Youtopia, la recensione del film con Matilda De Angelis

“Youtopia è in continuità con l’approccio neorealistico italiano. Senza trovare particolari innovazioni nel disegno sociale, si impone nell’inconscio con atmosfere, riflessioni e umori difficili da dimenticare”.

Matilde vive con la madre, disoccupata, e la nonna malata. I debiti rischiano di far perdere loro la casa. La ragazza, arrabbiata e vulnerabile, tenta di far soldi spogliandosi su internet, davanti a una webcam. Nel frattempo, si rifugia nel mondo virtuale di un videogioco di ruolo online; qui ha l’occasione di conoscere e innamorarsi di un ragazzo di cui non conosce neanche il vero aspetto. Il punto di non ritorno arriva quando Matilde decide di vendere la propria verginità all’asta. La storia segue anche le vicende di quello che sarà il suo compratore: un farmacista alle prese con un matrimonio complicato. Youtopia è il nuovo film di Berardo Carboni, un’interessante riflessione sul rapporto fra il mondo virtuale e quello reale ai nostri tempi. Con Matilda De Angelis nel ruolo della protagonista, Donatella Finocchiaro e Alessandro Haber.

Youtopia, nonostante qualche imperfezione, è un film che si fa apprezzare per il coraggio e la mancanza di filtri nel raccontare una realtà delicata. Riesce, attraverso il disegno di personaggi il cui lato umano arriva come un pungo allo stomaco, a risultare a tratti sgradevole e quasi sempre coinvolgente. È il personaggio di Alessandro Haber ad essere maggiormente interessante; la sua mancanza di etica e il suo squallore – compra la verginità di una ragazza appena diplomata – si sposano perfettamente con le sue fragilità e le sue insicurezze. Riesce a far pena, a risultare sgradevole quanto reale, inserendosi come vittima in un contesto il cui problema di fondo va decisamente oltre ai suoi comportamenti. Ci sono molti dei problemi della nostra società nel suo personaggio: la disperazione, la mancanza di punti di riferimento morali e la povertà umana che convogliano nell’anarchico mondo del web, il quale avanza di pari passo.

Ma internet, in quanto specchio della realtà, ha anche il suo lato idealista e incoraggiante. Matilde riesce a consolarsi nella sua ricerca di serenità e dolcezza, coltivando un rapporto sorprendentemente reale dietro a un avatar. La purezza di questa ricerca contrasta con la pochezza del mondo delle webcam e degli spogliarelli; la protagonista si assume questa responsabilità, ostentando durezza e assertività. Caratteristiche che assume per fronteggiare un vita difficile che la costringe, suo malgrado, a crescere troppo in fretta. Caratteristiche che, in condizioni normali, le apparterrebbero solo in parte. Il coraggio e la decisione con cui prende le sue scelte sembrano essere l’opposto di quelle della madre, la quale fa più fatica a caricarsi sulle spalle la pesantezza di una situazione economica drammatica. Due personaggi che, pur non avendo una costruzione caratteriale originalissima, funzionano alla perfezione nel complesso.

Youtopia

Ma anche qui, è il contrasto fra due mondi opposti a farla da padrone; è questa la forza di una sceneggiatura che affronta le contraddizioni del web e della vita attraverso elementi che si compensano a vicenda. Berardo Carboni sceglie comunque toni pesanti per arrivare allo spettatore, il quale viene costretto a riflettere e a inquietarsi. Youtopia affronta un grave problema così come nessuno aveva mai fatto; in questo senso, il film è in continuità con l’approccio neorealistico italiano. Senza trovare particolari innovazioni nel disegno sociale, si impone nell’inconscio con atmosfere, riflessioni e umori difficili da dimenticare.

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