Elliot Page: “Sul set di Juno facevo sesso di continuo con Olivia Thirlby”

Nella sua nuova autobiografia memoir dal titolo “Pageboy”, Elliot Page racconta tutto se stesso, senza filtri, senza più il timore di essere giudicato. E racconta della fortissima passione sessuale nata sul set di Juno con la co-star Olivia Thirlby.
Elliot Page e Olivia Thirlby

Ricordate Juno, il film del 2007 diretto da Jason Reitman (figlio di Ivan e oggi prosecutore della saga paterna dei Ghostbusters) in cui Elliot Page interpretava una giovane ragazza incinta decisa a far adottare il bambino in arrivo a una coppia? Con la partecipazione fra gli altri di Micheal Cera, Jennifer Garner e Jason Bateman, il film è diventato un classico adolescenziale degli anni 2000. Oggi, il protagonista condivide nuovi dettagli nella sua autobiografia/memoir intitolata Pageboy.

The Indipendent in particolare, che tramite la critica Donna Edwards ha definito Pageboy un “libro di memorie umanizzante e ben scritto”, si è concentrato su un passaggio che riguarda la relazione, dentro e fuori lo schermo, fra Elliot Page e la co-star Olivia Thirlby. Fra lei e Page sarebbe stata passione a prima vista.

Alla luce di quanto scritto nel memoir, quella sul set di Juno sembra esser stata un’esperienza positiva per Page, che negli ultimi mesi è tornata invece con la memoria a quei set che, anche non volutamente, l’avevano messa particolarmente in difficoltà in un momento delicato del suo percorso di affermazione di genere: in particolare, ripensa con terrore a Inception.

Il ricordo di Elliot Page

Nel suo memoir, Page comincia con l’ammettere che venne preso completamente alla sprovvista la prima volta che vide Thirlby: “Anche se avevamo la stessa età, lei sembrava molto più capace, esperta, centrata e sessualmente aperta, molto lontano quindi da dove mi trovavo in quel momento. Ma la chimica era palpabile”.

Page continua raccontando di un pomeriggio nella camera d’hotel di Olivia, quando “lei mi guardò direttamente e disse a bruciapelo: «Sono davvero attratta da te». A quel punto, abbiamo iniziato a baciarci come se volessimo succhiarci la faccia e abbiamo iniziato a fare sesso in continuazione: nella sua camera d’albergo, nelle nostre roulotte al lavoro, una volta in una piccola stanza privata di un ristorante“.

Ma il racconto di Page non è da prendere come puro gossip, quanto della sua acquisita libertà di poter raccontare di se stesso senza alcun filtro: “Mi sento fortunato a scrivere questo. Essere qui. Essere arrivato a questo punto della mia vita. Provo un’enorme gratitudine per le persone incredibili che mi hanno supportato in questo viaggio”. Oggi, Page fa altrettanto e si attiva per far evolvere il suo settore verso posizioni più inclusive, come la sua battaglia (e non solo sua) per i premi gender-neutral agli Oscar.

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