Monster Hunter, scritto e diretto da Paul W. S. Anderson e basato sull’omonimo videogioco, arriva su Netflix a partire dal primo maggio. Il regista ha dimostrato nel corso della sua carriera di essere amante dei videogiochi, infatti il suo nome viene spesso legato agli adattamenti cinematografici di opere videoludiche: Mortal Kombat (1995) e Resident Evil (2002).
Paul W. S. Anderson non poteva non scegliere sua moglie per interpretare la protagonista di Monster Hunter. Milla Jovovich sin dai tempi della saga cinematografica Resident Evil ha dimostrato di adattarsi perfettamente a ruoli dall’alto tasso di azione e di combattimento. La coppia di sposi, ancora una volta, regala al suo pubblico un film con cui divertirsi.
Spunti di riflessione in Monster Hunter
Monster Hunter è un film senza pretese con l’unico scopo di intrattenere il suo pubblico. Il film in questo riesce alla grande, grazie ai combattimenti e alle lotte all’ultimo sangue con mostri giganteschi, con cui lo spettatore viene deliziato dall’inizio alla fine.
Il film non perde tempo in spiegazioni e subito trasporta il pubblico all’interno dell’azione. Il capitano Natalie Artemis (Milla Jovovich) e i suoi soldati, durante la ricerca di una squadra dispersa, vengono investiti da una tempesta che li catapulta in un mondo abitato da mostri giganteschi.
L’inserimento di un personaggio appartenente al mondo che conosciamo, rispetto al videogioco, è funzionale affinché lo spettatore riesca ad accettare l’entrata nel Nuovo Mondo. Il capitano Artemis ha un unico obiettivo: quello di tornare a casa, di ricongiungersi con la sua famiglia. E’ il desiderio di ogni persona e in particolare dei militari ogni volta che partono per una missione.
Il linguaggio della guerra

Il desiderio di tornare a casa, anche se è ciò che lega la maggior parte degli eroi a partire da Ulisse, è il tema portante del film. La protagonista, dopo aver perso i suoi compagni in una lotta contro dei ragni enormi (Nerscylla), si allea con un abitante del luogo, pur di raggiungere il suo obiettivo. Ciò che risulta interessante è come i due riescano a comprendersi pur non parlando la stessa lingua.
Il linguaggio fatto di gesti e movenze porta a riflettere su come in guerra non ci sia bisogno della parola per capirsi, ma di complicità. Questo è anche un modo per il regista di ridurre il dialogo al minimo per poter dare ampio spazio alle battaglie, che sono l’elemento costante di ogni minuto del film.
Le citazioni in Monster Hunter

Paul W. S. Anderson è amante dei videogiochi e non smette di dimostrarlo. Monster Hunter oltre a presentare diverse ambientazioni tipiche del videogioco su cui si basa, come la Torre del Cielo e i personaggi che la abitano, presenta alcuni riferimenti ad altre opere videoludiche come Tomb Raider.
La sequenza in cui Natalie Artemis fugge dalla grotta dei ragni giganti (Nerscylla) arrampicandosi in un piccolo cunicolo, dove si vede uno spiraglio di luce in alto che diventa sempre più grande man mano che si avvicina, ricorda la stessa scena presente nella sequenza iniziale del videogioco Tomb Raider, anche se in quest’ultimo non sono presenti gli animali a otto zampe.
Il regista, oltre a citare i videogiochi, cita anche se stesso, in particolare una sequenza del film Resident Evil: Afterlife. Quando Natalie Artemis, nella parte finale del film, si getta dal burrone inseguita dal drago, ricorda la scena dove Alice nel quarto film della saga di Resident Evil si butta dal palazzo rincorsa dagli zombie: il rallenti utilizzato per mettere in risalto il gesto del salto e la posizione adottata durante la caduta ne sottolinea la somiglianza.
Monster Hunter ti farà divertire

Monster Hunter è un film che non va preso troppo sul serio, tranne per qualche spunto di riflessione che nasconde qua e là. Paul W. S. Anderson con la sua ossessione per le battaglie, i rallenti e per sua moglie dà vita ad un film che svolge il compito principale: divertire. Immaginare un film di Paul W. S. Anderson senza la Jovovich è impossibile perché è lei la vera star dei suoi film. Milla Jovovich dona quella verve in più ai personaggi creati da suo marito.
Niente sequel a causa di quell’errore?
Malgrado gli ottimi effetti speciali e i 90 minuti di battaglie ininterrotte il film non ha guadagnato molto al box-office mondiale e in parte dovuto a ciò che accadde con la distribuzione del film in Cina.
Monster Hunter venne inizialmente cancellato dalle sale cinesi per via di una battuta vista come “razzista” presente nel film (leggi qui per saperne di più). Il film, dopo un’attenta revisione, venne fatto uscire in Cina ma senza ottenere il successo sperato. Il regista si scusò apertamente per l’accaduto ma ormai il gioco era fatto.
L’insuccesso al box-office porta a pensare che il sequel possa essere cancellato ma il sorprendente successo che il film sta ottenendo sulle piattaforme streaming potrebbe ribaltare la situazione. Non si sa ancora nulla di certo ma al di là di tutto Monster Hunter rimane un film che non richiede impegno e si fa guardare facilmente dopo una giornata di duro lavoro. Lo potete trovare sulla piattaforma streaming Netflix.









