As Bestas: la recensione del thriller di cui avevamo bisogno

As Bestas - La terra della discordia è il quarto film del giovane cineasta madrileno Rodrigo Sorogoyen. Il titolo, crudo, diretto e tecnicamente perfetto, ha vinto nove premi Goya ed è ora disponibile alla visione nei cinema italiani. As Bestas è un thriller come se ne sono visti pochi negli ultimi tempi.
As Bestas: la recensione del thriller di cui avevamo bisogno

Rodrigo Sorogoyen firma il suo quarto titolo in qualità di regista e co-sceneggiatore con un film dalla visione intensa, in grado di soddisfare il cinefilo più accanito e di coinvolgere completamente anche uno “spettatore della domenica”. As Bestas – La terra della discordia è un film che non lascia scampo, rende lo spettatore preda di quello che succede sullo schermo, lo stringe in una morsa, o meglio, una presa.

Una presa dura e antica come il tempo dell’essere umano su questo pianeta, ottusa e ostinata, poco incline al cambiamento. Sorogoyen mette in dubbio il concetto stesso di umanità e mostra nel suo film delle bestie, per l’appunto. Ma è proprio qua che il cineasta si supera. La scrittura dei personaggi, il modo in cui questi evolvono nel corso delle vicende, ma anche gli scenari, il contesto, i retroscena, tutto ci obbliga a mettere in discussione addirittura chi, tra i personaggi sullo schermo, ci appare come ovvia scelta nell’indicare chi è più vicino a una bestia piuttosto che a un uomo.

La trama di As Bestas – La terra della discordia

Ci troviamo in uno sperdutissimo paesino della Galizia rurale, abitato da persone che hanno dedicato tutta la loro vita all’allevamento di animali, alla coltura del terreno e al lavoro sfiancante che, alla lunga, poco ripaga, in termini prettamente economici. Eppure, è la destinazione finale di una coppia francese, Olga e Antoine. Dopo una vita di esplorazione e curiosità in giro per il mondo, i due decidono di stabilirsi in questo apparentemente tranquillo angolo di natura della Spagna del sud. Vivono dei frutti della terra e nel tempo libero ristrutturano case.

Gli abitanti del villaggio sono pochi. Un paio sono amici dei due francesi, la maggior parte agiscono indifferenti nei loro confronti ma sono due personaggi in particolare che hanno proprio preso di mira la neo arrivata coppia. Xan e Lorenzo sono due fratelli che da tutta la vita si occupano delle vacche di famiglia. Sono cresciuti nella miseria e nella fatica, ma soprattutto nel risentimento e nell’odio. I due personaggi incarnano un concetto molto retrò di mascolinità, la cui comunicazione è più fisica che verbale, la cui ottusità è ciò che li guida nelle decisioni. I due fratelli prendono di mira la coppia francese.

Un’ascesa negli inferi della terra

Complice una disputa sulla firma di un contratto per ricevere dei soldi in cambio della cessione dei terreni per la costruzione di pale eoliche, i due fratelli decidono di rendere la vita di Antoine e Olga un inferno. Quelli che iniziano come scherzi e atti di bullismo territoriale, finiscono in ciò che per i due innamorati francesi altro non può definirsi se non un inferno. Antoine cerca di difendersi con una telecamera per avere prove e usando la parola, cercando di mediare, di trovare un punto di incontro. Cosa che sembra non poter accadere.

As Bestas tra Hitchcock e i fratelli Coen

Marina Fois e Denis Ménochet protagonisti di As Bestas
Marina Fois e Denis Ménochet protagonisti di As Bestas

Il regista conosce il cinema. Ne conosce la storia e le tecniche e, soprattutto, conosce le modalità e i tempi con cui usare queste tecniche. Il film è colmo di quelli che più che riferimenti sono vere e proprie lezioni imparate e messe in pratica alla perfezione dal maestro della tensione Alfred Hitchcock.

Il creare uno scenario in cui il protagonista è in trappola, ma il tutto a cielo aperto, magari in un vasto campo, è Intrigo Internazionale in pieno. Giochi di ombre sulle facce, primi piani tesissimi, attimi eterni. Ma anche dialoghi spietatamente umani in situazioni che percepiamo quasi come familiari. Olga sembra uscita da un film dei fratelli Coen. Agisce in modo simile a Frances McDormand nel capolavoro 3 Manifesti a Ebbing, Missouri.

Quando regista e attori lavorano alla perfezione

I fratelli Xan e Lorenzo
I fratelli Xan e Lorenzo

In As Bestas i protagonisti, in effetti, riescono a cogliere egregiamente una sceneggiatura già quasi perfetta. Marina Fois e Denis Ménochet ci lasciano un’interpretazione da manuale. Ma la differenza è Luis Zahera nei panni del fratello Xan a farla. Scavato come la roccia sotto cui probabilmente è nato, Zahera ci regala una performance fisica, espressiva e terribilmente convincente. Passa dall’essere il vecchio di paese che non sa tenere a freno la lingua a vera e propria minaccia proveniente quasi da un altro mondo. Quello delle bestie, probabilmente.

Ispirato a fatti realmente accaduti, As Bestas è un thriller di cui il cinema oggi aveva assolutamente bisogno. Segue una linearità visiva e narrativa che permette anche al fruitore più “alla buona” di poter seguire le vicende sullo schermo. Ma è evidente come ogni immagine, ogni scena, ogni inquadratura sia frutto di una mente che il cinema lo ama. Sorogoyen è un regista giovane, che però è già riuscito a dare molto al mondo del cinema. Noi siamo convinti che sarà in grado di dare sempre di più.

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