Il rapporto tra padre e figlio spesso può essere complicato, soprattutto se tuo padre è uno scienziato milionario ed eccentrico e tu vivi da sempre nella sua ombra. È proprio su questo che è basato l’incipit e la maggior parte della trama di Unstable, la nuova serie Netflix disponibile dal 30 marzo. Rob Lowe interpreta il padre in questione, mentre John Owen Lowe è suo figlio, nella serie come anche nella realtà.
Ci sono diversi esempi illustri di attori padre-figlio che recitano questa parte anche nei film, come Kirk e Michael Douglas in Vizio di famiglia, Will Smith e Jaden in La ricerca della felicità o Silvester Stallone e il figlio in Rocky. Gli ultimi che si aggiungono a questa lista sono i due Lowe, che nella serie approfondiscono il difficile rapporto di un figlio con un padre “ingombrante”, amato e venerato da tutti.
La serie, di cui i due sono anche produttori, ha degli spunti interessanti e tocca diversi argomenti, ma fatica a trovare una sua dimensione.
La trama di Unstable
La serie rientra nel genere office humor, cioè quelle commedie la cui trama si sviluppa all’interno di un ambiente di lavoro – in questo caso l’azienda Dragon, di proprietà di Ellis – e che ha come protagonisti i suoi dipendenti.
Ellis Dragon è uno scienziato geniale ed eccentrico, divenuto milionario grazie alle sue idee innovative nel campo delle biotecnologie. Da pochi mesi la moglie è morta, e lui sta cercando di gestire a modo suo il lutto. Da quando è avvenuto il tragico incidente, lo scienziato – che ricorda una versione New Age di Elon Musk – è diventato, come suggerisce il titolo della serie, emotivamente instabile.
Ellis e Jackson in Unstable

Per cercare di riportarlo a una condizione di normalità, Anna (Sian Clifford), sua assistente e direttrice finanziaria dell’azienda, chiama Jackson, il figlio di Ellis. Jackson è un ragazzo intelligente e sensibile, con un forte interesse per la scienza. Ha però deciso di allontanarsi da quel mondo e, soprattutto, dall’ingombrante ombra del padre, trasferendosi a New York e guadagnandosi da vivere dando lezioni di flauto.
Il ricongiungimento di Jackson con il padre è inizialmente complicato. Il ragazzo ha passato una vita all’ombra di un uomo considerato da tutti un genio, senza avere mai spazio per sé. I due riusciranno però a trovare un equilibrio e ad aiutarsi reciprocamente a gestire il lutto. A fare da sfondo al rapporto tra padre e figlio ci sono tutti gli altri dipendenti della Dragon. Da Malcolm (Aaron Branch), assistente di Anna con una vera e propria ossessione per Ellis, alle giovani scienziate Ruby (Emma Ferreira) e Luna (Rachel Marsh).
Temi interessanti…

Uno dei temi cardine di Unstable è il rapporto tortuoso tra Ellis e Jackson, e la difficoltà per il figlio di realizzarsi come persona con un padre famoso ed egocentrico che lo vorrebbe come lui.
La serie però tocca anche altri temi altrettanto importanti, come il lutto, che i due si trovano a dover gestire prima da soli e poi insieme. Ellis, da quando la moglie è morta, non riesce più a concentrarsi sul lavoro e andare avanti con la sua vita. Allo stesso modo, Jackson ha difficoltà a gestire la recente morte della madre, non riuscendo ancora a superare la sua assenza. Si parla, ovviamente, anche di amore: Ruby e Luna sono entrambe interessate a Jackson, ma Luna vive una relazione insoddisfacente e asfissiante con il suo ragazzo Brian.
…ma poco approfonditi
Le premesse di Unstable sono buone, sulla carta è una serie solida e strutturata, che avrebbe potuto offrire spunti interessanti su diversi temi. Il problema principale però è che questi temi vengono toccati in modo superficiale, presentati allo spettatore in modo a volte approssimativo e ridondante, senza mai un approfondimento che riesca ad aggiungere qualcosa in più.
Ellis e Jackson sono due personaggi eccessivamente stereotipati. Il primo, imprenditore di successo concentrato solo su se stesso, il secondo, ragazzo timido che rimane intrappolato nell’idea di non essere allo stesso livello del padre. Questo meccanismo di superiorità-inferiorità che si è innescato tra di loro risulta talvolta ripetitivo. Non c’è mai una vera e propria evoluzione del rapporto tra i due e i personaggi rimangono incastrati nelle proprie personalità stereotipate.
Potenziale inespresso

Il vero – e forse unico – punto forte della serie sono i personaggi secondari: le scene in cui sono presenti Malcolm, Anna, Ruby o Luna sono quelle in cui si ride di più e in cui si riesce ad apprezzare davvero Unstable e il suo potenziale inespresso; forse proprio perché si discostano da questo estenuante rapporto padre-figlio.
Insomma, non si può dire che Unstable sia del tutto da scartare, ma il creatore Victor Fresco (conosciuto soprattutto per Santa Clarita Diet) sembra non sia riuscito a sfruttarne a pieno il potenziale e a donare alla serie una sua personalità ben definita, lasciandola in un limbo di temi poco approfonditi e risate a metà.
Mentre aspettate la seconda stagione di Unstable, qui potete scoprire tutti i film e le serie uscite nell’ultimo mese su Netflix!









