Hamilton Behind the Camera: i premi alle troupe che non conoscevi

Grazie allo storico marchio Hamilton Watch, noi di CiakClub siamo volati fino a Los Angeles per partecipare in diretta alla 14esima cerimonia di premiazione degli Hamilton Behind the Camera Awards, riconoscimento dedicato alle maestranze dietro la macchina da presa.
Dwayne Johnson e Benny Safdie alla 14esima edizione degli Hamilton Behind the Camera Awards a Hollywood

A Los Angeles, da 14 anni ormai, si tiene una cerimonia di premiazione che non molti conoscono, ma che da quando nacque nel 2006 per volontà del marchio Hamilton Watch, ha raccolto sempre più l’amore e la gratitudine di chi, il cinema, lo fa. Anzi, di chi il cinema lo rende possibile, ma non sempre viene celebrato come merita. Questo fanno gli Hamilton Behind the Camera Awards: premiare tutte quelle maestranze che stanno dietro la macchina da presa e che per questa ragione non vediamo. Ma ne vediamo il lavoro in ogni porzione di inquadratura di un film: registi, scenografi, costumisti e molti altri ancora.

Lo storico marchio di orologi americano-svizzero infatti, è conosciuto anche come The Watchmaker of Filmmaker grazie al suo rapporto quasi secolare con il grande schermo. Dal 1892, il marchio Hamilton produce modelli di grande design e grandissima attenzione a ogni meccanica, ingranaggio, dettaglio. Gli orologi Hamilton e i film hollywoodiani sono un connubio consolidato da oltre 90 anni. Il marchio Hamilton compare al polso di molti personaggi celebri, contribuendo a conferire autenticità alla dinamica della storia e dei protagonisti e arricchendo lo storytelling cinematografico di nuove sfaccettature. Negli anni ha creato design unici su richiesta di registi del calibro di Stanley Kubrick, affinché rispecchiassero l’anima del film (2001: Odissea nello spazio); ha prestato modelli da collezione diventati veri e propri protagonisti del film (Interstellar); messo a disposizione la propria consulenza per la ricerca di pezzi d’epoca da collezioni private coerenti al contesto storico (Oppenheimer).

Guillermo del Toro e Mike Hill alla 14esima edizione degli Hamilton Behind the Camera Awards a Hollywood

Da tutto questo nascono, nel 2006, gli Hamilton Behind the Camera Awards, la cui cerimonia di premiazione è il primo grande evento a inaugurare, in un certo senso, la successiva Awards Season che dal mese di novembre porta direttamente all’assegnazione degli Oscar. Non la apre ufficialmente, ma la precede. Chissà che un giorno non possa diventare un’agenda setting per tutti i successivi riconoscimenti alle maestranze. Quest’anno, per la quattordicesima edizione degli Hamilton Behind the Camera Awards svoltasi in collaborazione con Variety, prestigiosa testata di settore, la data prescelta è stata il 5 novembre – “Ricorda per sempre il 5 novembre…“, diceva qualcuno proprio in un film – e noi di CiakClub siamo stati invitati lì per prendervi parte in prima persona.

Grazie a Hamilton siamo volati fino a L.A. La nostra prima volta nella Città degli Angeli, nella città del cinema: era anche arrivato il momento. Neanche il tempo di fare due passi lungo la Hollywood Walk of Fame, la famosa passeggiata in Hollywood Boulevard tappezzata dalle più grandi stelle del cinema (e non solo), che siamo stati catapultati nel vivo delle celebrazioni, degli incontri e di tutto ciò che si racconta di Hollywood. Spoiler: è vero. Prendiamo posto al nostro tavolo – sì, a Hollywood le cerimonie di premiazione si fanno per l’ora di cena – e ci prepariamo ad assistere a tutte le grandi personalità che solcheranno quel palco.

Miles Caton e Douglas Ware alla 14esima edizione degli Hamilton Behind the Camera Awards a Hollywood

Sono esattamente dieci, le categorie degli Hamilton Behind the Camera Awards, una per ogni maestranza. E ciascuna statuetta è stata consegnata da altre grandi personalità del mondo dello spettacolo, spesso dagli stessi registi dei film vincitori. Uno dei momenti più attesi della serata è stata la consegna del premio per la Miglior Regia, da parte dell’attore Dwayne Johnson, al suo stesso regista Benny Safdie per The Smashing Machine, già premiato a Venezia con il Leone d’Argento per la stessa categoria. Ma anche l’arrivo di Guillermo del Toro, che per il suo Frankenstein ha premiato Mike Hill nella sezione dedicata agli artisti degli effetti speciali e del make-up. Poi ancora Steven Yeun, che ha consegnato il premio per la Miglior Sceneggiatura agli autori di Rental Family, Hikari e Stephen Blahut.

Quest’ultimo ha commentato la vittoria con questo discorso di accettazione: «In un momento cruciale del film, un personaggio dice all’altro: “A volte tutto ciò di cui abbiamo bisogno è qualcuno che ci guardi negli occhi e ci ricordi che esistiamo”. Credo che sia proprio questo ciò che desideriamo: sapere che stiamo facendo bene nella vita, che ciò che facciamo ha valore. Pertanto, Hikari ed io desideriamo ringraziare Hamilton Watches, Variety e tutti i presenti questa sera per aver fatto sentire noi, destinatari del premio Behind the Camera, visti e riconosciuti, e per averci fatto sapere che stiamo svolgendo un buon lavoro».

Scott Cooper e Pamela Martin alla 14esima edizione degli Hamilton Behind the Camera Awards a Hollywood
Scott Cooper and Pamela Martin at The 14th Annual Hamilton Behind the Camera Awards Presented by Variety at Avalon Hollywood on November 05, 2025 in Los Angeles, California.

Continua il palmarès con il premio per i Migliori Costumi andato a Colleen Atwood per Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, consegnato dall’attrice Teyana Taylor; quello per Miglior Sonoro andato a Al Nelson, Gary Rizzo e Juan Peralta per F1 – Il film, assegnato dal regista Joseph Kosinski; Miglior Montaggio a Pamela Martin per Springsteen: Liberami dal nulla, sempre assegnato dal regista Scott Cooper. E ancora Matthew Libatique per il suo lavoro come direttore della fotografia di Is This Thing On?

Anche Libatique si è speso in un lungo discorso di accettazione: «Essere riconosciuto dagli Hamilton Awards — una realtà che celebra l’arte e la maestria che si celano dietro il cinema — significa moltissimo per me. La direzione della fotografia è un’impresa profondamente collaborativa, e questo riconoscimento appartiene davvero a tutti coloro che hanno contribuito a dare vita a Is This Thing On? Per me, la fotografia non riguarda solo lo stile; riguarda l’empatia. Riguarda il tentativo di vedere le persone, di vederle davvero, in tutte le loro contraddizioni. Se questo spirito emerge in Is This Thing On?, allora abbiamo raggiunto il nostro obiettivo».

Channing Tatum e Inbal Weinberg alla 14esima edizione degli Hamilton Behind the Camera Awards a Hollywood

Infine ha vinto Douglas Ware, responsabile degli oggetti di scena di Sinners – I peccatori; Nicholas Britell per la colonna sonora di Jay Kelly; Inbal Weinberg per le scenografie di Roofman. Quest’ultimo premio è stato consegnato dall’attore Channing Tatum, che ha enucleato alla perfezione tutto il valore di questo bellissimo premio cui auguriamo lunga vita e molte altre edizioni a venire: «Che onore incredibile essere qui, in questa sala, insieme ai veri artefici di questo miracolo. Le storie che amo non prenderebbero mai vita senza di voi. Quindi, grazie di cuore».

Anche a nome di CiakClub, un grazie di cuore a Hamilton Watch per averci permesso di partecipare all’evento e, in particolare, a chi rende possibile l’arte che amiamo e a cui dedichiamo tutte le nostre giornate.

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