“Le mie idee politiche sono private, ma il mio femminismo influenza la mia vita professionale. Interpreto personaggi femminili, quindi ho l’opportunità di cambiare il modo in cui le persone li guardano“. Sono parole dell’attrice Frances McDormand che, oggi 23 Giugno, compie 66 anni. In queste due righe McDormand sintetizza la sua essenza attoriale e il suo credo in quanto donna femminista e militante. La sua è una figura innanzitutto artistica, ma allo stesso tempo iconica. Anzi, il modo migliore per definire il lavoro e l’approccio ad esso del premio Oscar che oggi festeggia gli anni è proprio anti-iconico.
McDormand è un’anti-icona, anti-diva, il contrario di ciò che il divismo hollywoodiano ha da sempre perpetrato, creando un immaginario filmico collettivo in cui il ruolo della donna è subordinato a quello di un uomo. Donne che non possono permettersi di prendere chili, di avere i capelli bianchi, di non essere sposate o truccate. La protagonista di Fargo si impegna a cambiare queste regole non scritte, mostrando, attraverso il suo carattere e il suo lavoro, un’altra immagine della donna. Abbiamo scelto 5 ruoli iconici dell’attrice per spiegare meglio questo concetto.
Frances McDormand: femminista da Oscar
Consapevole degli schemi all’interno dei quali opera, un po’ una versione femminista di Elio Petri, Frances McDormand ha fatto della sua carriera il mezzo di comunicazione principale per portare avanti le sue battaglie. Carriera che l’ha vista ricevere quattro premi Oscar, un Golden Globe, un BAFTA e molti altri riconoscimenti che hanno consolidato la sua immagine come quella di un’attivista prima di un’attrice, di una donna prima di un volto sullo schermo. La sua bellezza anti-convenzionale, il suo carisma e forza non la rendono esattamente la donna-oggetto-desiderio che deve ambire a fare tanto quanto fanno gli uomini.
La sua immagine ha, anzi, contribuito a ribaltare questo ruolo gender retrogrado. Il suo essere una “donna scomoda” è ciò che l’ha spinta a interpretare i personaggi della sua carriera, di cui noi abbiamo selezionato i cinque più iconici nel rappresentare la forza imprescindibile dal loro essere donna.
Mississippi Burning (1988)
Il film narra le vere vicende accadute nell’estate del 1964 nella contea di Neshoba, in Mississippi. Le vicende in questione riguardano l’omicidio di tre attivisti per i diritti civili degli afroamericani da parte di membri del Ku Klux Klan. Gene Hackman e Willem Dafoe interpretano i due agenti dell’FBI, la regia è di Alan Parker e Frances McDormand, alla sua quarta apparizione su grande schermo, è la signora Pell. Il signor Pell è uno dei principali indagati per l’omicidio e la moglie nel corso del film riuscirà a emanciparsi dalla violenza psicologica e fisica del marito e a collaborare con gli agenti.
Quello della McDormand è un personaggio chiave di un film che prende posizione e denuncia uno scandalo di stato. Con Mississippi Burning le capacità dell’attrice risultano chiare quanto la sua attitudine all’essere una donna che non segue le regole, prende posizione e denuncia ciò che reputa sbagliato.
Women Talking (2022)
McDormand, dopo aver letto il libro omonimo scritto da Miriam Toews riguardo le vere vicende che sconvolsero una comunità mennonita in Bolivia nel 2011, decise di produrne l’adattamento cinematografico la cui regia è stata affidata a Sarah Polley. Nel film, diverse donne appartenenti all’isolata comunità scoprono di essere state vittime di abusi fisici da parte degli uomini che le drogavano e sedavano nel sonno. Si trattano temi quali il far sentire la propria voce di fronte alle ingiustizie e l’influenza del fanatismo religioso su certe questioni.
Women Talking è un atto di immaginazione al femminile, pensato e creato da donne. Generazioni a confronto su ciò che da secoli viene loro privato, in un modo o nell’altro: la voce. In questo film ciò che dicono le vittime degli abusi inizialmente non viene ascoltato dagli uomini e ignorato dalle autorità. Solo facendo gruppo riusciranno a farsi giustizia. McDormand interpreta Scarface Janz, ma è la sua collaborazione in quanto produttrice che conferma ulteriormente la lotta femminista dell’attrice.
Fargo (1996)
Uno dei più iconici tra i film dei fratelli Coen, Fargo è il titolo dai toni macabri e assieme umoristici che ha assicurato a Frances McDormand il suo primo premio Oscar come miglior attrice. Interpreta Marge, la poliziotta incinta dai modi provinciali e buoni quanto agguerriti e determinati. La donna farà luce su uno strano caso di rapimento, mettendo a rischio la propria vita. Il film è un cult apprezzatissimo da pubblico e critica, interpretato da Steve Buscemi, William H. Macy e Peter Stormare.
Vincitore di due premi Oscar, Fargo è una delle innumerevoli collaborazioni tra l’attrice e i fratelli Joel e Ethan Coen. McDormand è sposata con Joel dal 1984.
Nomadland (2020) Frances McDormand femminista operaia
Esce nel 2020 Nomadland, diretto e prodotto Chloé Zhao, adattando l’inchiesta omonima della giornalista Jessica Bruder. Le vicende narrate sono quelle di Fern, una donna che, nel 2008, perde il marito e il lavoro e decide di partire con il suo furgone per una vita da nomade. La protagonista, ovviamente, è interpretata da McDormand che in questo titolo regala una delle sue interpretazioni migliori, unendo femminismo e proletariato precario. Fern ha perso tutto e non ci sarà nessuno che potrà aiutarla, se non le sue sole forze.
In questo film dalla magnifica regia e fotografia, Zhao espone temi realistici e reali con una sensibilità rara, incarnata perfettamente da Frances McDormand. L’attrice comunica non verbalmente, facendo dei segni del tempo scavati sulla sua pelle la sua forza. Il film ha vinto tre premi Oscar, due Golden Globe e quattro BAFTA.
Tre manifesti a Ebbing, Missouri (2017)
Diretta da Martin McDonagh e affiancata da Woody Harrelson, Sam Rockwell e John Hawkes, McDormand è Mildred, la protagonista di Tre manifesti a Ebbing, Missouri. La donna cerca giustizia e verità dopo lo stupro e omicidio della figlia, avvenuto mesi prima su cui nessuno è riuscito a trovare un colpevole. Denuncia pubblicamente e in modi non convenzionali lo sceriffo del paese, vincendo l’antipatia di molti, tra cui il vice-sceriffo e l’ex marito.
Mildred è una donna che non ha intenzione di farsi dire cosa fare da nessuno. Tiene testa agli abusi psicologici dell’ex marito e all’incompetenza del vice-sceriffo, difendendosi da sola dalle minacce ricevute da chi, in paese, non la pensa come lei. La sua è la disperazione di una madre ma anche quella di una donna che, in quanto tale, non viene ascoltata come dovrebbe. Il film ha vinto due Oscar, quattro Golden Globe, cinque BAFTA e molto altro ed è l’interpretazione per la quale la McDormand ha vinto la sua seconda statuetta d’oro.
Realismo, anti-divismo e prese di posizione di Frances McDormand

La McDormand ha sempre avuto una preferenza per i film dalle storie vere, o quanto meno passabili per tali, i cui protagonisti sono donne potenzialmente qualunque, ma la cui forza risiede proprio in questo. L’attrice ha dimostrato incredibili capacità attoriali, che spaziano dal drammatico al comico, ma mantenendo sempre ben chiara la sua posizione femminista e anti-diva, che non ama ogni aspetto del suo corpo, ma non se ne vergogna, che si rende conto di star invecchiando, ma lo mostra fieramente.
Anti-diva, anti-icona e anti-hollywoodiana, Frances McDdormand è riuscita a far valere sempre ciò in cui crede, sovvertendo le regole e diventando una delle più iconiche attrici dei nostri tempi.









