Babylon e non solo: 10 colonne sonore derubate dell’Oscar

Esistono colonne sonore rimaste incastonate nella memoria, che a partire dal primo ascolto assumono un significato ed una valenza propria, extra cinema. Molte di queste, come quella di Babylon, non hanno però raccolto quanto meritato durante la stagione dei premi.
Prova a prendermi, Babylon, C'era una volta in America, Mission e Interstellar fra le migliori colonne sonore derubate dell'Oscar

Il vorticoso ritmo jazz di Babylon ha accompagnato i cinefili sin dalla sua uscita, eppure questo non è bastato a conquistare l’ambita statuetta degli Oscar. Ma quella di Justin Hurwitz non è l’unica colonna sonora “derubata” durante la notte delle stelle. Negli anni gli Academy Awards si sono infatti resi protagonista di svariate premiazioni andate contro i pronostici ed i favoriti pre-cerimonia, tirandosi addosso più di una critica.

Dinamiche avvenute anche con le composizioni da film, nell’evoluzione di un premio attribuito a partire dal 1935, passando per la suddivisione in tipologie suddivisa in adattamento o originale e per genere, commedia o drammatico e musical. Definitivamente riconosciuto nell’unificato titolo di miglior colonna sonora, ecco 10 musiche per film oscurate sul red carpet ma indimenticabili per tutti gli spettatori.

I magnifici sette (1960)

Edizione 1961, la 33a cerimonia degli Oscar è stata all’insegna dell’amato L’appartamento di Billy Wilder, ma la colonna sonora fu combattuta da altri candidati. Sul grande schermo arrivò un western destinato a segnare il genere, ispirato senza troppi segreti ad un caposaldo del cinema. I magnifici sette di John Sturges, oltre all’evidente rimando a I sette samurai Kurosawa, può contare su una vigorosa colonna sonora dalle tipiche sonorità di frontiera composta da Elmer Bernstein che però dovette lasciare il passo a Exodus.

Papillon (1973)

Jerry Goldsmith può vantare una carriera molto attiva e, per quanto gli Oscar come tutti i premi in generale siano relativi, dalla sua ha ottenuto ben diciotto candidature. Il problema sussiste quando su così tante nomination la statuetta conquistata sia solo una e non per il film in questione. Già perché nel 1973 la colonna sonora di Papillon aveva tutte le carte in regola per conquistare onore e gloria ma, nonostante il meticoloso studio sinfonico, intriso del tipico gusto esotico del compositore, ad averla vinta fu il decisamente meno memorabile Come eravamo.

C’era una volta in America (1984)

Questa è una storia molto peculiare ed interessante che inquadra alla perfezione il conflittuale rapporto del maestro Ennio Morricone con l’Academy. Era il 1984 quando C’era una volta in America concluse la trilogia del tempo di Sergio Leone, ma un inconveniente non permise alle maestose musiche che accompagnavano il racconto di Noodles (Robert De Niro), tra cui la splendida Deborah’s Theme, di essere candidate. Incolpato di ciò fu il distributore statunitense che sbagliò i documenti da presentare non consentendo la giusta procedura di inserimento nella short list prima e nella cinquina finale, dove per dover di cronaca ebbe la meglio Passaggio in India.

Mission (1986)

Giusto per ribadire il concetto, passarono appena due anni, nessun errore di sorta, se non quello di non assegnare l’Oscar a quel capolavoro di soundtrack che è Mission sempre di Morricone che da sola innalza l’intero valore del film di Roland Joffé. A trionfare, mentre Gabriel’s Oboe risuona tuttora nella memoria, forte dello stampo musicale dell’opera, fu invece Round Midnight. A noi ma soprattutto ad Ennio rimane il premio più importante che è l’essere diventato leggenda dei compositori, valorizzando, come ricordato nel meraviglioso docu-film sulla sua vita diretto da Tornatore, il lavoro di chi produce musica per il cinema. 

Il principe d’Egitto (1998)

Giungiamo quindi all’annata di uscita 1998 e quindi alla cerimonia dell’anno successivo, per quello che per tutti è lo scandalo simbolo della commercialità di certi premi. Shakespeare in love accaparra tutto, ben sette premi Oscar, compreso quello di miglior film alle spese di Salvate il soldato Ryan. Ma a noi interessano le musiche, in particolare quelle composte e lo stesso anno spiccava un certo Il principe d’Egitto. La storia biblica esplode nei momenti più epici del pruno ardente, delle piaghe e dell’apertura del Mar Rosso anche grazie ad Hans Zimmer, in collaborazione con Stephen Schwartz, che a breve giro di posta vide sfumare la doppietta dopo il successo de Il Re Leone.

Prova a prendermi (2002)

Se Ennio è e rimarrà il massimo esponente del settore, John Williams è comunque tra i più grandi compositori, nel suo caso nomea riconosciuta dai cinque premi Oscar alzati per Il violinista sul tetto, Lo squalo, Guerre Stellari, E.T. e Schindler’s List, risultando tra i più candidati di sempre con 53. Tra le tante quella del 2003 per Prova a prendermi, sempre al fianco di Steven Spielberg, poteva certamente raccogliere di più. Un ritmo che, per la commistione dello xilofono e degli archi, restituisce da subito l’inseguimento presente all’interno del film tra Frank Abagnale (Leonardo DiCaprio) e Carl Hanratty (Tom Hanks). A trionfare in questo caso fu Frida per le musiche di Elliot Goldenthal.

Il curioso caso di Benjamin Button (2008)

Tra i nomi e titoli presenti, quello de Il curioso caso di Benjamin Button rientra tra le colonne sonore meno appariscenti ma dotate di una forte personalità e presenza nel tessuto filmico, come tipico per Alexandre Desplat. Il film di David Fincher rientra però anche in quei titoli capitati nell’anno sbagliato, dove tutti gli astri per motivazioni più o soprattutto meno valide convergono su altro. Nel 2009, oltre all’Oscar, The Millionaire vince il premio come una delle statuette più sbagliate dell’epoca recente, certamente legata al miglior film anche agli 8 riconoscimenti totali.

Skyfall (2012)

Quando si parla di saghe e di rifacimenti di temi noti non è mai semplice comprendere quanta innovazione e sperimentazione sia inserita all’interno di un dato prodotto. Ebbene le musiche di Skyfall, create da Thomas Newman, forti anche della canzone originale di Adele, esprimono questo concetto. Nulla da togliere all’interessante Vita di Pi, ma il tema di Bond, riproposto in uno degli arrangiamenti di David Arnold, unito alle vibes orientaleggianti, oscilla tra l’azione vibrante e la malinconia di un film che porta con sé il dolore di un personaggio destinato a rimanere solo.

Interstellar (2014)

Torna Zimmer e lo fa con una produzione magniloquente, utilizzata per accompagnare molti dei video visibili scrollando sui social più famosi. Interstellar è tra i film diretti da Christopher Nolan che ha sempre diviso pubblico e critica tra chi lo considera un capolavoro fantascientifico moderno e chi un modesto film lontano anni luce dal colosso 2001: Odissea nello spazio, da cui preleva molto. A mettere d’accordo sono però tutte le tracce che addirittura giocano con lo scorrere del tempo, conferendo la vastità dello spazio e l’intensità del rapporto padre-figlia. Non era d’accordo l’Academy, in un 2015 con molte polemiche post cerimonia, che premiò Grand Budapest Hotel.

Babylon (2022)

Chiudiamo con il caso recente, con quel Babylon che proprio dalla testa non si può più togliere. Come abbiamo detto in apertura, Justin Hurwitz confeziona un vortice di impulsi disinibito, perfettamente calato nella festaiola hollywood anni ‘30 che si sta affacciando al sonoro. Un’esplosione musicale che continua sfrenato fino al vulcanico finale che omaggia tutta la settima arte ma niente da fare, altro evidente abbaglio dell’Academy che al compositore di La La Land, Whiplash e del sottovalutato First Man, preferisce il teutonico Niente di nuovo sul fronte occidentale che offre un comparto sonora encomiabile ma non regge il confronto.

Sulla carta la prossima edizione degli Oscar presenta un favorito indiscusso (Oppenheimer e quindi Ludwig Göransson) ma mai cantare vittoria prima del tempo, il caso di Babylon e degli altri insegna. In conclusione teniamo però a ribadire, non che fosse necessario, che i premi sono indicativi dei trend commerciali cinematografici, mentre il valore di un film e della sua colonna sonora lo stabilisce sempre il tempo

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