signora in fin di vita, distesa supina sul pavimento. Sully invita la giovane affamata a nutrirsi con lui, ma lei è inizialmente scettica e titubante. Le serve un attimo e lui sta attendendo che la donna muoia naturalmente. 

La fame e il pudore

Pochi istanti dopo, viene mostrato allo spettatore qualcosa di inquietante. Sully viene mostrato a quattro zampe, come un animale. Guadagnino lo espone come un quadro, la cui cornice è il battente della stanza da letto della povera signora. Il volto di lui non viene inquadrato, ma ciò che sta accadendo è facilmente immaginabile. Sully la sta divorando. Maren si unisce a lui.

Il regista decide di non mostrarci in modo esplicito la scena. Ma tra fastidiosi suoni di masticamento e ingozzamento, vengono riprese le foto della vittima ancora in vita, durante il matrimonio o nel mezzo di un viaggio con la propria famiglia. Lascia una parvenza di pudore a un’anziana che, prima di essere un pasto, è stata una moglie e una madre, facendo lavorare il pubblico, senza troppo sforzo, di fantasia.

Fino all’osso. Pasto completo. Questo è il significato del titolo Bones and All che, infatti, divora lo spettatore visceralmente, non lasciando nulla. Non esiste speranza. Non c’è possibilità di redenzione quando si è condannati per natura a una vita come quella di Maren e Lee. La pace resta una squallida utopia quando si vive in fuga, spinti solo dalla corrente di un fiume di sangue. Un film da vedere e che lascia tanti spunti di riflessione. Un film da pregustare. Buon appetito!

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