The Flash, recensione: ennesimo film sul Multiverso?

The Flash è appena uscito in tutte le sale italiane, dopo il lungo travaglio della sua lavorazione. Barry Allen/Flash tenta di tornare nel passato per cambiare il suo presente, ma qualcosa va storto: finisce per modificare non soltanto il futuro, ma anche il passato. Leggi subito la recensione!
The Flash, recensione: ennesimo film sul Multiverso?

Dopo una lunga a travagliata lavorazione, The Flash è finalmente uscito nelle sale italiane, un giorno prima che negli Stati Uniti. Il film sembra aver già diviso i critici, fra chi lo ha osannato e chi si aspettava di meglio. Siamo di fronte all’ultimo film DC prima della nuova era Gunn-Safran, da qui in poi si cambia musica. L’addio della vecchia DC sarà stato all’altezza? Leggete per scoprirlo!

The Flash: un origin story fuori dagli schemi

Il trailer di The Flash

The Flash è, a conti fatti, il primo film DC sul personaggio. Per quanto negli anni vi siano stati diversi prodotti sul velocista supereroistico (tra cui la recente serie della CW), The Flash deve servire da introduzione al personaggio. Un po’ come è successo per lo Spiderman di Tom Holland, invece di raccontare la storia dai primordi del supereroe, The Flash gioca con la sua timeline, presentandoci un Barry Allen che è già Flash. Come spiegare, allora, allo spettatore neofita dei fumetti tutti i punti fondamentali della storia del supereroe più veloce del mondo?

La risposta è insita nella trama del film: Barry Allen, viaggiando nel tempo, incontra il se stesso del passato che non ha ancora acquisito i suoi poteri. Barry del presente aiuta Barry del passato a ottenere la sua supervelocità e gli spiega, passo passo, come muoversi nella sua vita da supereroe, diventando così il mentore di se stesso. In questo modo, il film supera l’ostacolo di una tradizionale origin story, muovendosi verso archi narrativi più complessi, senza mandare in confusione lo spettatore estraneo ai fumetti.

Camei ravvicinati del terzo tipo: tra nostalgia e novità

Micheal Keaton nei panni di Batman
Micheal Keaton nei panni di Batman

Il profano dei fumetti non avrà problemi a seguire la storia, ma un vero fanatico DC non saprà più da che parte guardare sullo schermo: Micheal Keaton e Supergirl non sono che la punta dell’iceberg, i camei nascosti in The Flash sono moltissimi. A tratti, il Batman di Keaton è talmente camp da ricordare quello di Adam West: aspettavamo soltanto che cacciasse fuori il bat-repellente per squali, ma in fondo si tratta di un effetto nostalgia non sgradito. La vera sorpresa è Supergirl, intepretata da Sasha Colle. Nonostante qualche forzatura di trama nel suo unirsi alla squadra anti-Zod, i fan dei fumetti potranno gridare vittoria nel vedere una rappresentazione fedele a quella fumettistica, ben lontana dalla serie di Supergirl targata CW.

L’anello debole è invece Micheal Shannon nei panni di Zod. L’attore ne aveva già parlato, il suo ruolo è poco più di un fisiologico villain posto a fine film per regalare agli spettatori una scena di scazzottate in CGI (di discutibile qualità), come in ogni cinecomic che si rispetti. La battaglia finale è la sequenza meno interessante del film, con un cattivo di cui si conosce poco più del nome e di certo non le motivazioni. A salvarla sono soltanto un montage musicale e la sua effettiva utilità per la trama, che ravvivano quelli che, altrimenti, sarebbero venti minuti di totale piattezza.

The Flash: il problema del multiverso

Una scena di The Flash
Una scena di The Flash

Everything Everywhere All At Once aveva i bagel, The Flash ha gli spaghetti: insomma, il multiverso non si spiega a stomaco vuoto. Si tratta dell’unico, vero, enorme problema del film: l’ossessione per il grande disegno. The Flash dura poco più di due ore, ma non pesa affatto sullo spettatore. Non è un capolavoro, ma un cinecomic più che dignitoso, e se pensate che vada dato per scontato, vi invitiamo a recuperare alcuni degli ultimi prodotti Marvel. Rispetto ai film della DC, ha un tono più divertito, come quello del suo protagonista, ma sul finale rivela momenti di grande dolcezza, quasi da lacrimuccia.

Tutti i fan di Flash, serie o fumetti senza distinzione, conoscono bene il perché Flash torni nel passato e quanto importante sia questo arco narrativo per il suo personaggio. Il problema è che arriva, nel 2023, in un cinema saturo di multiversi, che ha sfornato non solo ottimi prodotti (Everything Everywhere All At Once, Spider-Man: Into the Spider-Verse e sequel), ma anche tentativi meno degni. E The Flash, diciamolo, non rientra fra i primi per quanto riguarda il trattamento del tema. È un peccato che finisca nella categoria dell’ennesimo film sul multiverso. Come dice Barry stesso, a volte un problema non ha soluzioni e allora bisogna lasciare andare. Lasciate stare i multiversi, ve ne preghiamo, che di realtà alternative ne abbiamo fatto indigestione.

E voi andrete a vedere The Flash? O ieri eravate già in sala? Cosa ne pensate del film? Ditecelo nei commenti!

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