Hitchcock e il femminile: 10 profili psicologici di donna

Le figure femminili del cinema di Hitchcock sono memorabili e sfidano gli stereotipi, risultando complessi e sfaccettati, stimolando riflessioni e portando avanti i temi del regista. Da Ingrid Bergman a Kim Novak passando per Grace Kelly, ecco 10 archetipi femminili del suo cinema.
Kim Novak in una scena del film La donna che visse due volte

Maestro del brivido, teorico del McGuffin e grande regista affascinato dalla psiche femminile. Le donne nel cinema di Alfred Hitchcock ricoprono un ruolo spesso centrale nella narrazione, personaggi memorabili che sfidano gli stereotipi e le categorie, rappresentate nella loro complessità e profondità per stimolare riflessioni sul loro ruolo sociale, seppur non sono mancate le accuse di misoginia nei confronti del regista. In questo articolo, analizzeremo 10 archetipi femminili nei film di Hitchcock, svelando le loro caratteristiche, le motivazioni e il ruolo che svolgono nella narrazione, valorizzandone l’approccio moderno e in continua evoluzione.

Teresa Wright in L’ombra del dubbio è “L’Americana”

Teresa Wright in una scena del film L'ombra del dubbio

Secondo Truffaut in L’Ombra del dubbio, Teresa Wright “offre “Uno dei migliori ritratti della tipica ragazza americana che il cinema abbia mai fatto, stupenda, con una bella figura e una camminata piena di grazia”. Questo il commento di Francois Truffaut contenuto nella famosa libro-intervista Il cinema secondo Hitchcock, secondo il quale il personaggio interpretato da Teresa Wright, per la sua naturalezza e autenticità nell’esprimere la complessità dell’animo umano, da una parte incarna l’idea della ragazza acqua e sapone dall’altra quella della ragazza posta dinanzi a una realtà che mette in discussione le sue certezze e i suoi valori. Charlie infatti, strettamente legata allo zio omonimo, sospetta che egli sia un assassino e indagando scopre una pericolosa e mortale verità.

Ingrid Bergman in Io ti salverò è “L’Angelo”

Ingrid Bergman in una scena del film Io ti salverò

La dottoressa Constance Petersen è una giovane psichiatra, assistente presso una casa di cura per malati mentali, che s’innamora del nuovo direttore della clinica, sennonché quest’ultimo è in realtà un sospetto omicida affetto d’amnesia. Professionista affermata, la cui vità è stata sempre dedicata alla cura, si lascia andare per la prima volta ai sentimenti, mettendo da parte la razionalità. Ingrid Bergman si presenta nei panni della donna in carriera ma, finisce con l’esternare la propria fragilità e sensibilità, assumendo la funzione di donna angelo, mossa dall’amore per il dottor Edwards, determinata ad aiutarlo a superare i traumi e trovare la pace interiore. La sua è un’interpretazione intensa e passionale, risultando uno degli elementi più apprezzati del film di Hitchcock.

Ingrid Bergman in Notorious – L’amante perduta è “La Temeraria”

Ingrid Bergman in una scena del film Notorious - L'amante perduta

Dedita all’alcol e alla frequentazione di locali poco raccomandabili, Elena Huberman, figlia di una spia nazista condannata a vent’anni di carcere. viene reclutata dall’agente segreto T.R. Devlin per portare a termine una pericolosa missione di spionaggio in Brasile. Elena è infatti incaricata di infiltrarsi tra un gruppo di nazisti e svelarne i segreti. All’apparenza timorosa e insicura, la donna, ancora una volta una splendida Ingrid Bergman, si scopre determinata, appunto temeraria, in quanto nonostante il rischio cui potrebbe andare in contro persegue la missione affidatagli. Ci allontaniamo quindi dalla donna angelo abbracciando una donna hitchcockiana spinta dalla volontà di redimersi dall’oscuro passato familiare e che non ha paura di affrontare i suoi sentimenti perseverando davanti a ogni difficoltà.

Grace Kelly in La finestra sul cortile è “L’Eroina”

Grace Kelly in una scena del film La finestra sul cortile

L’ingresso in scena di Grace Kelly accendendo una dopo l’altra le luci della stanza dopo aver svegliato con un bacio il proprio innamorato è tra i più iconici della storia del cinema. Ma il primo sguardo al personaggio, elegante e luminoso, non deve ingannare. Lisa Fremont è sì una fidanzata devota e desiderosa di convolare a nozze con l’amato fotografo Jeff Jeffries, ma è al contempo intraprendente nel sostenere l’indagine portata avanti dall’uomo. Jeff, bloccato sulla sedia rotella con una gamba ingessata, inizia a spiare il vicinato ed è convinto che nell’appartamento davanti al suo sia avvenuto un omicidio. Grace Kelly rappresenta quindi una figura femminile moderna e indipendente, a suo modo, per il modo di agire, un’eroina determinata nel raggiungere i propri obiettivi.

Kim Novak in La donna che visse due volte è “L’Enigmatica”

Kim Novak in una scena del film La donna che visse due volte

La performance di Kim Novak nel capolavoro di Alfred Hitchcock, conosciuto anche con il suo titolo originale Vertigo, è a dir poco memorabile grazie alla sua presenza scenica e alla complessità di un personaggio enigmatico. Madeleine Elster irrompe nella vita del detective John “Scottie” Ferguson, sulle sue tracce su commissione di un vecchio compagno del college, e altrettanto velocemente sembra scomparire quando pare togliersi la vita davanti ai suoi occhi. Ritorna però come Judy Barton, costretta a impersonificare la sé precedente, evidenziando l’alone di mistero che la avvolge e che la rende irresistibile per Scottie. Ritorna la donna dal passato oscuro (vedasi Ingrid Bergman), tormentata dal senso di colpa e in balia degli eventi, questa volta fragile e vulnerabile, seduttrice e respingente, due riflessi della stessa donna.

Eva Marie Saint in Intrigo internazionale è “L’Incantatrice”

Eva Marie Saint in una scena del film Intrigo internazionale

L’attrice statunitense interpreta Eva Kendall, donna misteriosa e affascinante apparentemente coinvolta in una pericolosa rete di spionaggio industriale nel quale è rimasto invischiato il pubblicitario Roger Thornhill. Inizia un viaggio attraverso gli USA durante il quale Eva si dimostra sicura di sé e indipendente, un’incantatrice per la sua capacità di manipolare Roger grazie al suo fascino irresistibile, incarnando perfettamente l’archetipo femminile della femme fatale. Ma la Marie Saint non si ferma allo stereotipo, Eva Kendall è l’ennesima donna sfaccettata del cinema di Hitchcock, quindi passionale e calcolatrice, diffidente ma spinta da sentimenti autentici, una figura in anticipo sui tempi per molti aspetti nonché uno degli elementi arricchenti di un grande film.

Janet Leigh in Psycho è “La Vittima”

Janet Leigh (Marion Crane) in una scena del film Psycho

Uno dei più famosi colpi di scena di sempre per una delle sequenze più iconiche di sempre. Janet Leigh è Marion Crane, donna in fuga con una ingente somma di denaro rubata, che apparentemente ricalca l’archetipo della bionda algida ma il suo destino ribalta questa lettura del personaggio. A sconvolgere lo spettatore è la famigerata sequenza della doccia a meno di metà film in cui Marion è assassinata e rivela il suo ruolo di falsa protagonista. Marion è vittima delle sue scelte, del suo essere trasgressiva infrangendo la legge, fungendo da monito per l’imprevedibilità della violenza affrontando conseguenze inevitabili. Uno screen time così eseguo per un ruolo tragico fondamentale che da donna moderna sfidante delle convenzioni sociali diventa inevitabile vittima imperfetta del sistema.

Vera Miles in Psycho è “La Vendicatrice”

Vera Miles in una scena del film Psycho

L’altra faccia della medaglia è Lila Crane, sorella di Marion, interpretata da Vera Miles, che dell’essere una figura seconda riveste un ruolo fondamentale per lo sviluppo della trama e per la risoluzione del mistero che avvolge Norman Bates e famiglia. In seguito alla morte della sorella, avvenuta nella famigerata scena della doccia (qui la spiegazione definitiva), Lila è portatrice di una vendetta non violenta ma dal valore catartico, mossa da un elevato senso di giustizia e dalla volontà di onorare la morte di Marion. Per questa sua rappresentazione è l’incarnazione della determinazione femminile, un esempio di donna forte e indipendente, capace di farsi valere in un mondo dominato dagli uomini.

Tippi Hedren in Gli uccelli è “L’Emancipata”

Tippi Hedren in una scena del film Gli uccelli

Oltre ad aver alimentato una nuova fobia, l’ornitofobia,Gli uccelli è uno dei film di Hitchcock che si inserisce nel suo sviluppo filmografico della figura femminile tridimensionale. Tippi Hedren, attrice scoperta dal regista inglese, è Melanie Daniels, mondana e benestante, che giunta nella località di Bodega Bay scopre di essere diventata bersaglio prediletto dei volatili che sorvolano minacciosi la baia. Melanie finisce per essere coinvolta in una situazione inspiegabile come lo sono sfide che la vita pone davanti a noi. La conseguenza è la trasformazione del personaggio, moderno e sfaccettato nell’evolvere da donna certamente emancipata ma superficiale a figura matura e consapevole che svela il suo lato autentico e protettivo. L’interpretazione della Hedren fa il resto, trasmettendo la vulnerabilità prima e il coraggio poi di una donna che affrontando l’ignoto ritrova se stessa.

Tippi Hedren in Marnie è “La Bugiarda”

Tippi Hedren in una scena del film Marnie

Cleptomane, avversa al contatto fisico con gli uomini, non sopporta i temporali, la vista del rosso ed è una bugiarda patologica. Marnie, protagonista dell’omonimo film, è forse la figura femminile più distante dai classici archetipi. Un’esperienza traumatica vissuta nell’infanzia ha provocato evidenti problemi psicologici. Per Marnie la mitomania è un meccanismo di difesa per tenere lontane le persone e la cleptomania il brivido di esercitare il controllo su qualcosa. L’evoluzione del personaggio e il suo graduale cambiamento passa dalla relazione con il suo datore Mark Rutland, nata per ricatto e distante dai canoni romantici. Tippi Hedren offre una prova attoriale intensa e dalle molte sfaccettature, alternando disperazione, rabbia e fragilità, per quello che è il ruolo più complesso della sua carriera.

Dopo anni di analisi e approfondimenti è evidente dell’assoluta modernità del cinema di Alfred Hitchcock, in grado di attraversare le decadi e conservare una grande potenza comunicativa, anche per la sua capacità di rappresentare la psiche femminile. Personaggi mai banali, spesso avvolti dal mistero e contraddistinti da una forte ambivalenza morale, le donne ricoprono un ruolo determinante nello sviluppo delle sue tematiche. Queste erano sono le 10 figure femminili presenti nella sua filmografia, 10 archetipi differenti, che sottolineano come Hitchcock abbia creato personaggi affascinanti e indimenticabili.

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