Halloween Kills, recensione: il male muore stanotte (o forse no)

Halloween Kills, come il suo prequel Halloween, si ricollega ai fatti avvenuti nella notte di Halloween del 1978. La pellicola vede alla regia David Gordon Green, affiancato da John Carpenter, regista del primo film originale, che si occuperà qui anche delle musiche. Come back in splendida forma per Michael Myers e Laurie Strode.
Halloween Kills, recensione: il male muore stanotte (o forse no)

Halloween Kills fa parte delle nuove proposte che troverete in programmazione su Prime Video. Il film del 2021 di David Gordon Green è disponibile sulla piattaforma già dal primo maggio. La pellicola è il capitolo di raccordo della trilogia finale dedicata alla maschera di Michael Myers. È quindi sequel diretto di Halloween del 2018, ma è tecnicamente il dodicesimo film della saga.

Il franchise che ha preso vita nel 1978, con Halloween – La notte delle streghe, ha infatti preso negli anni varie direzioni narrative. Con il film del 2018 è emersa però la volontà di cancellare, letteralmente, quanto successo a partire dal secondo capitolo, permettendo alla saga di ritrovare la propria identità originaria e glissare su alcuni elementi introdotti dopo, poco credibili e poco efficaci. (leggi qui per il catalogo di maggio di Prime Video).

Michael Myers deve davvero morire?

Halloween Kills ci riporta all’epilogo di Halloween e si apre con una Laurie Strode gravemente ferita e confinata in ospedale, dove ben presto realizzerà che la sua trappola perfetta per liberarsi definitivamente dell’Uomo Nero non ha avuto il risultato sperato. Nel corso della pellicola ricorrono poi una serie di flashback che si ricollegano direttamente alla pellicola del ’78, garantendo un ottimo fan-service e aggiungendo dettagli e informazioni là dove il film originale aveva lasciato qualche lacuna.

Apprezzabile in questo senso l’iniziativa di inserire tra i personaggi principali Tommy Doyle. Proprio quel Tommy bambino che la Jamie Lee Curtis babysitter aveva salvato nel primo film, che viene qui reso, insieme a Jamie sia chiaro, la massima incarnazione dello spirito della comunità di Haddonfield. Una comunità stremata e terrorizzata, che necessita di liberarsi da quel male assoluto che ormai la intossica da troppo tempo.

Escalation di sangue e terrore in Halloween Kills

Contenuti ad alto livello splatter in Halloween Kills
Contenuti ad alto livello splatter in Halloween Kills

La notte di Halloween è ancora lunga e Michael Myers è tornato a mietere vittime e dolore, in una carneficina senza fine. Di pari passo con i suoi omicidi, sale l’angoscia tra gli abitanti della cittadina che non riescono ad arginare il loro nemico mascherato numero uno. Il tutto si tramuta in una escalation di violenza che non guarda in faccia nessuno e che travolge anche fragili e innocenti, trascinando i protagonisti in una riflessione retorica sulle persone ciniche e senza freni in cui il caos causato da Myers li ha trasformati.

I nostri eroi arriveranno anche a domandarsi se è davvero nel loro diritto porre fine alla vita di Michael. Ma non temete, la parentesi compassionevole ha una durata piuttosto breve e la risposta è sì. Il male deve morire e deve morire stanotte. Il che fornisce agli spettatori una delle scene più crude del franchise, che vede l’interà comunità accanirsi sul corpo di Michael, dove l’eccesso e l’ironia tipiche dello slasher lasciano il posto a rabbia e frustrazione.

Halloween Kills, epilogo mancato

La figlia di Laurie Strode con l'iconica maschera di Myers in una delle scene conclusive
La figlia di Laurie Strode con l’iconica maschera di Myers in una delle scene conclusive

In questo secondo capitolo di raccordo della trilogia conclusiva abbiamo una rivitalizzazione del personaggio di Michael Myers che continua di fatto, anche a distanza di 43 anni, a funzionare. Ancora una volta il volto del killer non viene mostrato al pubblico, contribuendo a far spar sparire quasi del tutto il lato umano dell’Uomo Nero e a rafforzare l’incarnazione simbolica della maschera come male puro e oscuro.

In fin dei conti, ci troviamo davanti ad un film senza pretese, con una sinossi non particolarmente elaborata, ma che conosce i propri punti di forza e rispetta tutte quelle caratteristiche che soddisfano i parametri di un buon titolo slasher. La pellicola fonde senza problemi tensione, angoscia, disgusto e divertimento, in particolare nei confronti degli omicidi messi in atto da Michael, efferati sì, ma senza dubbio molto creativi. Da menzionare anche l’interpretazione di Jamie Lee Curtis, leggermente sopra le righe, ma che ben si intona al tono del film.

Se si vuole fare un appunto, Halloween Kills si presenta esso stesso come un degno epilogo conclusivo per la maschera di Michael Myers. L’espressione “il male muore stanotte” viene ripetuta da tutti i protagonisti sino allo stremo, portando davvero a pensare che l’agognata uccisione dell’Uomo Nero non possa più essere rimanadata. Ecco questo invece non accade, lasciando al capitolo finale della trilogia poco materiale su cui lavorare.

 

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